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The Surge 2: provato il Soulslike Sci-Fi di Deck13

In vista di un lancio ormai sempre più vicino, Focus Home Interactive porta una demo di The Surge 2 alla Gamescom di Colonia.

The Surge 2
Anteprima: Multi
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • A spasso per la Koelmesse abbiamo colto l'occasione per mettere alla prova i nostri riflessi - e occasionalmente la nostra capacità di sopprimere colossali costrutti imprecatori - con The Surge 2, secondo capitolo della serie soulslike di Deck 13. Un sequel che punta a migliorare in ogni aspetto l'offerta ludica del predecessore, arricchendola con una manciata di novità decisamente interessanti, che abbiamo provato per voi alla Gamescom di Colonia.

    Un brusco risveglio

    The Surge 2 cala il giocatore in un contesto narrativo dai tratti distopici, dove la tecnologia ha trasformato la società in un coacervo di mostruosità meccanizzate e violenza indiscriminata. In seguito agli eventi del primo capitolo, l'umanità si muove allo sbaraglio tra le spire di una città sulll'orlo dell'apocalisse, dove l'incontro con un altro essere vivente è quasi sempre un presagio di sventure letali. Nei panni di un sopravvissuto (personalizzabile all'interno di un editor piuttosto basilare) risvegliatosi da un lungo coma, la nostra priorità numero uno sarà quella di sopravvivere al crudele abbraccio di questo nuovo ordine mondiale, in un carosello di smembramenti e scontri all'ultimo sangue.

    Un obiettivo che, nei 40 minuti del nostro hands-on, ci ha imposto di prendere confidenza con un combat system sensibilmente più scattante e rifinito rispetto a quello del predecessore (per saperne di più vi rimandiamo alla recensione di The Surge). Gli sviluppatori hanno infatti provveduto a limitare in maniera considerevole la "pesantezza" che caratterizzava i combattimenti di The Surge, lavorando sul comparto animazioni per rendere più fluido e appagante ogni scontro. Lo scarto è netto e piacevole, sebbene permanga - almeno in questa fase - qualche piccolo problema legato alle collisioni. Miglioramenti che valorizzano le peculiarità del soulslike di Deck 13, che permette ai giocatori di selezionare specifiche parti del corpo sulle quali concentrare i propri colpi, fino a scatenare un attacco speciale in grado di mutilare mortalmente il nemico: un exploit letale che premierà il nostro avatar con armi e armature (in base alla zona bersagliata) strappate dalla viva carne dei suoi avversari. Oltre a vantare un design generale e una varietà decisamente più convincenti, questa volta le dotazioni tecnologiche del protagonista avranno un peso ancor maggiore nel quadro del gameplay, dato che le peculiarità di ciascun boss richiederanno in molti casi l'utilizzo di specifiche tipologie d'armamentario, utili a massimizzare la nostra possanza guerresca. Una scelta progettuale interessante e rischiosa, che potrebbe alterare - e non sempre in maniera positiva - gli equilibri del gameplay: un'ipotesi che speriamo di smentire in toto in fase di recensione.

    Per il momento, comunque, possiamo confermarvi che questo sistema sembra integrarsi piuttosto bene con l'impasto ludico, senza lasciare spazio a fluttuazioni particolarmente marcate nel livello di sfida, che tra l'altro si dimostra alquanto stimolante. Il novero della aggiunte al gameplay comprende anche un nuovo sistema di parata che, proprio come quello di puntamento, permette di direzionare il blocco per ottimizzarne l'efficacia e, di conseguenza, aumentare le probabilità di far vacillare il nemico.

    Contribuisce alla complessità del sistema di combattimento anche la revisione delle meccaniche di cura, che ora non sono più legate a un numero limitato di oggetti utilizzabili. Per ripristinare la barra della salute dovremo infatti consumare una porzione di quella dell'energia, la stessa utilizzata per eseguire gli attacchi finali. Una condivisione che costringerà i giocatori a valutare più attentamente, in base alle caratteristiche del nemico, l'opportunità di terminare lo scontro con uno smembramento.

    Passando al sistema di progressione, il team ha preferito lasciare sostanzialmente inalterate le dinamiche viste nel primo The Surge, potenziando invece quelle legate al crafting per valorizzare l'accresciuta importanza dell'equipaggiamento.

    Per quanto, come anticipato, sia ancora impossibile valutare la tenuta sulla lunga distanza delle meccaniche di gameplay e il bilanciamento complessivo dell'esperienza, la prova di Colonia ci ha rassicurato circa il valore delle migliorie apportate dagli sviluppatori alla formula di The Surge 2. Questo al netto di un level design che, sebbene risulti più vario e funzionale rispetto a quello dell'originale, mostra ancora qualche fluttuazione qualitativa evidente. Un discorso che possiamo tranquillamente estendere anche a un comparto tecnico altalenante, specialmente per quel che riguarda la definizione delle texture ambientali. Buono invece il sistema d'illuminazione, che amplifica gli effetti di una direzione artistica in grado di dare corpo ad atmosfere suggestive e inquietanti.

    Durante la demo, abbiamo notato anche una maggiore diversificazione delle minacce tecnopotenziate schierate contro il nostro avatar: un tratto che speriamo venga pienamente confermato in sede di recensione, in controtendenza con una delle debolezze del capitolo d'esordio. Volendo tirare le somme, The Surge 2 si è mostrato a Colonia come un titolo potenzialmente in grado di appagare la fame di sangue dei giocatori più hardcore, con un costrutto ludico ricco di novità e ben rifinito. Permane qualche legittimo dubbio, che speriamo di allontanare in punta di lama entro la fine del mese prossimo.

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