Provato The Turing Test

The Turing Test è un puzzle game in prima persona sviluppato da Bulkhead Interactive, team noto per Pneuma: Breath of Life. Lo abbiamo provato durante un recente evento stampa organizzato da Square-Enix.

provato The Turing Test
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Gli sforzi dello Square-Enix Collective, un programma di supporto che mira a sostenere lo sviluppo indipendente a livello produttivo, creativo ed economico, hanno già portato su PC il discreto Goetia, un'avventura dalle tinte fosche che sembra aver compiaciuto gli estimatori del genere. Quest'anno, grazie al supporto del collettivo, sono in arrivo altri titoli generalmente interessanti, fra cui il scopriamo chiassoni party game per quattro giocatori e prodotti invece più riflessivi (come Black: The Fall, un action/puzzle bidimensionale che ha alcuni tratti in comune con Escape Plan, Counterspy e persino con il futuro progetto di Double Fine: Headlander). Nella stanza che il publisher aveva allestito per presentare la line-up del suo collettivo, tuttavia, il protagonista assoluto era The Turing Test, un puzzle in prima persona sviluppato da Bulkhead Interactive, il team che qualche anno fa ha dato i natali al discreto Pneuma: Breath of Life. Collocandosi molto vicino al canone costruito da Valve con il suo Portal, The Turing Test non si risparmia interessanti similitudini con The Talos Principle, titolo che qualche mese fa ha letteralmente conquistato il pubblico grazie al suo mix di enigmi ed esistenzialismo. Anche The Turing Test sembra voler intrecciare complesse questioni filosofiche con ingegnose sfide di logica e pensiero laterale, ed è per questo che ha suscitato tutto il nostro interesse.

Una prova d'umanità

Il Test di Turing, lo sapranno bene gli appassionati di informatica, è una prova teorica proposta da Alan Turing nel 1950, pensata per determinare se una macchina sia o meno in grado di pensare. Il titolo del prodotto firmato Bulhead Interactive gioca ovviamente su questo parallelismo, ma rimanendo intenzionalmente sibillino e aperto a diverse interpretazioni. L'utente si troverà infatti al controllo di Ava Turing, ingegnere spaziale incaricata di esplorare una base di ricerca costruita sulla gelida superficie di Europa, uno dei satelliti di Giove. L'inizio dell'avventura ci scopre, affaticati, sulla crosta ghiacciata del corpo celeste, mentre ci dirigiamo verso la struttura che dovremo visitare. Varcata la soglia ci ritroviamo in un ambiente asettico, un dedalo di corridoi metallici e porte automatiche, pervaso da un silenzio penetrante. Mute e distaccate, le stanze si susseguono tutte uguali, comunicandoci un profondo senso di solitudine; di distanza. C'è una voce metallica che ci parla nelle orecchie, ci spinge ad andare avanti proprio come Wheatley faceva in Portal 2, ma senza le sue sciocche battute. È anzi una voce grave, ponderosa, in linea con quelli che sono i temi esplorati dalla produzione. Proprio come il titolo lascia intendere, The Turing Test vuole ragionare su quali siano le caratteristiche che ci rendono veramente umani: è l'urgenza che sentiamo di indagare ogni settore dello scibile oppure - ad essa quasi contrapposta - il bisogno di proteggere la nostra specie, di mantenere lo status quo per avere una certezza di sopravvivere? Non sappiamo perché tutti i puzzle in prima persona, persino il meraviglioso The Witness, finiscano in qualche modo per parlare di profondissime questioni filosofiche ed esistenziali, ma siamo curiosi di scoprire se il racconto di The Turing Test riuscirà a reggere il confronto con quello del già citato The Talos Principle, o con le riflessioni che -implicite e silenziose- emergono dal capolavoro di Jonathan Blow. Molto breve e condensata, la sezione di prova non ci ha dato ulteriori indizi sulla narrazione, mentre ci ha permesso di scoprire l'ottimo colpo d'occhio, sostenuto da una discreta performance dell'Unreal Engine 4. Per quanto la varietà degli elementi grafici non sia all'ordine del gioco, gli interni della stazione spaziale sono molto piacevoli da visitare, grazie alle ottime texture, alle mappe di superficie che rendono la scena più credibile, e persino agli effetti speciali che contribuiscono a costruire un'atmosfera riuscita, addensando in certi casi una coltre di nebbia gelida che si insinua negli angoli delle stanze. A livello di gameplay The Turing Test sembra andare alla ricerca di una via di mezzo fra The Talos Principle e Portal. Dal primo, il gioco eredita la presenza di oggetti da trasportare in giro e grazie ai quali interagire con l'ambiente. Ci sono ad esempio grossi generatori che servono per attivare macchinari e porte automatiche. Spesso e volentieri bisogna raccogliere questi blocchi, spostarli da una stanza all'altra facendoli passare in qualche fessura, oppure muoverli grazie ad enormi magneti di cui possiamo prendere il controllo. Le cose si complicano quando si comincia ad usare l'ETM, acronimo di Energy Manipulation Tool: è una sorta di pistola (e da qui le similitudini con il titolo Valve) con cui possiamo acchiappare, anche a distanza, alcuni nuclei energetici, per poi spararli successivamente all'interno di certi attivatori.

Il punto fondamentale è che i generatori trasportabili a mano e questi nuclei da "afferrare" grazie all'ETM sono di fatto intercambiabili, ma bisogna pensare bene al loro posizionamento. Solo i nuclei, infatti, si possono recuperare da lontano, mentre i generatori vanno afferrati manualmente. Ben presto le prove di logica a cui siamo sottoposti cominciano a farsi interessanti, costringendoci a serrati andirivieni come se fossimo di fronte ad una versione sci-fi del problema di lupi, capre e cavoli. Ovviamente la solidità del gioco si misurerà soprattutto sulla base della varietà di situazioni ed elementi, ed il team di sviluppo dovrà ricreare quello stesso senso di progressione che si riscopre in tutti i prodotti che abbiamo citato come fonti di ispirazione. Per il momento, tuttavia, The Turing Test ci ha dato l'idea di essere un puzzle intransigente, capace di mettere in crisi i giocatori e di lasciarli soli e senza suggerimenti di fronte ad una porta che proprio non riescono a sbloccare. Insomma: tutto quello che desiderano gli estimatori del genere.

The Turing Test The Turing Test è un titolo da tenere d'occhio. Affascinante l'ambientazione, ambiziose le premesse narrative, intelligenze la scelta di puntare su un genere apprezzato ma non sovraffollato. Tutto adesso sta nel creare un'avventura longeva e interessante, ma soprattutto varia. E' una sfida non da poco per Bulkhead Interactive, che con il suo Pneuma era inciampata proprio sulla durata e sulla qualità degli enigmi. Incrociamo le dita: anche grazie al supporto di Square-Enix, stavolta potrebbe andare meglio.

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