The Wandering Village: un city builder in una landa meravigliosa e ostile

Ambientato sulla schiena di una maestosa creatura, il titolo di Stray Fawn Studio ci porta in viaggio in una landa tanto ostile quanto affascinante.

The Wandering Village: un city builder in una landa meravigliosa e ostile
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • L'ispirazione, si sa, viene e va quando vuole, e spesso in maniera inaspettata. Per quanto riguarda Stray Fawn Studio, gli sviluppatori di The Wandering Village, la scintilla si è accesa in un museo, di fronte a un quadro che rappresentava una città portata sul dorso di una gigantesca creatura. Da quel momento sono passati diversi anni, e nel frattempo il team di Zurigo ha gestito una campagna Kickstarter di successo, il loro videogioco è entrato nella Top 30 dei più desiderati su Steam (a proposito, The Wandering Village è scontato del 10% su Steam), e ora The Wandering Village è entrato in una fase di Early Access che porterà l'avventura dei nomadi erranti e del maestoso Onbu alla sua versione definitiva.

    Abbiamo provato questo curioso city builder su zampe, in cui è essenziale prendersi cura non soltanto degli abitanti del villaggio, ma anche dell'enorme bestia che - a ben guardare - è la loro casa semovente. Un compito non semplice nell'ambito di un viaggio in cui gli elementi da gestire sono molti, e non sempre l'IA degli abitanti riesce a seguire la direzione impressa dal giocatore.

    Un mondo post-apocalittico

    Avviando il gioco - per il quale, al momento, non è presente un supporto per controller - veniamo accolti da una bellissima fotografia del team di sviluppo, i cui membri ci invitano a fornire feedback sulla versione Early Access di The Wandering Village.

    Una foto potrà sembrare un elemento di poco conto, ma vale la pena soffermarsi su un team che si mostra pronto a rispondere alle domande e alle richieste dei fan (è già stata predisposta una roadmap in continuo aggiornamento per i miglioramenti da implementare nel gioco) e che ha voglia di mostrarsi, orgoglioso e sorridente, al suo pubblico, ricordando che il videogioco è prima di tutto un prodotto umano, fatto per altri esseri umani.

    Dopo la selezione di uno dei tre livelli di difficoltà disponibili si arriva a una breve cutscene che introduce la storia di The Wandering Village. Un gruppo di nomadi allo stremo delle forze, un mondo tormentato da spore tossiche che devastano l'ambiente e minano la salute di chi le respira, e una vista inaspettata: Onbu, una gigantesca bestia a quattro zampe appartenente a una specie creduta estinta per centinaia di anni.

    E invece eccola qui. Onbu sarà l'ancora di salvezza dei nomadi, e la sua schiena fungerà da casa errante per il gruppo, destinato a espandersi man mano che si incontreranno gruppi di vagabondi nel corso del nostro cammino. Come nota l'anziano del villaggio, i nomadi e Onbu dovranno prendersi cura gli uni dell'altro e viceversa, in un rapporto di mutuo aiuto: solo in questo modo gli abitanti del villaggio e la misteriosa creatura potranno sopravvivere alle insidie di un mondo meraviglioso, ma spesso ostile. La storia di The Wandering Village, purtroppo, si ferma qui. Diciamo "purtroppo" perché le sue suggestioni - anche estetiche - capaci di richiamare Nausicaä della Valle del Vento ci hanno affascinato non poco, ma rimangono sulla superficie dell'avventura, senza creare sensazioni autentiche e viscerali, e senza che il giocatore si senta ispirato a instaurare un legame empatico con gli sfortunati nomadi e la loro meravigliosa casa su zampe.

    Spore pericolose e bestie indomabili

    Per evitare il game over, che interviene alla morte di tutti gli abitanti oppure di Onbu, bisognerà sviluppare il villaggio in maniera intelligente, prestando attenzione alle risorse presenti sulla schiena della creatura: le classiche rocce, la legna e le bacche saranno la base per la costruzione di edifici, partendo dai più semplici fino ad arrivare a sofisticati monumenti che abbelliranno non poco la nostra cittadina.

    È essenziale giostrarsi tra più visuali, perché ciò che accade fuori dal villaggio è di cruciale importanza per la nostra sopravvivenza. Onbu attraversa un mondo vasto e a tratti crudele, permeato com'è in alcuni punti da spore tossiche che incoraggeranno la crescita di piante velenose. Se non rimossa, questa vegetazione corrotta si spanderà sul corpo di Onbu e diffonderà malattie tra gli abitanti del villaggio: non a caso, uno degli edifici più importanti è il rudimentale ospedale che curerà gli infetti e impedirà ulteriori contagi. L'attraversamento delle zone tossiche evidenzia un primo problema di The Wandering Village, di cui il team si è dimostrato consapevole nella roadmap di miglioramenti da implementare: l'intelligenza artificiale degli abitanti del villaggio. Con un apposito tasto, è possibile dare priorità a un determinato compito, e l'abbattimento delle piante infestanti deve essere sempre in cima alla lista quando queste ultime sono presenti sulla schiena di Onbu.

    Tuttavia, è spesso difficile sondare i processi decisionali dei nomadi, e per controllare i compiti intrapresi dalle unità bisogna cliccare su ciascuna di esse: insomma, il management degli obiettivi è molto rudimentale, e a livello pratico i processi oscuri dell'IA spesso non danno reale priorità ai compiti che il giocatore ha deciso vadano svolti per primi.

    Altro aspetto essenziale su cui concentrarsi è quello dell'albero di ricerca, un must in ogni city builder che si rispetti. Lo sviluppo delle conoscenze dei nomadi si tradurrà nella possibilità di costruire nuovi edifici: particolarmente importanti sono quelli che permettono di lanciare cibo a Onbu - che, per ragioni non particolarmente chiare, non è in grado di nutrirsi da solo - e di invitare l'animale a prendere una particolare direzione. Dirigere Onbu da una parte piuttosto che dall'altra di un crocevia può essere decisivo per la sopravvivenza del villaggio, ma la bestia ama (giustamente!) fare di testa sua e accoglierà i nostri suggerimenti soltanto se il suo grado di fiducia nei suoi confronti sarà alto.

    Curare e nutrire Onbu sarà quindi essenziale per far sì che si fidi di noi, ma proprio come Trico in The Last Guardian anche la nostra casa semovente manterrà una volontà propria e potrebbe non seguire la nostra. Il viaggio, dunque, avrà dei margini d'incertezza, e non mancheranno partite sfortunate che condanneranno i nomadi a una fine prematura della loro avventura.

    Stomaco pieno prima di tutto...

    La sensazione di espandere il proprio insediamento e di renderlo sempre più conforme ai nostri progetti è senz'altro una delle parti più piacevoli di un city builder che si rispetti. In questo senso, l'art direction coerente e vivace di The Wandering Village colpisce nel segno, e anche gli scorci del mondo esterno visibili dalla schiena di Onbu sono piacevoli e ben disegnati. Il team di sviluppo ha già dichiarato che verranno introdotti nuovi biomi, ciascuno con un particolare impatto sul villaggio e, in particolare, sulle sue coltivazioni.

    Sì, perché la gestione delle risorse alimentari e l'agricoltura sono alla base del sostentamento dei nostri nomadi. Troviamo azzeccata l'idea di incoraggiare la rotazione tra colture a seconda del bioma attraversato da Onbu: le temperature e il grado di umidità cambiano e, per fare un esempio, i cactus crescono benissimo in un ambiente desertico, ma non hanno grande successo in situazioni differenti. L'agricoltura è sicuramente l'attività che richiede maggiori risorse e attenzione da parte dei giocatori.

    Per far sì che una fattoria lavori a pieno regime, sono necessarie ben cinque unità che non potranno occuparsi di nient'altro; secondo le nostre stime, al momento in cui scriviamo una fattoria riesce a sfamare una decina di persone. In altre parole, soltanto cinque dei nostri dieci abitanti sfamati potranno dedicarsi ad attività diverse dall'agricoltura, come la raccolta di rocce e legna, la loro trasformazione in prodotti lavorati, la costruzione di edifici, la ricerca e la partenza per spedizioni in terre lontane e promettenti in termini di risorse.

    Ci auguriamo un ribilanciamento in questo senso, dato che incappare in un paio di biomi sfavorevoli di fila con un basso livello di risorse alimentari può facilmente causare un game over, anche nei livelli di difficoltà più clementi. I contenuti di The Wandering Village si esauriscono dopo circa una decina di ore: ricercato tutto quello che c'è da ricercare, visti tutti i biomi e costruito tutto il costruibile non vi è molto altro da fare, e il replay value di una simile esperienza risulta tutto sommato modesto.

    Vero è che ciascuna partita è unica a causa della mutevolezza dei percorsi, ma la mancanza di diversi percorsi di civiltà possibili e l'assenza di sviluppi di trama degni di questo nome rendono l'avventura a senso unico: la sopravvivenza è l'unico obiettivo possibile in un mondo in cui i nomadi non si confrontano con altri popoli, ma soltanto con un ambiente spesso ostile e imprevedibile.

    Come dicevamo, la direzione artistica è nel complesso azzeccata, e anche il comparto sonoro non fa eccezione, pur senza proporre un accompagnamento davvero memorabile. Segnaliamo l'assenza, al momento, di una localizzazione in lingua italiana: la mole di testi è tutto sommato modesta, e anche una conoscenza basilare della lingua inglese dovrebbe fare il suo dovere. Sulla configurazione di prova The Wandering Village si è dimostrato del tutto stabile e solido dal punto di vista tecnico.

    The Wandering Village The Wandering Village apre il suo periodo di Early Access in maniera tutto sommato soddisfacente. La nostra speranza è che Stray Fawn Studio riesca ad aggiungere nuovi contenuti e bilanciare il funzionamento di alcune strutture - le fattorie su tutte - prima della release della versione finale del titolo. L’introduzione di una maggiore varietà di situazioni e di aree di ricerca potrebbe essere la chiara per far emergere l’avventura di Onbu e dei nomadi nel variegato panorama dei city builder: in questo senso, la roadmap di sviluppo sembra confortare le nostre aspettative. La palla, a questo punto, è nelle mani dei dev, che sembrano molto motivati a migliorare la loro creatura.

    Quanto attendi: The Wandering Village

    Hype
    Hype totali: 2
    45%
    nd