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The Witcher 3 Wild Hunt: Geralt di Rivia si prepara al debutto su Switch

Quattro anni dopo il lancio su PC, PS4 e Xbox One, The Witcher 3 di CD Projekt RED si appresta a debuttare anche su Nintendo Switch.

The Witcher 3 per Nintendo Switch
Anteprima: Nintendo Switch
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Sono passati quattro anni dalla pubblicazione di The Witcher 3: Wild Hunt, e la colossale avventura dello Strigo è ancora marchiata a fuoco nella memoria di chiunque l'abbia affrontata. Dimostrando che le incertezze del combat system erano ben poca cosa di fronte al respiro ineguagliabile della produzione, alla meraviglia del mondo di gioco ed alla scrittura efficace e penetrante, la prova del tempo ha decretato che il GDR targato CD Projekt rappresenta, di fatto, una pietra miliare per il genere d'appartenenza, nonché un punto di riferimento per chiunque vorrà d'ora in avanti misurarsi con il fantasy classico.

    Nell'attesa che il team polacco ritorni sul mercato con un prodotto ben diverso in quanto a temi e impostazione (stiamo ovviamente parlando di Cyberpunk 2077), The Witcher 3 ha continuato a conquistare nuove fasce di pubblico, mantenendo le vendite costanti per molto tempo dopo il day one. Con l'obiettivo di acchiappare ulteriori segmenti di mercato, l'odissea di Geralt di Rivia si prepara adesso a sbarcare anche su Switch, console che ultimamente, fra Wolfenstein, DOOM e Dark Souls, sembra decisa ad ospitare anche produzioni che sembrerebbero troppo esose per il suo hardware non proprio prestante. Tutti i porting che abbiamo appena citato, del resto, sono caratterizzati da rinunce evidenti in fatto di grafica, e ovviamente The Witcher 3 non fa eccezione. L'epopea dello Strigo, anzi, è uno dei prodotti che più ha sofferto il passaggio all'ibrida Nintendo, arrancando sul fronte della risoluzione, del framerate e della pulizia visiva. La magia che Panic Button ha operato sui prodotti Bethesda è evidentemente difficile da replicare, e se vorrete giocare Wild Hunt su Switch preparatevi ad accettare molti compromessi.

    Lo Strigo arriva su Nintendo Switch

    L'edizione di The Witcher 3 che entro l'anno arriverà sulla piccola Nintendo sarà ovviamente quella marchiata con la dicitura "Game of The Year". A livello di contenuti, quindi, i nuovi avventori avranno a disposizione il pacchetto completo: oltre al gioco di base e a tutte le piccole aggiunte contenutistiche pubblicate nei mesi dopo il lancio, ad attendervi nella piccola cartuccia ci saranno le due espansioni che lasciarono a bocca aperta il pubblico.

    Parliamo ovviamente di Heart of the Stone, caratterizzata da una scrittura brillante e intensa, e di Blood and Wine, che all'epoca aggiunse una delle ambientazioni più affascinanti e propose un quantitativo di ore di gioco davvero fuori portata. Sia chiaro insomma che sulla qualità dell'offerta non si discute: The Witcher 3, anche al netto di tutti i DLC, è un gioco di ruolo titanico, in grado di tenervi impegnati per centinaia di ore, portandovi alla scoperta di un continente dal fascino indiscutibile. Storia, personaggi, dialoghi, quest: quello per cui Wild Hunt si è fatto amare è ancora al suo posto. Peccato che si veda tutto un po' sporcato dai sacrifici tecnici.
    Il porting di The Witcher 3, anzitutto, non è sviluppato internamente da CD Projekt, bensì da Saber Interactive, software house del New Jersey che di recente ha reclutato dalle proprie fila Tim Willits, strappandolo alla storica id Software. Il team non ha quello che si può definire un pedigree impeccabile, e nonostante abbia già lavorato sul codice di The Witcher 3, aiutando gli autori principali in diversi processi di ottimizzazione per le console Mid-Gen, su Switch ha dovuto cedere.

    Il primo aspetto che più salta all'occhio è la risoluzione. Giocando in modalità portatile il titolo girerà a 540p, un valore che purtroppo strappa un sorriso (amaro). Sul piccolo schermo della Switch (o ancora meglio su quello della Switch Lite) i danni sono piuttosto contenuti, anche se non è difficile notare alcuni problemi di aliasing e diversi pixel bene in vista, che finiscono per ridurre notevolmente la piacevolezza del colpo d'occhio ed il fascino dei panorami dell'arcipelago di Skellige.

    Consapevoli che un valore del genere è sostanzialmente incompatibile con televisori di più ampia diagonale, i ragazzi di Saber hanno scelto di passare alla risoluzione dinamica quando si connette Switch al suo Dock: in questo caso la risoluzione dovrebbe oscillare da 540pa 720p, a seconda della complessità del redenring. Dobbiamo ammettere di non aver provato The Witcher 3 in questa modalità, ma le prospettive non sono proprio ottimistiche.

    Bastava infatti impegnarsi in un combattimento, o correre a cavallo nei dintorni di Toussaint, per vedere il framerate oscillare pericolosamente già a 540p: con queste premesse dubitiamo che il rendering possa spingersi troppo oltre questa soglia. Se così fosse, basterebbe una TV di dimensioni appena modeste per rendere il titolo davvero impresentabile. Se non avete mai affrontato l'avventura dello Strigo e state ponderando l'acquisto, insomma, sappiate che il gioco in mobilità è probabilmente l'unica soluzione veramente percorribile.

    Gioie e dolori del comparto tecnico

    Come dicevamo poco sopra, la risoluzione non è l'unico dei problemi di The Witcher 3 in versione Switch. La fluidità viene messa in crisi a più riprese, e basta trovare una bestia di dimensioni cospicue per avvertire qualche singhiozzo di troppo. In sella a Roach la situazione è leggermente meno critica, ma qualche tentennamento si percepisce anche in quel caso.

    L'impatto visivo è inoltre impoverito dalla riduzione della draw distance: il team dichiara che i dettagli visualizzati all'orizzonte sono circa il 20% in meno rispetto a quelli delle versioni PS4 e Xbox One. La qualità delle texture è stata ridotta sensibilmente, soprattutto nelle aree all'aperto.

    Si mantengono ad un livello accettabile le texture del terreno e quelle degli edifici, ma quando si poggia lo sguardo sulla vegetazione ci troviamo spesso davanti a chiazze indistinte di verde che nuclearizzano la poesia delle sfumature cromatiche. Per fortuna è stata invece mantenuta leggermente più alta la qualità delle texture che ricoprono i modelli dei personaggi, con la timida presenza di qualche shader che riesce addirittura a disinnescare una piattezza generale altrimenti molto evidente.

    Sfuggono a questa situazione leggermente scoraggiante le cut-scene ambientate in interni, in cui si riescono addirittura ad apprezzare effetti di luce ben realizzati. Ben diversa è la situazione negli ambienti aperti, in cui anche le ombre si appiattiscono indistintamente.

    Un'altra problematica evidente è, ovviamente, il pop-in di elementi e oggetti che si manifestano al centro dello schermo mentre si esplora l'open world, comparendo d'un colpo a tutto svantaggio dell'immersione. Nelle città più maestose come Novigrad, infine, pure la gestione del level of detail (LoD) è problematica. In pratica questa versione di The Witcher 3 (così come tutti gli altri videogiochi), utilizza texture meno dettagliate per gli oggetti in lontanaza, e versioni con più dettagli quando il personaggio si avvicina. In questo caso, tuttavia, la linea di demarcazione fra le due versioni della stessa texture è a pochi metri di distanza dai piedi dello Strigo, per un effetto davvero poco elegante.

    L'unico aspetto in cui la versione Switch eccelle rispetto alle edizioni PS4 e Xbox One (escludendo ovviamente le iterazioni mid-gen degli hardware di Sony e Microsoft) è relativo ai tempi di caricamento, apprezzabilmente ridotti. Magra consolazione.

    The Witcher 3 Wild Hunt Fin dal momento dell'annuncio la versione Switch di The Witcher 3 ha destato qualche perplessità. Chiunque conoscesse il capolavoro di CD Projekt RED sapeva che l'operazione di porting avrebbe imposto delle “castrazioni” evidenti e in certi casi difficili da accettare, come quella che ad esempio interessa la risoluzione del rendering. Viene quasi da chiedersi se abbia senso pagare questo prezzo per “colonizzare” una nuova piattaforma. D'altro canto sarebbe forse ingiusto privare gli utenti che hanno deciso di votarsi solo ed esclusivamente agli hardware Nintendo di un prodotto così importante per il GDR occidentale e per il fantasy classico. Resta vero che The Witcher 3 non è un titolo che dà il meglio di sé in portabilità (come ribadiscono, fra le altre cose, un sistema di controllo che mal si adatta alla configurazione dei Joy-Con e l'impostazione generale di menù e interfaccia). Consigliare questa versione a cuor leggero è insomma veramente difficile, anche a chi non ha mai conosciuto Geralt, Ciri, Yennefer e Triss. Una parte consistente del fascino del prodotto era legata anche alla bellezza degli scenari, alle maestose scenografie naturali che incorniciavano il viaggio del giocatore. Persino i dettagli di armature, equipaggiamenti e creature erano fondamentali per dare corpo alla visione del team di sviluppo, concretizzando un fantasy di stampo squisitamente europeo. Tutto questo, nell'edizione Switch, sparisce, massacrato da aliasing, bassa risoluzione delle texture, impoverimento generale degli effetti e degli shader. Quel che resta è un Gioco di Ruolo densissimo, inesauribile, pieno di personaggi e quest memorabili. Se davvero non avete altro modo di giocarlo, questa versione tecnicamente saccheggiata potrebbe fare al caso vostro. Sappiate però che vi state perdendo tanto. Forse troppo.

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