E3 2014

Provato Theatrhythm Final Fantasy: Curtain Call

Il sequel del Rhythm Game dedicato ai maniaci di Final Fantasy si mostra all'E3

provato Theatrhythm Final Fantasy: Curtain Call
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • 3DS
Alessandro Trufolo Alessandro Trufolo ha visto la sua prima schermata di Game Over in età precoce: per il trauma, è cresciuto inserendo cartucce e dischi vari in qualsiasi console o computer gli capitasse a tiro. Quando ha deciso che di videogiochi voleva anche scriverne e parlarne, il dramma si è completato. Aiutatelo a superarlo su Facebook, Twitter e Google+.

Difficilmente una location come quella dell'E3 losangelino può essere considerata quella ideale per testare le qualità di un rhythm game: urla, schiamazzi e musica ad altissimo volume provenienti da ogni direzione possono infatti facilmente distrarre l'attenzione del giocatore e compromettere qualsiasi giudizio sulle componenti più importanti di un gioco musicale. E' quindi con un po' di timore che ci siamo avvicinati alle postazioni di gioco allestite da Square-Enix per presentare sul suolo americano l'ultima deriva musicale della sua serie più iconica: anche in questo caso, i grandi nomi ai quali l'attenzione generale era maggiormente rivolta erano sicuramente altri (come dimostrato anche dalla coda pressoché nulla da sostenere per testare la nuova fatica di Indieszero Corporation) ma, nell'isolamento di un ottimo paio di cuffie e sotto la guida di un fin troppo zelante addetto Square-Enix, Everyeye non si è fatta scappare l'occasione di esaminare per voi le nuove avventure musicali di Cloud, Squall, Tidus e soci, in Theatrhythm Final Fantasy: Curtain Call.

MELODIE FINALI

Nonostante la scrupolosità con la quale il simpatico standista ci riempiva di informazioni riguardanti anche gli aspetti più marginali del gameplay (prima di conoscerlo, secondo il suo parere, riuscivamo anche a tenere il pennino di 3DS in modo del tutto errato), la continuità pressoché assoluta con la quale Curtain Call accoglie i giocatori rispetto al primo Theathrythm ha semplificato a dismisura il nostro primo impatto con i momenti di gioco iniziali. La maggior parte delle modalità di gioco mostrateci e presenti in questo seguito, infatti, sono in tutto e per tutto identiche a quelle conosciute nel primo capitolo della serie: Field ci metterà quindi di fronte ad una sorta di avventura a scorrimento orizzontale nel quale le nostre prestazioni 'ritmiche' incideranno sull'incedere del nostro personaggio, Battle simulerà uno scontro con avversari multipli e boss in classico stile Final Fantasy (con la sola differenza che, invece dei tradizionali comandi e menù, il danno sarà calcolato in base alla precisione delle nostre note), mentre Event seguirà a tempo di musica uno dei momenti principali del capitolo protagonista della colonna sonora selezionata, mentre sullo sfondo scorreranno i relativi filmati. Con l'ulteriore ritorno della modalità 'Quest Medley' (nella quale brani di accompagnamento si alterneranno a temi di battaglia lungo missioni per collezionare nuovi personaggi giocabili), lo status di novità assoluta per la serie va quindi di diritto all'inedito 'Versus Battle Mode': come intuibile dal suo stesso nome, in questa modalità due giocatori potranno sfidarsi in una battaglia per il punteggio più alto, guadagnando bonus o infliggendo malus all'avversario, a seconda delle proprie prestazioni.

Quotidianamente, inoltre, il gioco sceglierà una traccia da inserire in una nuova opzione chiamata 'Daily Feature' e che, una volta completata, incrementerà del 150% tutti i Rhythm Points conquistati, spendibili poi in bonus per i propri personaggi.
Anche a livello di comandi di gioco nulla è cambiato rispetto all'impostazione del primo capitolo (ormai standard piuttosto assodato per l'intero genere), se non per l'introduzione di un Critical Hit Trigger che, quando colpito con tempismo perfetto, manifesterà i suoi effetti in base alla modalità di gioco nella quale ci troviamo: in Battaglia, ad esempio, aumenterà il danno inflitto mentre all'interno di un Evento sbloccherà scrigni del tesoro speciali, e così via.
Anche la struttura di gioco generale sarà sempre legata ad uno sviluppo ordinato, simile a quello dei tradizionali RPG, tramite il quale il giocatore dovrà via via sbloccare tutte le modalità di gioco, i brani ed i personaggi presenti partendo dalla modalità single player.
L'aspetto contenutistico rimane comunque il vero fiore all'occhiello di Final Fantasy Theathrythm: Curtain Call: con più di duecento brani e sessanta personaggi confermati, Square-Enix ha saggiamente deciso di realizzare in partenza qualsiasi eventuale desiderio che i fan della saga potessero avanzare; tra le new entry più importanti troviamo personalità del calibro di Barret, Zack (Final Fantasy VII), Laguna Loire (Final Fantasy VIII), Edgar (Final Fantasy VI) e moltissime altre. Non da meno sarà la rinnovata tracklist di brani, che comprenderà, questa volta, oltre alla consueta ed estesissima selezione di musiche provenienti da qualsiasi episodio della saga mai pubblicato, anche tracce originali della serie Romancing SaGa. A livello prettamente ludico, in alcune rare occasioni, il ritmo dei brani di sottofondo e le richieste dei comandi su schermo ci sono sembrati leggermente fuori sincrono tra di loro: nulla di eclatante ma, affidandoci solamente al nostro orecchio, abbiamo lasciato più di qualche punto per strada quando invece ci saremmo aspettati di sfoderare una prestazione quasi perfetta vista la profonda conoscenza di alcuni brani; per scoprire quanto di questo fosse dovuto al frastuono circostante o ad una reale disparità tra i due elementi di gioco dovremo aspettare di provare Curtain Call nella sua versione definitiva prevista per il prossimo diciannove settembre.

Theatrhythm Final Fantasy: Curtain Call Il secondo episodio (e forse l'ultimo dedicato alla saga di Final Fantasy, stando alle recenti parole del producer Ichiro Hazama) della serie Theathrythm si propone come un efficace 'more of the same' della formula conosciuta con il primo capitolo: più che nelle sue meccaniche ludiche (ormai piuttosto standardizzate), infatti, Curtain Call preferisce arricchirsi nel numero di contenuti disponibili al momento del suo lancio e ampliabili tramite i successivi e obbligatori DLC; proprio grazie all'impressionante numero di brani e personaggi presenti, Curtain Call potrebbe rappresentare una sorta di enciclopedia musicale tascabile di Final Fantasy e, di conseguenza, il sogno di qualsiasi grande appassionato della serie: da Nobuo Uematsu in poi, quindi, qualsiasi sia il vostro autore di fantasie musicali preferito, è tempo rispolverare le vostre preziose soundtrack ed iniziare l'allenamento.

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