Those Who Remain: un gioco horror psicologico sulle orme di Amnesia

Il piccolo team Camel 101 presenta Those Who Remain, avventura horror in arrivo su PC e console a maggio: le prime impressioni.

provato Those Who Remain: un gioco horror psicologico sulle orme di Amnesia
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Ormai l'horror non è più materia esclusiva di film e romanzi. Infatti il genere di King, Lovecraft e Romero è parte integrante del linguaggio videoludico già da svariati decenni, col risultato che oggi, a distanza dai primissimi Resident Evil e Silent Hill, l'industria digitale continua a sfornare prodotti di stampo orrorifico a ritmi incessanti. Alien Isolation, Outlast e SOMA - ma anche l'italianissimo Remothered - sono solo alcuni dei grandi nomi che negli anni sono riusciti a dire la loro convincendo pubblico e critica, laddove innumerevoli altre produzioni sono crollate sotto il peso di una certa mancanza d'inventiva. Di questi tempi, in effetti, gli sviluppatori sono chiamati a un'impresa piuttosto impegnativa: quella di proporre qualcosa di particolare all'interno di un'area dove le idee, giocoforza, cominciano a scarseggiare.

    A raccogliere il guanto di sfida, il prossimo 15 maggio, troveremo Camel 101, team di soltanto tre persone che con il suo Those Who Remain ha scelto la ricetta dell'orrore psicologico "à la Amnesia", una delle declinazioni più sfruttate in ambito indipendente (vi suggeriamo a tal proposito di recuperare la nostra anteprima di Amnesia Rebirth). Abbiamo avuto modo di viverne la primissima ora di gioco grazie a una demo fornitaci dagli stessi autori; una prova parziale e fugace, comunque utile a introdurre la storia di Edward, uomo comune catapultato in un incubo.

    Resta nella luce

    Non tutti sanno accontentarsi della propria vita, nemmeno quando nulla sembra essere fuori posto. Edward aveva tutto: una moglie amorevole e una splendida bambina, luce dei suoi occhi. Il suo egoismo, però, ha in qualche modo rotto l'idillio e ora l'uomo si ritrova seduto alla propria scrivania, distrutto dalla depressione e dall'alcool, pronto a puntarsi una pistola alla tempia e farla finita una volta per tutte. Il suono del cellulare lo frena dal compiere l'insano gesto: si tratta di un messaggio da parte della sua amante Diane, che lo invita a raggiungere una pensioncina fuori città e passare insieme qualche ora di passione. Che sia l'occasione per redimersi, per cancellare i propri sbagli? Edward sale in macchina e si mette in viaggio, pronto a parlare faccia a faccia con la donna e interrompere definitivamente la relazione. Eppure, giunto sulla soglia del Golden Oak Motel, il protagonista si accorge subito che qualcosa non va. Le stanze sembrano tutte vuote, la hall dell'albergo deserta, e pure nella camera di Diane non paiono esserci segni di vita.

    D'un tratto squilla un telefono e una voce sinistra sussurra poche parole enigmatiche: "resta nella luce". Dal parcheggio qualcuno ruba l'auto di Edward, il quale si trova quindi costretto a ripercorrere la statale a piedi, nel pieno della notte. La meta è Dormont, una località a pochi chilometri da lì, tanto vicina quanto apparentemente irraggiungibile.

    Perché là fuori è buio pesto, e la strada è illuminata da pochissime fonti: un faretto, un lampione, il fuoco di un'automobile - la sua - che sta bruciando dopo essersi schiantata, per altro senza che vi sia traccia del conducente.

    E allontanarsi dai pochi bagliori cosparsi sul sentiero non sembra una scelta saggia: nel nero dell'ombra, ovunque, brillano decine di piccole fessure bluastre. Occhi di "persone" perfettamente immobili, che paiono tutto fuorché esseri umani, tantomeno mossi da intenzioni amichevoli.

    Sopravvivere al buio

    È a questo punto, appena dopo il preambolo, che il concept alla base di Those Who Remain comincia a emergere chiaro e tondo. Avventura in prima persona, il gioco chiede all'utente di avanzare lungo il tragitto senza mai uscire dalle zone baciate dalla luce, sia essa naturale o artificiale, pena un game over violento e senza possibilità d'appello.

    Dovrà farlo sfruttando le caratteristiche ambientali oppure, spesso e volentieri, creando le condizioni necessarie a una progressione sicura, interagendo con alcuni oggetti di scena. Si spazia dalla semplice accensione di una lampadina tramite interruttore a una serie di puzzle più articolati, che richiedono una buona dose di esplorazione nonché il recupero di specifici item da reimpiegare sullo scenario con logica.

    Sul fronte dei rompicapi, i primi minuti dell'esperienza procedono su binari abbastanza tradizionali, almeno finché Edward, accecato da un fascio di luce candida, si risveglia in una sorta di dimensione parallela, un limbo che sembra in egual modo collegato al presente del personaggio e ai ricordi del proprio passato.
    Il varco d'accesso a questa seconda dimensione si palesa magicamente nei pressi di determinate location e consente di perlustrare quelle stesse aree dalla prospettiva di un universo alieno, alterato, eppure strettamente connesso al mondo di gioco "normale". Il legame fra i due regni sembra essere una manna per le dinamiche di puzzle solving, in quanto gli ostacoli che in una dimensione risultano inamovibili, nell'altra possono essere eliminati o modificati, così da alterare anche la conformazione del setting principale.

    Ne abbiamo avuto riprova durante una fase ambientata in una stazione di benzina, dove per accendere i fari di una vettura abbandonata, impossibili da azionare nella realtà di Edward, è stato necessario passare alla dimensione sovrannaturale, liberando il mezzo da una pianta rampicante visibile soltanto in quel luogo. Se la varietà di questi enigmi saprà crescere di pari passo con lo svolgersi della narrazione, potremmo trovarci di fronte a un'esperienza quantomeno interessante.

    L'altro aspetto di Those Who Remain che ad ora è riuscito a convincerci riguarda l'ottima atmosfera che caratterizza i primi momenti dell'esperienza. Il contesto in cui si dipana l'azione è a dir poco inquietante e gioca soprattutto con i silenzi - e, a sorpresa, una sostanziale assenza di jump scare - nonché con il "non visto", incarnato da una moltitudine di loschi figuri a malapena distinguibili nella profondità di campo, coperti da un'oscurità avvolgente e impenetrabile. Forse un modo per bilanciare un comparto grafico evidentemente modesto; e un espediente che, tuttavia, sembra saper fare egregiamente il suo lavoro quando si tratta di generare angoscia in chi siede al di qua dello schermo.

    Those Who Remain Seppur molto classico negli stilemi e nella struttura, Those Who Remain pone sul piatto qualche spunto niente male che, se sfruttato a dovere, ha tutto il potenziale per modellare un adventure a tinte paranormali di buona fattura. Oltre ai limiti tecnici di una produzione indie a basso budget si scorge qualche bella intuizione, come un gameplay simil-stealth abbastanza originale, mentre altri aspetti rimangono in attesa di una futura prova pad alla mano (per esempio, la narrazione finale dovrebbe mettere Edward dinanzi a dei bivi morali). L’opera di Camel 101 vedrà la luce - letteralmente! - il 15 maggio su PC, PlayStation 4 e Xbox One, mentre una versione per Switch è prevista nel corso dell’estate.

    Quanto attendi: Those Who Remain

    Hype
    Hype totali: 5
    82%
    nd