Provato Toxikk

Un ritorno agli arena shooter di fine anni '90. Frag Like It's 1999!

provato Toxikk
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Lorenzo Morlunghi Lorenzo Morlunghi gioca ormai da oltre 20 anni a quasi tutto e adora parlare di videogiochi e farci video sopra, soprattutto per ridere. Nel tempo libero guarda anche film e legge qualche fumetto, ascoltando per lo più musica elettronica. Lo trovate su Facebook.

Toxikk è uno di quegli sparatutto che non si vedono in giro da un bel po' di tempo. Un tripudio di violenza, sangue e esplosioni senza pianificazione alcuna. Insomma, è il ritorno all'arena shooter di fine anni '90.
Venduto a 18.99€ in versione Early Access su Steam, questo titolo ha puntato fin dal primo trailer sulla nostalgia dei giocatori che si sentono orfani di classici come Unreal Tournament e Quake III Arena, offrendogli quello che può essere considerato un loro erede a tutti gli effetti. In un panorama dominato da armi sbloccabili, crescita del personaggio, perk e killstreak, i ragazzi di Reakktor Studios sono andati controcorrente, trascinandoci tutti ad armi pari nell’arena. E noi abbiamo accettato l’invito.

(TOO) EARLY ACCESS

Qualche divertita fragfest all'interno della mappa “Foundation”, l’unica disponibile in questa versione largamente incompleta di Toxikk, è stata sufficiente a darci un’idea dei ritmi del gameplay, lasciandoci piacevolmente soddisfatti nel riscoprire la frenesia che caratterizzava i titoli citati in apertura. Ambientata in una Hong Kong cyberpunk, la mappa si estende tanto orizzontale quanto in verticale, obbligando i giocatori a rimanere in movimento per non morire e, contemporaneamente, a sfruttare le piattaforme per i salti potenziati che consentono di dominare gli avversari dall’alto attraverso dei comodi punti di osservazione. L’utilizzo di tecniche come il doppio salto o lo scatto direzionale, ormai andati perduti negli sparatutto che puntano sul realismo, si rivela anch’esso fondamentale se si vogliono schivare i proiettili nemici. Chiunque voglia avvicinarsi a un tale gameplay dovrà certamente avere una più che discreta padronanza della combinazione “mouse + tastiera”.
Le differenze con titoli del calibro di Call of Duty o Battlefield sono quindi evidenti, imponendo un ritmo di gioco talmente elevato da lasciare difficilmente la possibilità di ragionare sul da farsi: il tipico caso in cui sparare viene prima di pensare. Inoltre, come già accennato, in Toxikk manca tutto il sottosistema della crescita del personaggio, quindi, indipendentemente dalle ore che avrete passato in arena, ogni match (e ogni vita) vi farà ripartire ad armi pari, con la necessità di recuperare le bocche da fuoco più potenti nei punti di spawn disseminati per la mappa. Inutile dire che nel match questo si traduce in una corsa per la vita alla ricerca dell’arma più potente, rischiando di incappare spesso in situazioni in cui voi avrete ancora la pistola e chi vi starà di fronte vi sparerà con qualcosa di molto più grosso.

Il lanciamissili è l’arma più pericolosa attualmente disponibile. La conoscenza della mappa e la rapidità nel fiondarsi nei punti in cui compare possono risultare determinanti in un match. Chi entra in possesso dell'arma controlla spesso l’area in cui si genera, rendendo la vita degli avversari piuttosto dura. Nella versione attuale le armi a disposizione sono solo 7, con utilità variabile a seconda dei casi (ci è piaciuto particolarmente il fucile al plasma, mentre il lanciafiamme necessiterebbe di un incremento della gittata), ma ciò che speriamo sia modificato al più presto è la potenza del lanciamissili, che è in grado di uccidere in un solo colpo in quasi tutte le situazioni, e ci sembra decisamente sbilanciato, almeno nel contesto comunque “ristretto” della mappa a disposizione nell'Early Access.
Purtroppo non abbiamo potuto provare le “Massive Maps” che si intravedono più volte nei trailer. Dalle dichiarazioni degli sviluppatori saranno delle mappe enormi con la possibilità di sfruttare veicoli per lo spostamento e il combattimento, avvicinando il gameplay a quello di Halo e Unreal Tournament III. In quel caso anche il bilanciamento delle armi potrebbe risultare diversi, ma per adesso non possiamo sbilanciarci, ed aspettiamo fiduciosi l’uscita di un aggiornamento che rimpolpi l'offerta contenutistica di Toxikk, ad oggi davvero minima. Solo due, del resto, anche le modalità disponibili (Deathmatch Classico e Deathmatch a Squadre); anche in questo caso, nel corso dei 4-6 mesi previsti dall’Early Access, ci aspettiamo che Reakktor Studios ci proponga qualche game mode più originale.
Molto positiva la presenza di una modalità bot, grazie alla quale migliorare la nostra conoscenza delle mappe e del posizionamento delle armi, così da accumulare esperienza per il momento in cui vi sentirete pronti a sfidare degli avversari non gestiti dal computer. Segnaliamo infine che, per gli amanti delle classifiche, Toxikk prevede una graduatoria in base ai punti accumulati giocando, che ci farà semplicemente salire di rango e influenzerà (stando alle dichiarazioni del team) il futuro matchmaking.

UN ENGINE, UN DESTINO

Sul fronte estetico non si può certo dire che Toxikk eccella per originalità, ma tutti gli elementi che costituiscono la struttura ed il look del prodotto sono di ottima fattura. A partire dal level design di “Foundation”, che ci è sembrato davvero intrigante e stimolante, con la continua possibilità di prendere in contropiede gli altri giocatori. La maggior parte degli spazi è di ampio respiro, ma non mancano dei pertugi e dei corridoi in cui lanciare un missile al momento giusto può garantirci almeno un paio di uccisioni. La possibilità di appostarsi e “camperare” (come vuole il gergo tecnico degli sparatutto) è comunque scongiurata, poiché ogni zona è costruita in maniera tale da dover controllare almeno due ingressi, impedendo (almeno in Deathmatch Classico) di barricarsi a oltranza.

I modelli poligonali disponibili per il proprio personaggio sono solo due e piuttosto simili tra loto, ma, in linea con la filosofia del titolo, hanno valore puramente estetico e non hanno alcuna implicazione di classe. È stata comunque inserita la possibilità di personalizzare la skin della propria corazza con due set di colori, vari tipi di camouflage e il nostro nome (con tanto di tag del clan) sul petto del nostro alter ego futuristico.
Il motore alla base del titolo è l’intramontabile Unreal Engine 3, che dimostra ancora una volta la sua efficienza nella gestione di spazi di ridotte dimensioni mantenendo allo stesso tempo qualità visiva e framerate elevatissimi (che ricordiamo essere fondamentale in un gameplay che richiede una tale prontezza di riflessi). L’impatto visivo è di tutto rispetto, con la possibilità di abilitare feature come SSAO, FXAA o la gestione del FoV, caratteristiche a cui siamo abituati nelle produzioni AAA, ma che in un titolo indipendente dimostrano l’impegno dedicato al lato tecnico nel processo produttivo. Anche le texture sono di ottima fattura, sia per quel che riguarda le armi che sul fronte delle architetture ambientali. Resterà da vedere se un tale livello qualitativo sarà mantenuto nelle prossime mappe, in particolare quelle di taglia grande, che potrebbero richiedere una particolare ottimizzazione nell’utilizzo di un engine che è sulla piazza da quasi 10 anni.
Anche il sonoro si è dimostrato di qualità, con musiche d’accompagnamento da “briefing tattico” nei menu e temi in stile dubstep e drum ‘n bass durante i combattimenti. Convincenti allo stesso modo anche gli effetti sonori delle armi; peccato per l’assenza di un commento vocale all’altezza di quello di Unreal Tournament, che è stato qui limitato a qualche sporadica frase in chiusura di partita. Il tutto ci è sembrato comunque molto leggero da gestire per il nostro computer di prova (ricordiamo che il gioco rimarrà un’esclusiva PC) che montava un i7 3770k, GTX670 e 16GB di ram, oscillando tra i 120 e i 160 fps, con dettagli ultra, a 1920x1080.

Toxikk Toxikk è un titolo che offre una sfida di qualità, in linea con quella dei grandi Arena Shooter degli anni '90. “Frag like it's 1999”, si legge sulla pagina Steam del progetto, ed in effetti la proposta di Reakktor Studios rappresenta un ritorno alle brutali, scarne ed essenziali origini degli sparatutto in prima persona. Eppure, la versione attuale è estremamente carente dal punto di vista dei contenuti. Tutto ciò che è stato attualmente inserito nell’Early Access è divertente e funziona bene, ma non basta a giustificare una spesa di 18.99€ (quando -lo ricordiamo- il vetusto ma ben più completo Unreal Tournament III è venduto a un prezzo inferiore sempre su Steam). Sicuramente è un progetto da tenere sott’occhio nel corso dei prossimi mesi, controllando periodicamente che cosa sarà introdotto con i vari aggiornamenti, ma fino ad allora ne consigliamo l’acquisto solo a chi proprio non può fare a meno di questo tuffo nel passato e (anche al netto della presenza di una sola mappa e sette armi) non vede l’ora di buttarsi nuovamente in un’arena alla vecchia maniera. Vi sentite abbastanza nostalgici?

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