Transport Fever 2 per PC: la febbre dei trasporti

Transport Fever 2 ci mette nei panni di un magnate pronto a connettere il mondo con linee di trasporto di ogni tipo.

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  • Se non fosse stato per Transport Tycoon del 1994 della leggendaria MicroProse, lo studio Urban Games, padre di Train Fever e del primo Transport Fever, non sarebbe nemmeno nato. Ce l'hanno raccontato i ragazzi dello studio elvetico durante la presentazione di Transport Fever 2, che si svolgeva sulle carrozze di un treno trainate da un locomotore diesel degli anni ‘70 (un Baureihe 130, Ludmilla per gli amici). Il gioco, come già saprà chi conosce la serie, ci mette nei panni di un magnate capitalista intento a progettare linee di trasporto (attraverso strade, rotaie, mare e aria), ad ottimizzarne il funzionamento per creare una rete di collegamenti utili sia allo spostamento di merci che a quello di persone.

    Abbiamo avuto occasione di provare una versione alpha per circa un paio d'ore e di scambiare qualche parola con gli sviluppatori: sebbene non abbiamo mai avuto occasione di provare nessun esponente della serie, ci è stato spiegato come Transport Fever 2 sia un progetto che non vuole essere una rivoluzione, bensì una evoluzione del suo diretto predecessore. Un gioco, insomma, che amplia la varietà di opzioni, di mezzi e di possibilità logistiche

    Connessioni

    Il mondo di Trasport Fever 2 è un territorio punteggiato da insediamenti, cave ed industrie. Un territorio a cui però manca l'intelaiatura logistica, mancano i collegamenti e, di conseguenza, anche i rifornimenti e i beni di prima necessità. l'obiettivo principale del gioco di Urban Games è, prima di dar vita ad un impero industriale, di creare una via di trasporti basilare e funzionante per aiutare l'avanzamento tecnologico ed il gettito di denaro da reinvestire in mezzi e vie di comunicazione sempre più efficienti.

    In Transport Fever 2 si assiste ad un progressivo sviluppo dell'industria, un'evoluzione dei mezzi di trasporto che, anno dopo anno, cambiano fonti d'energia e raggiungono velocità sempre maggiori: il gioco inizia nell'età industriale - nel 1850, per la precisione - e a quel punto sono disponibili solo alcuni carri trainati da cavalli, semplici locomotive a vapore e qualche barca e battello (per i velivoli bisogna attendere il ‘900 e i fratelli Wright).

    Con l'avanzare degli anni le opzioni a disposizione cambiano: arrivano i treni elettrici, camion, enormi navi cargo e rapidi jet. Il gioco di Urban Games si impegna dunque a ricreare un set di mezzi molto vario e che comprende trasporti europei, statunitensi ed asiatici, per un parco mezzi abbastanza ampio da ingolosire i più appassionati.

    Questo è forse l'elemento più in vista di Transport Fever 2 ed anche uno di quelli, probabilmente, che sarà soggetto al maggior numero di ampliamenti: gli sviluppatori hanno infatti comunicato la completa apertura alle mod, gli utenti più abili ed appassionati potranno quindi colmare alcune defezioni nel roster.
    Nella riproduzione minuziosa dei vari veicoli trasuda tutta la passione e la meticolosità dei ragazzi di Urban Games, che hanno ben capito quanto possa essere importante contemplare le proprie creazioni. Anche in questo episodio sarà possibile impostare la telecamera in prima persona per ogni mezzo in movimento, ed osservare così da vicino città, ponti o la natura selvaggia. Non si è alle prese con un colpo d'occhio troppo dettagliato (la visuale a volo d'uccello è sicuramente più accattivante), ma grazie ad alcune migliorie tecniche e dell'assetto urbano, si riesce a entrare nelle strade da noi progettate e mettere alla prova con uno sguardo il funzionamento della viabilità. Sfortunatamente le città non sono popolate da molte persone ed appaiono quindi deserte e poco vive, ma visto che la prova è stata svolta con una versione preliminare non possiamo sapere se questo è un aspetto a cui il team lavorerà in futuro.

    La dura vita del magnate

    Se la componente puramente visuale riveste un aspetto importante in Transport Fever 2 (molte volte la ricompensa per un ottimo lavoro logistico è semplicemente quella di vedere il mondo di gioco in movimento), bisogna comprendere però che il titolo di Urban Games è un manageriale piuttosto complesso e dalla ripida curva d'apprendimento. Non solo non perdona un atteggiamento scarsamente orientato alla pura efficienza, ma include un così alto numero di variabili e di possibilità che si rischia di annaspare in un mare di dettagli, dati e funzioni.

    Basti sapere che la simulazione della rete stradale contempla anche elementi come i limiti di velocità, i semafori, le strade a senso unico e persino il rumore prodotto (che potrebbe causare proteste nei quartieri residenziali).

    Anche i mezzi hanno caratteristiche numerose: i treni sono spesso suddivisi per qualità di merce trasportata, hanno un ciclo vitale di alcuni anni (al termine dei quali vanno sostituiti) e possono essere equipaggiati con carrozze di diverso tipo, le quali dovrebbero essere abbinate tra loro per velocità massima raggiunta, in modo da garantire trasporti più rapidi ed efficienti. I collegamenti devono poi vedersela con le insidie naturali: le partite di Trasport Fever 2 si potranno svolgere in climi desertici, temperati o tropicali.

    Nel primo caso l'utilizzo delle navi sarà limitato a grandi bacini fluviali o laghi, mentre ferrovie e strade dovranno superare profondi canyon rocciosi. Nelle ambientazioni tropicali il trasporto sull'acqua è molto più efficace, mentre lo è molto meno quello via terra. È abbastanza palese dunque che il titolo di Urban Games sia una creazione indirizzata ad una fetta di utenti molto specifica e specializzata, e, almeno dalla prova, non ci è sembrato che il gioco voglia accogliere anche tutti gli altri.

    Ma in fondo va bene così, perché senza tutti i piccoli dettagli, le minuzie quasi maniacali che permeano i molti aspetti della struttura ludica di Transport Fever 2, il gioco perderebbe la sua profondità e la sua ricercata complessità.
    A dire il vero esiste una modalità che possiamo definire più accogliente nei confronti degli utenti meno esperti, ed è la campagna, per l'occasione migliorata e dotata di una storyline più approfondita. La missione che abbiamo provato era ambientata negli Stati Uniti di fine ottocento, le richieste erano di creare un giro d'affari trasportando lingotti d'argento e di collegare tra loro due piccole cittadine. I vari passaggi erano scanditi da schermate didattiche che spiegavano come compiere le operazioni più basilari, ma anche in quel frangente siamo incappati in qualche problema derivante da un'interfaccia non sempre intuitiva (era difficile, tra le mille tabelle, identificare l'alert di un nuovo suggerimento). Ci è stato confermato, in ogni caso, che l'interfaccia verrà revisionata e migliorata prima del lancio di altre build, quindi è probabile che molti degli elementi poco chiari saranno sistemati nel prossimo futuro.

    Problemi dell'UI a parte, la semplice storia delle missioni ci ha accompagnato con molta naturalezza attraverso dei passaggi essenziali per la creazione di un impero dei trasporti, e ogni tanto incappavamo pure in qualche missione secondaria ideata per mettere alla prova gli insegnamenti acquisiti. Una in particolare, però, era puramente narrativa e legata all'avvistamento di un Bigfoot nei boschi circostanti: nulla di elaborato, sia chiaro, ma almeno è una testimonianza dell'interesse nel proporre qualcosa di alternativo al fianco dei soliti incarichi.

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