Trials Rising: provata la Closed Beta su PlayStation 4

In vista del lancio previsto per il prossimo febbraio, Ubisoft ha aperto in anteprima i cancelli del nuovo Trials, nel corso di una Closed Beta.

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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Se per i fedelissimi di Ubisoft esiste una certezza incrollabile - oltre a quella di ricevere l'annuale, solita dose di Assassin's Creed - è senz'altro il fatto che all'uscita di un nuovo Trials essi perderanno ancora una volta l'opportunità di guadagnarsi un posto comodo in paradiso. Non è difatti un mistero che la serie sviluppata da RedLynx, al netto di tanto divertimento, sia il perfetto carburante per alimentare gli istinti più rabbiosi e scomposti dell'essere umano, data l'intransigenza della sua ricetta in determinati frangenti. Per altro, abbattere uno a uno tutti i santi del calendario e al contempo uscire da ogni partita con un bel sorriso stampato sulle labbra non è un binomio che tutti i videogiochi sono capaci di offrire. Spesso serve una formula costruita sopra meccanismi semplici, d'impatto, che però celi anche un buon grado di profondità. E Trials è appunto questo: accessibilità conclamata, tecnicismo dissimulato, ma anche caciara e comicità -letteralmente- esplosiva. Questo ci aspettavamo da Trials Rising, l'iterazione prevista per il prossimo febbraio, ed esattamente questo abbiamo (ri)trovato nella Closed Beta che il publisher francese ha gentilmente messo a nostra -e vostra- disposizione per sbirciare in anteprima dietro le quinte del progetto. Eccoci dunque di ritorno, con le note martellanti degli Stone Temple Pilots ancora in testa e la colonna vertebrale virtuale plurifratturata.

    Di nuovo in sella

    Partiamo da quella che per alcuni potrebbe suonare come un'evidenza, ma che, visti i trascorsi della serie, potrebbe non essere un'informazione poi così scontata, ovverosia che Trials Rising, da più punti di vista, andrà a inserirsi con grande nonchalance nel solco dei Trials più tradizionali. È stato chiaro fin dal nostro hands-on losangelino, e questa Beta non ha fatto altro che ribadirlo: niente scenari avveniristici à la Trials Fusion né commistioni con immaginari "altri" in stile Trials of the Blood Dragon. È invece la volta del realismo impertinente, quello che porta il giocatore a correre lungo aree geograficamente riconoscibili - il parco di Yellowstone, la Tour Eiffel - per poi dare di matto in quanto a stravaganza dei tracciati, ora più classici e lineari, ora dannatamente dinamici e tortuosi. Prima però di buttarsi a capofitto nelle sfide di Rising, il gioco impone all'utente di dare un'identità al proprio avatar per mezzo di un editor dapprima molto semplice, incentrato sulla scelta del sesso, del timbro vocale e del colore della pelle (voleste crearvi un rider dalla pelle blu, rossa o verde, non ci sarà comunque alcun problema). Bisognerà poi sporcarsi le scarpe direttamente su strada per vincere indumenti, caschi, fantasie di tessuti e sticker vari - tutti dispensati tramite speciali loot crate - in modo da accedere a un editor decisamente più partizionato, ove customizzare il personaggio non solo in termini cosmetici, ma anche in fatto di animazioni di esultanza o di sconfitta. Se, come ipotizzabile, la versione finale del titolo vanterà la stessa abbondanza anche nelle possibilità di decorazione delle moto - non parliamo poi del ritorno dell'apprezzato Trials Track Editor, per modellare le piste a piacimento - è evidente che Trials Rising, in materia di user experience, avrà ben più di qualcosa da dire.
    D'interesse o meno che siano, le modalità di personalizzazione rappresentano solamente la glassa all'apice di una proposta al solito golosissima, oltre che granitica nelle fondamenta. Specifichiamo, per chi ancora non lo sapesse, che dai Trials -i videogame- è sempre bene non aspettarsi dei simulatori di trial -la disciplina- rigorosi e accurati, siccome la serie vive piuttosto di meccaniche dalle nette venature arcade, per certi versi più vicine al platform che al racing game.

    In Rising tutto ciò ritorna tosto e pedissequo: dal punto d'entrata a quello di uscita di ogni tracciato, accelerazione e frenata vanno dosati premendo i grilletti del pad per -di fatto- saltare da una piattaforma alla successiva senza restarci secchi, spostando il corpo del motociclista in base alla posizione del veicolo e, all'occorrenza, eseguendo qualche flip acrobatico in vista di obiettivi specifici. In quanto a vetture, la Beta ne metteva a disposizione quattro, consigliate di volta in volta dal software a seconda del percorso da affrontare: dalla moto Squid, la più bilanciata, a quelle più o meno pesanti e sensibili agli spostamenti del baricentro - rispettivamente la Rhino e la Mantis - fino alla vera novità di questa edizione, vale a dire il Tandem. Quest'ultima scelta equivale ad affrontare gli stessi circuiti ma in due persone sedute sullo stesso bolide, in una classica situazione da divano che in quest'occasione, per onore di correttezza, non abbiamo avuto modo di provare. Dal nostro precedente test, comunque, riportiamo che gli input del controller in mano a ciascun giocatore contribuiranno per il 50% a ogni azione del motociclo, con l'ovvia conseguenza che per manovrare il mezzo sarà necessario comunicare e coordinarsi con una perfezione quasi assoluta, al netto degli inevitabili improperi.

    Quale che sia la moto preferita, sarà poi questione di scrutare la mappa di gioco, riproduzione fedele di una porzione del globo terrestre, in cerca degli stage su cui mettersi subito alla prova, i quali si sbloccano a furia di level up del centauro nostro alter ego. Oltre alla mera attività di portarli a termine, puntando a buone performance per vincere medaglie e un bel gruzzolo di valuta in-game, i livelli portano in dote altri incarichi abbastanza variegati e stimolanti. Attirando l'attenzione di qualche sponsor sarà possibile ripercorrere gli stessi rettilinei secondo le regole di un Contratto, ossia di una sfida molto definita che richiederà, per esempio, di esibirsi in un tot di back o frontflip prima della fine della corsa, di sfoggiare un certo numero di bunny hop, oppure di battere il tempo di un avversario in una gara asincrona, visualizzandone le gesta precedenti in forma di "fantasma". Per spezzare la monotonia verranno poi proposti i cosiddetti Skill Game, varianti simil-minigiocose che in qualche modo esulano dal banale taglio del traguardo. Basti pensare a una sfida che è l'equivalente del lancio del peso con il corpo infuocato del biker al posto della sfera, e con delle taniche di benzina poste sul campo da gioco per provocarne l'eventuale rimbalzo. Tutte attività propedeutiche per l'accesso agli Stadium, sorta di esami di sbarramento a più step che, se superati con successo, conducono direttamente agli stage di difficoltà maggiore. Per inciso: ci è parso che Trials Rising, in quanto a difficoltà generale, non scherzi per niente. Già le gare date come intermedie sono infatti una bella gatta da pelare anche senza pensare alle missioni secondarie. Non ci credeste, non vi resta che avventurarvi lungo il livello ambientato sulla cima dell'Everest. Poi ne riparliamo.

    Trials World Tour

    Dare di gas a zonzo per il mondo con Trials Rising si è dimostrato essere un vero e proprio spasso, un po' da qualunque punto di vista. Lo è stato anche semplicemente in single player, grazie a un track design sempre molto flessuoso, mutevole, creativo, tanto nelle ambientazioni più standard quanto in quelle palesemente fuori di testa, quali percorsi collocati dentro aerei da trasporto in distruzione o caverne che sembrano uscite da un luna park.

    Lo è stato e lo sarà anche di più, ovviamente, sfruttando le potenzialità messe a disposizione dall'impianto multiplayer. Se l'esperienza multigiocatore in formato casalingo stuzzica (oltre alla corsa in tandem sarà possibile condividere la competizione con un massimo di altri quattro amici presenti tra le stesse mura), quella online è forse motivo di ulteriore fomento. Cortesia di un netcode favorevole - per lo meno su PS4, dove abbiamo effettuato i nostri test - abbiamo potuto disputare numerosi match contro corridori di tutto il pianeta, durante partite di tre round ciascuna popolate da fino a otto contendenti connessi in simultanea. Senza per forza voler ambire ai vertici delle leaderboard, evidentemente popolati da chi vive a pane e Trials dalla nascita, abbiamo trovato le composizioni dei team tutto sommato assennate, segno di un buon sistema di matchmaking che speriamo di ritrovare intonso anche nelle versioni finali, con l'arrivo di un 2019 a due ruote che si prospetta parecchio scoppiettante.

    Trials Rising Casomai qualcuno avesse ancora dei dubbi a riguardo, questa Closed Beta settembrina di Trials Rising è servita a ribadire quali siano i binari lungo i quali Ubisoft e RedLynx procederanno nei mesi di sviluppo a venire. Che sono, insomma, i binari del tradizionalismo e della ricchezza contenutistica. Stessa struttura di sempre; stesso gusto per la spettacolarità, per le leggi della fisica estremizzate, per le esagerazioni filodemenziali; stesso gameplay dalla doppia faccia, tecnico e spensierato a diversi livelli, a seconda di come lo si voglia approcciare. Il tutto all’interno di un frullatore ripieno di sfide e modalità come probabilmente mai prima: una vera manna per tutti gli appassionati del franchise, ma anche un’ottima occasione per chi volesse avvicinarvisi per la prima volta. Chissà se il futuro ce ne darà ulteriore conferma: per adesso, tra una caduta spaccaossa e l’altra, non possiamo che dirci soddisfatti e speranzosi.

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