E3 2018

Tunic: uno Zelda bidimensionale, su un mondo tridimensionale

All'E3 di Los Angeles abbiamo avuto modo di provare Tunic, un gioco dallo stile fiabesco che ricorda da vicino The Legend of Zelda di Nintendo.

provato Tunic: uno Zelda bidimensionale, su un mondo tridimensionale
Articolo a cura di
Francesco Serino Francesco Serino ha videogiocato tanto e a tutto, posseduto due diversi Tamagotchi e abbandonato un Furby in autostrada. Mentre cresceva i pixel rimpicciolivano, mentre leggeva ha iniziato a scrivere. E ora eccolo qua, dopo un salto nello spaziotempo atterra su Everyeye, ma già da tempo è su Facebook, su Twitter e su Google Plus.
Disponibile per
  • Pc
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • Questa è la storia di un hylian che, con un cellulare in mano, decide di acquistare il gioco Monument Valley, per poi addormentarsi e sognare di essere una volpe che si è persa in un bosco... dovete scusarci, ma se c'è un gioco che ricorda il magistrale Zelda, questo è proprio Tunic. Presentato la prima volta nel 2015 con il titolo Secret Legend, Tunic è un altro di questi magici one man game che spesso sorprendono per qualità e originalità. Il suo creatore si chiama Andrew Shouldice, è canadese, e deve aver sicuramente giocato per mesi se non per anni alla saga Nintendo, visto il modo in cui il suo gioco riesce a replicarne così bene le caratteristiche. Con il nome di Tunic il gioco di Shouldice fa la sua prima comparsa all'E3 dello scorso anno, tra i tanti titoli indipendenti presentati da Microsoft durante la sua conferenza. Il prodotto fa di nuovo capolino nella line-up Xbox anche durante questa edizione, e sebbene sia ancora senza una data di uscita siamo finalmente riusciti a giocarci abbastanza per farci una chiara idea sulle sue intenzioni e potenzialità.

    Volpinis

    L'atmosfera è sicuramente il piatto forte di questa piccola grande produzione. La grafica, il sonoro, l'incedere del gameplay: tutto contribuisce a rendere Tunic un gioco suadente, stranamente rilassante. La demo provata inizia con il protagonista (una piccola volpe che nelle proporzioni si avvicina al Link dei primissimi Zelda bidimensionali, quelli con visuale dall'alto) che arriva su una piccola penisola artificiale, collegata da una striminzita lingua di terra a un mondo di gioco poligonale ed isometrico, che ricorda da molto vicino come stile grafico e colori il meraviglioso Monument Valley per dispositivi mobile. Tunic però ha dalla sua molto più dettaglio, molta più vegetazione, con boschetti e passaggi segreti nascosti ovunque; senza contate che non si tratta strettamente di un puzzle game, anche se di piccoli puzzle ne è pieno.

    Si inizia senza nessun oggetto nell'inventario, ma non ci vuole molto prima di riuscire a mettere le mani sulla prima arma: un semplice bastoncino di legno totalmente privo di combo. Fortuna che i primi avversari, ridicoli blob bluastri, sono piuttosto semplici da affrontare, e decisamente veloci da mandare al tappeto. Una particolarità di Tunic è che le scritte su cartelli e fogli sono composte da un alfabeto immaginario, eppure spesso è possibile intuirne ugualmente il senso. Chissà se ci sarà un sistema che permetterà anche di imparare a leggere questa strana lingua; sarebbe una meccanica di gioco molto interessante. Continuando l'esplorazione ci siamo presto accorti che già i piccoli alberelli di cui è piena la mappa costituiscono una barriera invalicabile, almeno fino a quando non avremo messo le mani sulla seconda arma presente in questa versione: finalmente una spada vera e propria!

    La spada, oltre a farci sentire molto più gagliardi che in precedenza, permette di colpire più volte consecutivamente lo stesso nemico. Per superare gli avversari più pericolosi dovremo far uso anche della capriola, o schivata, per evitare di essere colpiti a nostra volta; anche perché non c'è modo con l'equipaggiamento scoperto di effettuare una vera e propria parata. Come anticipato, con una lama ben affilata è possibile anche tagliare la vegetazione, e di conseguenza avere accesso a nuove aree della mappa, incluse misteriose caverne che al loro interno spesso nascondono casse con gemme e monete. Nella demo era presente anche una specie di statua illuminata con la quale sembra sia possibile salvare i progressi.
    La grafica poligonale con la quale è stata costruita la mappa è semplice ma dannatamente efficace, in tandem con la morbida colonna sonora persino ipnotizzante. L'angolazione isometrica poi dona a Tunic un meraviglioso effetto diorama, cosa che già di per sé rende l'esplorazione sorprendentemente avvincente. Procedendo ulteriormente abbiamo fatto la conoscenza di altre due pericolose creature, una delle quali molto veloce, all'apparenza spigolosa ma di difficile identificazione. Finito il tempo a disposizione, non possiamo negare che avremmo volentieri continuato a giocare, non senza pensare intensamente a un bel divano sul quale sdraiarsi col pad alla mano. Di giochi simili certo ne è pieno il mondo, ma pochi sembrano così ben fatti e pensati come questo. Tunic è una "console launch exclusive", verrà quindi lanciato inizialmente solo su Xbox, per poi in seguito approdare anche sulle altre piattaforme di gioco, ma quali?

    Tunic Che bello Tunic, e che bella la sua atmosfera, la grafica, l'intrigante gameplay. Non sarà facile reggere ore ed ore di gioco con questa squisita semplicità, ma sappiamo che è possibile riuscirci se l'avventura continuerà ad avere la stessa qualità provata qui a Los Angeles.

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