Twin Mirror: crimini e rimpianti dagli autori di Life is Strange

Abbiamo vestito per due ore i panni del reporter Sam Higgs nel nuovo thriller investigativo di Dontnod Entertainment.

Twin Mirror
Anteprima: PC
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Per quanto il curriculum di Dontnod sia perlopiù composto da avventure grafiche, con solo qualche deviazione dalla norma coi pur riusciti Remember Me e Vampyr (a proposito, eccovi la recensione di Vampyr), non si può negare che il team non sappia reinventare, di volta in volta, il suo stile, sia in termini di scrittura che di impatto visivo. Ad esempio, Life is Strange e il recente Tell Me Why (potete trovare la recensione dell'episodio 1 di Tell Me Why a un click di distanza) condividono la stessa intelaiatura ludica e la natura episodica, ma posseggono toni e ambizioni narrative molto differenti.

    Lo stesso si può dire per l'ultima creazione dello studio francese, il promettente Twin Mirror: sebbene rientri a pieno titolo nel novero delle avventure grafiche a scelta multipla a cui Dontnod ci ha abituato, il gioco non solo abbandona la suddivisione a episodi tipica delle precedenti produzioni, per presentarsi sugli scaffali il 1 dicembre in un'unica soluzione, ma si allontana interamente anche dai canoni del teen drama dai toni sovrannaturali, dando così corpo a un thriller investigativo cupo, doloroso e fortemente enigmatico.

    Ritorno al passato

    Abbiamo trascorso due ore in compagnia di Sam Higgs, reporter investigativo con una mente parecchio analitica e con un fiuto raro per lo scoop. L'inizio del gioco ci vede ritornare a Basswood, una spenta e smorta cittadina del West Virginia, abbandonata due anni prima per una duplice ragione: da una parte, la nostra ex fidanza Anna ha rifiutato la nostra proposta di matrimonio, spezzandoci il cuore; dall'altra, la miniera che permetteva alla città di prosperare, dando lavoro a gran parte degli abitanti, ha chiuso i battenti a seguito di una nostra inchiesta, che ne ha smascherato alcuni gravi illeciti. Com'era prevedibile, nessuno dei lavoratori ha visto di buon occhio le nostre azioni, e la loro aperta ostilità ci ha spinto ad allontanarci dal luogo natio.

    Purtroppo, nei panni di Sam siamo ora costretti a rimettere piede nelle grigie strade di Basswood, per dare l'estremo saluto a Nick, il nostro migliore amico, vittima di un incidente d'auto. È l'occasione per affrontare i fantasmi del passato e far pace coi nostri rimorsi, cercando al contempo anche di scoprire quale verità si cela dietro alla morte di Nick: la figlia adolescente, Joan, infatti, ci chiede esplicitamente di indagare sulla scomparsa del padre, dal momento che - a suo dire - nella dinamica del sinistro ci sono molti elementi poco chiari. Si tratta solo delle suggestioni di una ragazzina in preda al dolore, o nei suoi dubbi c'è un fondo di realtà? Spetterà chiaramente a noi scoprirlo e, a quanto sembra da queste prime ore di gioco, le strade da imboccare per sbrogliare il mistero saranno più numerose del previsto.

    Tante scelte, tante verità

    La veglia funebre di Nick è l'occasione non solo per incontrare di nuovo qualche vecchia conoscenza, ma anche per sondare il terreno, e instillare il seme del dubbio nella mente degli abitanti circa la morte dell'amico. Mai come in Twin Mirror, ci toccherà prestare attenzione alle scelte che compiremo durante i dialoghi: dovremo com'è ovvio valutare sul lungo termine l'impatto di ogni decisione, eppure l'impressione è che il team abbia dato a ogni opzione una sua importanza ai fini dello svolgimento. Anche la minima risposta, quella in apparenza più banale, potrebbe innescare dei cambiamenti d'umore nei nostri interlocutori, rendendoli così più o meno inclini a conversare con noi e a svelarci indizi utili per la risoluzione del mistero.

    In qualità di bravo reporter, Sam possiede un database in cui annota tutti i personaggi con cui entra in contatto, una sorta di schedario mentale che progressivamente si arricchisce di informazioni in base alle rivelazioni che gli abitanti ci forniranno. Non è ancora chiaro quanti indizi saranno effettivamente necessari per lo sbroglio del caso, o quanti invece serviranno solo a caratterizzare maggiormente i personaggi con cui entreremo in contatto, ma al momento sembra proprio che Dontnod abbia scritto una sceneggiatura particolarmente elaborata, nonché più matura nei toni e nelle intenzioni.

    Sebbene non manchino alcuni cliché - e il team non perde occasione di scherzare su questo consapevole aspetto - Twin Mirror ha il respiro di un thriller adulto e inquietante, con alcune trovate visive e narrative di un certo impatto. L'elemento sovrannaturale, almeno in apparenza, sembra essere stato totalmente sostituito da una dimensione più psicologica e mentale, che restituisce l'intensità di un'atmosfera piuttosto criptica, dove si avverte inoltre sempre la sensazione di dover lottare contro se stessi e i propri turbamenti psichici.

    D'altronde, nelle indagini Sam è accompagnato dal suo Doppio, una figura che esiste solo nella sua testa, con la quale confrontarsi costantemente: questo alter ego ci sarà accanto nei bivi narrativi più significativi e ci suggerirà sempre una scelta alternativa. Decidere quale indole seguire muterà in maniera potenzialmente radicale l'intera struttura del racconto, anche se allo stato attuale non ci è dato sapere con quale profondità o stratificazione. In base alle prime due ore di gioco, le premesse di Twin Mirror hanno saputo convincerci in maniera inaspettata: se l'incipit della trama non è dei più originali né dei più intriganti, la messa in scena contorta, alcune scelte narrative ben implementate e un'atmosfera enigmatica hanno saputo stuzzicare la nostra curiosità.

    Buona parte del fascino artistico di Twin Mirror dipende dalla componente tecnica e dalle scelte cromatiche operate da Dontnod. Sul versante grafico l'opera è probabilmente la migliore realizzata dal team, merito di dettagli ambientali più elaborati e di una modellazione poligonale maggiormente realistica ed evoluta. Alcuni primi piani evidenziano una cura superiore nella resa dei volti, che però continuano a peccare nelle animazioni facciali, ancora abbastanza rigide, nonché incapaci, a tratti, di esprimere in maniera adeguata le emozioni e l'intensità dei momenti più drammatici.

    I labirinti di una mente tormentata

    La feature più interessante di Twin Mirror risiede, in ogni caso, nel cosiddetto Palazzo Mentale, un luogo in cui Sam può ricostruire i frammenti dei suoi ricordi, e mettere insieme i pezzi della sua psiche. È qui che il protagonista si rifugia quando è costretto a prendere una decisione importante, o quando ha bisogno di estraniarsi dalla realtà. Le potenzialità delle diramazioni presenti nel Palazzo Mentale sono tutte da scoprire, ciononostante già da ora si intuisce quanta preminenza avrà questa componente ai fini dell'andamento del racconto.

    Al termine di una fase investigativa abbastanza tradizionale, infatti, durante la quale ci basterà esplorare l'ambientazione per raccogliere alcuni indizi, Sam dovrà entrare nel suo Palazzo Mentale per assemblare le prove raccolte e scegliere una delle possibili deduzioni. Così facendo, in base al sentiero imboccato, almeno sulla carta, la storia assumerà nuove forme. Allo stesso modo, in determinati frangenti più onirici Sam si troverà a scappare da una persecuzione mentale, all'interno di un labirinto al cui termine si aprono diverse variabili comportamentali. Ancora una volta, la molteplicità delle decisioni e dei cammini da intraprendere ci lascia ben sperare sulla possibilità di trovarci dinanzi a una storia con tantissimi sbocchi, che ci auguriamo possano condurci a conclusioni all'altezza delle intriganti premesse.

    Twin Mirror I nostri primi passi a Basswood ci hanno convinto a scoprire quale mistero si cela dietro la morte di Nick. La formula ludica di Dontnod è la stessa di sempre, e si basa su un sistema di scelte apparentemente ben articolato, mentre la dinamica del Palazzo mentale e le deduzioni investigative paiono garantire un approccio alla narrazione persino più elaborato di quanto visto nelle precedenti opere del team. Con un piglio più maturo e un’atmosfera da thriller psicologico, Twin Mirror potrebbe dunque rivelarsi una nuova, intrigante storia in pieno stile Dontnod.

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