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Twin Mirror: provato il nuovo gioco (a episodi) degli autori di Life is Strange

Oltre a Life is Strange 2, Dontnod è presente alla Gamescom anche con Twin Mirror, pubblicato da Bandai Namco. Lo abbiamo provato.

Twin Mirror
Anteprima: Multi
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • La presentazione per la stampa della line-up Bandai Namco, qui alla Gamescom 2018, ha avuto due anime ben distinte: una tradizionale e dal gusto fortemente nipponico, dove a farla da padrone sono stati i celebri franchise dei manga di Shonen Jump, e un'altra più sperimentale (che incarna la volontà del publisher di abbracciare anche nuovi segmenti del mercato), rappresentata da una tripletta aperta dal promettente Twin Mirror (e chiusa poi da 11:11 e The Dark Pictures Anthology). Il titolo, presentato per la prima volta durante lo scorso E3 di Los Angeles, è sviluppato dai ragazzi di Dontnod Entertainment, e si innesta nello stile fortemente narrativo che li ha resi famosi con Life is Strange. Dopo la presentazione abbiamo potuto provare per la prima volta il gioco, grazie ad una breve build che ne evidenziava le principali caratteristiche.

    Nei meandri del palazzo mentale

    Dopo averci parlato delle gesta eroiche dei protagonisti di One Piece e dei combattimenti di Soul Calibur VI, i ragazzi di Bandai-Namco hanno voluto precisare che in Twin Mirror il giocatore non sarà chiamato a salvare il mondo, semmai giusto la vita e la stabilità mentale del protagonista. Sam è un giornalista investigativo che, proprio all'inizio dell'avventura, tornerà dopo una lunga assenza nella sua città natale, Basswood, in West Virginia.

    Questa sarà la principale ambientazione dei tre episodi che comporranno l'avventura, il primo dei quali sarà concentrato proprio sulla tematica del ritorno a casa. Il viaggio di Sam farà riaffiorare gli spettri del passato: il protagonista ricorderà della proposta di matrimonio che aveva fatto alla sua vecchia fidanzata, e del netto rifiuto che gli aveva fatto crollare il mondo addosso. All'epoca, scosso da questo evento, Sam aveva preferito scappare e lasciarsi tutto alle spalle, invece che interrogarsi sui motivi del fallimento della propria relazione. A dirla tutta avrebbe preferito che queste memorie restassero al loro posto, distanti e ovattate, ma era davvero impossibile non presenziare al funerale di quello che un tempo fu il suo migliore amico.
    La città di Basswood non sarà in ogni caso l'unica ambientazione in cui si svilupperà il racconto: l'altra area, decisamente più particolare, in cui verranno immersi i giocatori, è una dimensione onirica dove i piatti colori cittadini lasciano spazio a tinte acquerello e le strutture delle strade, rigide e statiche, diventano sentieri sconnessi che vanno a crearsi passo dopo passo.
    Questa dimensione è il palazzo mentale in cui Sam può entrare per analizzare o ricostruire gli eventi: una sorta di realtà parallela, presente nella testa del protagonista, in cui vengono raccolti tutti i dettagli, gli indizi e gli accadimenti della dimensione fisica, pronti appunto per essere scomposti ed esaminati. La build che abbiamo testato si concentrava proprio su questa meccanica.
    La sequenza si apriva infatti con Sam in una stanza d'hotel, di fronte ad una camicia sporca di sangue non suo. L'espediente narrativo non è forse dei più originali, ma sembra un buon pretesto per innescare l'avventura. Sam, avrete capito, non riesce a ricordare cosa sia accaduto: come quel sangue possa essere finito sui suoi vestiti, o cosa gli sia capitato nelle ore immediatamente precedenti. Per cercare di capirlo siamo dovuti entrare nel palazzo mentale: qui, utilizzando il ragionamento deduttivo e interagendo con la rappresentazione di diversi oggetti presenti nella stanza dell'hotel, abbiamo in parte ricostruito la sequenza di eventi della notte precedente. Il tutto era ancora parecchio fumoso, ma se non altro si trattava di un buon inizio per tentare di risolvere il mistero del sangue sulla camicia. Dobbiamo ammettere che un po' siamo curiosi di sapere come proseguirà l'indagine, nel prodotto finale.

    Uno specchio nella mente del giocatore

    Un'altra novità emersa da questa prova è relativa all'esistenza di un "dopplegänger" nella mente di Sam: una sorta di perenne provocatore, che si palesa nei momenti cruciali del racconto e ci offre diverse alternative su come approcciarci alle situazioni. Queste alternative compongono la rosa di scelte multiple tra cui il giocatore dovrà districarsi, plasmando così l'avventura a proprio piacimento. Secondo i dettami della formula di Dontnod, dunque, ci troveremo di fronte a decisioni che cambieranno sensibilmente la storia, portandoci a diversi finali alternativi.

    Persino la ricostruzione degli eventi all'interno del palazzo mentale (a cui è possibile accedere in ogni momento), avrà un ruolo determinante nell'evoluzione del racconto. Potrebbe anche darsi, infatti, che per aver analizzato in modo superficiale e sommario gli indizi, l'utente non riesca a ricostruire immediatamente ciò che accaduto in precedenza. Solo scegliendo in modo coerente la giusta sequenza saremo in grado di sbloccare il vero ricordo dal palazzo mentale e far avanzare la storia.

    Twin Mirror È ancora troppo presto per esprimere un giudizio su Twin Mirror, ma quanto visto in questa breve prova alla Gamescom 2018 ci ha convinto sulle buone potenzialità del titolo. I ritmi di gioco sono quelli che il team francese ha “brevettato” con il suo Life is Strange, ma la presenza del palazzo mentale sposta il tutto verso una dimensione investigativa che ha un sapore in parte nuovo. La veste grafica e artistica di questo thriller psicologico si presenta bene, ed è piuttosto in linea con lo stile delle altre produzioni dello sviluppatore. Non ci resta dunque che aspettare una nuova prova, che si concentri non solo sulle meccaniche di gioco ma anche sul racconto, sulle diramazioni narrative, e sulla caratterizzazione dei personaggi: tutti elementi fondamentali per il successo del progetto. 

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