Two Point Hospital: ritorno in corsia con l'erede spirituale di Theme Hospital

Siamo volati a Londra, ospiti di SEGA of Europe, per provare Two Point Hospital, irriverente erede spirituale di Theme Hospital in arrivo ad agosto.

provato Two Point Hospital: ritorno in corsia con l'erede spirituale di Theme Hospital
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • "Quando hai vecchie parole, non ti resta che metterle insieme e sperare che dicano qualcosa di nuovo."
    Questo articolo vuole iniziare con una confessione. Nei primi anni novanta, nonostante la tenerissima età, il sottoscritto aveva già qualche annetto - videoludico - sul groppone. Non solo: sul curriculum potevo già segnare diversi titoli degni di nota, destinati a far la storia ed esser ricordati ancor oggi. Tutti, o quasi, erano opera di un team britannico: Bullfrog. I loro titoli creavano dipendenza; erano l'apoteosi del time consuming. Ancor prima di The Sims. E di Sim City. Popoulus, Theme Park...e Theme Hospital: ecco, in quegli anni entrai nel tunnel dei manageriali. Una dipendenza di cui non mi vergogno, né mi pento. Anzi, rifarei tutto. Persino riacquistare Theme Hospital per PlayStation.

    Da Theme a Two Point, passando da ER

    Londra. Un giorno qualunque di un luglio qualunque. Un giorno speciale, quasi venticinque anni dopo. In quel giorno ho finalmente incontrato i miei pusher.
    Bullfrog non esiste più. I Lionhead Studios (che, in buona sostanza, ne avevano assunto - con beneficio d'inventario - l'eredità) non esistono più. I team si sono dispersi, confluendo in altre realtà. Alcuni, però, non hanno mai smesso di immaginare ciò che sarebbe potuto nascere da un eventuale seguito; a ciò che sarebbe potuto scaturire da un ipotetico filone "Theme".

    Proprio gli sviluppatori originali, a due decenni di distanza e dopo un tentativo fallito sotto l'etichetta Mucky Foot Productions (il titolo doveva chiamarsi ER Tycoon), si sono nuovamente riuniti sono un'unica bandiera: Two Point Studios. L'obbiettivo per il nuovo team di sviluppo è stato da subito uno solo: quello di tornare a sviluppare e riportare alla luce un progetto (anzi, un sogno) accantonato per molti anni. E hanno potuto farlo grazie al sostegno di SEGA. A capo di questa missione ci sono, anzitutto, tre storici sviluppatori: Ben Hymers, Mark Webley e Gary Carr i quali hanno richiamato all'ordine non solo diversi ex colleghi, veterani di mille avventure in Lionhead e Bullfrog ma anche giovani provenienti da Rare e Creative Assembly. "Ragazzi" che, per intenderci, hanno deciso di accettare il lavoro solo perché da sempre fan sfegatati dei titoli che abbiamo citato poco fa. Soprattutto, di Theme Hospital. Stando a quanto ci hanno raccontato Ben Hymers e Gary Carr, ricontattare gli ex colleghi, avvalersi del loro expertise creando una squadra con le nuove leve è stato un "sogno divenuto realtà", perché tutti si sono dimostrati immediatamente entusiasti del progetto. A Londra abbiamo potuto far la conoscenza, insomma, di un piccolo team, motivato e pieno d'energia che si è gettato anima e corpo in un sogno dal grande valore (non solo nostalgico), sposato da SEGA e presentato ufficialmente all'inizio di quest'anno: Two Point Hospital. Dopo aver testato la build preliminare a inizio maggio e avervene parlato approfonditamente, siamo dunque tornati tra le corsie per vedere come procedevano i lavori. E, con nostra grande sorpresa, il team ci ha rivelato anche la data d'uscita. Curiosi?

    Malattie imbarazzanti XXL

    30 Agosto. Ebbene sì. Credevamo che Two Point Hospital non vedesse la luce prima della fine dell'anno e invece, inaspettatamente, potremo già infilarci i guanti e chiedere con voce ferma un bisturi al nostro rientro dalle vacanze agostane. Nell'attesa, abbiamo avuto l'opportunità di testare il gioco per oltre tre ore, durante le quali siamo stati catapultati nella strampalata realtà di Two Point, una contea piena di pazienti dalle malattie più bislacche che il genere umano possa immaginare. Di alcune vi abbiamo già parlato nel precedente provato; molte altre invece saranno tutte da scoprire. Ovviamente, con pazienti del genere (ed estremamente esigenti) c'è bisogno di ospedali attrezzati. E questo è il nostro compito. Esattamente come vent'anni fa: costruire da zero e gestire il miglior ospedale della zona, a partire dalla reception sino a giungere alla realizzazione delle sale per la diagnosi e la cura delle malattie lamentate dai sempre più numerosi pazienti che affolleranno le corsie della struttura.

    Per aver successo, però, un ospedale deve contare anche su un personale motivato, carico e preparato nonché, naturalmente, sulle risorse economiche necessarie per poter offrire un servizio di prim'ordine. In qualità di novelli manager dell'ASL della contea di Two Point ci siamo subito messi all'opera, notando con piacere che Two Point Hospital non può esser considerato solo come una mera riproposizione del vecchio concept.
    Certo, gli elementi fondanti, a partire dalla fredda gestione patrimoniale delle finanze, sono presenti dal primo all'ultimo ma c'è anche molto di più. Per organizzare al meglio il proprio ospedale e garantire un servizio di qualità c'è bisogno di conoscere le esigenze dei pazienti, approntare un servizio di manutenzione in grado di acchiappare addirittura i fantasmi dei pazienti deceduti tra le corsie (ahinoi capita anche questo), sale e macchinari appositi e in quantità. Inoltre, bisognerà acquistare orpelli con cui abbellire sale asettiche e poco attraenti, migliorare la qualità dell'aria, offrire servizi connessi come distributori automatici e, addirittura, cabinati (di Sonic, chiaro) con cui ingannare l'attesa di una diagnosi ma non solo.

    La gestione del personale in Two Point Hospital assume contorni nuovi, più profondi e sfaccettati. Le schede dei singoli individui (sulla falsariga dei manageriali moderni) permette di tenere sotto controllo i loro bisogni, le abilità specifiche, i tratti caratteriali, le relazioni, il salario e la possibilità di "specializzarli" oltre le loro competenze. In uno degli ospedali (che abbiamo ovviamente gestito con successo), era possibile costruire una sala dedicata, dotata proiettore e banchi, con cui aggiornare il personale (dall'inserviente al chirurgo) e sbloccare delle abilità ulteriori e specifiche, rispetto a quelle base. Ci sarà anche una stanza per la ricerca, in cui scovare la cura di nuove malattie e studiare l'upgrade per i macchinari, così da renderli sempre più efficienti. Questo aggiunge quel pizzico di profondità in più che consente al giocatore di godere di un'esperienza di gioco più personale e duttile.
    Sotto il profilo contenutistico, ci sarà una campagna principale che ci permetterà di sbloccare nuove aree tematiche, nuove sfide e soprattutto nuove tecnologie che ci consentiranno di completare scenari sempre più complessi e "cattivi". In qualsiasi momento, però, potremo tornare alla mappa della contea e selezionare gli scenari precedenti (che riprenderemo da dove li avevamo lasciati). Questo, con tutta probabilità, è un sistema studiato per le nuove feature online introdotte dal team di sviluppo. In particolare, la componente online poggia su una peculiare filosofia che è stata definita dagli sviluppatori come un'esperienza "near real time". In buona sostanza, oltre ai punteggi e alle leaderboard l'online potrà contare su elementi tipici del multiplayer asincrono, anche se non mancherà anche la possibilità di sfidare gli amici di Steam con sessioni in tempo reale, in cui i giocatori connessi alle rispettive sessioni potranno inviarsi i progressi e invitare l'avversario a far di meglio.

    Ad esempio alcune di queste sfide porteranno i giocatori a dover massimizzare l'efficienza di un macchinario (o un reparto) entro il tempo limite, oppure curare un certo numero di pazienti entro un limitato numero di mesi e così via. Tra un giro in corsia e l'altro, abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Ben Hymers e Gary Carr, i quali ci hanno raccontato alcune cose interessanti sul titolo e sui loro possibili progetti futuri.

    Everyeye.it: Cosa si cela dietro il progetto Two Point County?
    Two Point Studios: È un progetto ambizioso: vogliamo che la contea di Two Point sia un universo unico e abbia una backstory; che ogni personaggio al suo interno possa avere una "storia" che non si limiti allo spawn nel solo ospedale. Vogliamo creare una vera e propria comunità che non fosse fine a sé stessa ma che fosse coerente con un universo narrativo unitario. Questo, in futuro, ci permetterà di partire dal concetto generale di "Two Point" per creare qualcosa di diverso ma sempre connesso alla contea. Ad esempio la gestione della prigione della contea, oppure di un impianto industriale o, ancora, di una discoteca o un ristorante. Le possibilità sono davvero tante quante sono le attività umane.

    Everyeye.it: Cosa dobbiamo aspettarci in termini di contenuti? Una volta uscito sarà un'esperienza tradizionale oppure verrà ampliato con nuovi livelli, sfide e contenuti?
    Two Point Studios: Certo, se il gioco avrà successo, continueremo ad aggiungere nuovi contenuti, sfide, oggetti e livelli. Tutto si baserà sul feedback della community, ma siamo certi che Two Point Hospital avrà una lunga vita davanti a sé. Amiamo creare contenuti per questo gioco e, ovviamente, non dobbiamo dimenticare che la contea di Two Point potrebbe ampliarsi con altri - e differenti - contenuti. Quindi, Two Point Hospital sarà sì un'esperienza nel senso tradizionale del termine ma verrà supportata nel corso del tempo. Ci sarà anche spazio per le mod, ma non al lancio.

    Two Point Hospital Dopo aver testato una build più solida e stratificata rispetto alla precedente e aver chiacchierato a lungo con il team di sviluppo, possiamo dire che Two Point Hospital si presenta in forma, ben strutturato, attraente e con un gran potenziale. Tutto ciò che un ventennio fa ha reso grande Theme Hospital lo ritroviamo nella contea di Two Point. La formula originale è rimasta intatta intatta tanto nella veste grafica quanto nel gameplay e nello humour, da sempre tratto caratteristico del team di sviluppo. Questo grazie all'appassionato lavoro svolto dai veterani e da giovani motivati, cresciuti proprio consumando i titoli Bullfrog e Lionhead. Non ci resta che attendere il 30 agosto per tornare in corsia e scoprire se tutte le ottime premesse di Two Point Hospital saranno rispettate in pieno.

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