Provato Uncharted 4: Fine di un Ladro

Meraviglioso e affascinante sono i due aggettivi che meglio di ogni altra singola parola riescono a dipingere le nostre sensazioni dopo una nuova prova di Uncharted 4 Fine di un Ladro.

Uncharted 4: Fine di un Ladro
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    Disponibile per:
  • PS4

"Meraviglioso e affascinante" sono i due aggettivi che meglio di ogni altra singola parola riescono a dipingere le nostre sensazioni dopo una nuova prova di Uncharted 4. Vogliamo quindi togliervi subito ogni dubbio, nel folle caso in cui ne aveste ancora qualcuno: il quarto (e ultimo) capitolo delle avventure di Nathan Drake è una di quelle produzioni rare, di una qualità tale da lasciare sbalorditi e stupefatti, esattamente come solo Naughty Dog sa fare. La strada da percorrere per arrivare alla release è ancora lunga, ma se la qualità della piccola porzione di campagna su cui abbiamo messo le mani verrà replicata per tutto il resto dell'avventura il rischio di rimanere delusi, questa volta, sarà davvero praticamente nullo.

Pirati e tesori

Drake si era ripromesso più volte di mettere la parola fine alle sue scorribande da ladro di manufatti, ma quando dal nulla ricompare il fratello Sam le cose mutano tempestivamente. I nostri si troveranno questa volta nelle lussureggianti isole del Madagascar, sulle tracce di uno dei tesori pirateschi più importanti della storia: il bottino del capitano Henry Every. Henry era un poco di buono, non solo per il fatto di essere un pirata, ma anche per via della sua insana voglia di trucidare gli equipaggi dei vascelli che assaltava. Il suo mito non poteva che cominciare quindi con un ammutinamento, l'occasione che aspettava da anni per diventare capitano e salpare alla ricerca di fortune con i suoi scagnozzi. Every era anche un tipo furbo però, e ben sapeva che pochi pirati, da soli, sarebbero stati facile preda della marina. Decise così di radunare una flotta per attaccare alcune delle rotte commerciali più importanti: un'intuizione che si rivelò determinante per il successo del suo piano, portandolo in breve tempo a divenire il bucaniere più ricco dell'intero oceano indiano. La cosa ovviamente ebbe le sue spiacevoli conseguenze, scatenando una delle più grandi cacce all'uomo della storia. Nessuno però trovò il vecchio pirata, alimentando una leggenda ancora viva ai giorni nostri: il capitano Henry Every e il suo tesoro scomparvero misteriosamente nel nulla, con l'alto mogol infuriato per l‘enorme perdita e un taglia gigante mai incassata. Come da tradizione, l'amalgama di storia e mistero che farà da sfondo alle vicende sembra decisamente interessante, e sappiamo già che ci attendono vari colpi di scena e risvolti inaspettati di questa nuova caccia archeologica. Le somme potremo tirarle, ovviamente, soltanto nella versione finale. La demo che Sony ci ha presentato, infatti, non puntava sulla narrazione, ma mirava piuttosto ad offrirci una visione completa delle nuove meccaniche di gioco. Abbiamo trovato Sully, Nathan e Drake a bordo di una Jeep, veicolo indispensabile per muoversi liberamente nelle immense aree di Uncharted 4.
L'impatto visivo è impressionante, la pulizia dell'immagine incredibile, trascinante al punto che che abbiamo schiacciato immediatamente sull'acceleratore per iniziare a giocare. I primi minuti li abbiamo passati a muovere la telecamera, a osservare le vallate infinite che correvano sotto di noi a perdita d'occhio, cercano di capire quanto quello che avevamo sotto gli occhi fosse realmente esplorabile. Meravigliando grazie ad un colpo d'occhio abbacinante, Uncharted 4 si rivela però un titolo tutto sommato guidato, e l'impressione di essere all'interno di un ricco open world si infrange presto contro le barriere naturali predisposte dagli sviluppatori. Impossibile muoversi liberamente, dato che intorno a noi burroni e avvallamenti bloccano qualsiasi strada che non sia quella preposta alla missione in corso. Poco male: il risultato finale riesce a convincere, smussando in maniera evidente la sensazione di procedere lungo un binario inquadrato. Gli eventi procedono attraverso sequenze spettacolari e scriptate, ma danno al contempo la sensazione di avere il pieno controllo del personaggio. Non ci si sente insomma "costretti" nelle classiche sezioni a corridoio, con escamotage che rendono l'incedere dell'avventura particolarmente dinamico.

La nostra Jeep, targata Elena Fisher (vi consigliamo di leggere la targa sottosopra) sarà anche dotata di un potente verricello frontale, da utilizzare per superare gli avvallamenti più insidiosi e per abbattere edifici e ponti traballanti. In qualsiasi istante, durante le sezioni di guida, nulla ci vieterà comunque di abbandonare il mezzo e darci all'esplorazione a piedi dell'area circostante, cercando segreti e indizi sul grande tesoro perduto.

A mano armata

Uncharted 4 non è unicamente avventura ed esplorazione, ma porta in dote una componente da sparatutto in terza persona molto forte, che bilancia perfettamente sessioni più lente, ma mai noiose, ad altre dove i proiettili volano sopra la testa di Drake, con lo schermo pullulante di nemici. L'occasione che aspettavamo è arrivata dopo pochi minuti di gioco, quando dietro una brusca curva si è stagliata di fronte a noi una torre di vedetta. In questa occasione Uncharted 4 lascia al giocatore la completa libertà nello scegliere l'approccio preferito. L'enorme area di gioco a disposizione permette di avvicinarsi lentamente ai nemici ed eliminarli uno a uno, con un sistema stealth riveduto e migliorato rispetto alle precedenti iterazioni.

Drake può ora infatti "marcare" i propri bersagli e seguirne i movimenti anche dietro le pareti, così da poter pianificare la strategia migliore per non essere scoperto. Un'icona posta sopra i nemici indica altresì il livello di attenzione degli stessi nei nostri confronti, definendo chiaramente quando stiamo per essere scoperti e quando invece stiamo passando completamente inosservati. Sono meccaniche non certo originali ma ben rodate, che migliorano l'esperienza di gioco complessiva. Il nostro approccio, tuttavia, è stato decisamente più diretto e ci siamo lanciati a bordo della jeep nella mischia, dapprima falciando un paio di soldati con il mezzo per poi scendere e iniziare a fare fuoco all'impazzata. Il sistema di coperture funziona come al solito in maniera egregia e lo shooting regala sensazioni davvero ottime. Nella demo abbiamo trovato una manciata d'armi che variavano dal classico AK47 a pistole e fucili d'assalto di varia natura, fino ad arrivare a fucili da cecchino grazie ai quali seminare il panico dalla distanza. Il "bipolarismo" del gameplay, tradizionale per la serie ci ha positivamente impressionato, ed il level design lascia ben sperare per una libertà d'azione più avvertibile che in passato: la staticità del gameplay durante le sparatorie è solo un lontano ricordo. Drake salta e si sposta velocemente da un riparo all'altro, e ora può utilizzare anche un comodo rampino per assaltare i nemici da posizioni sopraelevate o dondolarsi da una sporgenza all'altra. Come dicevamo nell'incipit dell'articolo, la demo provata ci ha lasciato insomma estasiati, e non solo per una qualità dell'immagine davvero eccezionale. La cura per i dettagli ed il profilo del gameplay sono tali da rendere senza dubbio questa esclusiva uno dei titoli da attendere con più trepidazione per questo 2016.

Uncharted 4: Fine di un Ladro Uncharted 4 è un titolo maestoso. La nostra prova, seppur breve, ci ha letteralmente rapito. La libertà offerta dal gameplay convincente, percepibile durante l'esplorazione, ma letteralmente dirompente nelle sezioni di shooting, ben strutturate e funzionali. Dal punto di vista tecnico ci troviamo di fronte ad uno dei titoli più spaventosi visti su questa generazione di console, e l’attesa spasmodica per il 10 maggio si fa ora insostenibile. Naughty Dog, per l’ennesima volta, sembra aver confezionato un prodotto impareggiabile; tra poco meno di un mese il verdetto finale.

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