UnMetal: una parodia di Metal Gear con un pizzico di A-Team e MacGyver

In attesa di saperne di più sul futuro di Metal Gear potete ingannare il tempo con UnMetal, parodia con tanti riferimenti al gioco di Hideo Kojima.

UnMetal: la parodia di Metal Gear
Anteprima: PC
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • Quando Metal Gear è approdato su MSX2 nel lontano '87 ha dato al mondo un primo assaggio del genio creativo di Hideo Kojima, che ha trasformato i limiti degli hardware del tempo nei punti di forza della sua opera. Ebbene, se l'avventura stealth a cui l'intero genere deve la sua popolarità non fosse mai nata, oggi non ci ritroveremmo a parlare di UnMetal, una simpatica parodia di Metal Gear sviluppata dai ragazzi di Unepic Fran e pubblicata da Versus Evil.

    Curiosissimi di provare l'action adventure 2D con una sana dose di stealth, ci siamo fiondati a scaricarne la demo che, è bene ricordarlo, consente di terminare il primo stage del gioco. Tra continui omaggi alla serie di Kojima ma anche ad altri mostri sacri come l'A-Team e MacGyver, abbiamo aiutato il nostro protagonista a fuggire di prigione e a celarsi alla vista dei (non troppo) temibili soldati di ventura che lo avevano imprigionato e la verità è che ci siamo divertiti molto a farlo.

    UnVirtuos Mission

    Un elicottero d'assalto russo vola libero in un cielo colorato d'arancio ma viene improvvisamente abbattuto dalle forze alleate. Dalle lamiere del velivolo sbuca un uomo piacente, che indossa una bandana e degli abiti militari. Se la sua voce roca - che fa il verso a quella di David Hayter - potrebbe lasciar pensare a un individuo consumato dalle fiamme della guerra, la realtà è assolutamente diversa. Pur essendo una sorta di incontro tra il giovane Solid Snake e il Naked Snake di Metal Gear Solid 3, Jesse Fox (perché questo è il suo nome) non ha alcun tipo di esperienza militare e anzi rientra a pieno titolo nell'affollatissimo ramo delle teste falliche. A onor del vero, Fox ha la creatività di MacGyver e una parlantina spigliata, che gli consentirà di aggirare le domande più spinose nel corso di un interrogatorio che, con ogni probabilità, si protrarrà per l'intera durata dell'avventura. E sì, perché una volta ammanettato il maldestro protagonista viene condotto alla scrivania di un tenente dell'esercito, intenzionato a scrivere un rapporto dettagliato sulla sua fuga dalla base segreta di un gruppo di soldati di ventura, che ricorda molto da vicino l'Outer Heaven di Metal Gear.

    La conversazione tra i due impiega pochi secondi per raggiungere i limiti del paradossale, col militare che gli fa domande sulle meccaniche di gameplay - come la necessità di prendere a pugni mobili e sanitari per ricavare oggetti utili - e il fuggitivo che gli risponde a tono, fornendo ad esempio dettagli non richiesti sulla scarsa qualità della carta igienica consegnata ai prigionieri (rigorosamente monostrato, priva di disegnini e profumo). Ogni scambio di battute è pensato per strappare un sorriso e, come confermato dagli sviluppatori, le scene sono piene di omaggi e riferimenti al cinema e alla televisione degli anni '70 e '80. Tra le rotture della quarta parete, i continui rimandi alla serie di Kojima e la buona interpretazione degli attori, UnMetal potrebbe avere le carte in regola per sorprendere e divertire i giocatori, a patto di mantenere inalterata la sua verve comica e di offrire un gameplay pieno di chicche e altrettanto indovinato.

    Un soldato (poco) leggendario

    Come già detto in precedenza, UnMetal è pieno zeppo di citazioni, a partire dal nome del primo stage: "La Grande Fuga". Il capolavoro di Sturges ha ispirato fortemente Metal Gear ed è uno dei film preferiti di Kojima, ecco perché l'avventura di Unepic Fran non sarebbe potuta iniziare meglio di così. Curiosità a parte, Fox comincia a raccontare la sua versione dei fatti al tenente e nel mentre lo ritroviamo chiuso in una lurida cella di una base, incolpato di un crimine che non ha commesso. Fuggito dalla stanza logora, deve superare furtivamente una serie di casermoni per capire come abbandonare il complesso e salvare la pelle. Tutto cambia quando si imbatte nel colonnello Alan Harris, una versione più scorbutica dell'intramontabile Roy Campbell, che gli chiede di procurargli una radio crittografata per supportarlo nel corso della sua grande fuga. Jesse Fox si fa coraggio e realizza che i soldati sono un po' scemi, anche più di lui, così inizia a lanciar loro monete luccicanti per distrarli e colpirli con la classica combo - pugno, pugno, calcio - che i fan di Snake tanto amano.

    Di fondamentale importanza è il riuscire a sorprendere i nemici mentre sono impegnati a raccontare aneddoti divertenti, a starnutire o a svuotare la vescica, perché solo le eliminazioni silenziose permettono a Jesse di guadagnare esperienza. Salire di livello porta a scegliere uno tra due upgrade permanenti, che ad esempio vanno a migliorare la mobilità o la forza combattiva del protagonista. Chiaramente i pugni non sono l'unica arma a disposizione di Fox, che nel corso dell'avventura potrà trovare o creare dei micidiali strumenti di morte.

    La storia dietro all'ottenimento della fionda vogliamo lasciarla scoprire a voi, perché è già divertente pensare ai suoi proiettili: delle palle di uranio impoverito. Proprio come il giovane Snake, Fox può varcare le classiche porte automatiche (dalle sonorità simili a quelle di Shadow Moses) per accedere ai bagni e salvare la partita. In assenza di bagni tradizionali, è possibile salvare i progressi accontentandosi di un "vasino vuoto", che è soltanto uno dei tanti oggetti ottenibili spaccando le casse e gli altri elementi interattivi delle mappe.

    Dopo aver incontrato un soldato le cui disavventure intestinali ricordano quelle di Johnny Akiba, Fox raggiunge l'immancabile boss fight con il cosiddetto Grenade Guy, una versione ebete di Ocelot nei suoi giorni al reparto speciale di Volgin. Proprio per la somiglianza del nemico con Shalashaska, la boss fight tra i due non potrebbe che avvenire in un'area desertica divisa da un fossato, a riprova di quanto gli sviluppatori siano dei veri appassionati di Metal Gear Solid.

    E poi la fuga dalla base attraverso le fogne - come a Groznyj Grad - le distese verdeggianti piene di cani assopiti e la promessa di un viaggio sempre vario e ricco di sorprese. Se la varietà delle situazioni proposte si manterrà su buoni livelli - si pensi alla possibilità di decidere alcune parti del racconto di Fox con conseguenti modifiche agli ostacoli da oltrepassare - UnMetal potrebbe non solo omaggiare il capostipite dello stealth game ma anche avere un senso di esistere come gioco a sé stante. Il suo debutto dovrebbe essere ormai vicino e noi non vediamo l'ora di rituffarci in questo mondo di infiltrazioni sgangherate in pixel art, per attestare ancora una volta la veridicità delle parole di Ocelot: con le giuste premesse, chiunque può diventare Snake. Se siete arrivati fin qui i motivi sono due: o siete incuriositi dal gioco o siete grandi fan della Metal Gear Solid Saga, per questo motivo vogliamo strapparvi una lacrimuccia con la recensione di Metal Gear Solid 3 e la recensione di Metal Gear The Phantom Pain.

    Quanto attendi: UnMetal

    Hype
    Hype totali: 15
    81%
    nd