Vampire Survivors: il fenomeno del momento su Steam è tutto italiano

Un primo sguardo al roguelite di origini italiane che ha preso d'assalto Steam facendo innamorare il pubblico di tutto il mondo.

Vampire Survivors
Anteprima: PC
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  • Ci sono videogiochi la cui popolarità, a volte, esplode senza alcun preavviso. Vampire Survivors è uno di quei videogiochi, un titolo deflagrato improvvisamente in un periodo storico in cui il mercato è letteralmente preso d'assalto da tripla A e giochi blasonatissimi con accesso a risorse anche solo pubblicitarie enormemente più grandi. Un roguelite semplice, semplicissimo, sviluppato con mezzi risicatissimi rispetto a tanta della sua concorrenza e che nonostante questo si è dimostrato solido e in grado di attirare a sé centinaia di migliaia di persone.

    Il merito è di Luca Galante, sviluppatore italiano emigrato da più di un decennio in Inghilterra per tentare la fortuna con il game development, che è riuscito nell'impresa più unica che rara di trovare spazio nel marasma di pubblicazioni che affollano Steam con un videogioco solo in apparenza banale. Vampire Survivors è stata una sorpresa per tutti, ma la sua popolarità è oltremodo meritata, grazie al fatto che si tratta di un titolo costruito con una cura e una sapienza inaspettate, capace come pochi di lasciarsi godere bilanciando con precisione tutti i suoi contenuti nonostante sia "solo" in early access.

    Semplice ma coinvolgente

    A volte per fare un gran videogioco basta poco. Un'idea, un gameplay essenziale ma perfettamente stabile, l'immediatezza tipica delle cose piccole. Perché sì, c'è chi si affida a mezzi produttivi smodati e c'è chi invece con l'equivalente di paletta e secchiello è in grado di costruire videogiochi incredibilmente soddisfacenti. Vampire Survivors ci è riuscito con asset riutilizzati dai Castlevania 2D e tileset di RPG Maker, e nonostante questa iper-semplificazione estetica funziona e crea dipendenza.

    Perché sì, dietro alla facciata di un gioco a bassissimo budget, Vampire Survivors nasconde un'intelligenza sbalorditiva, capace di ridurre ai minimi termini le meccaniche dei roguelite per adattarle ad un sistema di gioco geniale, che richiama alla mente le soddisfazioni del blasonatissimo Loop Hero pur mantenendo un'identità perfettamente riconoscibile (se volete saperne di più, recuperate la recensione di Loop Hero).

    Si tratta come già detto di un roguelite in cui tutto ciò che bisogna fare è muoversi all'interno di mappe gigantesche per evitare ondate sempre più grandi di nemici. Non bisogna combattere, o quantomeno non direttamente, dal momento che il sistema di combattimento è interamente automatizzato. Direte voi: e dove sta il divertimento? Nello sbloccare di continuo nuovi perk e nuove armi in grado di migliorare la resa in battaglia e nel trovarsi ad affrontare schermate traboccanti di nemici.

    Parliamo, in certi casi, di centinaia di mostri che affollano lo schermo con l'unico intento di colpirci e svuotare la nostra barra degli HP. A parole potrebbe sembrare una meccanica insignificante, ma pad alla mano si trasforma in una vera e propria droga che porta volta per volta a voler riprovare per scoprire build sempre nuove, in grado di performare in maniera differente.

    A questo si aggiunge anche il vasto roster di personaggi sbloccabili e selezionabili (ecco come sbloccare tutti i personaggi di Vampire Survivors), dotati di caratteristiche e armamenti unici in grado di differenziare costantemente l'approccio alle orde. Per non parlare della squisita italianità dei personaggi, che si mostrano con le fattezze ben note dei vari Belmont apparsi in Castlevania ma che hanno nomi che richiamano allo stivale come Poe Ratcho, Suor Clerici, Dommario, Antonio Belpaese e pure una coppia di loschi figuri che eviterò di nominare per evitare di offendere i lettori cattolici. Una caratterizzazione apprezzabile appieno solo dal pubblico italiano, che mette comunque in mostra un'ironia e un'irriverenza capaci di strappare più di qualche sorriso.

    Un grande senso di progressione

    La caratteristica migliore di Vampire Survivors è proprio quella legata alla sua progressione interna. Ogni run permette di accumulare denaro utile per sbloccare abilità passive, necessarie a migliorare le proprie prestazioni in quella successiva, spingendo peraltro a sperimentare di continuo con scenari diversi per sbloccare la possibilità di droppare perk migliorati, nuove meccaniche e nuovi personaggi giocabili.

    Curatevi per un totale di 1000 HP in una partita e sbloccherete Suor Clerici, uccidete 5000 nemici e sbloccherete il Lightning Ring, sopravvivete per almeno 10 minuti e otterrete il Peachone, che è letteralmente un piccione che gira attorno al protagonista "bombardando" i nemici ad intervalli regolari, e così via. La sensazione tremendamente soddisfacente è proprio quella di non star facendo mai nulla senza motivo, rendendo ogni partita degna di essere giocata e, soprattutto, mai uguale a quella precedente. Il merito di questo inestinguibile senso di progressione sta nella semplice ma estremamente funzionale meccanica di livellamento durante ogni run: Non basta uccidere qualche mostro per poter accumulare esperienza, ma bisogna fisicamente raccogliere le gemme lasciate a terra dai nemici per ottenere XP. In questo modo Vampire Survivors richiede costante attenzione e prontezza di riflessi nei movimenti da parte del giocatore, scongiurando così il rischio di trasformarsi in un idle game dall'interattività pressoché nulla. È proprio questa meccanica di raccolta "manuale" dei punti esperienza a donare al gioco la sua capacità quasi ipnotica di assuefazione, ed è ciò che a conti fatti lo fa brillare nella sua estrema semplicità ed immediatezza, che è la stessa immediatezza tipica delle opere arcade.

    Saranno la grafica così rétro e le poche ma ben assortite meccaniche di gioco, ma arrivare a desiderare di vedere Vampire Survivors girare su un cabinato arcade d'altri tempi non sembra un pensiero tanto assurdo, a riconferma del fatto che i roguelite progettati così bene sono l'evoluzione naturale dei titoli nati per essere spolpati nelle sale giochi. Al momento Vampire Survivors è in early access su Steam, e costa la cifra irrisoria di 3€.

    Non è ancora dato sapere quando uscirà dall'accesso anticipato, ma i lavori stanno progredendo a ritmo molto sostenuto, come dimostra l'ultimo update che ha introdotto il concetto di NFT all'interno di gioco. Non vi preoccupate però, si tratta solo di un nuovo power up - la ‘Nduja Fritta Tanto< - in grado di incenerire tonnellate di nemici grazie ad un soffio infuocato della durata di qualche secondo. La strada intrapresa sembra, quindi, quella giusta, e Galante ha promesso un gran numero di aggiunte al pacchetto che già ora risulta ben più che soddisfacente.

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