Vampire The Masquerade Bloodhunt: prova finale in esclusiva italiana

Siamo volati in Svezia per provare in anteprima Vampire the Masquerade Bloodhunt, prossimo all'approdo gratuito su PC e PS5: ecco le nostre impressioni.

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  • Pc
  • PS5
  • Il tramonto cala su Praga e gli oscuri tentacoli del World of Darkness si allungano tra i vicoli di una città dominata da predatori letali e assetati di sangue. Per fare conoscenza con i dominatori della notte di Vampire the Masquerade: Bloodhunt, siamo volati in Svezia - destinazione Malmo -, dove abbiamo avuto l'opportunità di visitare gli studi di Sharkmob. Nel cuore della cittadina, gli autori dell'intrigante battle royale crepuscolare ci hanno svelato i segreti che si celano dietro la loro prima creatura videoludica, ma non solo. Armati di DualSense e di mouse e tastiera, abbiamo infatti potuto provare per circa quattro ore questa inedita declinazione dell'immaginario di Vampire the Masquerade.

    Dopo esserci nutriti del sangue di ignari mortali e aver brandito katane e armi da fuoco contro entità sovrannaturali, vi invitiamo a prepararvi al lancio di Vampire the Masquerade: Bloodhunt, un battle royale dai denti affilati che sembra avere tutte le potenzialità per poter conquistare gli appassionati del genere e del World of Darkness. Il sole del resto è ormai in procinto di assopirsi all'orizzonte: il free to play di Shakmob debutterà mercoledì 27 aprile 2022, su PC (via Steam) e in esclusiva console su PlayStation 5. Buona caccia!

    Sete traditrice: è guerra nella Masquerade

    La Masquerade ha il compito essenziale di proteggere la comunità vampiresca dalla minaccia dell'inerme ma ben più numeroso genere umano. Ma cosa accade quando un Fratello della notte ne viola i dettami? La reazione non può che essere una caccia selvaggia all'assetato traditore, colpevole di aver rivelato l'esistenza dei Clan ai deboli mortali. E tra le strade di Praga la guerra infuria violenta e frenetica, riunendo sui tetti della città i vampiri del World of Darkness.

    Queste, in sintesi, le premesse scelte da Sharkmob per collocare con coerenza il proprio battle royale all'interno dell'immaginario di Vampire the Masquerade, creando un'interessante commistione tra lore e dinamiche di gameplay. Nella lunga attesa di Vampire the Masquerade: Bloodlines 2, appassionati e neofiti della serie avranno la possibilità di (ri)scoprire i retroscena della saga tra le strade di Vampire the Masquerade: Bloodhunt, grazie al forte amore per l'IP dimostrato dal team di sviluppo.

    Come abbiamo avuto modo di raccontarvi anche nel precedente provato di Vampire the Masquerade: Bloodhunt, il titolo si struttura in battle royale dall'animo da sparatutto in terza persona, all'interno del quale trovano però spazio anche un sistema di movimento che non disdegna il parkour, superpoteri vampireschi e scontri corpo a corpo.

    Nel free to play, Praga vede scendere in campo 45 creature della notte, pronte a contendersi il dominio sulla città, le cui vie però non sono pattugliate solamente dai Fratelli. Al contrario, formazioni di cacciatori di vampiri vigilano nella notte, pronte ad aprire il fuoco ad ogni movimento sospetto. Queste Entità complicano l'azione dei giocatori, che saranno costretti - per più motivi - a tenere conto dell'esistenza di questa fazione. Da una parte, infatti, questi avversari controllati dall'IA si sono dimostrati, nel corso della nostra prova, degli oppositori davvero temibili, armati di determinazione e mira invidiabili. Allo stesso tempo, riuscire ad abbatterli consente di mettere mano a tesori davvero interessanti, tra armi particolarmente rare - e potenti - e utili consumabili.

    Ai giocatori di Vampire the Masquerade Bloodhunt può inoltre capitare di imbattersi in spauriti mortali e nella conseguente possibilità di affondare i canini nelle loro carni. In virtù dei dettami della Masquerade, tuttavia, questo atto non è privo di conseguenze: nel giro di pochi istanti, la propria presenza nella mappa sarà infatti visibile all'intera schiera di giocatori, che non mancheranno di dirigere in massa la propria furia sul ribelle.

    Inizialmente, Sharkmob aveva quantificato questo malus in una manciata di secondi, ma con il protrarsi dell'Early Access del titolo è stato infine deciso di far pesare in maniera più marcata le conseguenze dell'atto. Anche per garantire una maggiore aderenza alla lore del World of Darkness, dunque, ora i vampiri troppo assettati dovranno prepararsi ad accettare un intero minuto di vulnerabilità estrema. Ed essere braccati da ogni singola creatura presente nella mappa di Vampire the Masquerade: Bloodhunt, ve lo assicuriamo, non è affatto un'esperienza piacevole.

    Ma quale ricompensa può dunque indurre a compiere un atto così efferato e autolesionista? Molto semplice: il sangue è potere. Assorbendo la linfa vitale degli esseri umani, il nostro combattivo alter-ego può acquisire una serie di bonus, che includono - tra gli altri - un aumento dei danni inflitti e un potenziamento delle capacità di rigenerazione del personaggio. Si tratta di elementi che possono risultare determinanti soprattutto nelle fasi finali di un match, quando il restringersi del campo di battaglia - determinato dal sopraggiungere di una poco rassicurante nebbia rossa - fa sì che i giocatori si radunino nella medesimo isolato di Praga.

    Per i giocatori interessati a scoprire la lore di Vampire the Masquerade, il team svedese ha inoltre pensato ad una gradita aggiunta: l'Elysium. Parliamo sostanzialmente di un hub centrale all'interno del quale i giocatori possono spendere il proprio tempo tra un match e l'altro, interagendo con gli altri utenti oppure chiacchierando con molteplici NPC. Tra questi ultimi troviamo in particolare personalità di spicco per ciascun Clan di vampiri presente in-game. Tali leader della notte saranno progressivamente sempre più disposti a raccontarci nuovi retroscena sul World of Darkness, sino a comporre un'intricata lore che potremo consultare in qualsiasi momento da un'apposita sezione del menu di gioco. Spazio inoltre anche all'assegnazione di una serie di quest, da portare a termine nel bel mezzo degli scontri che infuriano tra le strade di Praga.

    Un Archetipo per ogni vampiro

    Con i potenti vampiri della Masquerade come protagonisti, il gameplay di Vampire The Masquerade Bloodhunt - abbiamo già avuto modo di sottolinearlo -, non si basa solamente sullo shooting.

    Al contrario, nel corso della nostra prova, il fulcro del battle royale si sono dimostrati essere i poteri sovrannaturali a disposizione delle diverse Classi. Denominate "Archetipi", queste ultime sono legate ad alcuni dei grandi Clan del World of Darkness, dai quali hanno ereditato un interessante set di abilità speciali, in parte individuali e in parte vincolate alla linea di sangue di appartenenza. Al lancio, i giocatori di Vampire the Masquerade: Bloodhunt avranno a disposizione 7 diverse tipologie di vampiro, afferenti a 4 famiglie. Con il supporto post-lancio, ovviamente, Sharkmob andrà ad ampliare il roster, introducendo ulteriori Clan e combattenti. Per il momento, le strade di Praga sono pronte ad accogliere i passionali e combattivi Brujah, rappresentati dagli Archetipi del Bruto e del Vandalo. Entrambi hanno la possibilità di compiere salti particolarmente potenti, in grado di portarli rapidamente da un palazzo all'altro della città.

    Si tratta di fatto di un perfezionamento delle sinuose capacità di movimento di tutti i vampiri di Bloodhunt, in grado di arrampicarsi con semplicità su ogni parete verticale, di percorrere lunghe distanze con un semplice salto e di atterrare privi di danni da altezze vertiginose. Le due Classi Brujah hanno poi abilità uniche: il Bruto può infatti scatenare una potente onda d'urto colpendo il suolo con un pugno, mentre il Vandalo può compiere un rapido balzo in avanti con il quale far perdere l'equilibrio ai nemici, infliggendo al contempo dei danni.

    I ben più cupi Nosferatu - che durante il nostro test ci hanno dato grandi soddisfazioni - hanno invece capacità meno appariscenti, ma altrettanto insidiose. Il potere del Clan consente infatti al Sabotatore e al Vagabondo di svanire alla vista e muoversi rapidamente per brevi periodi. Il primo ha inoltre la possibilità di assalire gli avversari con bombe cariche di gas tossico. Il secondo può invece sfruttare stormi di pipistrelli come sentinelle: inviando gli animali in un'area a lui prossima, questi ultimi riveleranno la presenza di eventuali giocatori ostili.

    Anche i vampiri Toreador sono già pronti a calcare i vicoli di Praga, per rimirare la propria seducente bellezza nel riflesso delle pozze di sangue destinate ad allargarsi al calar del sole. I suoi membri hanno la possibilità di proiettare la propria immagine a diversi metri di distanza, per poi compiere uno scatto improvviso nella medesima direzione. Con vocazioni curative, l'Archetipo della Musa può risanare la propria salute e quella di eventuali alleati, mentre la Sirena può sfruttare il proprio splendore per danneggiare e accecare temporaneamente i nemici.

    Infine, il nostro test in Svezia ci ha consentito di metterci nei panni anche dell'ultimo Archetipo arrivano in-game: il Sicario. Appartenente al Clan dei Ventrue, quest'ultimo può colpire i nemici con una potente carica, che oltre ad infliggere danni "silenzia" gli altri Fratelli, impedendo loro di utilizzare le proprie abilità vampiresche per un breve periodo. Un'ulteriore abilità consente inoltre al Sicario di rafforzare la propria difesa, divenendo temporaneamente invulnerabile, ma solo a patto di non compiere atti aggressivi.

    Un battle royale versatile

    E sino a qui abbiamo parlato esclusivamente delle capacità offensive, ma ciascun Archetipo dispone in verità anche di un'unica abilità passiva, tra Classi che possono avvistare le tracce lasciate dai nemici in punto di morte o vampiri che possono ammaliare i mortali di Praga. Da questo sintetico quadro, emerge immediatamente come Sharkmob abbia voluto puntare tutto sulla differenziazione dei personaggi di Vampire the Masquerade: Bloodhunt, la cui varietà rende possibili diversi approcci al gameplay del battle royale.

    Nel corso del nostro test, ad esempio, abbiamo potuto riconoscere l'efficacia di uno stile di gioco furtivo, basato sul ricorso alle abilità Nosferatu e sul provvidenziale utilizzo di armi melee. Allo stesso tempo abbiamo però tratto grande divertimento anche dalla chiassosa azione a testa bassa tipica dei Brujah. La sensazione preliminare è dunque che il titolo abbia le potenzialità per catturare l'interesse di molteplici tipologie di giocatori, inclusi coloro che non hanno - o non hanno ancora - una perfetta dimestichezza con lo shooting in terza persona. La distinzione tra una Modalità Classificata, pensata per i giocatori più competitivi, e una Modalità Caccia di Sangue, che include la possibilità di usufruire di una rigenerazione del personaggio, confermano la volontà di Sharkmob di parlare ad un pubblico ampio.

    Dalla nostra prova, è peraltro emerso il quadro di un battle royale le cui dinamiche sono molto semplici da apprendere, ma in cui un avanzato livello di familiarità con le abilità dei diversi Archetipi ha tutte le potenzialità per fare una grande differenza tra le strade di Praga. Nel corso del play-test abbiamo inoltre trovato particolarmente piacevole la possibilità di cimentarsi anche con una declinazione multiplayer dell'esperienza, con match a squadre da affrontare in team da tre giocatori.

    Con poche ore di gioco all'attivo, non possiamo ovviamente esprimerci su aspetti quali il bilanciamento delle abilità dei personaggi o dell'arsenale, ma possiamo sicuramente confermare che il primo approccio con il combat system di Bloodhunt offre un feeling più che piacevole. Sia su PS5 sia su PC, lo shooting si è dimostrato responsivo e ben congeniato, mentre gli attacchi melee a base di mazze chiodate ed eccentriche katane aggiungono un tocco riuscito all'insieme. A sorprendere, però, è soprattutto la libertà di movimento concessa da Sharkmob alle proprie creature della notte, che pur con un sistema di controllo molto semplice riescono a mettere a segno acrobazie sinuose, tra tetti, monumenti e veicoli che popolano il pericoloso crepuscolo di Praga.

    La mappa di Vampire the Masquerade: Bloodhunt offre molteplici punti d'interesse, facilmente identificabili e ben differenziati gli uni dagli altri, per quanto accomunati dalle medesime atmosfere dark e gotiche che contraddistinguono tradizionalmente l'immaginario vampiresco. Realizzato in Unreal Engine 4, il battle royale restituisce un colpo d'occhio pregevole per il genere di appartenenza. Sul fronte tecnico, segnaliamo inoltre un'efficace ottimizzazione dell'audio 3D, che abbiamo trovato di notevole impatto soprattutto su PlayStation 5, dove abbiamo utilizzato l'headset 3D Pulse prodotto da Sony.

    Fashion royale

    In occasione della nostra prova in compagnia di Vampire the Masquerade: Bloodhunt, abbiamo avuto modo di sbizzarrirci con la personalizzazione dei nostri vampiri. L'estetica di ogni Archetipo può infatti essere modificata grazie a gadget e dettagli estetici di ogni genere. Con tutti i contenuti del Battle Pass, e non solo, a disposizione, abbiamo potuto creare ogni genere di vampiro, tra scelte relative a capigliatura, colorazione degli occhi, corporatura, tatuaggi, trucco, abbigliamento e molto altro ancora.

    Le combinazioni possibili ci sono parse davvero numerose, con un occhio di riguardo per dettagli in stile glam rock e goth, ma non solo. I colori sgargianti e le molteplici opzioni di personalizzazione ci hanno invogliato a trascorrere diverso tempo nel menu dedicato alla composizione dei personaggi, per una pausa decisamente piacevole tra un match e l'altro. Si tratta di un aspetto centrale nell'ottica di sopravvivenza a lungo termine di Vampire the Masquerade: Bloodhunt. Distribuito gratuitamente come free to play, il titolo dovrà infatti sostenersi tramite microtransazioni, che per precisa scelta di Sharkmob coinvolgeranno esclusivamente elementi estetici.

    Non a caso, il team di sviluppo ha di recente investito ingenti risorse nell'edificazione di studi deputati al mo-cap e alla fotogrammetria, con l'obiettivo di rendersi autonomo dal punto di vista della creazione rapida di nuovi contenuti destinati al supporto post-lancio. Al momento, non siamo tuttavia nelle condizioni di offrirvi maggiori dettagli in merito all'economia di Bloodhunt, poiché nel corso del nostro test non ci è stato mostrato il negozio in-game del battle royale.

    Vampire The Masquerade Bloodhunt In definitiva, le notti trascorse in Vampire the Masquerade: Bloodhunt ci hanno suscitato impressioni positive, che tuttavia potranno essere confermate definitivamente solamente in sede di recensione. Aspetti come il bilanciamento generale dell'esperienza o l'efficienza dei server dovranno attendere il lancio del titolo - previsto su PC e PS5 per il 27 aprile 2022 - per poter essere valutate con concretezza. Per il momento, i poteri sovrannaturali delle creature della notte dipinte da Sharkmob hanno saputo intrattenerci per l'intera durata del play-test, lasciandoci la voglia di compiere ancora qualche acrobazia tra i tetti di Praga. Il genere dei battle royale non è certamente tra i più semplici nel quale realizzare un nuovo debutto, a causa della sempre più palese saturazione del mercato. Dalla sua, Vampire the Masquerade: Bloodhunt ha però alcune carte interessanti da giocare: resta da vedere se i suoi denti saranno anche tanto affilati da riuscire a tramutare i giocatori in proprie progenie.

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