Warhammer Vermintide 2: provata la demo preliminare, prime impressioni sul gioco

Abbiamo provato una demo di Warhammer Vermintide 2, titolo che intende presentarsi in forma ancora più smagliante del predecessore.

Warhammer Vermintide 2: provata la demo preliminare, prime impressioni sul gioco
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  • Pc
  • PS4
  • Nel 2015 Warhammer: End Times-Vermintide si rivelò una graditissima sorpresa per tutti gli appassionati del mondo di Games Workshop: all'epoca il lavoro di Fatshark non si limitava a riproporre la formula "simil-Left 4 Dead" in salsa fantasy, ma riusciva anche a ricreare con sorprendente efficacia l'attraente crudezza di Warhammer. Chi ha falcidiato Skaven si ricorderà bene il crepuscolo di Ubersreik, la città dell'Impero deturpata dalla prole del grande Ratto Cornuto, di come le orde di topi facevano temere il loro arrivo grazie a sordidi schiamazzi e grida che vibravano nel sottosuolo. Il contesto di Vermintide era davvero favoloso, un po' meno l'impianto ludico, che coll'avanzare dell'avventura perdeva vigore ed acquisiva uno sgradevole retrogusto di ripetitività: d'altronde il rischio di un repentino affievolimento del fulgore è un pericolo che si è sempre insinuato in giochi di questo calibro. E Fatshark non seppe affrontarlo nel migliore dei modi.
    Tuttavia, fresco di annuncio, Vermintide 2 vuol presentarsi ai nastri di partenza in forma ancora più smagliante del predecessore. Un'intervista con il Senior Game Designer Victor Magnuson ci ha presentato alcuni contenuti decisamente interessanti, e grazie ad una demo di appena dieci minuti abbiamo potuto testare con mano diverse novità della produzione. È ancora presto per trarre un giudizio, ma le prime impressioni sono confortanti.

    Caos e ratti

    Il breve frangente di gioco su cui abbiamo posato le grinfie era ambientato nel piccolo villaggio di Ussingen, devastato dalle razzie di predoni del Caos e lordato dalla pestilenziale presenza degli uomini ratto. Potevamo scegliere solo tra Kerillian, la Guardiavia degli Elfi Silvani del primo capitolo, e Markus Kruber, il possente guerriero dell'Impero che faceva compagnia alla donna dalle orecchie a punta in Vermintide. Il loro aspetto e setup nella build era però profondamente diverso: questo perché Fatshark ha introdotto tre carriere per ogni personaggio, ognuna con delle particolarità molto evidenti. Kerillian, ad esempio, era stata trasformata in un'Ombra degli Elfi Oscuri, armata con una lancia ed una letale balestra a ripetizione. Le altre novità riguardano le abilità attive e passive inserite per ogni eroe: l'Ombra infligge più danni nei colpi alle spalle e, premendo il tasto F, può occultarsi e passare attraverso i nemici (l'abilità attiva ha un cooldown che diminuisce col tempo); Kruber in versione Cavaliere può recuperare parte della vita da un danno fatale, ed ha la possibilità di lanciarsi in un irruento scatto attraverso le fila nemiche. Già queste variabili in più, accompagnate da una revisione dell'interfaccia che si integra al meglio con le nuove feature, aggiungono una serie d'aromi ad un piatto già saporito di suo. Gli sviluppatori hanno poi pensato bene di render più gustoso anche tutto il resto.
    Parlare di varietà di nemici in un celere hands-on potrebbe essere prematuro, eppure in quei pochi minuti abbiamo affrontato aberrazioni caotiche differenziate in maniera molto maggiore in rapporto al predecessore.

    Non solo Skaven - che, tra l'altro, mettevano in campo persino dei Lanciafiamme Warp ed un gigantesco Stormfiend, una versione potenziata del normale Rattogre -, ma anche rumorosi guerrieri del Caos, ricostruiti nel loro splendore macabro e nella loro bestialità sanguinaria. Fatshark non ha perso un'oncia del suo talento artistico: oltre ad una rappresentazione dei nemici impressionante, è l'ambientazione a fare la parte del leone, impreziosita da una serie d'effetti particellari, giochi di luci ed ombre e un accompagnamento sonoro galvanizzante. I lavori sono ancora in uno stato piuttosto arretrato, ed infatti si notano elementi in bassa risoluzione ed altri un po' stonati rispetto al resto, tuttavia i primi attimi in cui si giunge ai cancelli di Ussingen sono una vera gioia per gli occhi: il fumo acre che quasi copre la visuale, i corpi impalati come monito e le macerie in cui gli Skaven sgusciano per trovare cibo da ingurgitare. Durante i combattimenti la potenza della direzione artistica e della tecnica hanno sfoderato gli artigli, graffiando la nostra sensibilità in maniera altrettanto vigorosa, grazie ad effetti di fuoco, schizzi di sangue, smembramenti ed animazioni spettacolari.
    L'impatto con la demo di Vermintide 2 ci ha ricordato gli inebrianti minuti iniziali del primo Vermintide. L'idillio, ai tempi, si è affievolito poco tempo dopo, ed è quindi presto per farci catturare dall'entusiasmo. Possiamo solo assicurarvi che la prospettiva di avere a che fare con più nemici (con tanto di nuove tipologie di boss fight), tre carriere distinte per ogni eroe ed una serie di aggiunte al gameplay ci piace immensamente. Insomma, non vediamo l'ora di impugnare per la seconda volta un martello da guerra per purgare il mondo da ogni eretica creatura.

    Warhammer: Vermintide 2 Warhammer: End Times-Vermintide 2 è un titolo promettente e che quasi sicuramente accontenterà le richieste dei fan del primo episodio. Non possiamo ancora sapere se le tante novità che faranno capolino nella nuovs struttura ludica la libereranno dalle “impurità” registrate in Vermintide: l’unica certezza è che dal punto di vista estetico il gioco di fatshark si prepara a far cascare la mascella, in special modo a tutti i cultori di Warhammer Fantasy Battle. Tra cui, per inciso, ci siamo anche noi.

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