Provato Watch Dogs - Bad Blood DLC

Provato a Milano il primo e unico DLC narrativo dedicato al free roaming Ubisoft

provato Watch Dogs - Bad Blood DLC
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Wii U
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Andrea Porta Andrea Porta è un fanatico, divoratore (e occasionalmente critico) di videogame, serie TV, cinema, letteratura sci-fi e fantasy, progressive rock, comics, birre belga, rolling tobacco e molto altro ancora. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Ora che il caso mediatico sorto, nel bene e nel male, attorno a Watch Dogs si è relativamente quietato, Ubisoft comincia a pensare al futuro del brand, che ha peraltro conosciuto un successo commerciale di tutto rispetto. Lo fa con il primo, ed unico secondo i piani, contenuto scaricabile a pagamento dedicato alla trama, il quale propone una campagna aggiuntiva collocata successivamente agli eventi del gioco originale. Il protagonista è Raymond "T-Bone" Kennedy, l'eccentrico ingegnere del ctOS già incontrato in precedenza. Nei suoi panni, ci troveremo a cercare di scappare da Chicago, naturalmente ostacolati dagli eventi. Smartphone onnipotente alla mano, grazie ad un invito negli uffici di Ubisoft abbiamo avuto modo per circa un paio d'ore di riscoprire l'ormai ben noto gameplay a base di stealth e hacking, in cerca di qualche novità che potesse arricchire la formula originale.

Fuga da Chicago

Diciamocelo subito: T-Bone è un personaggio molto più simpatico del fobico e taciturno Aiden Pearce, per il quale provare empatia era quasi impossibile, per non parlare di simpatia. Già ben meno impettito nel look, perdipiù sboccato e dalla battuta sempre pronta, l'ingegnere informatico si rivela da subito una figura ben più spassosa con cui spendere del tempo. A livello operativo, tuttavia, ci troveremo nuovamente nella Chicago tenuta in ostaggio dalla Blume e dal ctOS, naturalmente nel tentativo di arrestare una serie di eventi che potrebbero ritardare considerevolmente i piani di fuga del protagonista. Nelle circa due (delle sei) ore che ci è stato possibile provare, abbiamo notato come i ragazzi di Ubisoft considerino questo contenuto come palesemente adatto solo a chi abbia già completato la trama originale, sia per ovvi motivi narrativi, ma anche per l'evidente assenza di tutorial relativi all'hacking o al movimento nelle prime fasi di gioco. Senza svelare troppi dettagli sullo svolgimento, basti dire che Bad Blood non si spreca inizialmente in convenevoli, costringendo da subito il giocatore a cimentarsi con una complessa fuga da un'edificio ctOS ben sorvegliato, per poi concedersi alla narrazione solo successivamente, in una fase più rilassata nella quale incontriamo uno dei principali comprimari e familiarizziamo con il covo di T-Bone, che tanto ci ha ricordato la base di Gene Hackman in Nemico Pubblico.

Le successive missioni provate con mano per circa due ore ci hanno permesso di notare come, a fronte di un gameplay molto familiare per chi conosca bene il gioco originale, gli sviluppatori si siano sforzati di inserire alcune novità. Primo, e forse più importante, aspetto inedito del gameplay è la possibilità di utilizzare Eugene, ossia una macchina radiocomandata modificata, per raggiungere luoghi altrimenti inaccessibili. Quest'ultima funzionerà come una vera e propria estensione dello smartphone, permettendo quindi di hackerare dispositivi da remoto, e otterrà con il tempo anche delle caratteristiche aggiuntive, come un praticissimo dardo stordente ottimo per eliminare guardie isolate, naturalmente dotato di munizioni limitatissime. Sebbene in alcuni punti l'utilizzo della macchinina sia obbligato per proseguire, altre volte sarà invece possibile decidere di impiegarla in autonomia. Sebbene meno evidente di T-Bone stesso, il piccolo veicolo non passerà comunque inosservato agli occhi delle guardie, mantenendo quindi lo spirito stealth che da sempre caratterizza il gameplay.
Più modesta invece l'introduzione di livelli in cui è possibile controllare telecamere dotate di mitragliatrici e lanciagranate, mentre ci si trova comodamente al riparo e assediati dal nemico. Rispetto al gameplay tradizionale, tendente a favorire gli approcci furtivi rispetto a quelli di scontro aperto, si tratta di una divagazione ben più action, e soprattutto riconducibile a molte esperienze già vissute in altri sparatutto in terza persona. Nella nostra prova si è presentata una sola volta, e onestamente confidiamo che essa non venga sfruttata eccessivamente nel nuovo arco narrativo.
Dal punto di vista delle modalità di gioco, con Bad Blood viene aggiunta una tipologia inedita di cooperativa per due giocatori, nota come Pulizia delle Strade. Introdotta inizialmente durante la modalità storia, quest'ultima si rivela poi ripetibile come attività secondaria sulla mappa di Chicago, e offre a due hacker in cerca di fortuna la possibilità di completare una serie di incarichi. Alle volte, si tratterà di far saltare in aria delle casse in un'area difesa da nemici, altre di hackerare una coppia di computer posti all'interno di basi molto ben sorvegliate. Non si tratta di incarichi che esulano dalla tradizione imposta dal gioco originale, ma completarli in cooperativa, magari cercando di rispettare gli obiettivi secondari per accumulare maggiore esperienza, risulta comunque divertente.

Più marginale è invece l'introduzione di zone in cui il classico hacking dovrà affiancarsi all'aggiramento di raggi laser messi a guardia di server farm della Blume, la quale si affianca a una nuova versione dei puzzle dedicati alla violazione informatica dei database, alcuni dei quali vanno ora a sovrapporsi graficamente all'ambiente di gioco. Effettivamente, i puzzle "su sfondo nero" dedicati all'hacking non sono mai risultati più di tanto ispirati dal punto di vista visivo, e questa nuova soluzione risolve abbondantemente il problema cosmetico.

Watch Dogs Con la promessa (apparentemente mantenuta) di almeno sei ore di gameplay per la sola modalità trama, e considerando l'aggiunta della nuova modalità secondaria Pulizia delle Strade, Bad Blood sembra profilarsi come un investimento sensato per coloro che hanno amato il free roaming targato Ubisoft. La trama appare ad un tempo rispettosa dei temi toccati nel gioco originale, e al tempo stesso in grado di valorizzare il carattere di un protagonista decisamente più estroverso e imprevedibile di Aiden Pearce: questo dovrebbe essere più che sufficiente per risvegliare l'interesse dei fan, mentre l'aderenza alle caratteristiche del gioco originale difficilmente potrà far cambiare idea ai detrattori. Il DLC sarà disponibile dal 23 settembre per tutti coloro in possesso del Season Pass, e il 30 per tutti gli altri, sebbene il prezzo della singola espansione non sia ancora stato confermato.

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