West of Dead Beta: un twin stick shooter con elementi Roguelite

Durante l'X019 di Londra, Raw Fury ha annunciato West of Dead, un twin stick shooter roguelite ambientato nell'aldilà del Far West.

provato West of Dead Beta: un twin stick shooter con elementi Roguelite
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Come abbiamo raccontato nel nostro speciale dedicato all'Inside Xbox di Londra, l'ultimo Fan Fest è stato uno show quasi impeccabile nel ritmo, ricco di annunci e intriganti World Premiere. Molte di queste riguardano progetti "minori" per budget e personale coinvolto, ma in grado di solleticare le corde dell'utenza più attenta al sottobosco indipendente o doppia A. Dopo aver esaminato Tell Me Why, e aver visto da vicino Grounded di Obsidian, è ora il turno di Raw Fury e del suo West of Dead. Abbiamo già conosciuto questo talentuoso team attraverso alcune produzioni di tutto rispetto (ad esempio abbiamo recensito l'ottimo GoNNER): all'evento di Londra i membri dello studio hanno attirato la nostra attenzione con un twin stick shooter roguelite dal sapore squisitamente western, che sarà disponibile il prossimo anno per tutte le piattaforme in commercio. Abbiamo passato un po' di tempo a far tuonare la sei colpi nell'open beta su Xbox One, e i segnali per la buona riuscita del titolo sono abbastanza promettenti.

    Un uomo con una missione

    Il Wyoming del 1888 è un luogo offuscato dai fumi delle pistole, immerso nel peccato, nell'oscurità e nella dannazione. Con queste parole William Mason, doppiato da un cavernoso e quanto mai azzeccato Ron Perlman (Hellboy, Sons of Anarchy), ci descrive l'ambientazione da cui partirà la sua missione. Sappiamo ancora poco del carismatico protagonista, caratterizzato da uno stile a metà strada tra un cacciatore di taglie del Far West e Ghost Rider. L'unica cosa certa è che è passato a miglior vita, e che ora si trova nel Purgatorio, rappresentato da un saloon fatiscente in cui un bicchierino non viene negato a nessuno.

    Le circostanze in cui Mason è perito non sono esplicitate, perché ogni uomo, oltre alla vita, perde quasi interamente i propri ricordi una volta arrivato nell'aldilà. Nella bettola dove poter bere un whiskey, un cordiale barman invita il pistolero a riflettere: un qualche frammento di memoria dev'essere pur rimasto. E infatti l'ultimo ricordo di William ha come protagonista un Predicatore che ride, e nient'altro.

    Pare quasi che questa figura svolga un ruolo di spicco nell'aldilà. Le anime che arrivano nel Purgatorio accettano semplicemente il proprio fato, dirigendosi verso "est o ovest" senza farsi troppo domande. Eppure la vita nel limbo non è affatto serena: il Predicatore ci viene descritto come un tipo che porta solo problemi, capace di influenzare il cammino degli spiriti erranti. Non resta quindi che trovarlo, così da comprendere il suo ruolo all'interno di questa faccenda che puzza un po' di marcio: tuttavia, come prevedibile, la missione si rivelerà tutt'altro che semplice.

    Nonostante gli elementi di trama siano appena accennati, in questa brevissima beta West of Dead delinea comunque un filo conduttore interessante, lasciando una serie di domande che stimolano la curiosità: com'è perito William Mason? Qual è il ruolo del "Preacher" in questa vicenda? E perché l'ultimo ricordo del protagonista è proprio legato a questa figura? Per trovare risposta a tutti i quesiti le pistole dovranno cantare, e noi saremo pronti a dirigere il coro.

    Un lampo nel buio

    Una volta abbandonato il saloon, Mason si ritrova da subito in una fitta rete di gallerie minerarie, generate proceduralmente. Ad eccezione della prima camera in cui vengono fornite due armi, tutti gli elementi sono disposti casualmente in una mappa che si trasforma ad ogni partita. Se il setting di fondo non subisce variazioni, al contrario gli oggetti, la posizione dei nemici, i bivi e le scorciatoie sembrano scambiarsi con una buona varietà, e questo potrebbe aiutare non poco la rigiocabilità di West of Dead. L'open beta contiene al suo interno un unico piano, completabile in appena una decina di minuti, e se la ripetitività è un fattore che si potrà valutare solo in fase di recensione, il gameplay del titolo di Raw Fury trasmette da subito dei segnali convincenti.

    Alla base della formula ludica troviamo un twin stick shooter con visuale isometrica (anche se la telecamera tende a distanziarsi o avvicinarsi a seconda delle dimensioni della stanza); ciononostante, una prima caratteristica che allontana il gioco dai sui colleghi è il ritmo generale della progressione: tutte le armi di William, benché posseggano colpi infiniti, necessitano di alcuni secondi per essere ricaricate, e questo elemento tende a rallentare in parte l'azione che, in base della mole di avversari, scatena a schermo un vero inferno.

    Il sistema di ricarica automatica non si attiva quando Mason sfrutta la sua principale meccanica difensiva, ossia una capriola preziosa per schivare i proiettili nemici, che se azionata col giusto tempismo rallenta anche la scena in maniera piuttosto spettacolare. Per evitare di restare troppo scoperti sotto il fuoco avversario, diventa fondamentale utilizzare le coperture sparse per la mappa, con cui il protagonista interagirà immediatamente.

    Ne nasce pertanto uno shooter che alterna dinamismo e staticità, momenti in cui ci sentiremo nel pieno controllo della situazione e altri nei quali verremo messi in grossa difficoltà. Mason accusa infatti pesantemente i danni, e non servono molti colpi per rispedirlo (ancora) al creatore. Si è al sicuro solo dietro un riparo, ma nessuna barrierra è indistruttibile.

    Altro aspetto fondamentale per sopravvivere è la luce: le gallerie del livello presente nell'open beta sono tutte calate quasi interamente nell'oscurità, e una volta entrati in una nuova stanza non possibile capire con sicurezza dove siano nascosti i nemici, o quanti ce ne siano all'interno. In tal senso, l'accensione delle lanterne che puntellano le aree di gioco ci permette di avere una visuale più chiara di ciò che ci attende, riuscendo poi sia a stordire gli avversari per qualche secondo sia a facilitarci non poco la mira.

    West of Dead richiede d'altronde una precisione millimetrica durante le sparatorie, e non di rado abbiamo sprecato qualche proiettile nonostante puntassimo esattamente in direzione del bersaglio. In generale comunque, già in questa versione preliminare Raw Fury sembra aver dosato tutti gli elementi in maniera precisa, e le potenzialità dell'opera non sono da sottovalutare.

    In questa build preliminare, in ogni caso, abbiamo potuto crivellare solo tre tipologie di avversari e un boss, nello specifico un gigantesco Wendigo piuttosto nervoso. Le creature provviste di armi da fuoco e granate ci son parse decisamente statiche, mentre quelle più mobili, ma disarmate, rappresentavano più della putrescente carne da macello. La vera sfida sembra più poggiarsi sulla disposizione dei nemici all'interno di una stanza, in uno schema che al momento sfrutta enormemente l'oscurità per cogliere il giocatore in fallo.

    La riuscita di West of Dead dipenderà molto dalla varietà di situazioni, avversari e design dei vari stage che puntelleranno il viaggio negli inferi di Mason. L'elemento che invece ci ha convinto di più è la varietà nell'arsenale: per ora abbiamo provato diversi tipi di pistole, alcuni fucili da caccia e un moschetto, e ogni arma possiede uno specifico rateo di fuoco e range d'azione. Lungo il cammino, Mason può inoltre rinvenire degli altari in cui potenziare l'energia vitale, la velocità di ricarica e il danno inferto.

    Si tratterà quasi sicuramente di statistiche temporanee associate alla singola run (in maniera simile a Dead Cell), dato che è possibile raccogliere in giro per la mappa "ferro" e "anime", materiali che, con ogni probabilità, sarà possibile spendere tra una dipartita e l'altra. Nella beta, purtroppo, non era presente nessuno skill tree o negozio in cui investire le risorse ottenute, ma ci aspettiamo che venga aggiunto un sistema di progressione nella versione finale del gioco.

    A coronare l'equipaggiamento giungono poi alcuni oggetti che donano abilità extra, con tanto di cooldown a limitarne l'uso: per esempio abbiamo trovato una spada che permetteva di attivare un colpo melee, un boost alla velocità di ricarica e una lanterna da lanciare come una granata per confondere gli avversari.

    West of Dead Dopo questo primo incontro, pare che l’intelaiatura ludica di West of Dead sia solida, forse non rivoluzionaria, ma abbastanza particolare da fornire al lavoro di Raw Fury un’identità originale, capace di distanziarsi dagli altri esponenti del genere. La profondità di questo costrutto, la sua varietà e la capacità di mantenere una certa qualità per tutta la durata dell'esperienza sono aspetti che ovviamente andranno valutati nella versione finale del gioco. Quello sarà anche il momento in cui scopriremo tutta la verità sull'intrigante storia di William Mason e del misterioso Predicatore.

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