Wo Long Fallen Dynasty: provata la demo, tra mostri e leggende cinesi

Al Tokyo Game Show siamo riusciti a provare la demo di Wo Long Fallen Dynasty, che ha buone potenzialità per rivelarsi un solidissimo Action RPG.

Wo Long Fallen Dynasty TGS 2022
Anteprima: Multi
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Xbox Series X
  • C'è una sfida al Tokyo Game Show 2022, più precisamente al booth di Koei Tecmo: chiunque riesca a completare la demo di Wo Long Fallen Dynasty in circa 30 minuti ottiene una maglietta a tema; in caso contrario deve accontentarsi di una spilla che commemora la sconfitta. In realtà in palio, più che la t-shirt, c'è l'onore. Un onore che, nella circa mezz'ora scarsa concessaci per la prova del gioco, è stato messo più volte sotto pressione.

    Questo perché, proprio come ci si aspetta da Team Ninja, gli autori di Ni-Oh, Wo Long non è certo un action-RPG facile da approcciare, soprattutto se consideriamo il fatto che, quantomeno a un primo impatto, il gameplay sembra presentare una vasta gamma di variabili che concorrono a formare una stratificazione ludica apparentemente complessa. Mezz'ora è insomma troppo poco tempo per conoscere con totale consapevolezza gli elementi luminosi e quelli più ombrosi della produzione. Eppure l'approccio iniziale è stato tanto impietoso quanto stimolante, e non ci aspettavamo nulla di diverso.

    Nella Cina dei mostri

    Il contesto narrativo è volutamente fumoso, almeno al momento. Come confermato anche durante la nostra intervista a Team Ninja, l'esperienza pone le sue radici nella mitologia cinese, più precisamente durante la Dinastia Han, che si inserisce all'interno della macro storia dei Tre Regni.

    In questo reame in tumulto si insinua il nostro protagonista, il cui sesso e fattezze, come di consueto, saranno totalmente personalizzabili, tramite un editor che nella demo possedeva gran parte delle opzioni ancora bloccate. I giocatori indosseranno le armature di un soldato costretto a vender cara la pelle sia contro gli esseri umani sia combattendo ferocemente le creature del folklore cinese, in una rielaborazione in toni dark e demoniaci dell'immaginario di riferimento, con un approccio simile a quanto fatto con Ni-Oh per la mitologia nipponica. Nella pur breve demo, abbiamo potuto osservare in azione la reinterpretazione in salsa bestiale dello stratega Zhang Liang, che non ha esitato a massacrarci impunemente: è veloce nonostante l'enorme stazza, nonché pericoloso sia dalla corta sia dalla lunga distanza, a causa del suo braccio estendibile e della capacità di far emergere spuntoni di roccia dal suolo, che trema sotto i colpi della sua gargantuesca arma.

    Giungere al cospetto del nemico non si è rivelato particolarmente impegnativo: la vera sfida ha inizio quando ci si rende conto di come il mondo di Wo Long non vada sfidato senza il giusto piano d'azione, onde evitare ignominiosi capitomboli, e che le variabili in campo per costruire la propria build d'elezione spalancano un ventaglio molto ampio di possibilità, tutte da tenere in forte considerazione.

    Lo Spirito del Gameplay

    Una scelta fondamentale che detterà le regole del gameplay va presa all'inizio del gioco quando, oltre alla caratterizzazione estetica del protagonista, ci verrà chiesto di selezionare una diversa tipologia di affinità con gli elementi cardine della cultura cinese: stiamo parlando del Wu Xing, altrimenti noto come "ordine dei cinque elementi", ossia Fuoco, Terra, Legno, Metallo e Acqua.

    A ciascuno di essi si accompagna uno specifico stile ludico. L'affinità col Fuoco si basa sull'attacco, quella della Terra sulla difesa, mentre il legame con il Legno dà forma a un personaggio specializzato nel supporto. E ancora legarsi al Metallo permette di concentrarsi sul debuff dei nemici, e infine il collegamento con l'acqua offre vantaggi in stealth.

    Dato il poco tempo a disposizione, sfortunatamente, non abbiamo potuto sperimentare ogni singola categoria, ma il test su un personaggio votato allo stealth e uno alla difesa ha dato prova di una significativa differenziazione in termini di approccio: il guerriero di Fuoco ci è parso più agile e fulmineo, e oltremodo più vulnerabile, mentre la guerriera di Terra ha dimostrato una maggiore stabilità ma una certa lentezza negli attacchi.

    Sarà interessante comprendere come questi elementi leghino tra di loro, dal momento che, esattamente come nel Wu Xing, sono tutti connessi da rapporti di affinità: ad esempio, la Terra prevale sull'Acqua, la quale domina sul Fuoco, che a sua volta annulla il Metallo e così via. Simili legami sul versante ludico si traducono in un meccanismo di svantaggi e vantaggi ancora da valutare. E non è finita qui, perché ciascuna "classe", se così vogliamo definirle, si porta in dote una Bestia Divina che può essere rapidamente chiamata all'occorrenza sul campo di battaglia per dare prova del suo potere. Nel caso del Guerriero di Terra, ad esempio, avremo la facoltà di evocare Qilin, la belva chimerica della mitologia cinese, il cui attacco consiste nel generare pilastri di pietra che danneggiano i nemici circostanti. Nell'insieme ci troviamo dinanzi a un gameplay estremamente mobile, fluido e persino elegante nella concatenazione di alcune mosse. Spettacolarità e tecnicismo si muovono a braccetto, in un equilibrio che già da ora pare ponderato con molta accuratezza.

    La facoltà di saltare dona agli scontri e all'esplorazione un dinamismo ulteriore, supportato dalla capacità di schivare lateralmente, volteggiare in aria e poi affondare il colpo, deflettere gli attacchi nemici e mescolare insieme tutte queste azioni per creare una combinazione tanto virtuosa quanto mortifera. Com'è ovvio che sia, le creature di Wo Long non resteranno certo a guardare, e anzi tenteranno di massacrarci in ogni modo, ledendo la nostra barra dello Spirito, che sorregge l'impalcatura del Combat System.

    Questo parametro si divide in positivo e negativo: aumenterà di pari passo con gli attacchi messi a segno, e potrà essere utilizzato per schivare, compiere mosse speciali e scagliare incantesimi, mentre ci verrà progressivamente sottratto ogni qual volta ci limiteremo a incassare i colpi. Esaurita l'apposita barra, rimarremo privi di energia e non avremo la capacità di mantenere più la stance, restando così alla mercé dei demoni. La malleabilità del sistema di combattimento si manifesta anche nella progressione, regolata dal Rango Morale, che equivale alla potenza in battaglia.

    Alcuni incantesimi, d'altronde, potranno essere attivati solo al raggiungimento di un determinato livello. Anche i Punti Morali sono fondamentali, e si perdono a ogni sconfitta subita: una volta ripartiti dal checkpoint, rappresentato dal punto in cui abbiamo posizionato la nostra bandiera, potremo lanciarci alla caccia del nemico che ci ha eliminato, per vendicarci definitivamente e recuperare il nostro status.

    È dunque un impianto ludico molto approfondito quello imbastito da Team Ninja: i trascorsi dello studio ci hanno spesso posto dinanzi a opere più rifinite sul piano del gameplay rispetto a quello tecnico, e Wo Long non fa certo eccezione. Se siete disposti a passar sopra a un comparto grafico funzionale e artisticamente ispirato, che pur non fa sgranare gli occhi per complessità di modelli e mole poligonale, l'ultima opera dagli autori di Ni-Oh ha buone potenzialità per rivelarsi un altro, solidissimo action-RPG.

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