E3 2019

Wolfenstein Youngblood: giorni di un futuro passato

Bethesda presenta Wolfenstein Youngblood, spin-off stand-alone di Wolfenstein II The New Colossus: lo abbiamo provato.

Wolfenstein Youngblood
Anteprima: PC
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Annunciato a sorpresa durante l'E3 dello scorso anno, Youngblood proietta i giocatori a due decenni di distanza dalla gloriosa conclusione di Wolfenstein 2, nell'abbraccio soffocante di una Parigi occupata dalle forze d'invasione naziste. Nei panni delle eredi del buon Blazko, rutilante incarnazione del vecchio motto "buon sangue non mente", gli utenti saranno chiamati a portare l'inferno sul fronte francese, nel tentativo di recuperare l'amato genitore. Si tratta di un progetto che nel tempo ha cambiato forma e ambizioni, trasformandosi pian piano in uno spin-off fatto e finito, punto di raccordo di una serie di novità ludiche che potrebbero perfino offrirci uno sguardo anticipato al futuro della saga. In attesa di scoprire l'arcano, possiamo però confermarvi che esistono diverse ottime ragioni per aspettare con una certa smania il prossimo 26 luglio. Già che ci siamo, conoscete qualcuno che sarebbe disposto a officiare un matrimonio a tre?

    Cronache di un futuro passato

    Il nostro primo incontro con la nuova ucronia di MachineGames ci ha condotto tra le verdi valli del Texas, nei pressi della cittadina dove Blazko è nato e cresciuto: quella Mesquite che è in realtà un accorato omaggio ai "cugini" di id Software, il punto di partenza del loro viaggio verso l'Olimpo degli fps. Nell'aria aleggia una calma innaturale, specchio della tensione silenziosa che riempe l'aria tra cacciatore e preda. Attraverso l'ottica di un fucile di precisione, Jessie Blazkowicz osserva un cervo brucante, pronta a uccidere per la prima volta.

    Accanto a lei, un B.J. ormai ingrigito sussurra consigli di morte: le chiede di affilare i sensi in attesa del momento perfetto, cerca di prepararla a quello che verrà dopo, quando al centro del mirino ci sarà lo sguardo gelido di un soldato senza nome. L'inquadratura vola oltre l'orizzonte, verso il cortile della casa solitaria dove Zofia Blazkowicz sta temprando i pugni contro un sacco, con gli occhi carichi di furia e i polmoni in fiamme. La madre Anya l'osserva con lo sguardo spiritato di chi ha visto troppo, e traduce un oceano di emozioni in poche parole di monito e incitamento: "Non arrenderti mai Soph. Non fermarti o loro ti ammazzeranno senza pietà". La demo di Wolfenstein Youngblood si apre con una scena magistrale che parla di legami famigliari forgiati dalle fiamme di un conflitto atroce, dell'amore doloroso di due genitori costretti a crescere le proprie figlie come macchine da guerra, sopravviventi in un mondo sconvolto dalla minaccia nazista. I toni sono quelli malinconici di alcuni dei momenti più toccanti visti in The New Colossus, antipasto di un comparto narrativo che si dimostra già molto promettente, anche per quel che riguarda la caratterizzazione delle due protagoniste.

    L'America degli anni ‘80 è ormai libera dalla morsa del Reich millenario, ma la lunga ombra della svastica si allunga ancora su tutta l'Europa, e Blazko sarà presto costretto ad abbandonare i propri cari per affrontare una missione segreta tra le strade di Parigi, l'ambientazione principale del titolo. Proprio l'interruzione delle comunicazioni tra le forze della resistenza e "Terror Billy" spingerà le gemelle a fiondarsi alla volta della capitale francese, verso il loro battesimo del fuoco.

    Questo evento, passo successivo della versione in prova, porta subito in scena alcune delle sfumature più "pulp" e sopra le righe della saga di MachineGames, quasi per stemperare le immagini della scena precedente e confermare che, sì, anche Youngblood ci stamperà in faccia un sorriso imbrattato del sangue di un numero incalcolabile di nazisti. A bordo di uno zeppelin sopra Parigi, il debutto letale delle sorelle porta su schermo una sventagliata di battute taglienti, frattaglie crucche, ed esplosioni gastriche, inevitabili effetti del primo assaggio di violenza.

    Di nuovo, la scrittura colpisce subito nel segno, dando credibilità ai personaggi e innescando il coinvolgimento del giocatore, calato nei panni corazzati di quelle che promettono di essere due protagoniste in grado di dare vita a momenti di spettacolare brutalità, il tutto senza mai sforare nel macchiettistico. Ovviamente si tratta di considerazioni assolutamente preliminari, ma tutti gli indicatori sembrano suggerire un comparto narrativo di tutto rispetto, all'altezza di quello dei capitoli della serie. Una stima, questa, che ci sentiamo di estendere anche al comparto ludico, dove trovano spazio un buon numero di intriganti novità.

    Una coppia che scoppia

    Se The New Order e il suo seguito narravano la storia di un eroe solitario contro una legione di mostri dalle sembianze (più o meno) umane, Youngblood schiera al fronte una coppia di ammazza-nazisti di razza, entrambe determinate ad accumulare il maggior numero possibile di scalpi tedeschi. Una dinamica che testimonia il nuovo focus cooperativo dell'esperienza, pensata per dare il massimo se giocata spalla a spalla con un partner in carne ed ossa. Si tratta di una scelta coraggiosa non priva di una certa quota di rischio, per quanto sia comunque possibile affrontare la campagna affidando la guida di una delle sorelle all'intelligenza artificiale.

    Sull'effettiva qualità di quest'ultima non siamo ancora in grado di pronunciarci, visto che durante la nostra prova abbiamo sempre potuto contare sul supporto di un altro giocatore, ma possiamo confermarvi che seminare morte e distruzione tra le file teutoniche assieme a un compagno d'armi è un'esperienza alquanto esaltante.

    Sensazioni di estasi efferata cui contribuisce, e non poco, un level design che pare ben più ispirato rispetto a quello di Wolfenstein 2, modellato per assecondare in pieno il gioco cooperativo e la ricerca di soluzioni tattiche di coppia. Se il primissimo livello a bordo dello zeppelin conserva un assetto più lineare, vicino alla conformazione tipica del predecessore, una volta raggiunti i vicoli cittadini si comincia a sentire il tocco inequivocabile di Arkane Studios, team coinvolto nello sviluppo di un titolo che è a tutti gli effetti un'opera "a quattro mani". Lo stile distintivo dello studio di Lione si riconosce in un mosaico di rifiniture barocche e dettagli ricercati, che costellano scenari caratterizzati da una strutturazione più ampia e variegata, colma di verticalismi, strade secondarie e aree segrete.

    Il contributo di Arkane sembra aver giovato anche alla diversità situazionale dell'impasto ludico, arricchito con enigmi ambientali semplici ma interessanti, in linea con la natura cooperativa del titolo. Durante i nostri funesti pellegrinaggi ci siamo ad esempio trovati di fronte a una porta blindata invalicabile, protetta da un ignoto codice numerico. Per passare oltre ci siamo quindi dovuti dividere i compiti: uno di noi è rimasto accanto al tastierino pronto a digitare le cifre richieste, mentre l'altro armeggiava con un terminale poco distante, in grado di generare combinazioni monouso. Non prima, però, di aver recuperato un disco contenente il programma decodificatore, giustamente protetto da una torma di nemici armati di tutto punto. Piccole divagazioni che potrebbero rendere l'avanzamento più vario e accattivante, dando ovviamente per scontato un riciclo non eccessivo delle medesime soluzioni. Un nodo tutt'altro che scontato, visto che, stando alle parole degli sviluppatori, il titolo proporrà un buon numero di missioni secondarie che ci riporteranno spesso a rivisitare le medesime location, collegate da un sistema di viaggio rapido attivabile nei pressi delle stazioni della metro.

    A spasso per Parigi

    A differenza delle precedenti iterazioni, la campagna non sarà infatti rigidamente suddivisa in livelli, ma ci proporrà una serie di obiettivi principali che potremmo liberamente intervallare con attività "varie ed eventuali", molte delle quali emergeranno durante le nostre peregrinazioni parigine, innescate dall'incontro con un personaggio o dalle comunicazioni diffuse dal quartier generale dei partigiani francesi. A tal proposito, gli uomini di MachineGames ci hanno spiegato che se la storyline principale di Youngblood avrà una durata inferiore rispetto a quelle dei capitoli regolari, la mole complessiva dei contenuti potrebbe mantenere i giocatori attaccati allo schermo per molte più ore. Una prospettiva sostenuta anche da un sistema di progressione nuovo di pacca, che permetterà al pubblico di portare a un livello tutto nuovo i talenti ferali delle gemelle Blazkowicz.

    Vomitando piombo e furore sugli armigeri del reich, Soph e Jes accumuleranno preziosi punti esperienza che, a ogni passaggio di livello, gli permetteranno di sbloccare abilità e potenziamenti aggiuntivi, come corazze più resistenti, bonus alla salute o tempi di ricarica ridotti. La gamma completa comprende anche alcuni "poteri" in grado di alterare in maniera significativa lo stile di gameplay, in accordo con le proprie preferenze d'approccio. Durante la prova, ad esempio, abbiamo dotato la nostra alter ego di un dispositivo in grado di renderla terporaneamente invisibile, in modo da favorire avvicinamenti silenziosi opportunamente accompagnati da sanguinose esecuzioni.

    Alcune capacità, come un attacco in spinta in grado di demolire alcune barriere o la possibilità di brandire due armi in contemporanea, sono chiaramente mutuate da quelle del caro vecchio B.J., e il fatto di dover sudare un po' per conquistarle risulta coerente con il background narrativo del titolo, che ha come protagoniste due guerriere senza reali esperienze di battaglia. Raccogliendo monete d'argento in giro per le ambientazioni gli utenti potranno inoltre sbloccare skin per l'armatura, emote in grado di fornire buff ai compagni e modifiche per l'arsenale, che conta anche qualche bocca da fuoco inedita. Il sistema di personalizzazione appare più articolato e stimolante rispetto al passato della serie, e ora è possibile intervenire su quasi ogni elemento costitutivo di ciascuna arma, alterando elementi come rateo di fuoco, velocità di ricarica o danno inflitto.

    Tutte le aggiunte andranno a modificare - a volte radicalmente - l'aspetto della dotazione bellica delle sorelle, senza considerare gli effetti sulle dinamiche d'approccio e sul gunplay, che si mantiene ai livelli ormai consolidati della serie. La decisione di spingere l'acceleratore sulle dinamiche ruolistiche potrebbe però non avere conseguenze del tutto positive. Nel corso della sessione ci è infatti capitato di scontrarci contro avversari di livello leggermente superiore al nostro, che ci hanno sorpreso con una resilienza decisamente fuori dal comune, a tratti un po' fastidiosa. Avete presente il concetto di "spugna da proiettili"? Ecco, ci siamo capiti. Questo perché l'armatura dei nemici in Wolfenstein Youngblood non ha più un valore fisso, scalabile asportando a suon di bordate le diverse parti della corazza, ma varia a seconda del suo livello.

    Una circostanza che potrebbe inficiare il bilanciamento e la godibilità generale dello shooting, specialmente partecipando alla sessione di un host particolarmente "rodato". In assenza di un sistema di normalizzazione, infatti, ci sentiamo di sconsigliarvi anticipatamente l'ingresso in una partita di alto livello, a meno che non vogliate lanciarvi in un dedalo di decessi e imprecazioni. C'è da dire che ognuna delle Blazkowicz è in grado di rianimare l'altra alla bisogna, ed entrambe possono raccogliere pacchetti curativi per tornare a combattere dopo essere finite carponi, ma si tratta di semplici palliativi che difficilmente argineranno in maniera efficiente un'eventuale disparità tra le forze in campo. A prescindere dai dubbi in questione, la demo mostrava un livello di sfida piuttosto equilibrato, in linea con quello di The New Colossus.

    Il canto del cigno dell'id Tech 6

    Passando al comparto tecnico, Youngblood sarà probabilmente l'ultimo titolo di questa generazione a sfruttare l'ottimo id Tech 6, un motore che ci aveva offerto grosse soddisfazioni durante l'ultima avventura di papà Blazko. Se quindi la pregevolezza degli elementi grafici si allinea senza particolari scossoni agli standard di Wolfenstein 2, specialmente per quel che riguarda texture, shaders, animazioni ed effetti, l'aggiunta delle tecnologie di ray tracing e adaptive shading di Nvidia rende ogni inquadratura decisamente più piacevole. Nella versione provata, l'utilizzo del ray tracing sembrava limitato all'illuminazione globale, ma la differenza rispetto al predecessore appariva già piuttosto netta.

    Per quanto la stabilità generale della build fosse già eccellente, abbiamo però notato una manciata di bug nelle animazioni dei soldati uccisi (in particolar modo con gli attacchi silenziosi) e qualche piccola incertezza per quel che riguarda collisioni e hitbox. Problemi ampiamente risolvibili da qui al 26 luglio, quando il titolo arriverà sugli scaffali di tutto il mondo. A tal proposito, la formula di vendita di Youngblood appare particolarmente virtuosa. Se acquisterete la Deluxe Edition del gioco (39,99 euro) potrete infatti decidere di inviare "Buddy Pass" a tutti i vostri amici, che potranno partecipare alle stragi coop senza dover necessariamente sborsare alcunché. Chiaramente i vostri compagni d'armi non saranno in grado di avviare una partita autonomamente, ma potranno comunque conservare salvataggi e sbloccare obiettivi.

    Wolfenstein Youngblood Il nostro primo incontro con Wolfenstein Youngblood si è concluso con un bilancio più che positivo. Il titolo di MachineGames e Arkane Studios sembra ben più che un dlc standalone innestato sul tronco narrativo di The New Colossus, un’opera derivativa utile a riempire lo spazio tra un capitolo e il successivo. Si tratta a tutti gli effetti di uno spin-off che ambisce ad alterare in maniera significativa la formula consolidata del franchise, aggiungendo all’impasto ludico elementi ruolistici, una strutturazione più aperta per campagna e ambientazioni, una maggiore varietà situazionale e un focus cooperativo inedito e intrigante. Tutti ingredienti che sanno di sperimentazione, e che non escludiamo possano diventare elementi ricorrenti per il futuro della saga. C’è ancora qualche dubbio da risolvere, specialmente sul fronte del bilanciamento generale, ma l’avventura di Soph e Jes ha tutto il potenziale per offrire ai fan un ottimo pretesto per rituffarsi nel loro sport preferito: la caccia al nazista.

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