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Xbox Series X: tutto quello che c'è da sapere sulla nuova console Microsoft

Le nostre impressioni su Xbox Series X dopo due settimane passate in compagnia della console Microsoft. Siete pronti per entrare nella next-gen?

Xbox Series X: la nostra prova!
Speciale: Xbox Series X
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Sono passate due settimane da quando abbiamo messo le mani su Xbox Series X (recuperate la nostra prima prova di Series X). La nuova console Microsoft, in questa intensa quindicina di giorni, si è fatta conoscere poco a poco: dapprima svelando il suo design rigoroso ma affascinante, di seguito mostrando tutti i benefici dell'SSD e del Quick Resume, e infine rimpolpando la libreria di titoli compatibili, fra prodotti in retrocompatibilità pura e titoli aggiornati alla Next-Gen.

Tra i 120fps di Dirt 5 e il lifting visivo di Gears 5, ci teniamo a chiarirlo, non possiamo ancora dire di aver messo tutte e due le scarpe nella nuova generazione del gaming. È innegabile che ad oggi, "metabolizzata" la comprensibile meraviglia per i tempi davvero fulminei dell'esperienza utente, manchi quel prodotto in grado di sfruttare e valorizzare al meglio l'hardware ottimamente assemblato da Microsoft. È una situazione che si è verificata molte altre volte in passato, e tutti sappiamo che è ingenuo chiedere ad una nuova generazione di mostrare fin da subito le sue carte migliori, tanto sul fronte tecnico quanto su quello creativo. Stavolta però la sensazione di trovarsi in un momento di transizione è molto accentuata, se non altro perché le esclusive integralmente pensate per Series X (o S) si contano sulle dita di una mano e non saranno disponibili al momento del lancio.

Al netto della consapevolezza che, con 23 studi di sviluppo all'attivo, la Next-Gen di Microsoft ingranerà alla grande e ci riserverà grandi cose anche sul fronte delle esclusive, ci sono già oggi dei motivi più che validi - per chi già frequenta l'ecosistema Xbox così come per chi vuole avvicinarsi solo adesso al Gamepass - per guardare con interesse a Series X. Per fare un esempio su tutti: la reattività generale del sistema, legata all'immediatezza del Quick Resume, ai tempi di caricamento estremamente ridotti, alla gestione perfetta del multitasking, è una miglioria che, una volta provata, diventa letteralmente irrinunciabile.

Tornare da Series X a One X è come fare un salto in un passato che abbiamo il diritto di lasciarci alle spalle, assieme alla tecnologia ormai obsoleta degli hard disk meccanici. Consapevoli in ogni caso che il nostro viaggio in compagnia di Series X è appena iniziato, in questo articolo vogliamo riassumere un po' le scoperte delle nostre ultime settimane, aggiungendo qualche dettaglio che solo adesso possiamo raccontarvi.

Avvio e Xbox App

All'avvio della console Series X vi inviterà a scaricare l'App Xbox, metodo più immediato per eseguire l'impostazione iniziale. Digitando sull'App il codice a dieci cifre visualizzato sullo schermo accoppierete la vostra nuova macchina da gioco al cellulare, che condividerà i dati sulla posizione, per impostare lingua e fuso orario, e la password della rete. Il set-up dura pochi minuti, e subito ci si ritrova a navigare sulla Dashboard. Series X, in qualche maniera, funge da incentivo per far finire l'App Xbox sugli smartphone dei nuovi utenti: una strategia sicuramente vantaggiosa per Microsoft.

C'è da mettere in conto che, sebbene il processo di Setup si possa eseguire senza app e senza una connessione a internet, aggiornare la console è necessario per avere l'ultima versione della Dashboard, e garantire il funzionamento di tutti i prodotti della generazione Xbox One. Come abbiamo spiegato nel nostro speciale sulla retrocompatibilità di Series X, la feature non è demandata all'hardware, ma prevede che il sistema operativo "sblocchi" i vari giochi del catalogo anche sulla nuova Xbox.

Dashboard

L'esperienza con la Dashboard non si discosta in maniera troppo netta rispetto a quella che abbiamo imparato a conoscere negli ultimi anni su Xbox One. Peraltro, mentre scriviamo questo articolo, l'ultimo aggiornamento dell'interfaccia - che era disponibile in preview per gli iscritti al programma Insider - è stato ufficialmente pubblicato anche per tutti i possessori della console current gen.

Series X integra fin da subito questo update, che migliora l'organizzazione delle schede e - soprattutto - dello store. Alcune scelte restano un po' discutibili (come quella di trasformare i menù delle opzioni in un'app da richiamare ogni volta), ma in generale Microsoft ha scolpito negli anni una user experience solida e efficace, mettendo sotto gli occhi dei suoi utenti quello che per lei più conta. Come ad esempio il Game Pass, che reclama una scheda tutta sua invogliando il pubblico a provare questo "abbonamento delle meraviglie".
Purtroppo non si registrano novità sulle opzioni di personalizzazione visiva dell'interfaccia, ancora molto basilari. Sarebbe bello se nel corso di questa generazione Microsoft integrasse qualche sistema simile ai temi dinamici, per fare in modo che gli utenti possano plasmare la Dashboard in base alle proprie preferenze.

Temperature e Rumorosità

I nostri test su Series X hanno previsto l'impiego di fotocamere termiche e fonometri. Abbiamo scoperto una console estremamente silenziosa, il cui sibilo scompare totalmente dalla stanza quando si naviga nella dashboard, sovrastato da qualsiasi rumore di fondo nel caso ci si trovi già a poche decine di centimetri dalla console.

L'aspetto letteralmente sorprendente, tuttavia, è che mentre fa girare titoli a 4K e 60fps (come l'infernale DOOM Eternal), Series X è persino più silenziosa delle console mid-gen ferme sulle schermate del sistema operativo. I valori di rumorosità salgono leggermente quando l'hardware è chiamato a gestire un titolo a 120fps, ma per il momento possiamo dirci impressionati da quanto poco rumore faccia la grande ventola che raffredda il sistema. Nel caso in cui vogliate approfondire la questione, vi invitiamo a leggere la nostra analisi sulla rumorosità di Series X.
Anche in fatto di temperature abbiamo ottimi riscontri: come rivelano i nostri test con la fotocamera termica, la console mantiene con la maggior parte dei titoli della generazione attuale delle temperature attorno ai 44 gradi, ben inferiori rispetto a quelle che PS4 PRO e One X fanno registrare durante l'esecuzione della dashboard (proprio a One X va il primato per la console che scalda più facilmente, mentre l'hardware Sony, benché rumorosissimo, si comporta meglio).

In generale il sistema di dissipazione studiato da Microsoft sembra molto efficace, capace di smuovere un flusso d'aria consistente e raffreddare così le componenti interne. Se volete scoprire i tempi di cooldown della macchina e capire qual è il valore massimo della temperatura per un titolo che gira a 120 fps come Dirt 5, vi invitiamo a leggere il nostro approfondimento sulle temperature di Series X.

Nuovo Pad e Tasto Share

Il nuovo pad di Series X e Series S è in netta continuità con il predecessore. Sbaglia chi lo definisce una via di mezzo fra il vecchio controller e l'Elite, perché da quest'ultimo viene recuperato soltanto il design della croce direzionale. Resistenza di stick analogici e grilletti, ergonomia, qualità dei materiali, si allineano opportunamente alla versione meno costosa del pad.

Migliora però il grip, grazie ad una texture in rilievo posizionata sul retro delle due "impugnature". La stessa che si trova anche sui grilletti e sui dorsali, piacevole al tatto e capace di aumentare quanto basta la sensazione di controllo.

Oltre ad una lievissima revisione dell'ergonomia (il pad è leggermente più "snello" ai lati) e della forma dei grilletti, la novità principale è il tasto share. Collocato al centro del pad, questo è programmato per salvare uno screenshot con un rapido click, e avviare la registrazione di un video nel caso in cui si tenga premuto. Un doppio tocco richiama invece il menù di condivisione degli scatti e dei filmati (sempre tramite One Drive). Ad oggi possibile registrare appena 5 minuti di video a 720p, 2 minuti a 1080p oppure 30 secondi in risoluzione 4K.
Il tasto share può essere riprogrammato facilmente, utilizzando l'apposito menù di rimappatura dei tasti.

Capienza, SSD, HDD, trasferimenti

Series X monta un SSD con standard NVMe da 1 Terabyte. Lo spazio disponibile per i giochi, tuttavia, è circa 800Gb, dal momento che 200Gb vengono impiegati per la formattazione e lo spazio destinato al sistema operativo.

È possibile estendere la memoria utilizzando l'espansione ufficiale prodotta da SeaGate, anche quella da 1Tb (dopo la formattazione restano circa 920Gb). Ognuna di queste due memorie può essere impostata come la destinazione standard per le nuove installazioni. Da queste due memorie è possibile far partire i giochi next-gen, sfruttando i benefici della Xbox Velocity Architecture, che vanno ben oltre la semplice riduzione dei tempi di caricamento (ma riguardano invece anche una grande rapidità di accesso agli asset grafici).
Tuttavia i titoli old-gen, da giocare in retrocompatibilità, possono essere installati anche su SSD esterni (standard USB 3.1) e HDD. Nel primo caso (SSD Esterno) i tempi di avvio e di caricamento saranno comunque ridotti. Nel secondo caso (Hard Disk esterno), invece, saranno paragonabili a quelli registrati nella generazione che sta tramontando.

SSD e HDD esterni possono essere utilizzati anche per immagazzinare i titoli next-gen (ma non per avviarli), tenendoli quindi in archivio ed eventualmente spostandoli sulla memoria interna. L'operazione di trasferimento è gestita come un'installazione, può essere messa in background, interrotta e fatta ripartire, ed è ovviamente più rapida rispetto al download completo del gioco.

Come sono i 120 fps?

Una delle novità della Next-Gen (di Microsoft come di Sony) sarà il supporto ai 120 fps. Per poter sfruttare questa feature mantenendo la risoluzione a 4K bisogna disporre di un televisore adeguato, che supporti lo standard HDMI 2.1 (a tal proposito, il cavo in dotazione è 2.1, contrassegnato dalla sigla Ultra High Speed). Nel caso in cui si disponga di una TV con standard HDMI 2.0, i 120 fps potranno essere attivati solo impostando la risoluzione 1440p.

È giusto però chiedersi se i 120 fps sono davvero una rivoluzione, se migliorano la reattività in maniera percepibile, se fanno la differenza in certe tipologie di giochi o meno.Ultra Wide e 1440p?Allo stato attuale dei fatti, Xbox Series X non supporta i monitor Ultra Wide. L'immagine viene "allargata" artificiosamente con risultati davvero disastrosi.
È invece possibile impostare la risoluzione a 1440p, per chi volesse usare la console su un monitor.

La miglior implementazione dei 120 fps l'abbiamo vista sulla modalità multiplayer di Gears 5, che regala una inedita sensazione di controllo e di responsività, utilizzando la risoluzione dinamica per evitare di rinunciare ai dettagli visivi.
Di contro su Dirt 5 i risultati sono meno piacevoli: per attivare i 120 fps (che pure si avvertono in pista) il titolo Codemasters riduce non solo la risoluzione, ma anche il level of detail, causando vistosi effetti di pop-up di elementi e texture. Non ultimo, bisogna rinunciare al pubblico sugli spalti e a bordo pista. Francamente, se questi sono i compromessi, preferiamo senza alcun dubbio che i team di sviluppo puntino ai 60 fps stabili.

I Free Update non sono tutti uguali!

Quando le software house promettono aggiornamenti next-gen, esigete sempre chiarezza. Gli update tecnici non sono tutti uguali, e difatti ne esistono di più o meno virtuosi.

Per il momento quello migliore su cui abbiamo messo le mani è quello di Gears 5 che, oltre a mantenere il framerate stabile a 60 fps e spingere verso l'altro la risoluzione in tutte le situazioni, migliora la resa delle ombre, alcuni effetti di riflessione, il depth of field e quindi la quantità di poligoni renderizzata. Tuttavia anche in questo caso non tutte le promesse del team di sviluppo, che aveva parlato di una global illumination completamente dinamica, sono state mantenute.
Ci sono poi altri casi in cui il team di sviluppo si è limitato a spingere verso l'alto risoluzione e framerate, senza garantire fra l'altro i 4K e 60 fps contemporaneamente (un esempio è Yakuza: Like a Dragon, che ancora impone di scegliere fra modalità risoluzione o modalità frame rate).

Dirt 5 invece spinge al massimo su risoluzione e framerate in quasi ogni situazione, e aggiunge la modalità a 120 fps di cui abbiamo parlato poco sopra. Anche in questo caso niente ray tracing e niente miglioramenti alle texture.
L'idea che ci siamo fatti è che implementare algoritmi più complessi di simulazione dell'illuminazione, incrementare effetti speciali e particellari, lavorare sulle geometrie poligonali o sulle texture sia un processo dispendioso in termini di tempo e risorse.

Anche i team più competenti (come The Coalition) non ce l'hanno fatta in tempo per il lancio, e forse sono stati più realisti altri studi come CD Projekt, che non ha comunicato date certe per gli update di Cyberpunk 2077 e The Witcher 3.
Con tutta probabilità, insomma, nei pressi del lancio vedremo aggiornamenti tutt'altro che rivoluzionari, che poco impatteranno sul colpo d'occhio generale. Il miglioramento di frame rate e l'incremento di risoluzione resta ben percepibile, ma che aggiornamenti del genere siano gratuiti è quantomeno doveroso.

Smart Delivery

Allo stato attuale dei fatti abbiamo avuto un'esperienza molto limitata con la funzione di Smart Delivery. Alcune delle applicazioni con aggiornamento Next-Gen che saranno disponibili al lancio ci sono state consegnate in una versione che non poteva essere scaricata sulle console ad oggi disponibili (Yakuza: Like a Dragon e Dirt 5).

In altri casi la differenza fra le installazioni era contenuta: Gears 5 pesa 65Gb su Xbox One X e 72 su Series X. Il caso di Gears Tactics è emblematico perché il file di installazione sulla console Next-gen è addirittura meno "ingombrante" rispetto a quello su One X (si parla di inezie: 27,9Gb per Series S, contro i 28,6Gb della versione current gen). Crediamo che differenze più sostanziali si registreranno quando avremo per le mani anche Series S, ma complessivamente dobbiamo ammettere che è molto rassicurante avere la sicurezza di scaricare sempre e solo ciò che serve (texture e asset adeguati all'hardware che stiamo utilizzando).

Xbox Series X Series X arriverà sul mercato con una line-up non particolarmente roboante, almeno in termini di produzioni Next-Gen. Neppure tutti i titoli first party verranno aggiornati sin dal lancio (che fine ha fatto Sea of Thieves, e quanto dobbiamo aspettare per vederlo girare a 60fps anche su console?), e la visione dei team interni si concretizzerà pienamente dopo qualche mese di vita della console (The Coalition aveva promesso un'illuminazione dinamica su Gears 5 che purtroppo non farà in tempo per il day one). Al netto di queste considerazioni, è evidente che Microsoft stia preparando il terreno per un futuro che regalerà molte soddisfazioni a chi frequenta l'ecosistema Xbox. Senza dover ribadire ogni volta le qualità del Gamepass e i potenziali frutti della strategia di acquisizioni, concentriamoci sull'hardware. La console che si appresta a debuttare sul mercato è rapida, scattante, ben ingegnerizzata. Affascinante nel design, ha personalità sia sul fronte estetico che su quello tecnologico. L'esperienza utente, tra tempi di startup, caricamenti velocissimi, quick resume, è finalmente quella di un hardware al passo coi tempi e discretamente “future proof”. Siamo sicuri che il colosso di Redmond saprà metterlo a frutto, c'è solo da aspettare il momento giusto.