Xenoblade Chronicles 3: lo abbiamo giocato, il resoconto delle prime ore

Abbiamo passato qualche ora in compagnia di Xenoblade Chronicles 3 avventurandoci nelle fasi iniziali della nuova esclusiva per Nintendo Switch.

Xenoblade Chronicles 3: lo abbiamo giocato, il resoconto delle prime ore
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  • Di tutti i giochi in uscita su Nintendo Switch nel mese di luglio 2022, Xenoblade Chronicles 3 è certamente il più atteso. Se il lungo Nintendo Direct dedicatogli lo scorso 22 giugno ci ha permesso di apprendere una valanga di nozioni sul sistema di combattimento della nuova creatura di Monolith Soft, l'arrivo in redazione del codice finale ha infine sancito l'inizio del nostro viaggio fra le terre di Aionios. Avendo potuto provare soltanto il primo capitolo della campagna, però, siamo ancora ben lontani dallo scoprire nuovi dettagli sul sistema di combattimento del titolo (che di recente abbiamo analizzato nel dettaglio con uno speciale sul gameplay di Xenoblade Chronicles 3), ma in compenso le prime 5-6 ore dell'avventura ci hanno comunque consentito di dare un ulteriore assaggio al delizioso intreccio narrativo imbastito a questo giro dal team di Tetsuya Takahashi.

    Una sorte desolante e prestabilita

    Vasto, rigoglioso e popolato da creature di ogni tipo, a prima vista il mondo di Aionios potrebbe apparire un luogo quasi idilliaco, ma dietro la bellezza delle sue sconfinate lande si nasconde purtroppo una realtà governata da leggi a dir poco crudeli e piagata da una guerra interminabile che, anno dopo anno, sta letteralmente prosciugando la vita stessa del pianeta.

    Così diversi e al tempo stesso simili, i paesi di Keves e Agnus seguitano a darsi battaglia da decenni, e sebbene il numero dei caduti da ambedue le parti non faccia altro che crescere, nessuna delle due forze militari è minimamente intenzionata a ritirarsi. Tanto agli occhi di Keves quanto a quelli di Agnus, in fondo, le vite degli innumerevoli soldati che ogni giorno continuano a spegnersi sui campi di battaglia non hanno alcun valore, in quanto perfettamente "riciclabili". Avendo appena scrutato la crosta dell'epopea narrata da Xenoblade Chronicles 3 non conosciamo ancora l'esatto funzionamento delle tecnologie sviluppate dalle suddette nazioni, ma entrambe dispongono di macchinari che, una volta piazzati in prima linea, assorbono l'energia vitale dei morti, riempendo la cosiddetta "Cronofiamma": una risorsa che con tutta probabilità le assolute regine dei rispettivi paesi utilizzano per generare nuovi soldati. Sia gli abitanti di Agnus che quelli di Keves, infatti, non nascono in modo naturale, ma vengono creati in laboratorio e fatti crescere velocemente fino all'età dell'adolescenza, così che possano sottoporsi a un rigido addestramento militare e raggiungere il fronte quanto prima.

    Oltre a non avere alcuna infanzia, il popolo di Aionios è afflitto da una durata della vita alquanto esigua, che appunto tende a esaurirsi nell'arco di dieci anni: ammesso che un soldato riesca anche a sopravvivere tanto a lungo, una volta terminato il suo decimo "periodo" questo viene sottoposto alla cerimonia del Ritorno, ossia un rito che permette agli individui più valorosi di dissolversi nell'etere e, metaforicamente parlando, "tornare nel grembo della propria regina".

    Un onore concesso a pochissimi, ma che a conti fatti determina la fine di una esistenza miserabile, dedicata soltanto a servire la rispettiva regnante per un intero decennio e avere un giorno la possibilità di incontrarla, seppur brevemente.

    Per qualche motivo che tuttora non comprendiamo appieno, ma che supponiamo sia legato al modo innaturale in cui le genti di Aionios vengono alla luce, non solo gli Agnus e i Keves non hanno mai messo in discussione il crudele destino che forze più grandi hanno scritto per loro, ma si direbbe per giunta che questi siano in parte privi del senso comune, del pudore e forse persino della capacità di covare ambizioni.

    Il giorno in cui si incontrarono

    Protagonista assoluto della vicenda è il caparbio Noah, uno spadaccino Keves insignito del titolo di "Tramandante": attraverso le melodie intonate col flauto, il misericordioso ragazzo è infatti in grado di dare sollievo alle anime dei defunti e consentire loro di passare oltre. Guidato da un istinto infallibile e supportato dai fedeli Lanz e Yunie, militari di Keves che conosce sin dai tempi dell'addestramento, il guerriero è a capo di una squadra speciale che in prima linea svolge incarichi particolari e quasi sempre capaci di determinare le sorti delle schermaglie con Agnus.

    A differenza dell'amico Lanz, che sin dalla "nascita" attende con impazienza il giorno in cui potrà presentarsi al cospetto della regina e sopporsi al rito del Ritorno, un Noah ormai giunto al suo nono periodo sembrerebbe alquanto turbato dall'ingiusto fato assegnato a tutti loro e soprattutto dal suo lascito. D'altronde, cosa mai potrebbero lasciare ai posteri degli individui creati soltanto per servire, combattere e dissolversi senza lasciare alcuna traccia del proprio passaggio? Seppur attanagliato da dubbi esistenziali angoscianti e più che legittimi, ogni giorno lo spadaccino continua a compiere il proprio dovere senza mai palesare il benché minimo accenno di esitazione.

    Tuttavia, gli ingranaggi del destino hanno cominciato a girare e qualcosa sta per sconvolgere tanto le convinzioni quanto il modo di vivere del ragazzo. Incaricati di individuare e raggiungere un oggetto non identificato e all'apparenza appartenente a una terza fazione, durante lo svolgimento di una missione speciale Noah, Lanz e Yunie si imbattono in Miyo, Sena e Taion, un trio si soldati Agnus dalle doti belliche sopra la media ed effettivamente in grado di tenere loro testa.

    Un attimo prima che questi possano annientarsi a vicenda, il nerboruto leader dei ribelli, Guernica Vandham, interrompe però la sfida all'ultimo sangue tra Noah e Miyo, intimando loro di aprire gli occhi e unire le forze per sconfiggere il vero nemico e recuperare quello che è stato perso, ovvero il diritto di condurre un'esistenza normale, lunga e non finalizzata a servire qualcuno.

    Improvvisamente aggrediti da un misterioso e agghiacciante esponente dell'organizzazione Consul intenzionato a recuperare la preziosa Pietra Uroboros, i sei protagonisti si scagliano quindi contro l'imponente Moebius, che però riescono a sopraffare soltanto grazie all'intervento del ferito Vandham: attivando il mistico cimelio, il ribelle dona infatti loro la capacità di entrare in Sintonia e trasformarsi negli inarrestabili Uroboros (ve ne abbiamo parlato in una nostra precedente anteprima di Xenoblade Chronicles 3).

    Forti del nuovo potere, non solo i nostri eroi riusciranno dunque a sopraffare l'agghiacciante nemico, ma soprattutto otterranno i mezzi necessari per spezzare una volta per tutte il ciclo di morte che attanaglia Aionios e provare a ristabilire l'ordine naturale delle cose. Come prevedibile, però, l'impresa sarà tutt'altro che semplice, poiché una volta attivato l'Uroboros, i sei eroi si ritroveranno ben presto braccati sia dalle forze di Agnus che da quelle di Keves, senza dimenticare gli adepti dell'organizzazione Consul, che a giudicare da quanto visto finora sembrerebbero tirare i fili di ambedue le nazioni rivali.

    Questa prima e fondamentale porzione di storia di Xenoblade Chronicles 3 ha insomma risposto ad almeno due delle domande che nei mesi passati abbiamo continuato a porci. Se i protagonisti appaiono come sedicenni/diciottenni nonostante a conti fatti vivano solo dieci anni, il "merito" va attribuito all'invecchiamento rapido cui sono sottoposti prima ancora di uscire dalle capsule in cui vengono praticamente coltivati. Certo, ci sono diversi altri aspetti da approfondire, ma è plausibile che proprio la crescita accelerata - con tutte le conseguenze provocate dalla rimozione di una fase tanto importante come l'infanzia - abbia favorito l'asservimento totale degli Agnus e dei Keves. L'altra importante scoperta riguarda invece gli Uroboros, i bestioni colossali cui Miyo e gli altri possono dar vita dopo essersi fusi. Dal momento che i sei accedono al suddetto potere solo dopo essersi suddivisi in tre coppie promiscue, fino a questo momento avevamo ipotizzato che per evocare un Uroboros fossero necessari due individui di sesso opposto.

    Durante la nostra prova, invece, è emerso che la creazione dei giganti è resa possibile soltanto dall'unione tra un Agnus e un Keves, forse in virtù del fatto che i due popoli presentano le "Cronofiamme" rispettivamente nell'occhio sinistro e nel destro. A questo punto, però, non possiamo fare a meno di chiederci se le coppie siano fisse (Noah e Miyo, Lanz e Sena, Yunie e Taion) o se invece sia possibile mescolare i "materiali da fusione" per ottenere degli Uroboros differenti.

    Succose novità ludiche

    Mettendo da parte l'ambientazione e la componente narrativa di Xenoblade Chronicles 3, che non vediamo l'ora di esplorare ulteriormente, è tempo di passare in rassegna le nuove nozioni apprese in ambito di gameplay.

    Dopo aver lanciato il prodotto abbiamo innanzitutto notato che, similmente a quanto avvenuto un paio di anni fa con la remastered del primo capitolo, questo include un selettore di difficoltà che permette di adattare l'esperienza alle proprie preferenze: se la modalità "normale" offre appunto un'esperienza bilanciata, l'opzione "facile" consente ai principianti di semplificare le battaglie e focalizzarsi esclusivamente sulla storia, mentre "difficile" garantisce un livello di sfida adatto agli esperti più temerari ed esigenti.

    La scelta avviene all'inizio della campagna, ma giacché una voce posta nel menu principale consente di tornare sui propri passi, è possibile intervenire sulla difficoltà in qualsiasi momento dell'avventura, magari a seconda del proprio livello base o di quello dei mostri.

    Considerando che in Xenoblade Chronicles 2 (ecco la recensione di Xenoblade Chronicles 2 per rinfrescarvi la memoria) il selettore di difficoltà venne implementato soltanto con un tardivo aggiornamento, si direbbe che Monolith Soft abbia imparato la lezione e spezzato una lancia in favore della nutrita fetta di utenti che tuttora fatica a padroneggiare l'articolato e complesso sistema di combattimento che contraddistingue i suoi titoli.

    Laddove in precedenza nutrivamo qualche dubbio sull'efficacia dell'interfaccia utente, che nei trailer pubblicati da Nintendo ci era parsa un tantino confusionaria, la prova sul campo ha dissolto qualsiasi nostra riserva: sebbene il quantitativo di informazioni riportate sullo schermo possa inizialmente confondere, dobbiamo riconoscere che ci siamo abituati molto in fretta, anche perché l'HUD è molto meno ingombrante di quanto credessimo. Una volta appresa l'esatta posizione delle varie finestre, le informazioni sono sempre chiare e facilmente consultabili, favorendo una corretta e immediata lettura dell'azione in corso. Se le prime ore di gioco sono state tutto sommato avide di nuove informazioni circa il combat system, una volta raggiunta la prima linea abbiamo realizzato che anche stavolta l'esecuzione di tecniche in un preciso ordine genera una combo mirata a fiaccare, atterrare, stordire o addirittura far scoppiare il bersaglio designato. Attenzione però, perché mentre gli attacchi automatici si susseguo con un ritmo regolare, le tecniche non possono essere seguite più volte di seguito, in quanto soggette a tempi di ricarica.

    A tal proposito, è emerso che le abilità delle classi Keves si ricaricano col passare del tempo, mentre quelle dei mestieri Agnus si ricaricano dopo aver portato a segno un certo numero di attacchi automatici. Durante la battaglia, poi, il leader ha accesso al menu delle strategie, che attraverso una manciata di combinazioni di tasti può ordinare al resto del gruppo di concentrare gli attacchi su unico nemico, radunarsi, disperdersi o persino stabilire a quale tipo di combo dare la priorità. È un sistema efficace e intuitivo, che nelle situazioni più concitate aiuta a concentrare gli sforzi di tutto il team sui bersagli da eliminare in fretta e furia.

    Per quanto riguarda invece la mappa, che nel pieno rispetto della tradizione è ancora una volta open world, abbiamo scoperto che questa non sarà unica come ad esempio quella di Xenoblade Chronicles X (per tutti i dettagli rileggete la recensione di Xenoblade Chronicles X), bensì suddivisa in immense aree molto diverse tra loro. Tuttavia, poiché la storia non ci ha ancora spronati ad abbandonare la cosiddetta "Regione dell'Aetia" in cui l'epopea di Noah e compagni ha avuto inizio, in questo momento non sappiamo come si comporti il passaggio da una zona all'altra, né quanti secondi possa richiedere.

    Ad ogni modo, per la gioia dei fan storici le mappe di Xenoblade Chronicles 3 traboccano di tesori nascosti, materie prime da raccogliere e avversari con cui misurarsi, inclusi i mostri unici, il cui livello è generalmente più alto di quello del party.

    E sebbene l'assenza della transizione tra la fase esplorativa e quella di battaglia sia da sempre uno degli elementi cardini del brand, per il rovescio della medaglia la mancanza di barriere invisibili a delimitare la zona di lotta tende anche stavolta a generare situazioni parecchio spiacevoli: già nelle prime ore, infatti, ci è capitato più volte che interi gruppi di nemici si intromettessero negli scontri in corso, costringendoci nei casi più gravi a darci alla fuga ad un solo passo dalla vittoria. E dal momento che addirittura le aree iniziali traboccano di creature al livello 40, 60 o anche 80, il pericolo di subire una sconfitta e tornare bruscamente al checkpoint più vicino è sempre dietro l'angolo. A ragion veduta ci auguriamo quantomeno che Monolith Soft si sia stavolta assicurata di non piazzare ostacoli insormontabili sul percorso principale di Noah e compagni, così da evitare incidenti come quelli che nei primi due episodi numerati del franchise costringevano gli utenti a trovare delle improbabili strade alternative o a sfidare la fortuna.

    Sorprese incoraggianti

    Giacché abbiamo speso soltanto poche ore in compagnia di Xenoblade Chronicles 3, preferiamo rimandare l'analisi tecnica a data da destinarsi. Per il momento vi anticipiamo soltanto che, quantomeno in modalità dock, non abbiamo registrato gravi tentennamenti da parte del frame rate, anche perché nelle battute iniziali della vicenda non disponevamo ancora del party completo e il campo di battaglia era meno affollato.

    Nelle settimane che ancora ci separano dal lancio ufficiale sarà dunque nostra premura sottoporre il prodotto a una prova più approfondita, al fine di valutarne la fluidità sia in dock che in portabilità. In compenso, nel corso del primo capitolo di Xenoblade Chronicles 3 siamo rimasti piacevolmente colpiti dalla traduzione in italiano, scorrevole e puntuale, e soprattutto dall'adattamento, che come auspicato non sembra essersi presa grosse licenze.

    Mentre in Xenoblade Chronicles 2 la maggior parte dei nomi aveva subito delle modifiche anche radicali, per ora nel terzo episodio ne abbiamo beccate soltanto due, a nostro avviso passabili. Il nome dell'eroina femminile "Mio" è stato traslitterato in "Miyo", mentre "Blade" - che già nel precedente titolo era stato ribattezzato in "Gladius" - ha giustamente conservato la nomenclatura adottata da Xenoblade Chronicles 2. Sospettiamo quindi che Nintendo e Monolith Soft abbiano infine ascoltato la community, assicurandosi che le tracce localizzate fossero a questo giro estremamente fedeli alla traccia originale in lingua giapponese.

    Xenoblade Chronicles 3 È ancora troppo presto per trarre conclusioni su Xenoblade Chronicles 3, che in ogni caso non sta affatto tradendo le nostre aspettative. Come più volte specificato su queste pagine, la storia del titolo tocca dei temi delicati e complessi, il che potrebbe alla lunga tradursi in un’epopea persino più accattivante e drammatica di quelle cui Monolith Soft ha abituato i suoi affezionati. Attingendo al sistema di combattimento e alla componente esplorativa del superbo Xenoblade Chronicles 2, cui però sono state innestate delle gustose novità, la nuova esclusiva per Nintendo Switch sembra voler superare i propri predecessori sotto ogni aspetto. Vi diamo dunque appuntamento alla recensione finale per scoprire se Noah, Miyo e gli altri protagonisti del gioco di ruolo più atteso dell’estate riusciranno o meno a raggiungere l’ambito traguardo.

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