Yakuza Kiwami 2: battaglia tra draghi nelle strade di Osaka

Grazie ad una demo in lingua inglese disponibile sul PlayStation Store, abbiamo potuto provare il secondo remake della serie SEGA.

provato Yakuza Kiwami 2: battaglia tra draghi nelle strade di Osaka
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  • PS4
  • PS4 Pro
  • Sulla longeva saga dedicata al Dragone di Dojima è ormai calato il sipario con il sesto atto, The Song of Life, approdato solo pochi mesi fa nei territori occidentali. Una vicenda che si è protratta, con alterne fortune, dal 2005 fino ai giorni nostri, lungo sei capitoli che hanno contribuito a raccontare, passo dopo passo, la monumentale storia di Kazuma Kiryu. Considerati gli anni e le generazioni di hardware che si sono susseguiti dall'esordio dei primissimi episodi, molti giocatori potrebbero essere all'oscuro di gran parte delle peripezie del nostro combattivo yakuza: ed è per questo che - poco alla volta - SEGA intende trasferire tutta la sua epopea criminale anche su PlayStation 4.
    Ha iniziato con Yakuza 0, un prequel realizzato appositamente per fungere da punto di partenza narrativo, ha proseguito con l'eccellente remake del primo capitolo, Yakuza Kiwami (entrambi di recente annunciati anche per PC), e si appresta inoltre a rimasterizzare in HD la terza, la quarta e la quinta incarnazione della serie sull'ammiraglia di casa Sony. All'appello manca il secondo tassello, reputato - non a torto - uno dei migliori esponenti del brand: a differenza dei suoi seguiti, che verranno riproposti solo con una spolverata grafica, Yakuza 2 ha conosciuto un sostanzioso miglioramento sul fronte visivo, con una ricostruzione integrale ad opera del notevole Dragon Engine. Prima dell'uscita definitiva, prevista in Europa entro fine agosto, il team nipponico ha ben pensato di pubblicare sul PlayStation Store una demo in lingua inglese di Yakuza Kiwami 2, permettendoci così di saggiare l'opulenta atmosfera che si respira tra le strade di Sotenbori, ad Osaka, senza l'invalicabile vincolo dei kanji.

    Questo quartiere è troppo piccolo per due dragoni

    La versione di prova si ambienta durante il secondo capitolo di Yakuza 2, intitolato The Dragon of Kansai. In questa porzione di storia, Kazuma parte per un viaggio ad Osaka in compagnia di Daigo Dojima, con lo scopo di prevenire un conflitto tra il Tojo Clan del Kanto e la Omi Alliance della regione del Kansai: tuttavia, ad attenderlo troverà Ryuji Goda, figlio adottivo di Jin Goda, a capo dell'Omi Alliance, il quale sembra decisamente poco desideroso di rincorrere una tregua. Il suo nome (la radice "ryu", in giapponese, significa "dragone") ed il suo temperamento gli sono valsi il soprannome di "Drago del Kansai": un appellativo che però il boss non sembra gradire particolarmente, pronto com'è a spaccare costosissime bottiglie di liquore sulla capoccia di chiunque abbia l'ardire di definirlo in tal modo. Quando sulla sua strada incontrerà Kazuma, le scintille saranno, insomma, inevitabili. D'altronde, in un quartiere come Sotenbori non c'è spazio per due bestie leggendarie. La demo in inglese ci dà l'opportunità di entrare un po' più a fondo nel comparto narrativo: nel bel mezzo della loro affilatissima chiacchierata, Kiryu ed il suo rivale si scambiano velate minacce, pronti a ruggire al momento opportuno. Per ora, lo scontro si limita al dialogo, a qualche sorriso ammiccante e provocatorio, ma non prosegue oltre, lasciando alla versione finale del gioco l'onore di far parlare i cazzotti. Si nota, in Kiwami 2, la volontà di riproporre lo slang di Osaka con una traduzione diversa da quella originale datata 2006, in cui fa capolino l'utilizzo di termini più grezzi e meno formali, come il pronome "ya" invece del più tradizionale "you". Sfortunatamente, la main quest dura soltanto una manciata di minuti, giusto il tempo di introdurci l'antagonista del titolo e concederci la facoltà di ammirare le rinnovate qualità visive della produzione, grazie alle quali la storyline diviene, indubbiamente, molto più piacevole da seguire, con una tensione assai più palpabile rispetto al passato. Merito, com'è ovvio, del Dragon Engine, che restituisce un'espressività facciale tutta nuova, dalla quale traspaiono senza freni le minime smorfie dei protagonisti. Qualora scegliessimo di non dedicarci immediatamente al fugace siparietto narrativo, la demo di Yakuza Kiwami 2 dilata i minuti necessari al suo completamento, invogliandoci a girovagare per il distretto alla ricerca di qualche quest secondaria e delle bizzarre attività ricreative a cui la serie ci ha abituato.

    Ed eccoci allora alle prese con l'immancabile karaoke, con una partita a freccette, con qualche tiro di golf, oppure con i fallimentari tentativi di acciuffare con un gancio un peluche a suon di Yen. Durante il nostro pellegrinaggio ci siamo imbattuti in una fanciulla dagli abiti succinti presa di mira da alcuni bruti, oppure in un suonatore di chitarra squattrinato, afflitto da un raffreddore che gli impediva di pizzicare le corde con il dovuto tempismo. Se nel primo caso la soluzione è stata quella, piuttosto classica, di insegnare ai brutti ceffi le buone maniere con sonore mazzate, nel secondo è bastato fare una capatina ad un minimarket ed acquistare un pacchetto di fazzoletti, grazie al quale il chitarrista ha potuto "ripulire" il suo naso.
    Come avrete intuito, la qualità della scrittura è chiaramente pensata - come in ogni altro episodio - per alternare momenti più seriosi e drammatici ad altri leggeri e volutamente ridicoli, utili ad alleviare la tensione di una trama costantemente sul filo del rasoio. Sono intesi come mero divertimento scacciapensieri anche i minigame che si trovano all'interno delle sale giochi a marchio SEGA sparsi nel quartiere, dove - nella versione finale - avremo la possibilità di giocare anche a Virtua Fighter 2, il cui cabinato, nella demo, è purtroppo inaccessibile.

    Allo stesso modo, anche il sistema di progressione, interamente mutuato da Yakuza 6, è limitato a specifici potenziamenti da acquisire, mentre altre skill si renderanno disponibili soltanto nell'edizione completa. La presenza dei caratteri occidentali, in ogni caso, ci ha permesso di farci un'idea sommaria delle abilità in dotazione a Kazuma. Potremo intervenire direttamente sulle statistiche che riguardano la salute, le tecniche di lotta standard ed i colpi eseguibili dopo aver caricato l'apposita barra del vigore. Come in The Song of Life, a regolare l'incremento dei talenti del Dragone di Dojima saranno cinque parametri, ossia Muscles, Agility, Guts, Technique e Charm, ognuno dei quali avrà un punteggio specifico che si modificherà in base alle nostre azioni. Dopodiché, una volta ottenuto un quantitativo sufficiente di esperienza, ci toccherà personalizzare le capacità di Kazuma a seconda del nostro gusto, cambiando anche l'equipaggiamento in dotazione, che fornisce un ulteriore supplemento difensivo. Abbandonati gli stili multipli del primo Kiwami, qui il combattimento si fa più snello ma non meno soddisfacente: il moveset di Kiryu, infatti, varia anche in base all'arma che brandisce, tra katane, mazze di ogni genere, oggetti improvvisati come bidoni dell'immondizia o biciclette, e persino fucili a pompa. Per passare da uno strumento all'altro, previa selezione nell'apposito menu, basterà semplicemente agire sulle croci direzionali del pad, così da variare le tecniche d'attacco nel bel mezzo di uno scontro. Ciascuna di queste armi sarà - ovviamente - regolata da una diversa durabilità, e muterà l'esecuzione delle spettacolari ed estasianti Heat Actions, ossia le violentissime mosse finali con le quali, in base al contesto, Kazuma frantumerà i crani e spaccherà le schiene dei suoi poveri bersagli. Per quanto sia comodo utilizzare una bocca da fuoco, del resto, nulla dà più soddisfazione che marchiare con la suola della nostra scarpa il viso sbruffone e paffuto di qualche manigoldo.

    Le luci di Sotenbori

    Osaka non è Kamurocho, ma il cuore, quello criminale, resta lo stesso. Sotenbori è un distretto popolato da delinquenti di ogni risma, un luogo che Kiryu ha già visitato in Yakuza 0, e che in Kiwami 2 torna a brillare di accecanti luci al neon. Pur rinunciando ai 60 fps, questo remake mette in scena un colpo d'occhio davvero appariscente, che gioca sapientemente ora con gli eccellenti riflessi delle insegne ora con l'effettistica del sangue che, dopo un colpo alquanto prepotente, si sparge sulle maniche della giacca, sul pavimento e sulle mura. Il passaggio al Dragon Engine ha giovato in modo molto profondo anche al comparto animazioni che, sebbene non sia esente da alcune imprecisioni, rende i duelli parecchio più eleganti e meglio coreografati.

    Un applauso a scena aperta spetta poi alla nuova modellazione dei volti, dettagliati fino al più impercettibile foro della pelle: durante le scene di intermezzo la qualità grafica dei personaggi principali raggiunge così traguardi espressivi molto importanti, specialmente in un gioco che fa della narrazione uno dei suoi punti nevralgici. Basta osservare rapidamente il titolo originale per comprendere l'abisso visivo che lo separa dal remake: ogni particolare, dalle rughe dei visi alla cicatrice sul labbro di Ryuji, assume nuovo spessore. Resta comunque qualche piccola mancanza sul versante delle texture ambientali, come quelle dei cartelloni pubblicitari, che a tratti caricano in ritardo o mostrano il fianco a qualche scritta in bassa risoluzione. Tuttavia, nel complesso il lavoro di riadattamento, al pari di quanto fatto con Yakuza 0 e con il primo Kiwami, è davvero encomiabile. Perdersi tra le strade di Sotenbori, tra i suoi bar, i suoi locali alla moda, i suoi quartieri lerci e le sue sale-giochi vintage è un piacere che trasuda tutto l'immenso fascino orientale di una cultura così distante dalla nostra.

    Yakuza Kiwami 2 La demo presente sul PlayStation Store ci offre un ultimo, corposo sguardo a questa vigorosa riedizione, prima di catapultarci a capofitto tra le strade virtuali della Osaka del 2006. Come i suoi predecessori, Kiwami 2 sembra un remake impeccabile, in grado di restaurare visivamente l'opera originale e ricalibrarne a puntino il gameplay. Anche il racconto, con l'aggiunta di sequenze inedite pensate per Goro Majima, verrà ampliato per costruire un flusso narrativo coeso con quello del prequel e dare alla saga una nuova coerenza. Il biglietto del treno per Osaka partirà il 28 agosto: a distanza di qualche anno dal nostro ultimo viaggio, il quartiere di Sotenbori ci appare bello come non mai.

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