Yakuza Kiwami 2: l'ultimo giro tra le strade di Osaka prima della recensione

A pochi giorni dall'uscita del remake del secondo capitolo, abbiamo potuto provare con mano i primi quattro capitoli dell'avventura di Kazuma Kiryu.

provato Yakuza Kiwami 2: l'ultimo giro tra le strade di Osaka prima della recensione
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  • La serie di Toshihiro Nagoshi ha impiegato praticamente un decennio per far breccia nel cuore degli occidentali, ma alla fine sembra esserci riuscita. Sebbene Yakuza (Ryu Ga Gotoku in Giappone) sia tra i franchise SEGA più amati nella terra del Sol Levante, oltreoceano ha sempre faticato molto ad imporsi per svariati fattori, primo fra tutti il paragone piuttosto improprio con Grand Theft Auto di Rockstar Games e, non meno importante, per il suo sapore squisitamente nipponico, forse non adatto ai palati videoludici occidentali del 2005. Ma il tempo passa, i gusti cambiano, e oggi pare che quel mix di azione e picchiaduro intramezzato da verbosi dialoghi e lunghe sequenze filmate sia più gradito anche in Europa (nonostante in Italia, purtroppo, ci siano ancora diverse resistenze da parte dei videogiocatori che lamentano la sola localizzazione in lingua inglese).
    Questa riscoperta è frutto di un'operazione commerciale davvero ben realizzata, con cui SEGA sta portando l'intero franchise su PlayStation 4: tutto è iniziato con l'arrivo di Yakuza 0, prequel della saga che ha rappresentato il punto di partenza ideale anche per i neofiti, a cui è seguito un remake completo del primo gioco, uscito originariamente per PlayStation 2, intitolato Yakuza Kiwami. Accorciando notevolmente i tempi d'attesa tra la release occidentale e quella giapponese (dove il titolo è disponibile dallo scorso dicembre), il 28 agosto arriverà anche Yakuza Kiwami 2, remake del secondo capitolo distribuito nel 2006. Negli scorsi giorni abbiamo potuto provare in anteprima una demo in cui erano sbloccati i primi quattro capitoli dell'avventura: in questo articolo cercheremo quindi di analizzare le principali migliorie e differenze riscontrate rispetto all'edizione originale, in attesa di un'analisi a tutto tondo che arriverà in sede di recensione.

    Non svegliare il drago che dorme

    Chi conosce le vicende del primo Yakuza saprà che il nostro protagonista, Kazuma Kiryu, dopo aver insignito l'amico Yukio Terada del titolo di quinto capofamiglia del Tojo Clan, era intenzionato a ritirarsi dalla malavita, lasciandosi alle spalle l'organizzazione criminale, soprattutto perché nella sua vita era entrata la piccola Haruka, della quale deve prendersi cura. All'inizio di Yakuza Kiwami 2 troviamo infatti i due in un cimitero, dove intendono rendere omaggio alle tombe della mamma della ragazza, Yumi Sawamura, e di Kazama, patrigno di Kiryu; la situazione è interrotta dall'arrivo di Terada, che viene però ucciso da due misteriosi sicari, lasciando nelle mani di Kazuma una situazione decisamente delicata. Consultando Kashiwagi, il braccio destro di Kazama, il Drago di Dojima scopre che è in atto una guerra tra il Tojo Clan del Kanto e l'Omi Alliance, la potente famiglia criminale del Kansai. Costretto dagli eventi a tornare in azione, Kazuma lascia momentaneamente la piccola Haruka nell'orfanotrofio di Okinawa e, prima di recarsi a Osaka, andrà a cercare Daigo Dojima, l'ultima speranza per ristabilire l'ordine nel Tojo Clan.
    Una volta partiti per Sotenbori, le strade dei due si incroceranno con quella del pericoloso figlio del presidente dell'Omi Alliance, Ryuji Goda, noto come il Dragone del Kansai, ma non ci addentreremo oltre nella descrizione della trama per evitare qualsiasi tipo di spoiler. In Yakuza Kiwami 2 dunque, oltre alle strade di Kamurocho (la versione fittizia del Kabukicho, quartiere a luci rosse di Shinjuku a Tokyo), visiteremo anche quelle di Osaka. Le differenze in confronto alla versione originale sono parecchie e non riguardano solo l'aspetto tecnico: alcune sequenze sono state modificate così da risultare più coerenti nel quadro generale della serie, e sono state aggiunte anche missioni inedite in cui sarà possibile vestire i panni del controverso Goro Majima (già presente in Yakuza 0). Purtroppo non abbiamo potuto testare queste porzioni di gioco durante la nostra prova, e pertanto rimandiamo le considerazioni sui segmenti dedicati a Goro alla recensione del remake.

    Ritorno al Kansai

    Le strade di Osaka non risulteranno certo sconosciute a chi ha giocato Yakuza 0. Se non altro, tuttavia, appariranno alquanto diverse rispetto al passato: delle notti del 1988 illuminate dalle prime insegne al neon di locali e negozi, si passa alle strade di Sotenbori del 2006, dove non mancheranno criminali e ubriaconi a cui Kazuma dovrà dare una ripassata.

    Sebbene il combattimento risulti svecchiato e in linea con quello di Kiwami, resta invariata la meccanica di utilizzo dei punti esperienza guadagnati negli scontri per sbloccare nuove mosse e abilità. Sarà possibile accumulare punti anche svolgendo le varie attività secondarie presenti nel distretto, dalle partite nei Club SEGA fino ad arrivare alle gare di freccette o all'immancabile Karaoke, tutti passatempi che nel gioco base risultavano invece un extra un po' fine a se stesso.
    I primi tre capitoli che abbiamo avuto modo di testare, in ogni caso, sono fortemente incentrati sul dipanarsi della trama principale, proponendo poche missioni secondarie piuttosto brevi che consistono per lo più nella necessità di far parlare i pugni; la situazione conosce una svolta con il quarto capitolo, sia per quanto concerne la main quest, grazie a un colpo di scena piuttosto intenso, sia per l'arrivo dei più assurdi incarichi opzionali e mini-game, tra cui il tanto apprezzato Hostess Club in cui Kazuma è chiamato a gestire questi "particolari" locali giapponesi.

    Infine, parlando del lato tecnico, benché il titolo risulti decisamente attualizzato grazie all'uso del Dragon Engine (lo stesso motore grafico usato da SEGA per Yakuza 6: The Song of Life), va detto che Kiwami 2 sul versante stilistico ricorda molto più il primo remake e non l'ultimo capitolo dell'epopea criminale di Kiryu. Simile scelta non è necessariamente un punto a suo sfavore: l'omogeneità artistica con le prime incarnazioni del franchise, d'altronde, si innesta con coerenza nello stile grafico inaugurato da Yakuza 0. In questo modo, assistiamo ad un passaggio più graduale e meno brusco alle edizioni rimasterizzate che arriveranno nei prossimi mesi del terzo, quarto e quinto episodio di Yakuza, usciti originariamente per PlayStation 3, e pertanto non così obsoleti a livello tecnico come lo erano i primi due esponenti della saga. L'impatto visivo è come sempre suggestivo e spettacolare, saldamente ancorato a 30fps, con un frame rate che non presenta mai una sbavatura, neanche nelle fasi più concitate.

    Yakuza Kiwami 2 Yakuza Kiwami 2 sta per arrivare sul mercato occidentale con il preciso intento di conquistare le nostre PlayStation 4 ed i favori del pubblico oltreoceano. Ci riuscirà? Per quello che abbiamo potuto vedere finora, sembra proprio che questo remake abbia tutto il potenziale per compiere l’impresa, grazie ad una narrazione di altissimo livello - con una delle storie più belle della saga - in grado di appassionare tutti i neofiti. Inoltre, l’avventura di Kazuma tra le strade di Sotenbori sarà estremamente gradevole da rigiocare anche per chi l’aveva già affrontata su PS2, merito di una struttura più ricca e dell’aggiunta di svariate novità.

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