Yakuza Like A Dragon: paura e delirio a Yokohama

Un manipolo di improbabili eroi in un'avventura squisitamente nipponica, che promette di far parlare parecchio di sé.

Yakuza Like A Dragon
Anteprima: Xbox Series X
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Tra tutti i titoli in arrivo nei prossimi mesi, Yakuza Like a Dragon è senza dubbio uno dei più intriganti, sia perché parliamo del settimo capitolo di una delle saghe più popolari e amate dai giocatori di tutto il mondo, sia perché rappresenta un deciso cambio di rotta rispetto al suo predecessore in termini di puro gameplay. La più recente opera dei ragazzi di Ryu Ga Gotoku ha suscitato insomma grandissimo interesse sin dalla sua primissima presentazione. Curiosi di approfondire l'argomento abbiamo dunque colto al volo l'opportunità di mettere le mani su una build piuttosto avanzata del prodotto, e quel che abbiamo vissuto per le strade di Yokohama ci ha lasciato con sensazioni estremamente positive.

    Aria di cambiamento

    Muovere i primi passi nel mondo di Yakuza Like a Dragon sarà indubbiamente destabilizzante per chi avesse imparato a conoscere e ad amare questa serie fino ad oggi. Da un lato abbiamo infatti il "solito" Yakuza, fatto di atmosfere incredibilmente affascinanti, tante attività secondarie e un comparto tecnico di primissimo piano, ma dall'altro abbiamo novità strutturali piuttosto importanti che alterano inevitabilmente quell'equilibrio su cui il brand di Yakuza si è sempre fondato. Eppure tutto sembra funzionare, e alla grande. Con buona pace di chi temeva che allontanarsi dai canonici tipici sui quali la serie si era sempre fondata avrebbero prodotto risultati apocalittici.

    Quando i ragazzi di Ryu Ga Gotoku annunciarono l'intenzione di abbandonare l'impostazione in perfetto stile beat ‘em up a favore di una struttura tipica dei giochi di ruolo, in molti iniziarono a temere che il team di sviluppo stesse correndo un grande rischio, Ma la verità è che pad alla mano le fasi di combattimento risultano così appaganti che in tanti potrebbero addirittura chiedersi se questa particolare impostazione non avrebbe potuto riservare gradi soddisfazioni anche nelle precedenti incarnazioni del brand.

    Esattamente come nel più classico dei JRPG i vari personaggi coinvolti in uno scontro agiscono seguendo un preciso ordine di azione, e nel proprio turno possono esibirsi in attacchi, tecniche speciali o chiudersi in difesa per limitare i danni subiti. E questo vale ovviamente sia per i membri del proprio party che per gli avversari che affronteranno. Un'impostazione molto classica dunque, impreziosita però da alcune pregevoli scelte di design in perfetto stile Yakuza che sembrano avere tutto il potenziale necessario per limitare l'inevitabile ridondanza che contraddistingue i giochi di ruolo di matrice orientale.

    Ciascun personaggio dispone infatti di tecniche speciali estremamente varie e originali - il rutto scottante e l'assalto di piccioni ne sono solo un banale esempio -

    a cui si aggiungono anche abilità di gruppo che coinvolgono l'intero party e che, com'è facile intuire, possono alterare profondamente gli equilibri di qualsiasi scontro. Il tutto senza contare anche il sistema di lavori, equiparabili alle canoniche classi di qualsiasi gioco di ruolo che si rispetti, in grado di modificare profondamente lo stile di combattimento dei singoli personaggi. La varietà di approccio ai combattimenti sarà dunque un'arma in più per Yakuza Like a Dragon e, considerando che la nostra build ha raccontato una fase intermedia dell'avventura, non abbiamo motivo di temere che il titolo abbia ancora parecchi assi nella manica in questo senso.

    C'è sempre una prima volta

    In termini di main quest e impostazione narrativa Yakuza Like a Dragon sembra voler raccontare una storia un po' differente da quella dei precedenti capitoli della serie. In questa sede non entreremo in alcun dettaglio specifico inerente alla trama, e vi basti sapere che Ichiban è un personaggio profondamente diverso dal vecchio Kazuma, ma ciò non toglie che la sua caratterizzazione appaia già molto a fuoco, preannunciando grandi soddisfazioni sul versante narrativo oltre che prevedibili cambi di ritmo rispetto agli scorsi episodi.

    Parliamo infatti di un protagonista più giovane ed eccentrico in confronto allo storico volto della serie - e con una visione del mondo molto particolare che influenzerà la stessa esperienza ludica - ma a giudicare da ciò che abbiamo potuto vedere nel corso della nostra prova, la sensazione è che abbia tutto il potenziale per conquistare il cuore del pubblico. Al suo fianco ci saranno poi personaggi altrettanto particolari la cui caratterizzazione sembra, almeno in questa fase, una chiara indicazione di quale sia la reale finalità di Yakuza Like a Dragon: prendere le distanze dalla serie principale per raccontare questo ormai popolarissimo brand da una prospettiva diversa, nel tentativo esplorare strade nuove, soprattutto sotto il profilo della narrazione.

    Le missioni primarie che li vedranno protagonisti ci sono sembrate strutturalmente e stilisticamente in linea con i precedenti capitoli, ma con quel pizzico di leggerezza in più che potrebbe rappresentare una piacevole ventata di freschezza per chiunque desiderasse osservare l'universo di Yakuza da una prospettiva diversa dal solito. Nessuna vera rivoluzione dunque, ma solo un lecito tentativo di espandere un universo che ha molte storie da raccontare, ben oltre quelle che ruotano intorno ai volti più noti che l'hanno sostenuta e condotta al successo negli ultimi anni.

    L'imbarazzo della scelta

    La serie di Yakuza ha sempre brillato per la sua ricchezza contenutistica e, più nello specifico, per aver sempre offerto al giocatore numerose attività che andassero ben oltre la sola sequela di missioni primarie, e in questo senso Yakuza Like a Dragon non rappresenta di certo un'eccezione. Già in questa fase preliminare dello sviluppo, attraverso una build ancora incompleta, non abbiamo infatti potuto fare a meno di restare piacevolmente sorpresi dalla enorme quantità di attività secondarie sparse per le strade di Yokohama che ci hanno inevitabilmente portato a deviare con estrema frequenza dalla storyline principale in più di un'occasione, regalandoci "distrazioni" davvero imperdibili, tutte in perfetto stile Yakuza.

    Al di là dei grandi classici come il karaoke, ci siamo dilettati in gare di raccolta di lattine, abbiamo salvato un'aragosta da compagnia e addirittura presenziato alla proiezione dell'imperdibile pellicola fantascientifico-culinaria "RoboCuoc", lottando strenuamente per non addormentarci. E questi sono solo alcuni piccoli esempi di ciò che vi aspetta. In aggiunta non mancheranno ovviamente numerosi luoghi in cui rifocillarsi, negozi dove migliorare il proprio equipaggiamento e le missioni Eroe Part-Time nelle quali avremo l'occasione di aiutare una serie di poveri malcapitati in cambio di denaro e soprattutto fama che ci permetterà di confrontarci con nemici sempre più temibili. Insomma, il solito mix di irresistibili situazioni con una spuzzata di follia dinanzi alle quali solo in pochissimi riusciranno a restare indifferenti.

    Yakuza Like a Dragon Allo stato attuale delle cose Yakuza Like a Dragon si prospetta un titolo di indubbio spessore che potrebbe davvero riuscire nel difficile compito di coniugare tradizione e innovazione per creare un’esperienza degna di essere vissuta tanto dai vecchi appassionati quanto da eventuali neofiti del brand. Le novità, prime fra tutte il nuovo combat system a turni, ci sono sembrate ben integrate nel concept tipico di Yakuza e addirittura funzionali ad accrescerne il potenziale. Se a questo aggiungiamo una notevole ricchezza contenutistica, un comparto tecnico molto solido e la traduzione in italiano per i sottotitoli, è facile presupporre che il titolo abbia ben poche possibilità di deludere le aspettative. È chiaramente ancora presto per esprimere giudizi definitivi sul cambio di impostazione e sulle novità introdotte per rinnovare la storica formula della serie, ma se è vero che il buongiorno si vede dal mattino, è lecito guardare al futuro con un sorriso, confidando come sempre nel talento e nel lavoro dei ragazzi di Ryu ga Gotoku.

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