Recensione 007 James Bond: Everything or Nothing

Leggi la nostra recensione e le opinioni della redazione sul videogioco 007 James Bond: Everything or Nothing - 2207

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  • PS2
  • Xbox
  • NGC
  • 007 di nuovo in azione

    Giudicato molto positivamente dalla critica statunitense, che lo ha acclamato come secondo miglior gioco basato sul personaggio di James Bond, è da poco tempo disponibile anche in Europa James Bond 007: Everything or Nothing. Il titolo, sviluppato da MGM Interactive, mantiene intatto lo stile dei numerosi film che hanno per protagonista la nota spia britannica: una trama inverosimile, avversari pittoreschi, momenti d'azione frenetica costellati di esplosioni, bellissime donne (più che mai virtuali) e automobili di lusso che vanno in frantumi. Non siamo di fronte all'ennesimo tentativo di emulare quello splendido titolo che fu 007 Goldeneye per Nintendo 64, anzi: la visuale, contrariamente alle ultime produzioni videoludiche bondiane, è ora in terza persona durante la maggior parte del gioco. Si pone, a questo punto, il problema cruciale relativo a Everything or Nothing, ovvero classificarlo in un genere definito: in realtà, seguendo una tendenza diffusa nel mondo dei videogiochi, siamo di fronte ad una commistione di generi diversi in un solo prodotto. Caratteristiche prese in prestito dal genere stealth, azione e guida arcade sono la struttura su cui si basa questa produzione Electronic Arts, esponendolo così al rischio che accompagna la realizzazione di questo tipo di videogiochi: la superficialità.

    Il gioco: un mix esplosivo, forse troppo

    Everything or Nothing, sostanzialmente, presenta al giocatore numerosi livelli da completare in successione; si tratta perlopiù di sessioni di gioco in terza persona, in cui è necessario penetrare in zone zeppe di nemici, momenti che ricordano molto da vicino classici del genere stealth come Splinter Cell. Questo tipo di gameplay è sovente intervallato da missioni in cui ci si troverà ai comandi di un veicolo, una sorta di minigioco a metà strada tra la guida arcade e lo sparatutto più isterico.

    Analizziamo più a fondo la prima tra le due modalità di gioco citate. Generalmente, il giocatore dovrà far penetrare James Bond in un'area sorvegliata allo scopo di raggiungere alcuni obiettivi (piazza l'esplosivo, disattiva il sistema di controllo, salva la ragazza, eccetera). Per farsi strada, 007 può appiattirsi contro i muri per osservare ciò che sta al di là di essi, oppure camminare inginocchiato per ripararsi dietro parapetti e sporgenze: insomma, decidendo di agire furtivamente, si ha il supporto di un sistema di controllo adeguato allo scopo. Premendo Z, infatti, James Bond appoggia la schiena al muro per poi procedere fino all'angolo da cui verificare la presenza di nemici. In realtà, diversamente da Solid Snake, 007 non sporge la testa oltre il filo della parete: più semplicemente, il giocatore ha una visuale diretta del corridoio o della stanza grazie alla telecamera che automaticamente inquadra ciò che sta oltre al muro. Se è presente una guardia, è sufficiente premere L sul controller perché questa venga agganciata dal mirino, e allo stesso tempo è anche possibile aggiustare la mira tramite lo stick C. Non resta che premere R per far partire il colpo: James Bond si sporge momentaneamente dalla parete, uno scoppio e la guardia cade con un urlo strozzato. Questa tecnica risulta utilissima lungo tutto lo svolgersi del gioco, anche perché gli sviluppatori hanno fatto in modo che il giocatore possa utilizzare come parete numerosi anfratti, colonne ed altri elementi architettonici disseminati per i livelli. Scegliendo, invece, un approccio più diretto e drastico (leggi: correndo incontro ai nemici per scaricare su di loro tutta la potenza di fuoco che si ha a disposizione), risulta evidente la discendenza di questo titolo da una serie di sparatutto in prima persona. Al di là del lock-on attivabile con L, che inquadra l'avversario permettendo al giocatore di spostarsi intorno ad esso, c'è la possibilità di scegliere le armi con il pulsante basso sulla croce direzionale: la gestione delle munizioni è identica a quella di Goldeneye, quindi una volta eliminato un avversario sarà possibile raccattare le munizioni che questo ha lasciato sul terreno. Una novità interessante è rappresentata dalla possibilità di raccogliere oggetti contundenti (bottiglie, spranghe di ferro, chiavi inglesi) e lanciarle in testa al nemico usando il suddetto sistema di targeting. Un'ottima idea nel campo della giocabilità è l'introduzione del cosiddetto Intuito Bond: si tratta di una modalità attivabile in qualsiasi momento dell'azione, che ha lo scopo di far sperimentare al giocatore la prontezza di riflessi di 007. Premendo destra o sinistra sulla croce direzionale, lo scorrere del tempo viene rallentato, i colori lasciano il posto a gradazioni di grigio e tutti i suoni vengono ovattati. In questo contesto, si ha il tempo di guardarsi intorno (ruotando lo stick C) e di analizzare dettagliatamente la situazione alla ricerca di oggetti utili, possibili obbiettivi cui sparare e anche di avversari molto distanti. Questi elementi vengono evidenziati da cerchi concentrici rossi, e in alcuni casi li si può direttamente agganciare al mirino premendo L. A livello tattico, si tratta di una risorsa notevole, benché non originalissima (vedi Matrix), che arricchisce l'esperienza di gioco. Interessanti anche i vari gadget realizzati dal laboratorio di Q, come il rampino (molto divertente da usare), le bombe-ragno teleguidate o la tuta che rende invisibili.

    Il resto di Everything or Nothing è composto da missioni in cui il giocatore si trova ai comandi di auto, moto o elicotteri. Come è facile intuire, si tratta di sessioni di guida o di volo caratterizzate da uno stile totalmente arcade, in quanto la difficoltà incontrata nel pilotare il mezzo in questione è davvero minima. Durante tali missioni, sarà necessario ricorrere agli armamenti dei veicoli per liberarsi degli avversari: missili e mitragliatrici sono in dotazione alla “Versione 007” della Porsche Cayenne Turbo e della Aston Martin V12 Vanquish, le due auto utilizzabili in Everything or Nothing; la Triumph Daytona è invece equipaggiata con missili, lanciafiamme e un fucile a pompa. Il gioco diventa così uno sparatutto dove le esplosioni si susseguono ininterrottamente, uno sparatutto in cui però è opportuno preoccuparsi della strada da seguire: molto spesso, infatti, bisogna trovare un passaggio secondario per aggirare un ostacolo, o magari una rampa da cui effettuare uno spettacolare salto. Le ambientazioni di queste corse sono molto varie, spaziando dai vicoli di un villaggio peruviano ai viali di New Orleans.

    Pregi e difetti relativi al gameplay

    Fin qui i fatti, oggettivamente esposti. In realtà, la superficialità di cui si parlava nell'introduzione è la spina nel fianco di Everything or Nothing. Benché il titolo EA abbia un sistema di controllo ben studiato e possa vantare numerose idee interessanti, si tratta comunque di un gioco che non approfondisce molto nessuna delle modalità che offre al giocatore. La mancanza di un radar sullo stile di Metal Gear Solid e una gestione delle telecamere quantomeno discutibile hanno effetti negativi sull'intera esperienza di gioco. Quando ci si muove con circospezione da un riparo all'altro, la visuale dell'area circostante è molto limitata, e spesso si viene assaliti (addirittura a pugni e calci) senza poterlo in alcun modo prevedere: un modo insulso e frustrante di perdere la partita, poiché non imputabile ad errori del giocatore. Dopo essersi impegnati a sfruttare le capacità stealth di 007, ci si chiede se valga la pena utilizzare tale tecnica, e si scopre che uscire allo scoperto investendo gli avversari con una tempesta di piombo produce grossomodo gli stessi effetti di lunghi appostamenti: questo principalmente a causa di un livello di difficoltà piuttosto bassa già nella modalità intermedia Agente Segreto. Sia chiaro, i nemici si comportano in base a routine realistiche, cercando di avvicinarsi a Bond passando da un nascondiglio all'altro, gettando bombe a mano che costringono il giocatore ad uscire allo scoperto e via dicendo; il problema è che eliminare gli avversari è molto semplice, indipendentemente dalla zona del corpo verso la quale si spara, le munizioni sono sempre abbondanti così come i giubbotti antiproiettile. Ciononostante, le missioni in terza persona di Everything or Nothing sanno divertire, scorrendo una dopo l'altra senza interruzioni, ma certamente non impegnano seriamente il giocatore di media bravura. La giocabilità, in conclusione, è più vicina a quella di un gioco d'azione, mentre gli elementi stealth sono solo accennati o addirittura in secondo piano.

    Un discorso ben diverso va fatto riguardo alle missioni di guida/sparatutto: durante queste sessioni, il giocatore non dovrà fare altro che premere A per far esplodere tutto ciò che sta sullo schermo, senza neanche curarsi troppo di aver inquadrato l'obbiettivo nel mirino. Inoltre, è quasi impossibile venire eliminati dalle armi nemiche, almeno nella maggior parte dei casi: l'unica preoccupazione è quella di seguire la strada giusta. Ci sono comunque alcune missioni, alla guida di auto o moto, che risultano più gradevoli, grazie alla prevalenza di elementi di guida, e che rappresentano un piacevole intermezzo tra i livelli più classici.

    Una buona realizzazione tecnica

    Pur essendo un titolo multipiattaforma, Everything or Nothing è caratterizzato da un buon livello tecnico: grafica e sonoro, infatti, sono l'aspetto più positivo dell'intero gioco, a cominciare dai menu. Questi sono arricchiti da animazioni di sfondo molto in stile Bond, tanto che sembra di navigare nel menu di un film in DVD. Per quanto riguarda l'impatto visivo del gioco vero e proprio, è fuori luogo attendersi preziosismi come bump-mapping o complessi effetti di illuminazione; notevoli, invece, sono i modelli poligonali degli attori conosciuti nella serie di 007 e le architetture delle aree in cui si svolge l'azione in terza persona. Stonano un po' le texture, generalmente poco definite e monotone, mentre effetti speciali come le fiamme o gli oggetti che vanno in frantumi sono tutti da ammirare. Il frame rate è più costante nei livelli appena citati, mentre le missioni in stile guida/sparatutto non sono altrettanto fluide: un difetto che peggiora ulteriormente la godibilità di tali sessioni di gioco, contando anche che i modelli poligonali delle auto sono ricoperti da texture di livello scadente e che sono impreziositi (si fa per dire) da un effetto di riflessione assolutamente elementare. Da imputare, invece, alla scarsa capacità dei minidvd GameCube, è la bassissima qualità dei filmati che introducono all'azione: fluidità indegna, risoluzione infima (si possono contare i pixel sul palmo di una mano).
    Un plauso a EA Europe che ha convertito al meglio Everything ot Nothing, dando la possibilità al giocatore di utilizzare la modalità 60 Hz.

    Addirittura ottimo il sonoro: le musiche riprendono il classico tema di 007, arrangiato in diverse sfumature, accompagnando l'azione in modo perfetto. Se esistesse la colonna sonora di Everything or Nothing, ne consiglierei l'acquisto. Altrettanto buoni tutti gli effetti sonori, a cominciare dagli spari e dalle esplosioni, pieni e potenti, per non parlare dei motori dei veicoli, che emettono un rombo più realistico di quello presentato in tanti giochi di auto. Tutti gli effetti ambientali (ronzio di macchinari, crepitio di fiamme, e chi più ne ha più ne metta) contribuiscono a rendere l'esperienza ludica il più vicino possibile a quella cinematografica. Menzione d'onore per il doppiaggio, realizzato dagli attori che impersonano i personaggi più noti della serie: Pierce Brosnan, Judi Dench, Willelm Defoe per dirne alcuni.

    Longevità

    Everything or Nothing presenta al giocatore moltissimi livelli, per cui la longevità non è certo il punto debole di questa produzione EA. Certo, se la differenza tra il livello di difficoltà intermedio e quello avanzato fosse maggiore, ne avrebbe giovato la rigiocabiltà. La modalità multiplayer non rappresenta una grande attrattiva, così ripetitiva e priva di mordente. Si tratta in sostanza di un videogioco che scorre fluido dall'inizio alla fine, tenendo impegnati sufficientemente a lungo senza mai far calare la voglia di scoprire il livello successivo; qualcuno potrebbe anche essere invogliato a ripetere le missioni per raggiungere un punteggio più alto e collezionare tutti i Momenti Bond, ovvero un premio speciale per le azioni più spettacolari.

    Continua su questa strada, EA

    Piacevole sotto alcuni aspetti, deludente sotto molti altri, questa realizzazione EA è un titolo molto trasversale: il suo obbiettivo è quello di piacere a tutti e di accontentare tutti. Ma, come detto nell'introduzione, i videogiochi che hanno queste pretese rischiano sempre di essere ricordati più per la loro superficialità che non per le loro effettive qualità. I livelli stealth/azione sono divertenti, finché non si sbatte contro i limiti della gestione delle telecamere; i giocatori più esigenti non apprezzeranno certo il fatto che l'approccio cauto e ragionato alla missione sia spesso irrilevante, dato che gli obbiettivi verranno comunque facilmente raggiunti, qualunque sia il modo di giocare. Gli sviluppatori vanno comunque elogiati per aver saputo concretizzare numerose idee molto interessanti, ed il voto assegnato a questo gioco è da intendersi come un incoraggiamento a proseguire su questa strada per il prossimo 007.

    Everything or Nothing è vario a sufficienza, non annoia, ma i livelli di guida/sparatutto sono davvero difficili da digerire: solo alcuni sono davvero godibili. Mi sento di sconsigliare questo gioco agli appassionati di stealth game come Splinter Cell o Metal Gear Solid, poiché lo troverebbero troppo semplice o caratterizzato da una giocabilità troppo poco approfondita. Si tratta invece di un gioco ideale per chi è alle prime armi con questo genere, o anche per gli appassionati dei giochi d'azione più frenetici. Come ovvio, l'idea migliore è provarlo prima di aprire il portafoglio: ultimamente sono usciti titoli ben più meritevoli di attenzione.

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