428 Shibuya Scramble Recensione: il potere delle scelte

A dieci anni dalla sua release originale, la splendida visual novel del team Chunsoft giunge finalmente anche in Occidente.

recensione 428 Shibuya Scramble Recensione: il potere delle scelte
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  • L'idea che ogni scelta abbia una conseguenza è un concetto caro a tante opere provenienti da media differenti, e non è nemmeno un'idea particolarmente innovativa. I librogame, d'altronde, hanno radici lontane e pure il cinema ha provato spesso a raccontare le infinite possibilità del what if. La narrazione ramificata, con tutte le variazioni del caso, piace perché dà all'utente l'impressione di avere libertà e potere sulle cose; una piacevole illusione che si scontra inevitabilmente con la mano dell'autore, come il mai troppo lodato The Stanley Parable insegna.
    Le visual novel come 428 Shibuya Scramble provano spesso a ramificare la narrazione, con modalità ed esiti differenti. I finali multipli, in questo genere tipicamente giapponese, interessante ibrido tra romanzo tradizionale e avventura interattiva, sono all'ordine del giorno. Tanto amate nel Sol Levante, le visual novel segnano per certi versi il ritorno al grado zero della narrazione: si leggono spropositate quantità di testi e dialoghi su fondali (quasi) statici, mentre sullo schermo si susseguono personaggi (quasi) immobili.

    Evoluzione narrativa

    Quel che più colpisce, e qui entriamo ancor più nello specifico nell'analisi di 428 Shibuya Scramble, è quanto l'evoluzione del racconto videoludico si annidi a volte all'interno di opere che rimangono sconosciute ai più per parecchi anni. Il titolo sviluppato da Chunsoft è stato infatti pubblicato in Giappone nel 2008 e solo oggi, a dieci anni di distanza, giunge finalmente in Occidente in una versione per noi comprensibile.

    Dal 2008 a oggi sono stati pubblicati numerosi giochi che hanno detto la loro sul tema della narrazione ramificata: pensiamo alla produzione di David Cage, a Life Is Strange, ai titoli Telltale. Ecco, fa strano pensare che in molti abbiano esaminato queste opere e abbiano completamente ignorato 428 Shibuya Scramble. Una simile mancanza è dipesa dall'annosa questione del "punto di vista occidentale", che spesso trascura produzioni lontane (anche e soprattutto per limiti connessi alla lingua e alla distribuzione). Insomma, chissà se (o quanto) 428 Shibuya Scramble abbia influenzato le opere sopraccitate.

    Un mistero da risolvere

    Nel caso in cui i ragazzi di Dontnod o Telltale siano stati ispirati dal prodotto di Chunsoft, non ci sarebbe da stupirsi: 428 Shibuya Scramble ha parecchio da dire e raccontare, in tutti i sensi.

    Stiamo dopotutto parlando di una visual novel: le vagonate di testo ci sono, ma in questo caso risultano accompagnate da una struttura molto meno statica del solito, che potrebbe rendere il gioco assai piacevole anche per chi è a digiuno di questo genere di nicchia.
    Tutto ha inizio con un rapimento e con un riscatto da pagare. Il luogo dello scambio è il celebre e trafficato incrocio di Shibuya. Il detective Kano è appostato e tiene d'occhio Hitomi, la ragazza incaricata di consegnare la valigetta ai rapitori. 428 Shibuya Scramble utilizza attori in carne e ossa e fotografie reali; movimenta lo sviluppo della trama con l'alternanza costante di testi, immagini, scritte in sovrimpressione e collegamenti ipertestuali. Il risultato è molto gradevole da seguire: sebbene la tipologia di gioco non possa dirsi esattamente movimentata, 428 Shibuya Scramble riesce a rendere molto interattiva e varia la progressione. Il giocatore veste infatti i panni di cinque personaggi differenti, tutti in qualche modo coinvolti, volenti o nolenti, nella vicenda. La vera chicca, però, è che le decisioni prese da ognuno vanno a influenzare le altre linee narrative. Non parliamo, molto canonicamente, della scelta di un personaggio che condiziona l'evoluzione della storia, ma delle decisioni di ben cinque protagonisti che devono essere messe costantemente in relazione per far sì che la giornata prosegua.

    Il peso della scelta moltiplicato per cinque

    Il gioco, in puro stile 24 (il telefilm), è diviso in dieci ore, che vanno dalle 10.00 alle 20.00. Ogni atto dura un'ora (in-game) e in ciascuno l'utente deve vestire i panni di tutti i personaggi coinvolti negli eventi di quella fascia oraria. Le scelte di uno, come già accennato, possono incidere negativamente sugli eventi vissuti dall'altro. Kano può decidere di arrestare Achi, giovane bullo redento che si è appena avvicinato a Hitomi, ma in questo modo porterà in gattabuia un innocente e la sua carriera finirà. Come risolvere la cosa? Nella linea narrativa di Achi è sufficiente che il giocatore decida di non avvicinarsi a Hitomi; così facendo l'arco di Kano in quella fascia oraria non porterà a un bad ending prematuro.

    Non è facile spiegare a parole la struttura ramificata di 428 Shibuya Scramble: di fatto, ogni segmento deve essere corretto in tempo reale - è possibile passare in qualsiasi momento da un personaggio all'altro - perché tutte le ramificazioni giungano a compimento e il "to be continued" di ogni protagonista dia accesso al segmento successivo. In termini ludici si tratta di una struttura incredibilmente divertente e appagante, che costringe il giocatore a ricomporre con precisione tutti i tasselli e a pensare su quale linea agire per evitare il finale negativo in un'altra. Volendo, ogni conclusione avversa è accompagnata da un suggerimento: sta a voi decidere se utilizzarlo o meno.

    Visual (puzzle) novel

    Lungo il percorso emergono ulteriori varianti. In alcuni casi, per esempio, la narrazione di un personaggio si blocca e non si renderà disponibile finché un altro non compirà un Jump, ovvero una sorta di invasione di campo immaginaria, segnalata da un testo colorato di rosso che evidenzia un legame tematico e/o fattuale tra le due linee. Il Jump sblocca la linea precedentemente interrotta e rimette il giocatore nei panni del protagonista "congelato". Il testo è inoltre tempestato di collegamenti ipertestuali, i quali aprono schede - spesso descrittive, talvolta ironiche - che approfondiscono gli eventi rappresentati.

    428 Shibuya Scramble è una visual novel estremamente coinvolgente anche per questa sua struttura che sembra quasi contaminarsi col puzzle. La trama, il cui mistero si infittisce di ora in ora, è solo la ciliegina sulla torta. Certo, bisogna mettere in conto alcuni momenti un po' sopra le righe (la linea di Tama è veramente surreale), ma stiamo pur sempre parlando di una produzione giapponese, dinanzi alle cui stravaganze non bisogna sorprendersi eccessivamente.

    428 Shibuya Scramble 428 Shibuya ScrambleVersione Analizzata Playstation 4428 Shibuya Scramble è una piacevole sorpresa all'interno del panorama delle visual novel. Un titolo per certi versi sorprendente, persino sperimentale per come riesce a tessere e a gestire un'intricata e appagante struttura narrativa: il giocatore si trasforma in una sorta di burattinaio, indaffarato a compiere scelte più o meno significative all'interno di racconti differenti e costantemente in relazione tra loro. In alcuni momenti, più che una visual novel, il titolo Chunsoft sembra quasi un puzzle game. Abbiamo dovuto attendere dieci anni per una versione in inglese, ma ne è valsa sicuramente la pena.

    8.5

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