911 Operator Recensione

911 Operator propone uno spaccato decisamente realistico della quotidianità di un centralinista del 911 americano...

recensione 911 Operator
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  • Pc
  • Ad oggi gli unici videogiochi che hanno celebrato i cosiddetti "eroi di tutti i giorni", ovvero le forze di Pubblica Sicurezza, il personale sanitario ed i Vigili del Fuoco che operano sul territorio in risposta alle chiamate di emergenza, sono il vetusto 911: First Responders, pubblicato nel 2006 da Atari, e la serie Emergency, attualmente in mano a Deep Silver, che non ha mai brillato né per realizzazione tecnica, né per contenuti.
    In questa "affollata" nicchia va a incastonarsi 911 Operator, ennesimo "figlio di Kickstarter" che riesce nell'intento di dare una dignità al genere e proporre uno spaccato semi-realistico sulla vita quotidiana di uno dei tanti membri della catena emergenziale: il dispatcher, o centralinista, del 911 americano.

    "Qual è la sua emergenza?"

    911 Operator ci permette di indossare le cuffie di uno dei centinaia di centralinisti che, ogni giorno, rispondono alle chiamate di emergenza effettuate dai cittadini: il nostro compito consiste quindi nell'accogliere segnalazioni e richieste di aiuto, ed assegnare ad ogni situazione i mezzi più adatti per risolvere il problema.

    L'elemento più coinvolgente del gameplay è senza dubbio la possibilità di rispondere in prima persona ad alcune telefonate: in queste occasioni bisogna condurre una breve "intervista" con i chiamanti, allo scopo di ottenere informazioni basilari come la natura dell'emergenza, il luogo in cui si desidera l'intervento dei soccorsi ed eventuali dettagli aggiuntivi, come il numero di sospettati/aggressori, delle vittime coinvolte oppure le dimensioni dell'incendio in corso. Una volta ottenuti i dettagli necessari si potrà decidere se inviare il personale di servizio, se tentare di fornire aiuto indiretto oppure persino di ignorare la chiamata.
    Compito fondamentale dei dispatcher, infatti, è quello di filtrare attivamente le chiamate in arrivo ai servizi di emergenza, dirottando quelle legittime verso le unità adeguate e rimbalzando le telefonate false e gli scherzi dei buontemponi, che rischiano di impegnare inutilmente le forze dell'ordine e, di conseguenza, sprecare i soldi dei contribuenti.
    Le chiamate interattive (i cui canovacci, secondo quanto detto dagli sviluppatori, sono basati su situazioni realmente accadute) vengono divise in diverse categorie che vanno dal classico incendio domestico agli incidenti stradali con annesse risse, feriti e vetture da rimuovere.
    Il numero di casi da affrontare è, nel complesso, abbastanza limitato, specialmente nelle prime città della modalità carriera: la presenza di un generatore casuale che dispone gli incidenti in zone sempre diverse e gestisce lo svolgimento dei dialoghi interattivi, tuttavia, contribuisce ad incrementare sufficientemente la varietà di gioco. Bisogna capire, in ogni caso, che l'aspetto simulativo del titolo riguarda anche il dover affrontare lo stesso tipo di problematiche con l'obbligo di fornire sempre la risposta più adeguata al momento opportuno: ne consegue che, sulla lunga distanza, una percentuale di monotonia è connaturata all'anima realistica di 911 Operator.

    Save anywhere

    La semplicità dell'interfaccia è indubbiamente uno dei punti di forza della produzione di Jutsu Games, che propone una visione molto pulita, quasi asettica, del luogo in cui opera il dispatcher.
    Nella fase operativa, o "Duty", che rappresenta il turno di lavoro del giocatore, dovremo tenere sott'occhio la mappa della città su cui ci ritroveremo a svolgere il nostro dovere. Mentre nella modalità Carriera ci toccherà destreggiare le nostre unità fra le strade di famose città americane come San Francisco, Los Angeles e New York, in quella "Free Play" potremo scaricare e giocare sulle mappe di qualsiasi città o paese del mondo, i cui dati cartografici sono presenti sul sito della Fondazione OpenStreetMap.

    La situazione europea ed italiana

    Mentre il servizio 911 è attivo negli Stati Uniti già dal 1968, la creazione di un numero unico di emergenza per i Paesi dell'Unione Europea ha avuto un iter lungo e tortuoso. Partita da una raccomandazione della CEPT (Conferenza Europea delle amministrazioni delle Poste e delle Telecomunicazioni) del 1976 e proseguita da una decisione del competente Consiglio dei ministri europei del 1991, l'istituzione del Numero Unico per le Emergenze Europeo, designato "112" è stata riaffermata dal Parlamento Europeo nella Direttiva sui Servizi Universali del 2002, obbligando gli stati membri a organizzare le necessarie infrastrutture per unificare e coordinare i servizi di emergenza. Tutti gli Stati europei hanno adottato il 112 come numero unico, ad eccezione dell'Italia, dove il servizio è ancora in fase sperimentale e i cui ritardi nell'adeguamento rischiano di costare una multa salatissima per i contribuenti, nel caso la sospensione della procedura d'infrazione venisse annullata.
    Dopo una prima sperimentazione avviata a Salerno nel 2008, il servizio 112 sul territorio italiano è disponibile a livello regionale solo in Lombardia e Piemonte, cui vanno aggiunti i centri "secondari" di Roma e provincia (attivato durante l'ultimo Giubileo), Frosinone e la provincia di Genova. Da Gennaio 2016 il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto attuativo che, oltre a razionalizzare le forze di Polizia e assorbire il Corpo Forestale dello Stato nell'Arma dei Carabinieri, impegna il Ministero dell'Interno a sottoscrivere con le restanti regioni, entro i prossimi due anni, i protocolli d'intesa necessari per estendere il NUEE sul territorio nazionale.

    Il grado di integrazione dei dati è abbastanza accurato da geolocalizzare gli indirizzi delle chiamate su posizioni realmente esistenti (o comunque nelle immediate vicinanze), eppure - sfortunatamente - alle volte il sistema individua determinati incidenti in luoghi dove non potrebbero mai accadere. Certo, non stiamo parlando certo di incendi in mezzo al mare, ma il dover mandare una volante a risolvere liti domestiche o scacciare pipistrelli in abitazioni posizionate sull'autostrada A3 ci ha lasciato alquanto perplessi. A voler essere pignoli, neanche le sedi delle forze di emergenza si trovano "al posto loro", ma questo rientra nelle necessità di distribuzione equilibrata dei presidi territoriali.
    Concludiamo la nostra disamina parlando di un altro elemento importante dell'esperienza complessiva di 911 Operator, ovvero la componente manageriale post-partita. Strettamente legata alla progressione della nostra attività di dispatching sulle singole mappe e alla "reputazione guadagnata", la fase di interludio fra un turno di lavoro e l'altro è il luogo in cui è possibile organizzare le forze di emergenza sotto il nostro "comando". Con l'avanzamento dei turni e, conseguentemente, della difficoltà degli stessi, si ottiene l'accesso a veicoli ed equipaggiamenti più avanzati ed efficienti, oppure più adatti allo svolgimento di specifici compiti. La Polizia, per esempio, può schierare pattuglie motociclistiche, utili per gli inseguimenti ad alta velocità, mentre i paramedici possono impiegare elicotteri di soccorso che, pur avendo un solo slot per il trasporto di vittime, non sono costretti a districarsi fra vicoletti intasati per raggiungere la destinazione. Gli equipaggiamenti, banalmente, servono ad acuire l'efficienza di esecuzione del proprio compito di operatori e, nel caso dei giubbotti antiproiettile e delle tute ignifughe, aumentare addirittura le probabilità di sopravvivenza sul posto di lavoro.

    911 Operator 911 OperatorVersione Analizzata PCDiciamoci la verità: al videogiocatore medio piacciono le situazioni eccezionali, la facoltà di impersonare eroi che compiono imprese straordinarie. Ecco perché un’attività ripetitiva e ordinaria come quella del “centralinista” non possiede un grande appeal per la maggior parte dell'utenza. Certo, Papers, Please! ha mostrato che esiste un pubblico anche per questo sottogenere di prodotti, ma si tratta comunque di una nicchia di dimensioni assai ridotte. È senza dubbio un vero peccato, perché 911 Operator, a modo suo, permette di vestire i panni di un anello fondamentale nella catena dei servizi di emergenza americani, ovvero i dispatcher che accolgono le migliaia di chiamate quotidiane fatte dai cittadini, filtrano quelle “non rilevanti” e coordinano i soccorsi per quelle legittime. Un compito a prima vista semplice e banale, ma che in realtà richiede una forte dose di disciplina, sangue freddo ed empatia, soprattutto quando si deve interagire con persone sotto shock e in pericolo di vita. Grazie a un’interfaccia ai limiti del minimalismo, questa “creatura di Kickstarter” riesce a proporre una visione funzionale del gameplay, senza inutili complicazioni dovute alla necessità di rappresentare tridimensionalmente le unità coinvolte. La monotonia resta purtroppo sempre dietro l’angolo, ma d’altronde si tratta di una conseguenza “naturale” del genere, che si basa sull'effettiva ripetizione di eventi molto simili tra di loro e sulla ricerca di soluzioni alternative ai numerosi problemi che dovremo affrontare.

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