A Short Hike Recensione: un'avventura da ricordare

Sbarca su Nintendo Switch un formidabile indie a cavallo tra un minuscolo Breath of the Wild e Animal Crossing: e la sorpresa è servita.

A Short Hike Recensione: un'avventura da ricordare
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Switch
  • PS5
  • Come moltissime cose speciali, A Short Hike è sbucato fuori (almeno per me!) assolutamente a sorpresa, dal nulla. Così, con circa un minuto di trailer nel bel mezzo dell'ultimo Nintendo Indie World, ovvero il tempo sufficiente a farmi drizzare le antenne di fronte a un'avventura in terza persona che si è subito fatta notare per lo stile colorato e per un filtro modello PSX che dava alla grafica un gusto pixellosamente low-poly a dir poco adorabile. E poi, come se non bastasse tanta inattesa grazia, ecco l'ulteriore fulmine a ciel sereno: "disponibile più tardi, alla fine di questa presentazione". Insomma, grandi sorrisi e a pelle tanta simpatia per un progettino che sembrava avere del potenziale evidente, ma che è comunque riuscito a stregarmi ben al di là delle più rosee aspettative. Perché, con un investimento di poco meno di sette euro sull'eShop, mi sono ritrovato nel giro di un paio di ore pressoché in estasi, testa leggera e occhi a cuore che nemmeno una cotta adolescenziale, a scorrazzare per i rigogliosi paesaggi della riserva dell'Hawk Peak Provincial Park .

    Missione Avventura

    Già, scorrazzare. Il sincero gusto per l'esplorazione - placidamente scandita dai ritmi imposti non dal gioco ma solo e soltanto dal giocatore, in un allettante clima di relax e di vibrazioni positive a tutto tondo - è infatti il cardine principale su cui si fonda A Short Hike. Esattamente come una scampagnata estiva per i boschi, l'opera del designer canadese Adam Robinson-Yu ambisce a essere un'esperienza pensata per distrarre, per rilassare, per far vivere momenti di calma assoluta immersi in una natura ritratta con uno stile cartoon che, anche per merito dei buffi animaletti protagonisti, non può non ricordare da vicino il celeberrimo Animal Crossing.

    A differenza del life simulator marchiato Nintendo però qui, nonostante la scala ridotta e la breve durata dell'insieme (si parla di un paio di ore correndo come fulmini, ovvero optando per una strategia sbagliatissima per il titolo, che possono comunque arrivare attorno alle circa cinque puntando al 100% delle attività e dei collezionabili sparsi per l'isola) una struttura c'è eccome, con un senso di progressione evidente, nonché con un inizio e una fine più o meno definiti.

    Sarà possibile modificare in qualunque istante la grandezza dei pixel a schermo, optando per due alternative: una più marcata, che ricorda la prima PlayStation, e una leggermente più composta, effetto Nintendo DS.

    Vestirete i panni di Claire, una giovane uccellina che si ritrova per cause di forza maggiore temporaneamente affidata alla zia. Una zia che per la cronaca non ha un'occupazione qualunque, trattandosi di una ranger nella riserva naturale di Hawk Peak: la scusa perfetta per concedersi una breve vacanza avventurosa tra boschi, cascate, fiumiciattoli e grotte, in un paesaggio isolato dove i telefoni non vogliono proprio saperne di prendere (e dire che Claire starebbe aspettando una chiamata alquanto importante...).

    È esattamente la necessità di riprendere i contatti con l'esterno la scusa che spingerà la volenterosa ragazzina a una non banale arrampicata verso la sommità della montagna di Hawk Peak, dove si suppone possa esserci un po' di campo per ricevere quella fatidica telefonata.

    Nel mezzo, prima di una scalata che richiederà di trovare attraverso l'esplorazione un tot di piume dorate - ovvero le unità di misura che consentiranno alla protagonista di battere le ali verso l'alto e di arrampicarsi, in perfetto stile The Legend of Zelda Breath of the Wild - un po' di tutto, a cominciare dagli incontri con tanti altri escursionisti antropomorfi più o meno indaffarati. L'ottima scrittura, che traspare dagli amichevoli dialoghi fugaci che si possono scambiare con i vari personaggi, serve spesso e volentieri da punto di partenza per avviare elementari quest che spaziano dalla raccolta di un certo numero di conchiglie alle gare di corsa verso un determinato punto. Il bello di A Short Hike sta ad ogni modo nel continuo e costante senso di scoperta: non importa che si tratti di un campeggiatore distratto che ha perso il suo prezioso orologio da polso, di un pittore alla ricerca dell'ispirazione o ancora di un tizio annoiato disposto a noleggiare il suo motoscafo... tutto fa brodo e ogni cosa può sempre servire, in un continuo accumularsi di compiti semplicissimi ma non per questo noiosi o banali. Missioncine rese peraltro un filo più pepate dalla deliberata assenza di indicatori o di una mappa in senso tradizionale.

    Intendiamoci: l'isola non è certo enorme e sarà difficile perdersi, anche se sulle prime la sensazione di essere un po' spaesati funziona a meraviglia e anzi dà un bel tono all'esplorazione, stimolando il giusto la memoria.

    La leggenda narra che A Short Hike sia nato come puro progetto sperimentale, come sfizio parallelo per pasticciare con le ambientazioni durante lo sviluppo di un RPG. Dagli affascinanti scorci, piano piano è nata una gemma.

    Il segreto sta ad ogni modo non tanto nel ricordarsi ogni palmo della riserva a memoria, quanto piuttosto nell'adattarsi, nel vagare a spasso senza meta con l'indole giocosamente curiosa di una bambina in vacanza, nel perdersi per il piacere di farlo. Cercando ad esempio di aprire i bauli del tesoro nascosti qua e là, innaffiando con il secchiello le piante-trampolino che permettono di essere lanciati verso l'alto, o ancora approfittando di ogni specchio d'acqua per dedicarsi a rapide sessioni di pesca nel tentativo di catalogare le diverse specie disponibili.

    Preso così, magari per un quarto d'ora al giorno, diciamo appena prima di dormire (a patto di riuscire a non farsi prendere troppo dal sublime gusto per il trekking, con in particolare un sistema di volo planato semplicemente perfetto nei controlli e sfiziosissimo per muoversi in lungo e in largo...), A Short Hike diventa una meraviglia irrinunciabile: un angolino di relax mentale e videoludico, un'oasi di serenità e pace in cui non esistono nemici da affrontare o stringenti limiti di tempo. Al contrario, solo facce amiche e semplici distrazioni, cullati dalle note dell'eccellente colonna sonora a opera di Mark Sparling.

    Che siate possessori di Nintendo Switch o di un PC - il gioco è originariamente apparso ad aprile 2019 come Humble Bundle Original, per poi essere pubblicato in versione definitiva la scorsa estate su Personal Computer - il consiglio non cambia di una virgola: non vi perdete per nessuna ragione al mondo quella che è una meravigliosa gemma indie di cui non si è parlato abbastanza. A Short Hike è un prodigioso concentrato di stile, carattere e felicità, con un cuore grande come i suoi pixel: fatelo vostro, lasciatevi conquistare e amatelo.

    A Short Hike A Short HikeVersione Analizzata Nintendo SwitchA Short Hike è un'esperienza deliziosa: semplice, contenuta, raccolta nelle ambizioni, eppure così ricca di carattere e di emozione. Grazie a una direzione artistica pregevolissima, a una soundtrack di livello, a controlli brillanti e a una scrittura degna di nota, il piccolo grande esperimento di Adam Robinson-Yu si dimostra un bon-bon di stile a gameplay: la gita che chiunque dovrebbe regalarsi (anche perché il costo è letteralmente quello di una pizza...) sul finire di un'estate strana e diversa dal solito. Imperdibile, ci vediamo lassù, in cima.

    9

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