Accel World VS Sword Art Online Recensione

La collisione fra i mondi virtuali di Sword Art Online e Accel World ci ha spronati a provare il nuovo crossover confezionato da Bandai Namco.

Accel World vs Sword Art Online
Recensione: Playstation 4
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Disponibile per
  • PSVita
  • PS4
  • Non sono trascorsi nemmeno otto mesi dall'ultima volta che ci siamo ritrovati a recensire un nuovo gioco ispirato al franchise di Sword Art Online, ma Bandai Namco Entertainment, dimostrando ormai di riporre nel brand la medesima attenzione accordata alla storica serie di Tales of, ci propone in questo torrido mese di luglio la quinta incarnazione (seppur quarta in Occidente) della fruttuosa saga di JRPG. Confezionato questa volta dal team di sviluppo Artdink, cui il colosso nipponico ha da tempo affidato la cura dei titoli ambientati nel mondo fatato di ALfheim Online, Accel World vs Sword Art Online si presenta non solo come un sequel diretto di Lost Song (ignorando in toto gli avvenimenti del più recente Hollow Realization), bensì come un crossover fra Sword Art Online e Accel World, le due famose serie di light novel ideate entrambe dal pluripremiato autore Reki Kawahara e ambientate nello stesso universo narrativo. Nonostante l'entusiasmo e la curiosità che in genere accompagna l'uscita dei prodotti legati al brand, avevamo non poche riserve sul nuovo arrivato nella sempreverde scuderia Bandai Namco, temendo che potesse presentare gli stessi difetti che affliggevano la precedente opera dello studio Artdink. Dopo un'attenta prova su PlayStation 4, vi rileviamo le nostre impressioni su un prodotto che ha saputo rimediare solo a una parte degli errori commessi dal suo predecessore. Mettetevi dunque comodi e lasciatevi trasportare nuovamente nel regno delle fate.

    La collisione dei mondi virtuali

    Come anticipato nell'introduzione, Accel World vs Sword Art Online è ambientato qualche tempo dopo le vicende di Lost Song (già disponibile su PS4 e PS Vita), nel continente fluttuante di Svart ALfheim che Kirito e compagni hanno esplorato e salvato nel gioco precedente. Quella di attirare continuamente guai e disgrazie virtuali, si sa, è però una prerogativa imprescindibile dello Spadaccino Nero e della sua compagnia cantante, non a caso una nuova minaccia, rappresentata stavolta dalla misteriosa Persona Vabel, l'autoproclamata "Strega del Tempo", è pronta a sconvolgere la pace di ALO e ad annichilire le fate che lo popolano. La nuova avventura dei protagonisti ha inizio quando Yui, in seguito a un comunicato da parte degli amministratori di sistema che annuncia un'imminente periodo di manutenzione di emergenza, viene rapita dalla stessa Vabel e sigillata all'interno di una torre protetta da un mostro enorme, apparentemente invincibile. Nel tentativo di avvicinarsi al nuovo nemico per carpirne le intenzioni e liberare la piccola intelligenza artificiale, Kirito e Asuna si imbattono in un robotico avatar corvino che sembra voler prendere le difese della strega: è Kuroyukihime, il cosiddetto Re Nero di Accel World. Lo (s)fortunato incontro fra i tre personaggi getta dunque luce sull'Erosione, il bizzarro fenomeno che sta alterando radicalmente l'ambientazione di ALO: il regno delle fate ed il Brain Burst, un gioco virtuale di un futuro lontano ben 21 anni dal presente, si stanno inspiegabilmente fondendo! Al fine di salvare Yui, sventare il piano orchestrato dalla perfida Persona Vabel e ripristinare l'ordine naturale di ambedue i mondi, al gruppo di Kirito e quello di Kuroyukihime (a dispetto della parola "versus" presente nel titolo del gioco) non resta che metter da parte sospetti e divergenze per unire le forze contro il nemico comune.

    Che pasticcio questa timeline!

    Fin dal principio, i molti giochi dell'ormai longeva serie di Sword Art Online sono sempre stati dei sequel diretti dei propri predecessori, andando a formare un'interessante linea temporale alternativa agli eventi narrati nei romanzi e nell'omonima serie animata. È stata questa consolidata prassi a farci presupporre che Accel World vs Sword Art Online si collocasse cronologicamente dopo Sword Art Online: Hollow Realization, il più recente episodio del franchise, ma a quanto pare le cose non stanno proprio così: il titolo non tiene affatto conto delle vicende avvenute in Hollow Realization, ma sembra collocarsi poco tempo dopo la conclusione di Sword Art Online: Lost Song, creando alcune incongruenze cronologiche che, forse, solo gli imminenti DLC di ambedue i recenti giochi potranno risolvere.

    Nonostante alcuni degli espedienti narrativi utilizzati risultino un po' forzati, la trama del crossover ha saputo intrattenerci per tutte le trenta ore previste dalla campagna principale, dimostrandosi solida e apprezzabile, soprattutto se paragonata a quella dell'episodio Lost Song - che non solo era di una piattezza dilagante, ma nemmeno presentava un valido antagonista. Accel World vs Sword Art Online, al contrario, propone un nemico principale dalle motivazioni più che convincenti, coadiuvato per l'occasione dai carismatici e potenti Sette Re dei Colori Puri del Mondo Accelerato. Il principale problema narrativo legato alla produzione resta però lo stesso dei suoi predecessori: il gioco è ancora una volta indirizzato quasi esclusivamente ai fan delle opere di Reki Kawahara, e pertanto la sceneggiatura, in maniera neanche troppo velata, presume che il giocatore conosca già a menadito tutti i personaggi principali. La caratterizzazione dei singoli eroi è infatti molto limitata, soprattutto per quanto riguarda i personaggi della serie Accel World, che a differenza di SAO è molto meno conosciuta in Occidente. Proprio alla luce di un'eventuale pubblicazione globale, ci auguravamo che lo studio Artdink avesse dedicato più attenzione alla caratterizzazione dei (tantissimi) nuovi personaggi, in modo che tutti i giocatori potessero coglierne appieno le molte sfaccettature, ma purtroppo così non è stato.

    Piccole migliorie

    Se si escludono le svariate centinaia di personaggi piatti e tutti uguali, creati appositamente per gli episodi Hollow Fragment e Hollow Realization, il nuovo Accel World vs Sword Art Online è il titolo della serie col roster più ampio e variegato, con i suoi 38 personaggi giocabili che diverranno addirittura 46 una volta rilasciati tutti i DLC attualmente previsti.

    Fatta eccezione per la mappatura dei comandi, modificata solo in parte, al fine di risolvere un vecchio problema (come vedremo dopo), il titolo ripropone fedelmente lo stesso frenetico gameplay sfoggiato due anni fa da Lost Song, il quale scimmiottava la struttura tipica dei MMORPG. Tornano dunque le divertenti meccaniche di volo, vere esclusive dei titoli ambientati su ALO e indispensabili per esplorare nella loro totalità le vaste isole fluttuanti del continente Svart ALfheim. Su questo fronte in particolare, viste le numerose problematiche riscontrate nel titolo precedente, ci saremmo aspettati degli opportuni perfezionamenti da parte del team di sviluppo; al contrario, lo studio Artdink ha deciso di mantenere intatto il vecchio sistema di volo, che di conseguenza ha conservato dei controlli macchinosi e confusionari che tendono a scontrarsi col pessimo e inaffidabile sistema di puntamento nei nemici, con conseguenze devastanti nelle situazioni più concitate, e una telecamera parecchio "ballerina". Nemmeno il combat system, che per nostra fortuna era già più che discreto, presenta grossi sconvolgimenti, ma andiamo con ordine.
    Ciascun personaggio, oltre ai due attacchi base e alle funzioni di parata e schiavata, ha a disposizione una nutrita selezione di abilità speciali del tutto univoche, che possono essere utilizzate attraverso scorciatoie personalizzabili e soprattutto salgono di livello in base al numero di utilizzi, divenendo man mano sempre più forti ed efficaci. Accel World vs Sword Art Online vede inoltre il ritorno dello Switch, una meccanica già nota ai fan del franchise ma inspiegabilmente assente in Lost Song: dopo aver riempito un'apposita barra posta in alto a destra dello schermo, i giocatori possono ricorrere a quest'utile meccanica per scambiare di posto due personaggi schierati in battaglia, al fine di stordire brevemente il nemico, aumentare il moltiplicatore dei danni, o comunque per sottrarre l'eroe controllato da situazioni di estremo pericolo.
    Per differenziare i personaggi provenienti dai due franchise, gli sviluppatori hanno ben pensato di specializzare i combattenti di Accel World negli scontri a terra, fornendo loro degli attacchi incredibilmente veloci, mentre i personaggi di SAO (o ALO, in questo caso) risultano avvantaggiati negli assalti aerei e dispongono di incantesimi magici.
    Proprio l'attivazione di questi ultimi ha guadagnato molto nel passaggio da Lost Song al nuovo gioco: se in passato era possibile ricorrere agli incantesimi solo dopo aver riposto le proprie armi, Accel World vs Sword Art Online permette invece di lanciare le magie anche nel mezzo della battaglia, semplificandone di gran lunga l'utilizzo e assicurandone la riuscita. Infine, la modalità multiplayer presente in tutti i più recenti titoli della serie consente di affrontare con giocatori europei o americani una serie di divertenti missioni dalla difficoltà variabile e di prendere parte a raid anche piuttosto numerosi, con un massimo di otto persone.

    Durante la nostra prova abbiamo partecipato a diversi raid, ma essendo la modalità multiplayer priva sia della chat vocale che di quella testuale, tale esperienza non si è rivelata molto appagante; al contrario, nella maggior parte dei casi ci siamo ritrovati in squadra con giocatori inesperti e l'assenza di una qualsiasi forma di comunicazione ha reso impossibile l'elaborazione di un'adeguata strategia di battaglia. Un grave problema che si ripresenta puntualmente ormai da quattro titoli almeno e che Bandai Namco non sembra riconoscere come tale.
    Per quanto riguarda il versante grafico e artistico, fa male appurare come Accel World vs Sword Art Online sia ancora una volta votato al riciclaggio.
    Ad eccezione dei personaggi nuovi (quelli di Accel World, per intenderci), già più curati, i modelli poligonali dei personaggi di ritorno e soprattutto quelli dei mostri sono stati spudoratamente riciclati da Lost Song, e di conseguenza risultano ancora poco dettagliati e parecchio spigolosi.
    Analoga situazione affligge poi i dungeon e in generale le mappe in cui è consentito volare: se i primi appaiono spogli e ripetitivi, e presentano fastidiosi muri invisibili che limitano il volo, le seconde ci sono parse assai piatte e quasi disabitate, in quanto i mostri tendono a raggrupparsi in precisi punti delle varie zone anziché occuparle in maniera massiccia e omogenea. Il comparto tecnico del titolo, che ricordiamo è disponibile sia su PS4 che PS Vita, denota inoltre lo scarso impegno che lo sviluppatore ha risposto nell'ottimizzazione per l'attuale ammiraglia Sony; ne consegue una grafica a 1080p con un frame rate a 60 FPS con frequenti quanto vistosi rallentamenti, in particolare nelle situazioni più concitate.

    A risollevare una produzione piuttosto carente ci pensa per nostra fortuna un comparto sonoro di tutto rispetto, il quale comprende la discreta colonna sonora di Lost Song e tanti nuovi brani inediti, fra i quali spicca sicuramente il movimentato tema di apertura "S x W - soul world -". Infine, mentre il doppiaggio è proposto solo in lingua giapponese, con le strepitose voci storiche che negli anni abbiamo apprezzato in tutte le svariate produzioni animate e videoludiche legate al brand, i testi sono anche stavolta interamente tradotti in lingua italiana, per la gioia dei non fruitori dell'onnipresente idioma anglofono. In fase di analisi, tra l'altro, non abbiamo riscontrato rilevanti errori di traduzione, ma l'adattamento in italiano appare ancora una volta un po' altalenante.

    Accel World vs Sword Art Online Accel World vs Sword Art OnlineVersione Analizzata Playstation 4Dopo l’ottimo Sword Art Online: Hollow Realization e la sua incredibile mole di contenuti, ci saremmo aspettati qualcosa di più da questo Accel World vs Sword Art Online. Purtroppo invece lo sviluppatore Artdink ha preferito continuare a percorrere il sentiero tracciato due anni fa con Sword Art Online: Lost Song, riuscendo a migliorare solo alcuni degli aspetti più criticati della sua precedente produzione, ma trascurando al contempo alcune delle principali pecche legate al gameplay. Il gioco ci ha pertanto dato l’impressione di essere soltanto un grosso DLC, sorretto unicamente dalla gradita presenza dei molti personaggi provenienti dal geniale universo di Accel World e da una storia già più convincente della precedente. Ne consigliamo l’acquisto ai fan delle opere di Reki Kawahara e a chiunque abbia apprezzato il frenetico combat system di Lost Song; tutti gli altri farebbero meglio ad orientarsi verso ben altre produzioni.

    7

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