Ace Combat 7 Skies Unknown Recensione: verso l'infinito e oltre

Dopo qualche anno di assenza, la serie Ace Combat si riaffaccia ai giorni nostri con il settimo capitolo. Siete pronti per tornare a sfrecciare nei cieli?

Ace Combat 7 Skies Unknown
Recensione: PlayStation 4 Pro
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • La saga di Ace Combat, nell'ultimo decennio, è andata nervosamente alla ricerca di una propria identità in un mercato profondamente cambiato rispetto a quello che l'aveva vista nascere. Dopo il periodo d'oro vissuto sulle prime due PlayStation, il "simulatore" di volo di Bandai-Namco si è trovato improvvisamente ai margini del mercato videoludico, prodotto di nicchia in un settore che aveva smesso di amare la vertigine del combattimento aereo. Fra titoli free-to-play dedicati al multiplayer e la svolta "action" di alcuni capitoli regolari, Ace Combat sembrava smaniare per ritagliarsi un posto nel cuore delle nuove generazioni di giocatori. Poi, d'improvviso, è avvenuto un cambio di rotta netto e deciso, virata magistrale nella strategia produttiva della serie: l'idea che il franchise possa avere un futuro anche senza tradire la propria identità, ed anzi incarnando un poderoso "ritorno alle origini" che i fan di vecchia data chiedevano a gran voce.

    Ace Combat 7: Skies Unknown è un prodotto che possiamo definire classico e tradizionale, un gioco che riporta nel panorama attuale la filosofia produttiva, l'identità ludica e le tematiche narrative dell'episodio forse più riuscito dell'intera saga. Ci riferiamo ovviamente ad Ace Combat 4: Distant Thunder, capolavoro indimenticabile che la lasciato un segno indelebile nel cuore e nella memoria di chiunque l'abbia giocato. Il (dolce) paradosso di questo settimo capitolo è che i suoi cieli sono tutt'altro che sconosciuti, come la titolazione lascerebbe intendere: sono invece spazi aerei che avvolgono l'iconografia storica del brand, che ospitano un gameplay più che rodato, e che osservano silenziosi una guerra logorante e dolorosa. In Skies Unknown, insomma, non dovete cercare grandi innovazioni o guizzi di originalità, bensì un'accorata celebrazione di tutto quello che Ace Combat ha rappresentato fino ad oggi.

    Volando verso nuovi orizzonti

    Ace Combat 7 accoglie il giocatore con un meraviglioso filmato d'apertura, coraggioso nello stile e nelle scelte di montaggio: è quasi un piccolo film in Computer Grafica che racconta lo scoppio della guerra fra i continenti di Osea ed Erusea, un conflitto inaspettato che coinvolgerà il protagonista della vicenda. In verità sarebbe meglio parlare di "protagonisti", al plurale, visto che la storia procede lungo due linee indipendenti e parallele: da una parte c'è la classica sequenza di missioni da affrontare con il pilota che interpretiamo (Trigger), scandita dai briefing e dalle comunicazioni militari; dall'altra una storia più intima e personale, quella di un meccanico dal talento sovrumano che viene suo malgrado coinvolta nelle ostilità, catturata dall'esercito nemico e deportata in un campo di prigionia. È una duplicità molto particolare, che ricalca da vicino quella del già citato Distant Thunder (e del resto l'autore della sceneggiatura è lo stesso del quarto episodio), e serve a narrare la guerra da due prospettive molto diverse, mettendo al centro della scena chi la vive sulla propria pelle e chi invece la guarda dall'alto, da una distanza incolmabile e quasi surreale.

    Questo sfaccettato impasto narrativo, fatto di tattiche militari e strategie belliche, ma anche di ricordi e nostalgie familiari, risulta in ultima analisi molto piacevole da seguire, a patto di dedicare la giusta attenzione anche alla parte più clinica e asettica, composta appunto dalle schermate che spiegano i movimenti e le ragioni dell'esercito. Spiace soltanto per la mole spesso soverchiante di dialoghi che si ascolta durante le missioni, utile a caratterizzare diversi comprimari: la quantità di battute (ed il fatto che non siano doppiate in italiano) mal si adatta con i ritmi di gioco e con l'attenzione spesso assoluta che Ace Combat 7 richiede al pilota, completamente assorbito dalle manovre e dal combattimento.

    Al netto di questo problema la trama si rivela estremamente efficace, con punte di coinvolgimento emotivo davvero impareggiabili. Il racconto, come anticipavamo, è scandito secondo le logiche di Ace Combat 4, e riprende i frangenti topici di quella storia, dall'incontro con il misterioso Asso nemico ad una desolante disfatta, per arrivare poi al momento della rivalsa. Le missioni più appassionanti sono sottolineate in maniera perfetta da una colonna sonora magnetica, squisitamente epica e consapevole del proprio ruolo. Spesso e volentieri la musica lascia spazio ad un assordante silenzio, che sottolinea in maniera potente gli istanti più intensi.

    Un cambio di passo nella seconda parte della campagna, in recupero dopo una lieve flessione del ritmo narrativo, conduce poi ad un finale orchestrato ad arte, che colpisce dritto al cuore risvegliando emozioni non comuni per un racconto di guerra. Un esempio concreto di quanto la sensibilità ed il gusto orientali, pur conservando una tendenza a sfruttare personaggi fortemente "tipizzati", sappiano ancora distinguersi.

    Al di là del cielo

    Bastano pochi minuti dopo il primo decollo perché i fan di Ace Combat si trovino a proprio agio ai comandi del caccia. Il gameplay di Skies Unknown non cambia una virgola della formula classica, abbracciando totalmente la tempra arcade della saga. Inutile cercare la complessità di un simulatore di volo, dal momento che il sistema di pilotaggio vuole risultare anzitutto accessibile e immediato. Ci sono ovviamente vari gradi di immersività, per un'esperienza che ha tutto sommato una buona scalabilità. Il suggerimento è quello di evitare il modello di volo semplificato, che rende le manovre fin troppo banali da eseguire, e impedisce di gestire separatamente rollio e beccheggio.

    Il modello "esperto" (così è definito dal titolo) rappresenta un buon compromesso per chi cerca una maggiore libertà in volo, così da esibirsi in qualche manovra spericolata per mettere sotto scacco i piloti nemici. Fra virate a coltello e gli intramontabili barrel roll, è chiaro in ogni caso che l'esperienza di Ace Combat 7, così come quella dei predecessori, è completamente incentrata sul dogfighting e sulle emozioni che il combattimento aereo sa risvegliare. Le missioni che prevedono di bombardare basi militari e installazioni rivali sono anche quelle meno interessanti, mentre quando ci si trova a fronteggiare avversari rapidissimi e droni imprendibili la formula di gioco ribadisce la sua efficacia. Attivare gli aerofreni per stringere una virata e trovarsi perfettamente in coda ad un pilota ostile, pronti a disintegrarlo con due missili precisi, è ancora oggi -a distanza di ventidue anni dall'uscita del primo episodio- uno di quei momenti in grado di riempire di soddisfazione qualsiasi videogiocatore. Fra esplosioni aeree e piogge di detriti, masse nuvolose che coprono parte degli spazi aerei, scie che seguono le traiettorie degli avversari e quelle dei missili a ricerca, anche l'impatto scenico di Ace Combat 7 è solido e maestoso. Il merito spetta all'Unreal Engine 4, motore grafico che Bandai-Namco ha utilizzato per rilanciare tutti i suoi brand principali. Dopo le ottime prove con Tekken 7 e SoulCalibur 6, anche Ace Combat viene "tirato a lucido" grazie alla tecnologia di Epic.

    È vero che, soprattutto durante le fasi di decollo e atterraggio, o quando ci dedichiamo a qualche passaggio radente, le texture delle superfici rivelano una risoluzione ben al di sotto degli standard, ma la maggior parte delle situazioni di gioco si svolge in cielo, ed in simili istanze c'è davvero poco da imputare alla produzione. I modelli degli aerei sono molto dettagliati e ben caratterizzati (anche in questo caso, tuttavia, non c'è da pretendere un irreprensibile realismo bellico), mentre la tecnologia TrueSKY replica in maniera convincente le nubi che si stagliano in cielo. È forse proprio questo elemento a sostenere una resa visiva a tratti impressionante, che trasmette con grande forza tutta l'imponenza di uno spazio sconfinato e senza regole come quello celeste.

    Ci sono attimi, quando la luce obliqua del tramonto filtra attraverso le nuvole, o quando tempeste elettriche scuotono la cima di pinnacoli rocciosi, che Ace Combat 7 raggiunge una sua indimenticabile perfezione scenica. Come sempre potrete decidere di osservare i teatri della battaglia con la visuale esterna, con quella in prima persona o con la telecamera all'interno del cockpit, per massimizzare l'immersione. A dirla tutta su questo fronte si poteva lavorare un po' di più, aggiungendo qualche opzione o semplicemente migliorando l'interfaccia, davvero troppo essenziale, nonché l'aspetto che si percepisce come il più "antico" di tutta la produzione.

    La bontà del lavoro di Bandai-Namco, in ogni caso, si misura anche grazie all'ispirato mission design della campagna principale. La ventina di incarichi che compone l'arco narrativo di Skies Unknown si distingue per una notevole varietà di situazioni, capaci di mettere alla prova il giocatore. Se la difficoltà dell'avanzamento non fa registrare particolari picchi nella primissima parte dell'avventura, già verso la metà della storia bisogna impegnarsi per evitare di fallire le missioni più delicate, dimostrando di saper leggere il campo di battaglia. Capire quali possono essere i bersagli prioritari e scegliere un'arma ed un aereo più adatti allo scenario che andremo ad affrontare è spesso indispensabile per completare le sfide senza nervosismi. Il posizionamento dei checkpoint non proprio permissivo ed una durata abbastanza estesa dei singoli incarichi contribuiscono a scolpire un livello di complessità piacevolmente più elevato rispetto a quello di altri capitoli.

    Come accennavamo poco sopra, poi, il team sembra aver investito molte energie creative per tratteggiare una campagna ben diversificata: ci si muove da duelli furiosi nel mezzo di tempeste elettromagnetiche a spietati raid contro basi costruite al largo della costa, senza dimenticare missioni di difesa e incursioni stealth in cui evitare radar o poderose armi antiaeree. In questo senso ha giovato al prodotto non solo il recupero dell'immaginario dell'intera saga (da Stonehenge alla caduta del Principato di Belka), ma anche la scelta di focalizzarsi in maniera molto decisa sull'emergere dei droni come risorsa sostitutiva dei caccia regolari. La presenza di questi velivoli più scattanti e meno prevedibili, unitamente alla buona varietà di aerei e Assi nemici, "costringe" l'utente ad abituarsi ad una più ampia gamma di comportamenti e situazioni.

    A dare un ottimo senso di progressione alla campagna c'è anche la possibilità di investire i punti esperienza accumulati per sbloccare nuovi aerei e personalizzarli. Un esteso tech tree ci dà l'opportunità di ottenere caccia rapidissimi, letali bombardieri, ma anche modifiche per migliorare l'efficacia dei missili, la manovrabilità dei mezzi o la loro resistenza. Prima di uscire dall'hangar sarà infatti possibile non solo scegliere l'arma secondaria a nostra disposizione, ma anche installare diverse modifiche sulla fusoliera o nell'elettronica del velivolo. In pratica si compone una sorta di loadout, personalizzato per ogni singolo aereo. Per sbloccare tutti i mezzi, inoltre, dovremo impegnarci a dovere, rigiocando le varie missioni oppure dedicandoci ai match online.

    C'è addirittura un intero ramo di potenziamenti legato al comparto multigiocatore, che propone un sistema di gradi indipendente rispetto alla campagna. Il reparto online, duole ammetterlo, è potenzialmente interessante ma davvero povero. Ci sono soltanto due tipologie di partite (Deathmatch a squadre oppure il più classico tutti contro tutti, qui rinominato Battle Royale), e sei mappe di gioco. Un'offerta a dir poco "scheletrica", che sembra quasi entrare in contrasto con il gran numero di perk che invece ci permette di modificare la nostra strategia in battaglia.

    In futuro proprio la componente multiplayer potrebbe essere un settore su cui lavorare, pensando magari ad opzioni cooperative oltre ai tradizionali match competitivi. Possiamo ad esempio immaginare operazioni su larga scala affidate ad una squadriglia di otto piloti, oppure modalità ibride che prevedono di bombardare basi nemiche scontrandosi contemporaneamente con avversari umani. Per il momento, sfortunatamente, il multiplayer di Ace Combat 7 è molto superficiale ed abbastanza secondario nell'economia della produzione.

    Ace Combat 7 Skies Unknown Ace Combat 7 Skies UnknownVersione Analizzata PlayStation 4 ProL'obiettivo di Skies Unknown sembra quello di condensare in un unico prodotto tutti i valori della saga di Ace Combat, celebrando in maniera esplicita e decisa uno degli episodi più rappresentativi del franchise. Il titolo segue da vicino le orme di Distant Thunder, ripropone i suoi stilemi narrativi ed affronta con altrettanta intensità emotiva i temi della guerra e del sacrificio. Rimettendo insieme parte del team creativo che diede vita al grande capolavoro uscito su PS2, Bandai-Namco sa di andare sul sicuro in termini di potenza del racconto, struttura della campagna ed efficacia del commento musicale. Grazie all'Unreal Engine la realizzazione tecnica riesce a spiccare il volo, perdendo in solidità soltanto nei casi in cui il gioco ci chiede di "volare basso", rimanendo ancorati a terra quando l'habitat naturale di ogni pilota sarebbe il cielo. Complessivamente, anche per merito di un sistema di progressione e personalizzazione degli aerei che sostiene gli sforzi del giocatore, e ad un livello di difficoltà non rinunciatario, Ace Combat 7 si distingue come uno dei più convincenti episodi di una serie antica e gloriosa. Senza mezzi termini, Skies Unknown rappresenta il miglior risultato possibile di una saga che decide di restare legata alla sua eredità, classica fino all'estremo. Si può andare oltre? Come suggerisce il filmato finale (che potrebbe nascondere qualche indizio sul futuro della serie), la risposta è affermativa, dal momento che il cielo non ha limiti. Ace Combat 7, per contro, ne avrebbe qualcuno da superare: potrebbe pensare ad un comparto multigiocatore più diversificato e più ricco di contenuti, ma dovrebbe rivedere l'interfaccia di gioco e -perché no?- lavorare su un modello di volo con un ulteriore grado di complessità, così da rendere significative anche le brevi sequenze di decollo e atterraggio, e garantire ancora più appagamento durante l'esecuzione delle manovre più complesse. Sono tutti spunti interessanti per l'avvenire, ma per il momento possiamo essere ben felici di questo capitolo. Skies Unknown è un grande rilancio di Ace Combat in quest'epoca in cui sembrava non esserci spazio per i combattimenti aerei. È un prodotto trascinante, capace di regalare grandi soddisfazioni e di far appassionare al volo (virtuale) chi non ha mai provato esperienze di questo tipo. Mescola una buona varietà di situazioni ad una longevità più che dignitosa, e coinvolge grazie alla qualità delle missioni ed alla forza della storia. Da provare con ritrovata curiosità.

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