AereA Recensione

Dungeon crawling a ritmo di musica in AereA, Action RPG firmato Triangle Studios ora disponibile su PC, PlayStation 4 e Xbox One.

recensione AereA
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Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Il panorama dei dungeon crawler è decisamente vasto e variegato, composto da un quantitativo di esponenti ad oggi impressionante: oltre a sua maestà Diablo, numerosi sono i titoli che si sono rivelati capaci di interpretare il genere con qualità e grande consapevolezza, basti pensare ai vari Torchlight e Path of Exile, oppure all'ottimo Titan Quest e relativa espansione, solo per citarne alcuni. Un mercato affollato insomma, nel quale riuscire ad emergere e ad assicurare un'esperienza che sappia distinguersi dalla concorrenza si rivela una missione piuttosto ardua: una sfida che il team Triangle Studios ha deciso di affrontare con AereA, un titolo che abbraccia le peculiarità del genere d'appartenenza senza apportarvi particolari stravolgimenti, puntando piuttosto a creare un mondo magico ed originale, caratterizzato in tutte le sue espressioni da un unico tema portante, quello della musica.

    Il potere della melodia

    Il plot che anima gli eventi di AereA non è certo dei più originali: Guido e Demetrio sono due talentuosi direttori d'orchestra che studiano giorno dopo giorno il potere della musica e degli Strumenti Primordiali, reliquie magiche dotate di un potenziale inimmaginabile. Col passare del tempo Demetrio viene letteralmente travolto dalle possibilità che il controllo delle melodie potrebbe offrirgli, puntando a soggiogare al suo volere tutti gli esseri viventi: Guido non può accettare il tradimento di quello che un tempo era il suo più grande amico, ed incarica quattro allievi di recuperare gli otto strumenti primordiali sparsi per il mondo, così da poterli sfruttare per fermare l'incombente minaccia.

    Premesse narrative decisamente esili, che non fanno altro che offrire al giocatore un pretesto per selezionare una delle quattro classi disponibili, per poi iniziare il proprio viaggio musicale. Potremo così scegliere sia la forza bruta e la grande resistenza di un tank, armato di uno scudo a forma di violoncello e di relativa bacchetta per menare fendenti, sia un potente mago capace di piegare al suo volere la forza delle note, oppure due guerrieri adatti al combattimento sulla lunga distanza, dotati di trombe e arpe, che simulano archi e pistole. Questo perché, come si diceva, tutto nel mondo di AereA può essere ricondotto in termini di design al vasto e variegato universo della musica: un concept sulla carta interessante, sul quale il team di sviluppo ha puntato praticamente tutte le sue carte, mentre affidava il profilo ludico della produzione a dinamiche piuttosto classiche e prive di peculiarità. Nel nostro viaggio alla ricerca degli strumenti primordiali ci ritroveremo ad esplorare vasti labirinti affollati da un parco creature molto variegato, tra scorpioni i cui corpi sono ricavati da violini ed enormi boss dalle fattezze simili a quelle di cornamuse scozzesi, mentre ci faremo strada in ambientazioni collegate agli stilemi più classici del genere, quali fogne, foreste e vaste piane desertiche.

    Ciascun personaggio può utilizzare un attacco primario e un'abilità speciale, la quale consumerà punti magia da ricaricare attraverso consumabili appositi quali diapason, pozioni e oggetti dagli effetti misteriosi. Il sistema di progressione del personaggio non solo permetterà di accumulare esperienza per salire di livello e sbloccare nuove abilità da equipaggiare, ma anche punti accordatura, i quali consentiranno di potenziare caratteristiche fisiche del nostro avatar. Nonostante l'assenza di un vero e proprio sistema di loot, potremo comunque recuperare ricette o libri grazie ai quali sbloccare buff per i nostri attacchi: anche in tale contesto il titolo non offre soluzioni particolarmente originali, consentendo di spaziare tra il potere del fulmine, del fuoco o del ghiaccio. Insomma, da un punto di vista strutturale, AereA non riserva alcuna sorpresa a chiunque si sia almeno una volta confrontato col genere di riferimento, offrendo un'esperienza piuttosto semplificata rispetto agli esponenti più tecnici e complessi del dungeon crawling. Eppure, nonostante il team di sviluppo abbia voluto navigare in acque ben conosciute e ricche di eccellenze da cui lasciarsi "ispirare", il risultato finale ci è parso scialbo e privo di mordente, spesso noioso a causa di meccaniche implementate che sanno di vecchio e che non restituiscono alcuno stimolo sulla lunga distanza. Abbattere tutti i nemici presenti in una stanza per proseguire oppure spostare un cubo magico per liberare il passaggio sono solo alcune delle attività che vi ritroverete, vostro malgrado, a compiere nei vari dungeon, il cui design apparirà sin da subito confuso e raffazzonato. La cura riposta nel caratterizzare le ambientazioni è insufficiente, e la struttura delle varie location, fin troppo segmentata, non contribuisce a restituire al giocatore un senso di progressione vivace ed interessante. Le cose migliorano qualora abbiate la possibilità di giocare in cooperativa con un massimo di altri tre amici: in gruppo le scazzottate leggere di AereA acquisiscono un sapore certamente meno amaro, nonostante i problemi strutturali vengano solo in parte mitigati da un divertimento che, alla lunga, svanirà in maniera maldestra. Peccato che il multiplayer sia soltanto locale e non permetta quindi di mettere in contatto tra loro giocatori via web; una mancanza certamente di peso, che limita le libertà del giocatore, costringendolo il più delle volte a blande sessioni di noia in totale solitudine.

    Melodie cacofoniche

    Le circa dieci ore che impiegherete per recuperare gli Strumenti Primordiali e concludere l'avventura scorrono in maniera piuttosto singhiozzante, all'insegna di una ripetitività e di una pochezza delle situazioni che si mostreranno presto come le principali criticità della produzione, ulteriormente acuite da una sostanza ludica sin troppo esile e banale, priva di una reale profondità.

    È insomma chiaro che, se si parla di gameplay, AereA non riesce a reggere il confronto con i tanti altri titoli del genere che affollano il mercato, e che offrono un'esperienza ben più complessa e intrigante. Purtroppo, a peggiorare le cose, interviene anche un comparto tecnico decisamente datato e poco ispirato: la modellazione poligonale di ambienti e personaggi appare decisamente povera, così come gli elementi scenici che compongono le varie location visitabili, tutte a loro volta piuttosto canoniche e prive di spunti originali. Il team non è riuscito a sfruttare a dovere il tema portante al quale la direzione artistica è stata affidata: nemici e boss, per quanto ispirati nelle rispettive forme a strumenti musicali realmente esistenti, risultano d'altronde anonimi e generici, afflitti inoltre da grandi lacune di IA, con problemi di pathfinding che non tarderanno a farsi notare. Un'occasione mancata insomma, per un concept che poteva e doveva essere sviluppato decisamente meglio, che non riesce ad emergere con forza e che vanifica tutto il proprio potenziale con pochi e confusi spunti.

    AereA AereAVersione Analizzata PlayStation 4AereA non riesce a sedurre le orecchie (e il cuore) del giocatore, rivelandosi una melodia priva di brio e personalità: tutti gli “strumenti” tipici del genere sono stati coinvolti nell’orchestra guidata da Triangle Studios, ma il risultato finale è decisamente insufficiente. La struttura di gioco appare sin troppo semplicistica anche per coloro che vorrebbero approcciare l’azione serrata di un dungeon crawler per la prima volta, incapace di impegnare il giocatore con una progressione coinvolgente e con un gameplay stratificato e gratificante. La ripetitività dell’azione di gioco strapperà più di uno sbadiglio già dopo le prime ore di viaggio alla ricerca degli strumenti primordiali, e la situazione peggiorerà ulteriormente quando la basilare IA nemica mostrerà tutti i propri limiti. AereA è un concerto suonato da strumenti scordati e da un’orchestra priva di affiatamento: impossibile quindi consigliarne l’acquisto, data anche la presenza sul mercato di un numero davvero corposo di titoli che riescono ad interpretare il genere in maniera decisamente più efficace. Il multiplayer, limitato alle sole funzionalità locali, potrebbe essere forse l’unica ragione per pagare il biglietto di uno spettacolo che, ad ogni modo, dimenticherete ben presto.

    5

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