Age of Empires 2 Definitive Edition Recensione: il ritorno di un classico

Microsoft pubblica la riedizione di Age of Empries 2, classico del genere RTS pronto a tornare in vita a venti anni esatti dal lancio.

recensione Age of Empires 2 Definitive Edition Recensione: il ritorno di un classico
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  • Mentre Microsoft e Relic ammiccano ai fan in attesa di Age of Empires 4 con un misterioso countdown, la Definitive Edition di Age of Empires II si appresta a sbarcare sul Microsoft Store e su Steam. Il secondo capitolo della serie di Ensemble è uno di quegli RTS "classici", un gioco che ha ispirato un numero incalcolabile di congeneri, fornendo immenso vigore ed importanza al filone storico della strategia in tempo reale a cui essa stessa ha dato vita.
    La Definitive Edition si basa sulla versione HD di Age of Empires II già pubblicata nel 2013 e sviluppata da un team di appassionati conosciuto come Forgotten Empires: dal 2013 ad oggi il gioco è stato arricchito con ben tre espansioni ufficiali (The Forgotten, The African Kingdoms e Rise of the Rajas) che ne hanno ampliato a dismisura l'elenco, già corposo, di civiltà a disposizione. La versione di cui parliamo include qualsiasi elemento pubblicato fino ad oggi, con l'aggiunta di un comparto visivo rimesso a nuovo, qualche miglioramento delle funzioni, dell'interfaccia, dell'IA e nuove campagne inedite. Un'edizione debordante di contenuti, ma che non riesce a nascondere alcune asperità tecniche e concettuali figlie dei venti anni che si porta sulle spalle.

    Epoche e civiltà

    La struttura della serie Age of Empires si appropria di caratteristiche tipiche di giochi come Warcraft e Civilization, dando vita ad una tipologia di RTS oggi molto più diffusa, ma alla fine degli anni ‘90 assolutamente nuova e sorprendente. Ai ritmi più forsennati e al grandissimo focus sulla gestione capillare delle truppe tipica di RTS come StarCraft, Age of Empires preferisce una soluzione mista: il controllo delle armate sul campo di battaglia, gli spostamenti, le tattiche sono essenziali nell'economia di gioco, ma va data molta importanza anche alla strategia gestionale, all'evoluzione della propria civiltà attraverso epoche storiche che le donano, man mano, tecnologia e unità sempre più potenti.

    Non tutto è dunque disponibile dall'inizio o semplicemente "nascosto" dietro una combinazione di edifici: negli scontri tra civiltà di Age of Empires si assiste ad una vera e propria escalation tecnologica che modifica attivamente i ritmi della partita, costringendo tutti i contendenti a rivedere le proprie strategie con molto dinamismo.
    È questa la chiave di volta della serie, l'elemento che le ha permesso di distinguersi tra i congeneri fino a diventare una grande fonte di ispirazione. Tra tutti gli episodi è stato il secondo capitolo a raggiungere il culmine di notorietà: Age of Empires II era infatti un'espansione concettuale e tematica del capostipite della serie, e, nonostante qualche ruga, è ancora oggi discretamente piacevole e interessante. Si spiega probabilmente con la grande notorietà di Age of Empires II, elevato nel gotha degli strategici in tempo reale anche per merito di una community ancora attivissima, la decisione di distribuire una versione definitiva dopo quella HD. Un'edizione che non ha nessuna volontà filologica e nemmeno di semplice svecchiamento: pare invece un vero e proprio rilancio, affiancato da tanti contenuti originali sia per la modalità a singolo giocatore che per il multiplayer.

    La Definitive Edition è insomma un pacchetto praticamente ineccepibile a livello di offerta, che però soffre, va detto, di una serie di acciacchi dell'età.
    Non bisogna infatti illudersi: sebbene più volte rivisitato e rimaneggiato, Age of Empires II è comunque un gioco del 1999, un RTS che si è perso gli ultimi vent'anni di evoluzione del genere.

    Esplorando le oltre venticinque campagne singleplayer diventa ben presto evidente quanto il tempo abbia fatto il suo corso: la presentazione è sì curata e raccontata da un narratore (doppiato in italiano, così come l'intero gioco), ma si compone di immagini statiche e qualche testo, a cui poi seguono missioni molto spesso anonime o troppo simili tra loro.

    Gli incarichi provano a seguire le vicende storiche di alcuni protagonisti - El Cid, Gengis Khan, Giovanna D'arco e molti altri - senza però mai riuscire ad essere coinvolgenti ed interessanti. Le varie campagne si tengono quindi insieme a fatica, vivacizzate da alcune trovate intriganti o da qualche scenario che stravolge le carte in tavola, senza che tuttavia la loro progressione diventi davvero intrigante.

    Bisogna però dire che le tre nuove campagne racchiuse sotto il titolo The Last Khans sono superiori alla media degli altri contenuti: non si rivelano certo sconvolgenti, ma sono state studiate in maniera tale da sfruttare tutti i punti di forza di Age of Empires II e creare situazioni nuove e piacevoli. La prima ci mette al comando dei Tartari di Tamerlano, in un'impresa di conquista che si sposta dall'est Europa all'India; la seconda ci vede sostenere la causa di Kotyan Khan, un comandante Cumano che fuggendo dalle invasioni mongole trova rifugio in Ungheria; la terza si concentra invece sulle vicende di Ivailo di Bulgaria, che a capo di una rivolta contadina affronta lo Zar Costantino I.

    Oltre a queste tre storyline, Forgotten Empires ha poi incluso una modalità sfida utile per preparare i giocatori al multiplayer: in essa viene chiesto di raggiungere particolari obiettivi (come avanzare di un'epoca) in breve tempo per ottenere una medaglia. Questo secondo tutorial si rende particolarmente necessario non solo perché quello originale non è assolutamente sufficiente per avere un quadro chiaro delle migliori tecniche con cui fronteggiare le partite competitive, ma anche perché mette in luce alcuni degli aggiornamenti di gameplay apportati dalla Definitive Edition. Per esempio è ora possibile creare una lista di comandi da assegnare ad un colono (premendo il tasto destro più Maiusc) ed evitare di gestirlo ogni volta manualmente, oppure è finalmente consentito creare una coda di unità e tecnologie allo stesso tempo, velocizzando dunque le operazioni di addestramento delle truppe.

    Tanti piccoli aggiornamenti che rendono più positivo il rapporto con il micromanagement, che invece negli scontri rimane ancorato al passato. Il pathfinding delle unità, ad esempio, può essere problematico, soprattutto durante grossi combattimenti in cui si utilizzano anche le armi d'assedio. Potrebbe accadere che alcune unità rimangano imbottigliate in un gorgo, a meno che non si agisca prontamente muovendo i combattenti singolarmente.

    I problemi sono molto meno evidenti rispetto al primo capitolo della serie, ma permangono e possono risultare molto fastidiosi per chi è invece abituato ad un'azione più pulita e senza intoppi.

    La rivisitazione grafica

    Nonostante sia invecchiato bene, Age of Empires II sente comunque il peso degli anni. Lo si vede chiaramente anche dalla scarsa differenziazione che intercorre tra le trentacinque civiltà presenti: ogni popolazione ha uno specifico albero delle tecnologie e unità uniche, eppure alcune truppe sono condivise praticamente da tutti.

    Se dunque esiste una differenza tematica blanda ma apprezzabile nell'aspetto degli edifici, questa viene spesso ridotta o annullata da armate che possono essere composte da unità identiche tra loro e spesso incoerenti con la civiltà di partenza. È un problema particolarmente invalidante per chi dà un gran peso alla caratterizzazione visiva, oltre che a quella ludica, delle varie fazioni.

    Forse gli sviluppatori avrebbero potuto far qualcosa in questo senso, visto che l'operazione di svecchiamento grafico è riuscita molto bene. Age of Empires II Definitive Edition è infatti piuttosto gradevole da vedere, specialmente quando mette in scena paesaggi innevati su cui i cavalli lasciano le impronte, oppure durante gli assedi, in cui una fortezza nemica si sbriciola sotto il fuoco dei trabucchi, o quando si effettua uno zoom per osservare i dettagli delle varie unità. Il gioco è in due dimensioni, ma alcuni potrebbero credere di avere a che fare con un moderno titolo tridimensionale, tanto è apprezzabile il lavoro di rimaneggiamento e restauro portato avanti dai team di sviluppo.

    Age of Empires II Definitive Edition Age of Empires II Definitive EditionVersione Analizzata PCLa Definitive Edition di Age of Empires II gode di un'impressionante quantità di contenuti: centinaia di ore che possono essere spese tra campagne singleplayer o nelle varie modalità multigiocatore. Bisogna però ricordarsi che il gioco originale è stato pubblicato venti anni fa, e che nemmeno le modifiche, le aggiunte e limature possono svecchiare alcuni grossi limiti concettuali. Ciò non significa che il prodotto originariamente sviluppato da Ensemble sia oggi sgradevole, ma soltanto che vada approcciato con un po' di preparazione: bisogna essere consapevoli del fatto che alcuni aspetti funzionano "alla vecchia maniera" e che limiti tecnici sconfitti dall'evoluzione del software sono ancora lì, mitigati dall'attento rimaneggiamento operato da Forgotten Empires.

    7.5

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