Age of Empires 3 Definitive Edition Recensione: ritorno al passato

La recensione di Age of Empires 3 Definitive Edition, riedizione rimasterizzata del celebre strategico targato Microsoft.

recensione Age of Empires 3 Definitive Edition Recensione: ritorno al passato
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  • The Age of Kings è considerato a tutt'oggi una pietra miliare dello strategico in tempo reale, titolo simbolo non solo di una saga rinomata e dal blasone rilucente, ma anche seguito acclamato, giocato e apprezzato forse più di ogni altro capitolo del catalogo di Age of Empires. Vuoi per il fascino del Medioevo, vuoi per una formula di gioco accessibile ed efficace, il secondo capitolo della serie nata dalla mente di Bruce Shelley è considerato esponente di spicco del franchise, che tuttavia ha saputo lasciare sempre il segno. Con Age of Discovery, la strategia di Microsoft ed Ensembled si apre all'era del colonialismo, della scoperta e della conquista del Nuovo Mondo, oltre che ad avvenirismi sul fronte tecnico e ludico.

    Ecco perché, sebbene non sia forse ricordato con la stessa forza e nostalgia del seguito diretto del primo, storico capitolo (recuperate la recensione di Age of Empires Definitive Edition), Age of Empires III è comunque un tassello importante del puzzle degli RTS, un titolo in grado di accrescere la sostanza e la mole ludico-contenutistica di un brand enciclopedico. Oggi Tantalus Media e Forgotten Empires ripropongono questo terzo capitolo con un rifacimento all'insegna dell'ammodernamento estetico e della fedeltà stilistica, proponendo anche qualche interessante novità contenutistica sul versante delle modalità di gioco. A 15 anni dall'esordio, dunque, ci siamo rigettati senza indugio nell'epica vicenda della famiglia Black, nello skirmish, nell'ascesa al trono nipponico della dinastia Tokugawa con un unico, irriducibile obiettivo: richiamare, ancora una volta, il giubilo della vittoria.

    Un'offerta generosa

    A ben vedere, il pacchetto di questa terza Definitive Edition - che chiude il cerchio sulla riproposizione della saga - presenta una sostanziale fedeltà all'offerta ed allo stile originali. Troviamo immutate le modalità di gioco che hanno reso celebre l'intero franchise, come la Campagna che ripercorre le vicende di Morgan Black e della sua stirpe, attraverso un alternarsi di sequenze animate e partite dagli obiettivi più o meno articolati.

    Il pacchetto include anche le due espansioni postume, The WarChiefs e The Asian Dynasties; ecco che, dunque, troviamo anche la porzione di storia destinata agli ambienti nipponici, ai Moti indiani del 1857 che fanno da cornice alle tre civiltà madri del continente Asiatico, la Cina, il Giappone e l'India. Presente anche la campagna destinata a Nathaniel Black, introdotta nel primo contenuto post lancio rilasciato nel 2006.

    Torna anche lo storico Skirmish, noto anche come Schermaglia, modalità simbolo che nelle forme di Supremazia o Deathmatch consente fino ad otto giocatori di affrontarsi in una sfida all'insegna del connubio tra costruzione, progresso e battaglia che è la matrice ludica dell'intera saga. A tale modalità si aggiungono delle mappe inedite, studiate anche con l'ausilio della community e dei modder, nonché le nuove civiltà di svedesi ed aztechi che rappresentano la novità assoluta sul fronte delle armate.

    La ricostruzione e composizione di queste ultime è estremamente curata e coerente, alla stregua di tutte la altre, e rappresenta un discreto stimolo anche ludico per i veterani della serie, che non mancheranno di studiarne gli automatismi ed il bilanciamento, andando ad ampliare il già ottimo roster che ora raggiunge le 16 unità. Da menzionare, in questo frangente, anche un rinnovato editor delle mappe di gioco, che ora si forgia di maggiori possibilità per dar libero sfogo alla creatività del giocatore e della community, e creare scenari sempre unici e vari. Il Multiplayer online chiude il computo dei contenuti - già abbondanti sotto il profilo delle ore di gioco - dell'offerta originale, con la possibilità di giocare partite classificate, unirsi a lobby pubbliche esistenti o crearne ex novo. Al netto di una stabilità più che discreta dei server di gioco, dobbiamo segnalare che abbiamo operato una certa fatica nel trovare colleghi con cui eseguire il test, riuscendo dopo oltre una manciata di ricerche da una decina di minuti a trovare una sola partita.

    Auspichiamo che con il lancio del gioco i server si popolino in fretta ed il matchmaking venga investito da un pizzico di brio in più. Segnaliamo la presenza del cross play tra Microsoft Store e Steam, volta ad unificare ed agevolare il ritorno di una community sontuosa, nonché la presenza di un'interessante Modalità Spettatore che permette di osservare in dettaglio altre partite, magari per studiare nuove strategie o prendere dimestichezza con le peculiarità delle molteplici armate.

    Le novità

    Le novità, sotto il profilo contenutistico, si riscontrano alle voci Battaglie Storiche e Arte della Guerra. La prima modalità permette al giocatore di rivivere alcuni dei conflitti che hanno contraddistinto il XVI secolo, relegando nelle mani dello stesso l'esito della storia e i destini delle fazioni. Qui troviamo nuovi scenari che, oltre ad ampliare un pacchetto contenutistico già ottimo, aggiungendo diverse ore di inedito gameplay, ricreano un respiro storico piacevole, che si lascia apprezzare senza riserve. Arte della Guerra, invece, propone una serie di sfide utili a familiarizzare con le meccaniche di gioco, o a saziare la fame di competizione dei più avvezzi.

    Tra questi segmenti di partita troviamo alcuni obiettivi da portare a termine entro un tempo specifico, o condizioni specifiche da soddisfare per ottenere una medaglia. Si passa dalla raccolta di risorse alla crescita della propria civiltà, dal rinvenimento di tesori all'esplorazione, sino a vere e proprie sezioni d'attacco, assalto o difesa che richiederanno anche decide di minuti di pianificazioni e giocato. Anche qui, siamo di fronte ad un'aggiunta sulla quale possiamo obiettare gran poco. C'è infatti varietà, sostanza, competizione e divertimento.

    Un solido ammodernamento

    Oltre alle aggiunte sul versante contenutistico, Age of Empires III: Definitive Edition porta, naturalmente, un ammodernamento estetico notevole e quadrato. Del resto, i 15 anni sulla carta d'identità della produzione originale si fanno sentire, ed il lavoro svolto su risoluzione ed effettistica è encomiabile. Il titolo supporta ora completamente l'Ultra HD, ed il lavoro di finitura delle texture conferisce all'avventura un respiro di ammodernamento notevole.

    Gli sforzi maggiori sono stati profusi nella gestione della fisica e dell'effettistica, che grazie ad una rinnovata efficacia del motore Havok consentono ora animazioni d'impatto più corpose, efficaci e piacevoli (ad esempio, la distruttibilità degli edifici di Age of Empires 3 DE). Anche sotto il profilo dell'illuminazione le migliorie sono perspicue, con effetti particellari e dettagli di ombre e riflessi che concorrono ad avvicinare il comparto tecnico della produzione agli standard della modernità.

    Il restyle ha poi investito anche alcuni elementi nella gestione della User Interface, che ora offre due assetti alternativi rispetto a quello classico. I lavori si sono concentrati con altrettanta dovizia di attenzione sul campionamento dei suoni e sulla soundtrack più in generale, arricchita di nuovi brani e composizioni anche inediti per talune sezioni specifiche. Ciascuna delle 16 civiltà presenta temi musicali nuovi e peculiari, sempre gradevoli e distintivi.

    Vecchia formula, nuovo divertimento

    Sotto un profilo più squisitamente ludico, invece, questa riedizione si assesta più sui livelli di un lavoro di limatura, che non propone modifiche sostanziali e strutturali. La formula di gioco è la medesima che ha contraddistinto il franchise ed un'ampia fetta del genere più in generale in passato.

    Il trittico ludico è composto da build, progress e battle, una formula certamente arcaica e che può essere svecchiata, ad esempio, mediante le ibridazioni sempre meno rare con altri rami videoludici (survival e gdr su tutti). Il sistema funziona comunque ancora oggi, riuscendo a divertire e stimolare nonostante l'età dell'intelaiatura ludica. Il terzo capitolo introdusse, inoltre, alcune modifiche non irrilevanti nell'economia dell'esperienza di gioco e di approccio alle partite. Per esempio, la rinnovata gestione automatica delle risorse prodotte dai coloni, che non devono ora essere condotte presso specifiche basi per essere incassate. L'automatismo snellisce la costruzione della partita sotto il profilo gestionale. Non si può, poi, non citare la novità strutturale forse più grande di Age of Discovery, ovvero l'introduzione delle Città Madri e l'apporto di risorse cadenzato che gli eserciti alleati offrono al giocatore durante le partite, seguendo lo schema delineato da una serie di mazzi di carte.

    In questa Definitive Edition, in proposito, sono stati inseriti dei nuovi preset per i deck, congiuntamente ad una rinnovata libertà nella creazione dei mazzi stessi, con tutte le carte delle varie civiltà sbloccate. Le implementazioni ludiche si riscontrano anche in una intelligenza artificiale più frizzante e fluida, che ora impegna il giocatore con maggior decisione.

    Non che l'originale fosse un titolo permissivo ai livelli di difficoltà più elevati, eppure in questa Definitive Edition abbiamo avuto la sensazione di dover ricorrere a strategie più rigide e quasi accademiche per fronteggiare i nemici, specialmente al grado Hard, mentre in quello Easy l'attenzione è scesa drasticamente, concentrandosi per lo più sull'aspetto militare. A tutto ciò si accompagna un sistema di medaglie che funge da ricompensa per il giocatore, che a seconda del livello di difficoltà di completamento di ciascuna missione potrà sfoggiare un cimelio di bronzo, d'argento o d'oro.

    Age of Empires 3 Definitive Edition Age of Empires 3 Definitive EditionVersione Analizzata PCAge of Empires III: Definitive Edition è un pacchetto dalle prospettive chiare ed eloquenti. Si tratta di una riproposizione generosa, nella quale si intersecano delle limature funzionali nella gestione delle meccaniche ludiche ed un ammodernamento estetico importante. La solidità dell’operazione è coronata da aggiunte contenutistiche di rilievo, che ampliano un’offerta già poderosa. Arte della Guerra e Battaglie Storiche strizzano l’occhio anche ai veterani, così come l’aggiunta delle due nuove civiltà, svedesi ed aztechi. I novizi, d’altro canto, troveranno l’essenza del capitolo originale nella sua interezza, un episodio importante nell’economia non solo della saga, ma del panorama degli RTS in generale. Si potrebbe disquisire sulle possibilità di svecchiare una formula di gioco sì divertente, eppure reiterata e con il peso inesorabile del tempo che incombe. Eppure, va benissimo così. Perché cercare a tutti i costi qualche neo su operazioni di questo calibro sarebbe pignoleria, soprattutto a fronte della passione e dello sforzo, anche nel proporre l’esperienza ad un prezzo sensibilmente più contenuto (19,99 euro) rispetto a quello di molti altri lavori sulla stessa lunghezza d’onda. Non esitate, intrepidi esploratori: l’America di Ensembled, Tantalus Media e Microsoft vi aspetta, ancora una volta.

    8.4

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