Age of Towers Board Game Recensione: come imparare a difendere le Torri

Age of Towers riprende il concept alla base dei tower defense, adattandolo ai ritmi ed alle meccaniche dei giochi da tavolo.

recensione Age of Towers Board Game Recensione: come imparare a difendere le Torri
INFORMAZIONI GIOCO
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Per tutti coloro che non hanno familiarità con il genere dei "tower defense" è opportuno fare un breve ripasso delle sue caratteristiche principali. In breve, nei prodotti appartenenti a questa tipologia ludica c'è sempre una "base" da difendere da orde di nemici: per farlo occorrerà usare le strutture di difesa più disparate in modo tale da sopravvivere al più a lungo possibile. Age of Towers è un gioco da tavolo che recupera in pieno le fondamenta dei tower defence, e nel corso della prova si è dimostrato capace di divertire e coinvolgere anche chi non possiede molta confidenza con il genere d'appartenenza.

Le due (e più) torri

Già all'apertura della confezione si capisce di trovarsi davanti ad un prodotto di qualità: fustelle di buon cartoncino, segnalini in plastica a profusione, ma soprattutto torri, presenti in gran numero e veramente ben fatte. Benché sia indubbio che una buona componentistica non fa certo un bel gioco a priori, bisogna ammettere che i prodotti targati 3 EMME sono sempre riusciti a creare una ottima alchimia tra estetica e sostanza, e anche Age of Towers tiene fede alla nomea della casa di produzione.

Passando alle meccaniche del gioco, la partita si sviluppa in turni, divisi in quattro fasi: Tramonto, Notte, Alba e Giorno.
Durante il Tramonto si pescano e si risolvono le carte evento, ossia effetti casuali che si sviluppano nel turno creando, il più delle volte, degli imprevisti ai giocatori.
Nel corso della Notte, invece, assisteremo all'avanzata dei mostri, che dalla miniera cominceranno a muoversi verso la città e che, nel caso in cui riescano a raggiungerla, abbatteranno un numero variabile di difensori. Qualora quest'ultimi morissero tutti, la partita terminerà. Informazioni varieDurata: 60'
Numero di giocatori: 1-4
Numero ideale di giocatori: 3-4
Tipologia: competitivo
Complessità: medio/bassa
Publisher: 3 EMME
Lingua: italiano
Età: 10+
Prezzo suggerito: 45 euro su Amazon.it

Le creature sono di tre tipi diversi, ognuna con le proprie caratteristiche. A queste va aggiunto il Boss, molto più forte e coriaceo: la sua sconfitta, tuttavia, determinerà la fine della partita. Durante l'Alba potrete finalmente fare fuoco con le vostre torri e abbattere gli avversari. Il colore della struttura indica quali sono i nemici che può danneggiare, ed inoltre ogni edificio potrà compiere un solo attacco per ogni attivazione. Per questo motivo, sarà molto importante pianificare la fase di azione.
Il Giorno rappresenta infine il cuore pulsante di Age of Towers, e prevede la possibilità di effettuare differenti azioni: analizziamole nel dettaglio.

La prima è Costruire Torri, una parte fondamentale in un tower defense. Usando la valuta di gioco (ossia i cristalli recuperati da mostri e carte) si può realizzare una struttura a turno, da scegliere tra le tre possibili: rossa, gialla, blu. Di base, oltre a bersagliare un nemico specifico, non hanno abilità particolari, ma possono essere apportate delle migliorie che donano nuovi poteri tramite carte speciali.

Chiaramente il posizionamento della torre non va selezionato casualmente, dal momento che bisogna tenere conto del luogo in cui si muoveranno i nemici e pertanto occorrerà piazzarla nel punto in cui sarà possibile massimizzare i danni, poiché l'edificio può colpire solo le aree adiacenti.
La seconda azione è quella di Allungare la strada verso la vostra fortezza. Anche in questo caso è necessario pagare un costo, dopodiché si estraggono a caso tre tessere da utilizzate per ampliare la vostra plancia di gioco. In simili circostanze, ovviamente, è obbligatorio usare un po' di tattica: conviene infatti creare percorsi serpentiformi in modo da acuire a dismisura l'effetto delle strutture difensive.

La terza azione prevede di Recarsi al Mercato e di pescare una delle carte svelate. L'ultima fase infine consiste nel Pescare due carte dalla riserva comune. A differenza delle prime tre azioni - nelle quali era lecito usare card capaci di aggiungere vari effetti - in questa precisa istanza non sarà concesso giocare immediatamente una carta.

La partita termina in due modi: con la sconfitta del Boss o con la distruzione di tutti i difensori di una città. Dopodiché si contano i punti vittoria, che aumentano in base al numero di danni inflitti al Boss, dei difensori sopravvissuti e degli obiettivi secondari conseguiti in una sessione (questi ultimi sono casuali e facoltativi, forniscono comunque una buona varietà rispetto al gioco "standard").

Come avrete notato, in ogni caso, le meccaniche di Age of Towers sono semplici, ma fortunatamente non banali. Infatti di primo acchito può sembrare un prodotto caratterizzato da una scarsa interazione tra i partecipanti: eppure potete star certi che l'impressione è totalmente errata!: la vera sfida, d'altronde, non è data dai mostri che escono dalla miniera, ma dagli effetti negativi che il vostro avversario vi lancerà contro attraverso le carte.

Queste, del resto, possono sia garantirvi vari bonus, sia degli utilissimi malus da usare sugli altri giocatori: immaginate insomma di aver pianificato al meglio la vostra linea difensiva, quando improvvisamente un giocatore decide di fregarvi la torre potenziata e di lasciarvi in balia del Boss. Si tratta di uno scenario molto plausibile all'interno di un prodotto che, a discapito dei colori e dei disegni cartooneschi, risulta quantomai perfetto per portare scompiglio nelle amicizie!

Numero di giocatori e durata complessiva

Age of Towers è un prodotto da 1 a 4 giocatori. Il solitario si difende, ma non splende. Il suo target ideale è da tre a quattro, poiché in questo modo si riesce ad avere una buona interazione al tavolo, con una grande varietà di situazioni ed imprevisti. La durata di una partita varia tra 60 e 90 minuti; potrebbe tuttavia aumentare nel caso in cui al tavolo si sedessero partecipanti "eccessivamente" riflessivi.

Pro e contro

I materiali sono di ottima qualità e regalano un impatto visivo veramente ottimo. Il gioco presenta poi delle meccaniche tanto solide quanto semplici da assimilare. Nonostante il suo aspetto "caciarone" è un tower defence che richiede una discreta dose di strategia, sia per gestire i mostri sia per le azioni infami degli altri giocatori.

La presenza delle carte evento regala ad ogni partita alcune sfide sempre nuove: il mio consiglio pertanto è di usarne sempre il massimo possibile, quantomeno dopo la prima partita di prova. Purtroppo ci sono anche delle note dolenti, ossia la scarsa varietà di mostri: tre tipi di varianti più un Boss sono effettivamente poche, ed al termine di pochi match finirete per gestirli tutti senza troppi problemi, limitando in tal modo il senso di sfida del gioco.

Espansioni

Come già accennato nella recensione di Heroes of Black Reach, la Devil Pig sta vivendo un periodo un po' movimentato, e questo ha portato a dover fare dei tagli ad alcuni suoi brand. Disgraziatamente Age of Towers rientra tra questi. Per fortuna la 3 EMME è riuscita a portare da noi almeno l'espansione Winx, che oltre ad aggiungere il quinto giocatore, inserisce anche un mini Boss. Questo è un acquisto che vi suggerisco caldamente, anche perché il prezzo di soli 15 euro la rende particolarmente abbordabile.

Age of Towers Age of TowersVersione Analizzata MultiAge of Towers rappresenta un'ottima via di mezzo tra un gestionale e un party game. Le semplici regole che lo caratterizzano e gli ottimi materiali che lo compongono sono sicuramente le armi a favore di questo titolo. Il suo problema più grande risiede nella scarsa varietà dei mostri presenti, che purtroppo non rappresenteranno più una sfida già dopo poche partite. Chiaramente se vivete a pane e tower defense, l'opera farà decisamente al caso vostro; come suggerito nell'introduzione, tuttavia, anche se non siete amanti del genere, dategli una chance: Age of Towers potrebbe stupirvi!

7.4