Agents Of Mayhem: Recensione dello spin-off della serie Saints Row

Agents of Mayhem, spin-off della serie Saints Row, si presenta alla prova del nove come un gioco divertente ed impegnativo: eccovi la nostra recensione.

Agents of Mayhem
Recensione: Playstation 4
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Proprio come la saga di Saints Row, di cui Agents of Mayhem rappresenta uno spin-off, il nuovo titolo di Volition è uno di quei prodotti interamente dedicato a quello che da queste parti ci piace chiamare "giocazzeggio". Ovvero, un prodotto che promuove una progressione chiassosa e disimpegnata, magari un po' monocorde ma sempre esplosiva. Un gioco perfetto, tra le altre cose, anche per lasciarsi andare a qualche ora di indiscriminata operazione "blastatoria", sparando a tutto e tutti, e senza necessariamente chiedersi perché. Un titolo, insomma, che sembra seguire le orme del mai dimenticato Mercenaries, di Destroy All Humans, o del più recente Just Cause 3.
    Consapevoli del fatto che i prodotti di tale risma rischiano di risultare quantomeno ripetitivi dopo poche ore di gioco, i ragazzi di Volition hanno ben pensato di vivacizzare le cose: puntando, più che sull'estensione della mappa open world e sulla densità di incarichi secondari, sulla varietà del gameplay e sull'impalcatura ruolistica che sorregge la produzione, capace di "catturare" il giocatore spingendolo a potenziare i propri (anti)eroi e l'agenzia di cui fanno parte.
    Il risultato è un prodotto che si difende ottimamente: senza la pretesa di cambiare le carte in tavola o di rivoluzionare il genere, ma per molti versi più "affilato" dei propri colleghi.

    Il piacere della distruzione

    Agents of Mayhem ha molti punti in comune con Saints Row. Nel gioco troneggia ancora il colore viola, e dietro al logo si intravede il giglio rosa della gang, anche se è diventato più geometrico e squadrato. Il titolo si ambienta nello stesso universo narrativo della saga dei Saints, e più precisamente nella "terra ricostruita" a cui accenna uno dei finali del quarto capitolo. Strappato via il sottotesto criminale delle gang, Agents of Mayhem ci trasporta in una futuristica Seoul, mettendoci al controllo dei soldati scelti di una virtuosa organizzazione per lo sterminio dei geni del male (Mayhem, appunto: Multinational Agency for Hunting Evil Masterminds). L'obiettivo è quello di sventare i piani di conquista della spietata organizzazione Legion (League of Evil Gentlemen Intent on Obliterating Nations), sfruttando ovviamente tutta la potenza di fuoco a disposizione.

    La trama viene raccontata attraverso una serie di cut-scene realizzate con il motore grafico del gioco e di sequenze animate alla maniera dei cartoon occidentali, a dire il vero non sempre centrate per quel che riguarda l'aspetto stilistico. Il racconto, in ogni caso, resta molto marginale nell'economia del prodotto, anche se ha un tono però divertito e sempre sopra le righe. Il tipo di comicità abbracciato da Agents of Mayhem si allontana (per fortuna) da quella sboccata e triviale che ha caratterizzato alcuni capitoli di Saints Row, e sceglie invece di pescare nell'ambiente militaresco, nel complottismo delle mega-corporazioni e nella science-fiction di basso grado. Un impasto vivace e piacevolmente "pacchiano", che non manca di strappare qualche sorriso.
    Venendo al gameplay, Agents of Mayhem si presenta come uno sparatutto open-world in terza persona. Il ritmo dell'azione è acceso ma mai eccessivo, ed il gunplay sembra quasi "estratto" dalle precedenti produzioni del team. C'è poco spazio per la mira di precisione, un evidente disinteresse per le coperture dinamiche, e generalmente si procede a testa bassa, vomitando tonnellate di proiettili contro i nemici. Tutto si gioca insomma sulla mobilità, e sulla capacità di alternare i tre eroi di cui avremo il controllo. In Agents of Mayhem, infatti, dovremo gestire delle piccole squadre d'assalto composte da un tris di soldati, selezionati da un roster di dodici protagonisti.

    Nelle prime fasi dell'avventura avremo a disposizione soltanto tre personaggi, così da entrare in sintonia con le meccaniche di gioco, ma ben presto potremo accettare diversi incarichi di reclutamento, per allargare le fila degli agenti. Molto eclettico il set di personalità coinvolte, tutte molto ben caratterizzate dal punto di vista del design e delle abilità. Avremo a disposizione letali ninja mediorientali, yakuza mascherati, gangster di quartiere, enormi giganti glaciali, arcieri indiani, hooligan urlanti e persino una "elettrizzante" ingegnere italiana.
    Ciascuno avrà la sua arma da fuoco, un'abilità speciale pronta a massimizzare il danno o infliggere qualche status alterato ai nemici, ed una distruttiva abilita "Mayhem", pronta a disseminare morte e distruzione su larga scala, tra bombardamenti aerei, tempeste glaciali, poderose smitragliate.
    L'impegno profuso nella caratterizzazione degli agenti, a dirla tutta, sembra quasi far pensare che il design dei personaggi arrivi dal progetto, magari naufragato, di uno sparatutto co-op o addirittura di un "hero shooter" sul modello di Overwatch e simili. Magari, chissà, è stato proprio lo sparatutto di Blizzard a "rompere le uova nel paniere" a Volition. Sia quel che sia, è un piacere avere a disposizione una serie di action hero così diversificata, su cui contare per ogni missione principale o incarico secondario.
    Prima di lanciarsi in missione, o più generalmente nella mappa di gioco, potremo infatti assemblare la nostra squadra preferita, divertendoci a testare tutte le possibili combinazioni.
    E, ovviamente, mentre cercheremo di mettere i bastoni tra le ruote ai folli della Legion, avremo modo di potenziare in varia maniera i nostri operativi.
    Oltre a salire di livello grazie all'esperienza accumulata sul campo, i nostri eroi possono sbloccare potenziamenti di vario tipo, che sbloccano abilità passive o modificano il funzionamento delle armi o dei colpi speciali.
    A Seul si possono raccogliere poi schemi con cui costruire gadget particolari, e pure i collectible ci aiutano nel compito di personalizzare gli agenti: ricostruendo un nucleo energetico coi frammenti recuperati sulla mappa di gioco, possiamo ad esempio attivare delle abilità passive molto potenti.

    Bastano poche ore di gioco per capire che il sistema di sviluppo dei personaggi è davvero molto stratificato e approfondito, ben più complesso di quello che di solito si trova nei titoli del genere.E non è finita qui: nonostante la mappa sia molto povera di attività stimolanti (tanto che la componente free roaming risulta un'appendice non sempre convincente), il giocatori possono catturare alcuni punti di scambio per garantirsi un guadagno regolare, con cui poi acquistare dei "potenziamenti agenzia" applicati indistintamente a tutti gli agenti (oppure utili a potenziare il veicolo ufficiale del Mayhem).
    Tornando alla base operativa, infine, è possibile sfruttare gli agenti non attivi per indagini sparse in tutto il globo: oltre a raccogliere risorse e materie prime (fondamentali per il crafting dei gadget), queste "operazioni" sbloccano poi uno dei contenuti endgame più complessi del gioco.
    Agents of Mayhem, avrete capito, imbastisce una progressione molto profonda per incanalare gli sforzi del giocatore, facendogli sentire la soddisfazione di creare una struttura sempre più efficace e poderosa. I modificatori di difficoltà fanno il resto: applicandoli per ottenere più esperienza e soldi si trasformano le varie scorribande in un inferno, così da rendere quello che possiamo considerare l'endgame molto impegnativo e complesso.
    È un peccato, però, che una volta terminate le (molte) missioni della trama principale e gli incarichi personali dei vari agenti, manchi un open-world più accattivante e vivo, un ambiente più caratterizzato e vasto, e magari una serie di missioni cooperative. Sarebbe ingiusto lamentarsi troppo dei contenuti, che sono presenti in buona quantità e sufficienti per giocare una ventina di ore, ma a conti fatti Agents of Mayhem un problema su questo fronte ce l'ha: perché ad un certo punto la struttura che spingerebbe l'utente a tornare in campo per potenziare tutti gli agenti, deve sbattere con una evidente assenza di stimoli sul fronte delle attività.

    Anche la componente tecnica e visiva non è proprio eccezionale. La direzione artistica, fatta eccezione per il design degli Agenti e per alcune sequenze d'intermezzo, ci è sembrata sinceramente sottotono: le architetture di gioco sono abbastanza banali, così come lo stile futuristico di edifici e oggetti, incapaci di donare al titolo quella scintilla creativa che caratterizzava alcuni dei passati Saints Row. Su PS4 PRO il gioco è generalmente fluido (a 30fps), ma qualche inciampo si registra anche sulla console "potenziata". Per contro, su PS4 "regolare" i cali sono più frequenti e avvertibili. Molto strano, se si considera l'estensione non eccezionale della mappa, l'assenza di una fisica convincente, ma soprattutto la povertà delle texture. I "lustrini" di Agents of Mayhem sono tutti legati alle (numerose) esplosioni ed all'uso di shader molto sgargianti ma anche un po' patinati. Insomma, il titolo non è del tutto a fuoco per quel che riguarda le prestazioni dell'engine, e se non fosse per la presenza degli Agenti il colpo d'occhio sarebbe l'aspetto più mediocre della produzione.

    Agents of Mayhem Agents of MayhemVersione Analizzata Playstation 4Agents of Mayhem è un titolo leggero e piacevole. Un po' meno caotico di Saints Row, è un gioco divertente e impegnativo, soprattutto per la varietà garantita dall'alternanza di eroi, che contribuisce a rendere l'azione ben ritmata e mai noiosa. L'ultima fatica di Volition, ovviamente, non si inventa niente, risultando un action/shooter molto canonico e diretto, un mix insolito fra Just Cause, Battleborn e Crackdown. Il vero fiore all'occhiello della produzione è il sistema di sviluppo dei personaggi e dell'agenza, molto più profondo di quello che ci saremmo aspettati. Sbloccando gadget, abilità attive e passive, attacchi speciali per la bellezza di dodici eroi, avremo il nostro bel da fare. Peccato che poi la componente free-roaming si riveli poco profonda: tanto che una volta concluso l'elenco di missioni principali, la mappa di Soul non ci convincerà certo a tornare in azione. Agents of Mayhem si lascia comunque giocare, soprattutto se siete fra quei giocatori che amano un senso di progressione ben scandito. È un prodotto per certi versi più a fuoco di altre produzioni del team, e imbocca la giusta strada per iniettare una bella dose di varietà nel genere (attraverso la possibilità di controllare più eroi). Gli sarebbe servita un'area di gioco molto più vasta e decisamente più ricca di attività. Chissà che il publisher non voglia trasformarlo in una piattaforma, pubblicando su base regolare nuovi eroi da potenziare e nuovi spazi da esplorare. In quel caso - e magari con l'arrivo di una modalità co-op - il futuro dell'Agenzia potrebbe essere davvero roseo.

    7.5

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