Akane Recensione: la morte è una questione di stile

Akane è un gioco arcade isometrico dallo stile retrò ambientato a Tokyo, che riprende l'estetica di affermate produzioni anime...

recensione Akane Recensione: la morte è una questione di stile
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  • Pc
  • Le Zone Rurali. Luglio 2098.
    Un flebile spiraglio di luce illumina la stanza, rimbalzando sull'acciaio della katana di Akane. Il maestro Ishikawa, impassibile nella sua compostezza, ci attende per un altro allenamento, come sempre accaduto da quanto la nostra eroina ne ha memoria. Akane, con costanza e diligenza, si dedica ai fondamentali, e noi con lei.
    Le Zone Rurali. Settembre 2099.
    È notte fonda nel villaggio di Akane, ma lei continua ad allenarsi di nascosto, portando al limite le sue capacità. Nonostante la giovanissima età, spinge il suo corpo al massimo dello sforzo, e riesce a padroneggiare la sacra tecnica della sua famiglia. Finalmente, dopo tanto tempo, ce l'ha fatta.
    Mega Tokyo. Settembre 2121.
    Le luci al neon illuminano a giorno le strade della città, percorsa da umani con innesti cibernetici e violente bande criminali. Con la katana al suo fianco e i capelli mossi dal vento, Akane si rivolge ai membri della Yakuza che la circondano: "stasera, io morirà qui. E porterò con me tutti voi". Benvenuti su Akane.

    Uccidere con stile

    Akane è un arcade isometrico in cui controlliamo la giovane samurai omonima, rimasta intrappolata in una sorta di vicolo dopo una rocambolesca fuga, e in cui cerchiamo di eliminare più membri della Yakuza possibile prima di morire per mano di uno di loro. Nella semplicità della formula risiede l'eccezionale divertimento garantito dal gameplay: senza altre interazioni, deviazioni o opzioni ludiche, l'intera esperienza si concentra interamente sul massacrare, nel modo più fantasioso, stiloso e al contempo sicuro possibile tutti i nemici presenti in quest'atipica arena. Il prezzo bassissimo, la varietà estremamente limitata e la semplicità delle meccaniche sembrano suggerire, almeno a primo impatto, una natura quasi sperimentale dell'opera Ludis Studios, come se fosse un tentativo di ricerca di una formula sui generis, e non un gioco totalmente completo.

    In effetti, a ben guardare, Akane non offre né un elemento narrativo di spessore, né una varietà particolarmente esaltante dei livelli; anzi: saranno tutti ambientati (al netto di eventuali sorprese in caso di specifici record o risultati) nello stesso stage, con lo stesso personaggio e contro gli stessi nemici. Tenendo conto di tutto ciò, Ludic Studios ha comunque inserito una serie di elementi che riescono a rendere sufficientemente varie le prime ore di gioco, e che per i perfezionisti dei sistemi di combattimento rappresentano una vera e propria benedizione. La nostra Akane sarà infatti inizialmente equipaggiata con la sua fedele katana, gli stivali, una pistola laser e le sue adorate sigarette. Col tempo, battaglia dopo battaglia e respawn dopo respawn, potremo ottenere dei punti e sbloccare certe ricompense, che allargheranno o modificheranno (a nostra scelta) quest'inventario. Un guanto cibernetico ci garantirà un maggiore recupero delle munizioni, mentre una precisione perfetta con la katana sbloccherà una mitica spada di un maestro del passato, con cui poter effettuare nuove mosse e sfruttare strategie inedite. Si procede così, fino a poter persino modellare con una certa varietà persino l'aspetto della nostra eroina. Al netto di una evidente povertà contenutistica (bilanciata del prezzo decisamente irrisorio per la qualità complessiva del prodotto), Akane si focalizza in ogni caso su un altro elemento: il combattimento, che proprio da questa struttura essenziale viene esaltato egregiamente.

    Schiva, Squarta, Ripeti

    Ma in cosa consiste, dunque, questo sistema di combattimento? In sostanza, dovremo massacrare i nemici avversari con la nostra katana ed evitare i loro colpi, schivando al tempo giusto e parando i proiettili, come solo un jedi provetto saprebbe fare. Per l'attacco è prevista una barra della stamina che limiterà le nostre azioni, per cui non potremo andare in giro falciando senza soluzione di continuità: dovremo invece stare ben attenti a non farci beccare senza più respiro, ormai accerchiati dai criminali.

    Per quanto riguarda la schivata, invece, quest'ultima non prevede alcun tipo di spreco energetico, e diverrà lo strumento più importante per evitare i colpi dei nemici e per posizionarci nel modo migliore possibile all'interno dell'arena, piena di edicole e chioschetti futuristici a frapporsi tra noi e la carne calda dei membri della Yakuza.
    Con la nostra arma da fuoco potremo eliminare velocemente alcuni nemici, ma dovremo poi aspettare un po' di tempo per lasciare che il caricatore si riempia. Idealmente, con un buon senso del ritmo e una discreta gestione degli spostamenti, potremo massimizzare anche l'uso della pistola, dato che le eliminazioni avversarie velocizzano il processo di recupero dei proiettili.

    Infine, in base alle nostre abilità in battaglia, una barra speciale si riempirà nel tempo, e ci permetterà di ricorrere a una mossa potentissima, in grado di eliminare tutti i nemici presenti nello stage. Questa barra è divisa in tre parti, e ognuna di esse può essere utilizzata per una potente spazzata in una specifica direzione; alternativamente si può decidere di utilizzarla al massimo per sfruttarne il pieno potenziale, come precedentemente descritto. I nemici saranno generalmente dei semplici sgherri muniti di katana, vera e propria carne da macello per la nostra straordinaria combattente. Con il passare del tempo, e con l'aumento dei cadaveri che lasceremo nell'arena, inizieranno a comparire avversari sempre più forti, come dei grossi energumeni dalla grande resistenza, o ninja cibernetici in grado di attaccare con fendenti improvvisi e dalla distanza. Il boss, con un retroterra narrativo che ci viene solo suggerito ma mai descritto del tutto, migliorerà a ogni nostra vittoria, rendendo più complessi i pattern d'attacco.

    Stile omicida, ma non solo

    Lo stile non è un carattere distintivo solo del sistema di combattimento: l'esperienza ludica è descritta da un accompagnamento sonoro esaltante, un synthwave inizialmente morbido che però raggiunge ritmi in grado di tenere testa alla frenesia dello scontro. Come per la varietà dei livelli, anche in questo caso ovviamente il tutto è limitato dalla pochezza quantitativa dell'opera, che non offre altre variazioni musicali, dato il legame di questa specifica colonna sonora con lo stage offerto.

    Lo stesso discorso può essere fatto per il resto della direzione artistica: le scelte cromatiche, estetiche e visive sono eccellenti, descrivono una Tokyo bellissima nel rappresentare un futuro marcio e violento, richiamano molte opere del genere ma mantenendo una certa identità di fondo. Insomma, non ci si aspetti la varietà di Hot Line Miami, ma sulla singola composizione e direzione artistica c'è da andare sicuri.

    Akane AkaneVersione Analizzata PCNella botte piccola c'è il vino buono: questo detto popolare si adatta perfettamente ad Akane, opera d'esordio di uno studio alle prime armi con lo sviluppo videoludico. Dietro un'evidente (e a tratti limitante) povertà contenutistica emerge un sistema di combattimento raffinato, intrigante, con una certa profondità e in grado di tenere incollati allo schermo i grandi appassionati del genere. Un promettente primo passo, che merita tutte le attenzioni del caso in virtù della pulizia della sua formula ludica e della presentazione magistrale.

    8

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