Albert & Otto Recensione: un platform 2D a enigmi dalle atmosfere in stile LIMBO

Il primo episodio di Albert & Otto arriva su console dopo essere stato pubblicato su PC nel 2015: lo abbiamo provato.

Albert & Otto Recensione: un platform 2D a enigmi dalle atmosfere in stile LIMBO
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  • Xbox
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • PS4 Pro
  • Nella scena indipendente, l'influenza delle produzioni Playdead (Limbo, Inside) è ancora oggi di una forza inaudita. Anche nel caso di Albert & Otto, primo capitolo dell'opera in quattro parti di K Bros Games, è impossibile non ricorrere in qualche modo al parallelo con la seminale creazione degli sviluppatori danesi. I richiami sono sia ludici che narrativi e d'atmosfera: Albert & Otto è infatti un platform 2D ad enigmi in cui dovremo cercare di ricongiungerci con una figura a noi cara, affrontando insidie meccaniche e naturali che ricordano molto da vicino le sfide presenti in Limbo. Purtroppo, al di là dei richiami più o meno palesi ed evidenti, la struttura e il cuore dell'opera K Bros Games risultano poco incisivi, privi di quella forza e di quel coraggio che un'esperienza simile (e con gli obiettivi che andremo a illustrare) dovrebbe avere.

    Nel mezzo del cammin di nostra vita

    Ritrovatosi solo e abbandonato, senza la compagnia del suo fedele peluche (Otto) e della sua amica, Albert si avventura nella foresta per ritrovarli. Esattamente come in Limbo, la violenza della natura si manifesta con tutte le sue insidie, tra spinose voragini e mortali rapaci. Per difenderci avremo inizialmente solo un'arma da fuoco a colpo singolo e il nostro tempismo nell'evitare baratri e trappole. Col tempo, dopo aver ritrovato il fidato Otto, Albert sbloccherà abilità e nuove opzioni di gameplay, e l'ambiente naturalistico cederà il passo a quello moderno ed industriale.

    Ciò che distanzia l'opera K Bros dagli altri emuli delle creazioni Playdead è in primis il modo in cui si chiarisce in maniera più o meno esplicita ogni processo del gioco: le prime azioni ed enigmi vengono mostrati con delle icone e dei messaggi su schermo, che non ci lasciano il compito di sperimentare con i comandi e con le combinazioni della fisica, ma ci spingono ad avere approcci e finalità specifiche. Al contempo, nel corso della brevissima avventura ci saranno dei momenti in cui non sapremo come procedere perché il gioco ci nasconderà alcune meccaniche, e toccherà a noi scoprirle. Quest'alternanza tra gameplay esplicito e nascosto non ha insomma saputo soddisfarci in pieno: gli enigmi ambientali sono del resto decisamente semplici da completare, e difficilmente richiederanno particolari sforzi a chiunque possegga un minimo di esperienza con il genere di riferimento. Di tutt'altro spessore sono invece le sessioni trial & error che, anche a causa del pessimo sistema di checkpoint e del ritardo dei comandi con il Dualshock 4, a volte rischieranno davvero di mettere a dura prova la nostra pazienza. Sono anche presenti rare battaglie contro alcuni nemici, che richiederanno sì una buona dose tempismo ma che mostrano pattern difficilmente leggibili di primo acchito. In sostanza, a livello ludico Albert & Otto presenta idee interessanti, che sarebbe utile approfondire (magari nei capitoli futuri), le quali, tuttavia, in questo episodio d'esordio, non potranno essere esplorarte a fondo anche a causa di un level design certamente non esaltante.

    Narrazione frammentata

    L'intera prima parte dell'opera K Bors Games pone le basi di un racconto metaforico sul regime nazista e le sue violenze sulle fasce sociali minoritarie ed emarginate. Come ricompensa di ogni sessione, riceveremo una lettera nelle varie caselle di posta che incontreremo lungo la strada, e ad attenderci ci sarà un disegno della nostra amica, in cui ci racconta, anche tramite una brevissima descrizione, quello le sta accadendo. Ci narra di figure oscure, equipaggiate con maschere antigas, che l'hanno prelevata e rinchiusa per via di un morbo che l'aveva attaccata.

    Non ci è dato sapere da quale "malattia" fosse stata colpita l'amica di Albert, e se le intenzioni del nemico siano davvero quelle di proteggerla dal virus, ma le scelte estetiche e narrative non possono non suggerire richiami evidenti alle tragedie dell'Olocausto. Tra lo scontro con un'enorme soldato delle SS e l'utilizzo iconografico del serpente e del lupo, simboli cari alla mitologia norrena e al regime nazista, i richiami a quel preciso periodo storico sono chiari ed evidenti. Purtroppo, al di là di qualche raffigurazione più o meno interessante, questi temi rimangono appena accennati, sullo sfondo, più semplici scusanti per imbastire suggestive scelte ludiche che non delle vere e proprie motivazioni narrative ed emotive.Aspettando i futuri capitoli, al momento si può solo rimanere quantomeno interdetti dalla storyline dell'esperienza.

    Scelte estetiche e registiche

    Un'altra caratteristica contradditoria presente nell'opera K Bros Games riguarda le rappresentazioni della violenza e le scelte registiche nella progressione. Mentre Limbo o Inside ricordavano costantemente con spietata naturalezza la violenza e la crudezza del mondo in cui si ambientavano, Albert & Otto alterna una incoerente morbidezza a una crudeltà inaudita, senza che una delle due prospettive assuma dunque il significato di un messaggio o di un'intenzione.

    Si passa fluidamente dal nascondere (tramite il sonoro e le determinate soluzioni visive) la violenza della morte di Alberto e Otto dopo una sessione trial & error, e si giunge al sacrificio di una pecora ai piranha, con tanto di animazioni e suoni appositamente dedicati. Si tratta di idee estetiche che finiscono con il contraddirsi tra di loro, se calate nella stessa opera. In tal senso, la direzione artistica non aiuta molto, perché si limita a sfruttare un semplicistico minimalismo grafico senza aggiungere nulla di particolarmente rilevante, accompagnando così in maniera abbastanza discontinua l'avventura del giocatore, immerso in un costante senso di déjà vu.

    Albert & Otto Albert & OttoVersione Analizzata PlayStation 4Il primo capitolo di Albert & Otto pone delle basi interessanti riguardo alla progressione narrativa e ludica dell'esperienza: le idee sembrano esserci, soprattutto nelle meccaniche di gioco, e con maggiore attenzione al level design e ai controlli si potrebbe ottenere un buon risultato finale. Sfortunatamente, a oggi Albert & Otto rappresenta ancora l'inizio di un progetto che ha bisogno ancora di maturare fino in fondo, magari nell'arco dei prossimi tre atti mancanti. Stando così le cose, il fatto che questo primo episodio sia uscito su PC nel 2015 non lascia di certo ben sperare.

    4.5

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