Alien Isolation per Switch Recensione: lo Xenomorfo diventa tascabile

A cinque anni di distanza dalla prima pubblicazione, l'angosciante survival horror dei Creative Assembly approda sulla console ibrida di Nintendo.

recensione Alien Isolation per Switch Recensione: lo Xenomorfo diventa tascabile
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Disponibile per
  • Xbox 360
  • PS3
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • "Nello spazio nessuno può sentirti urlare".

    La citazione, forse una delle più famose della filmografia dedicata alla fantascienza, riesce con poche parole a pizzicare le corde più profonde del nostro subconscio. Il pensiero corre veloce a evocare sensazioni inquietanti, primordiali, legate al puro istinto di sopravvivenza: solitudine, impotenza, costrizione, oscurità, dolore e profondo terrore. Tali sensazioni, come sappiamo, sono state magistralmente impresse su pellicola e portate sul grande schermo da Alien, un capolavoro che ha ridefinito i canoni del genere. Giocando sul perfetto equilibrio tra elementi horror, derive slasher e fantascienza pura, con un grande lavoro di rifinitura la brillante mente di Ridley Scott riuscì a rendere immortale un copione che senza la sua impronta sarebbe probabilmente finito molto presto nell'oblio. Alien, oggi, rappresenta uno dei capisaldi della cinematografia moderna, e non solo. Il nome, le iconiche scene, così come la sua eroina ante litteram (per non dimenticare l'inarrestabile antagonista), si sono concettualizzati e radicati profondamente nella memoria collettiva, tanto da divenire elementi concretamente "pop".
    Nel corso degli anni, come sappiamo, l'oscuro universo di Alien si è espanso attraverso sequel, prequel, crossover incoerenti, romanzi, fumetti e, ovviamente, videogiochi, non sempre memorabili. Dopo un periodo di buio susseguente al fragoroso fallimento dei Colonial Marines di Gearbox, il cuore videoludico del franchise torna a battere con prepotenza nel 2014, con uno dei migliori titoli sullo xenomorfo che siano mai stati creati. È passato un lustro dalla release originale di Alien: Isolation, e l'opera dello studio di sviluppo britannico Creative Assembly (qui passata nelle mani di Feral Interactive, già al lavoro per le versioni Mac e Linux) abbraccia oggi, proprio come un facehugger, l'ibrida Nintendo, grazie ad un porting da elogiare.

    Ancora soli, persi nello spazio profondo

    Alien: Isolation è un titolo che, attingendo in maniera sostanziale dalla fatica cinematografica di Ridley Scott, ha saputo conquistare - e terrorizzare - i videogiocatori con pochi, all'apparenza semplici elementi, mescolati con estrema sapienza. Less is more, per utilizzare un motto anglosassone. Alien Isolation è un survival horror confezionato secondo le regole dell'arte: va a toccare le corde giuste nel momento più opportuno, grazie a una struttura solida, di alta qualità e studiata in maniera sopraffina.

    Angoscia, solitudine e tensione divengono compagni inseparabili sin dalle prime battute di gioco: vi prendono per mano per accompagnarvi nelle oscure viscere di metallo della sperduta stazione orbitante Sevastopol, teatro della discesa all'inferno di Amanda Ripley, "final girl" e figlia di quel - ben più famoso - tenente dato per disperso dopo l'incidente della Nostromo.

    Come potete immaginare, l'angosciante canovaccio narrativo, così come la struttura ludica del titolo, rimangono esattamente quelle che ci hanno fatto saltare più volte sul divano in occasione della prima release. Ancora oggi spiccano l'uso sapiente della regia, le sessioni di caccia, la costruzione di un'atmosfera attanagliata da un costante senso d'ansia, l'intelligenza adattiva della Bestia. Se non avete mai avuto modo di affrontare la lunga agonia di Amanda Ripley, non possiamo che invitarvi a recuperare la recensione di Alien Isolation dell'epoca.

    A tutti coloro che vogliono confrontarsi per la prima volta con lo xenomorfo, invece, basti sapere che la sortita in una Sevastopol dilaniata dalla follia e da un predatore irriducibile (e, come sempre, imbattibile), riuscirà a inghiottirvi per una ventina di ore abbondanti. Questo se consideriamo solamente la terrificante portata principale. La versione Switch, infatti, arriva opportunamente arricchita anche da tutti i DLC: Equipaggio Sacrificabile (con l'equipaggio della Nostromo), Unica Superstite (con protagonista la sola Ellen Ripley) e la modalità Sopravvivenza. Inoltre, se volete aggiungere un po' di pepe in più, i cinque livelli di difficoltà crescente sapranno mettere alla prova il vostro istinto di autoconservazione.

    Lo xenomorfo in tutta la sua magnificenza

    Il lavoro di conversione svolto dai ragazzi di Feral Interactive, come abbiamo accennato all'inizio di questa recensione, pur trovandosi a fare i conti con l'hardware ibrido targato Nintendo, risulta praticamente perfetto, da annoverare tra le migliori ristrutturazioni viste sino a questo momento su Switch. Se vogliamo proprio cercare il pelo nell'uovo, i tempi di caricamento nelle transizioni sono l'unica nota dolente che differenzia questa nuova iterazione rispetto alle precedenti versioni da salotto. Non si tratta, comunque, di un puro e semplice porting "1 a 1", anzi. Su Nintendo Switch le tragiche vicende di Amanda superano per qualità tecnica addirittura le precedenti versioni casalinghe, ormai con qualche annetto sulle spalle. Sia in modalità docked che in mobilità, il titolo appare solido, stabile e, soprattutto, molto pulito.

    Pur alleggerendo - in maniera impercettibile - il carico computazionale deputato alla gestione delle ombre e scendendo a patti con l'ambient occlusion (ma stiamo parlando davvero di inezie), Alien Isolation riesce ad arroccarsi su un frame rate granitico, deliziando il giocatore con una gestione dinamica dell'immagine, la quasi totale assenza di aliasing e del fastidioso effetto blur. In modalità docked, il titolo regge tranquillamente il confronto tecnico con le altre versioni da salotto, rimanendo stabile nella maggioranza delle situazioni sui 1080p e, anche quando si verifica un drop al di sotto 900p, l'esperienza non ne risente quasi per nulla, proprio grazie alla solidità del comparto tecnico.

    Per quanto riguarda le impostazioni video è possibile regolare la grana della pellicola, la luminosità, e disattivare l'aberrazione cromatica per una maggiore definizione dell'immagine. In modalità portatile, invece, essere braccati dallo xenomorfo si trasforma in un'esperienza sensoriale inedita. Certo, esiste già l'app mobile Alien: Blackout, ma non può essere lontanamente messo a paragone con la prima (dis)avventura di Amanda Ripley.

    Giocare ad Alien: Isolation in mobilità rappresenta comunque il vero valore aggiunto di questa produzione. Una volta "rimpicciolito", il titolo riesce senza grossi sforzi a fare la sua gran bella figura e non ha nulla da invidiare alla versione docked. Alien: Isolation, inoltre, è un survival horror che ha sempre fatto del comparto audio uno dei suoi punti di forza e questo, unito alla portabilità, riesce a donare all'esperienza di gioco un senso di immersività nuovo, diverso, amplificato. Vi consigliamo, dunque, di indossare un buon paio di cuffie e smanettare con le impostazioni audio. Il titolo, infatti, consente di giocare sull'intervallo dinamico personalizzandolo attraverso tre preset diversi: il surround, gli altoparlanti e le cuffie.

    Alien Isolation Alien IsolationVersione Analizzata Nintendo SwitchAlien: Isolation è uscito da cinque anni ma rimane ancora oggi un'opera imprescindibile non solo per chiunque affermi di essere fan dello xenomorfo, ma anche per tutti gli appassionati del genere survival horror. La conversione per Nintendo Switch è tecnicamente ineccepibile. L'intervento di ristrutturazione e rifinitura è andato a sgrezzare rughe e imperfezioni dell'opera preesistente, consolidandola e proponendo ai giocatori un prodotto ringiovanito, perfettamente incastonato nell'hardware ibrido della grande N. Il lavoro di Feral Interactive, insomma, riesce a brillare per caratura tecnica tanto in modalità docked quanto in mobilità. Ecco: la possibilità di giocare ad Alien Isolation ovunque ci troviamo, magari sotto le coperte al buio e con un buon paio di cuffie, rappresenta una delle più grandi qualità di questo porting. Se, una volta terminata l'avventura principale, volete tornare a vestire i panni di Amanda e rinnovare l'eterna lotta contro lo xenomorfo, vi consigliamo di recuperare anche l'app mobile Alien: Blackout. In ogni caso, per chi non ha mai avuto modo di esplorare i terrificanti meandri della Sevastopol, la versione per Nintendo Switch di Alien Isolation è il modo migliore per rimediare a una grave lacuna.

    8.5

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