Recensione Amped 2

Leggi la nostra recensione e le opinioni della redazione sul videogioco Amped 2 - 321

Articolo a cura di
Disponibile per
  • Xbox
  • Ride as a Pro

    Il lancio
    di una nuova console sul mercato è da sempre un momento cruciale ed una buona
    impressione iniziale è spesso propedeutica per il futuro stesso della
    piattaforma. Ad accompagnare il lancio di Xbox in ogni territorio, Microsoft ha
    saputo pubblicare numerosi titoli di grande impatto, buona parte dei quali
    ancora insuperati e tra questi sicuramente ha saputo distinguersi anche Amped.
    Sviluppato internamente da Mircosoft Game Studios, Amped si è presentato fin da
    subito non come un semplice titolo “extreme sport” nel quale lo snowboard è
    portato a livelli fantascientifici, ma più come una sorta di simulatore serio,
    che ha saputo stupire e trasmettere come pochi altri pura passione per questo
    sport. A due anni di distanza dall'originario lancio negli stati uniti, Amped
    torna finalmente ad imporre il suo punto di vista nel panorama di titoli
    dedicati allo snowboard e lo fa mantenendo quanto del primo episodio aveva
    saputo affascinare e nel contempo introducendo delle sostanziali novità al già
    vincente gameplay.

    You can take it, you can take
    it

    Accompagnati da un'introduzione filmata che mostra alcuni
    esempi delle pazzie che questi atleti sono in grado di compiere, avremo modo di
    dare inizio alla carriera del nostro alter ego che lo porterà da semplice
    snowboarder amatoriale a vero professionista ed infine a leggenda di questo
    sport. La procedura di creazione del nostro personaggio, prevede la possibilità
    di scegliere tra dei variegati modelli poligonali maschili e femminili, di
    deciderne in ogni momento (anche a carriera iniziata) l'abbigliamento tra
    numerosissimi capi dalle marche realmente esistenti ed infine di scegliere la
    tavola ed il verso (regular o goofie) con la quale solcare le nevi.
    Caratterizzato il nostro personaggio, giunge il momento di scendere in pista per
    dimostrare cosa si è in grado di fare lungo gli sconfinati pendii delle numerose
    montagne, riproduzioni di locazioni realmente esistenti, che man mano si
    renderanno accessibili. Il sistema di controllo riprende lo stesso già adottato
    nel prequel ed in particolare il sistema “secondario”, scelta obbligata per via
    dell'introduzione di un nuovo tipo di trick e della conseguente necessità di un
    tasto in più da poter utilizzare. Nel dettaglio, lo stick sinistro è adibito al
    controllo della direzionalità dello snowboarder, come anche delle rotazioni e
    dei flip, mentre quello destro è adesso utilizzato per l'esecuzione dei grab
    semplici. Ad ognuna delle otto direzioni dello stick destro corrisponde un grab,
    mentre con i singoli grilletti destro e sinistro ed anche premento entrambi è
    possibile variarne la postura in tweaked grabs, per un totale di ben trentadue
    manovre. Come nel predecessore il tasto “a” è utilizzato per eseguire gli ollies
    ed il tasto “b” per i rails, mentre, ed ecco la novità che ha portato ad
    adottare questo sistema di controllo, il tasto “y” è ora utilizzato per eseguire
    gli jib, ovvero quei trick tipici delle half pipe che vedono l'atleta restare
    in equilibrio sul nose della tavola alla sommità della rampa. Se il controllo
    dei trick aerei richiama da vicino quanto adottato nel predecessore, la stessa
    cosa non può essere detta riguardo i rails, infatti in questo seguito non sono
    più utilizzati i grilletti per mantenere in equilibrio il nostro alter ego, cosa
    che adesso è relegata allo stick sinistro, ma vengono utilizzati per rendere
    tweaked anche i trick su rail, con la risultante di nuove numerose possibilità.
    Non solo è possibile cambiare postura e far pressione su punta o coda della
    tavola, ma è appunto anche possibile variarne il tweak, per ottenere numerose
    combo ed il tutto ha reso la gestione dei rails molto più realistica ma anche
    più complessa. Altra novità introdotta con questo sequel è il “butter”, ovvero
    un trick capace di legarne altri per ottenere numerose combo; molto simile al
    “manual” adottato in numerose produzioni O2-Activision, il butter consiste nel
    procedere sulla punta o sulla coda della tavola mantenendo l'equilibrio fino a
    giungere al prossimo possibile trick, in modo da ottenerne una sequenza che va a
    moltiplicare il punteggio ottenuto. E' possibile eseguire un semplice flip con
    grab da una jump, atterrare eseguendo il butter e mantenerlo fino al primo rail,
    che potrà essere percorso conservando il punteggio accumulato nei due trick
    precedenti ed al termine di questa sequenza otterremo anche un fattore di
    moltiplicazione x 3. L'assegnazione dei punti ad i trick eseguiti ricalca
    quanto adottato in Amped con l'incremento graduale del punteggio man mano che
    si mantiene una postura; l'atterraggio dai trick aerei è ancor più cruciale del
    predecessore e va a moltiplicare o addirittura a dimezzare il punteggio fin li
    ottenuto dipendentemente dalla compostezza del “landing”. Le due novità in
    questo settore sono, oltre ai già citati trick in combo, anche la valutazione
    dello stile con cui si eseguono le diverse manovre acrobatiche; questa nuova
    filosofia premia, palesemente a favore di un maggiore realismo, maggiormente
    trick relativamente semplici ma eseguiti lentamente e con accortezza, piuttosto
    che manovre frenetiche e poco precise. Eseguendo un trick lentamente, al di
    sotto del canonico contatore del punteggio, troverà spazio un nuovo contatore
    che mostra i punti conseguenti allo stile ed al termine della manovra i due
    valori verranno sommati in un unico elevato punteggio. Da snowboared amatoriali
    desiderosi di successo, avremo la possibilità di scalare le classifiche e
    raggiungere la notorietà riuscendo nelle numerose sfide offerte da ogni pendio e
    battendo i professioni che via via desidereranno sfidarci. La regola che domina
    in Amped è il free style, non esistono competizioni precise a cui partecipare o
    tornei in half pipe, ma solo delle sfide particolari, ma che comqunque
    consentono di essere il più delle volte liberi da vincoli e costrizioni; non si
    è obbligati a seguire particolari sentieri, non esiste un timer ed il più delle
    volte, ne un avversario da battere. Le differenti sfide da superare per ogni
    montagna, fatta eccezione per alcune particolari, possono essere portarne a
    compimento anche più di una contemporaneamente, ma il mancato raggiungimento di
    questi obbiettivi non porterà comunque a nessun “game-over”, semplicemente non
    si avanzerà nella classifica mondiale. Nello specifico ad ogni pendio sono
    associati tre progressivi “high score” ed altrettanti “media points”; i primi
    stanno ad indicare dei semplici record di punteggio globale per quella pista,
    mentre i secondi riguardano i punti da ottenere in prossimità dei fotografi e
    cameraman presenti un po ovunque sul pendio e contrassegnati da una specifica
    icona rossa. Riuscire in queste sfide vuol dire prima di tutto avanzare nella
    classifica mondiale e nello specifico del secondo caso, anche ottenere
    l'attenzione dei media e dunque l'interesse degli sponsor e delle testate
    dedicate che così verranno a proporre delle specifiche sfide. Ogni sponsor
    predilige un certo tipo di trick e dunque una volta deciso di affrontare una
    delle “sfide sponsor”, dovremo far una buona impressione sul magnate di turno
    eseguendo al meglio le manovre da lui preferite fino alla fine della pista,
    cercando di mantenere al massimo il suo livello di apprezzamento. Al contrario
    degli sponsor le testate, una delle novità di questo sequel, ci chiederanno di
    eseguire alcune prove fotografiche che consistono nell'eseguire manovre a
    nostra discrezione, con la sola costrizione di raggiungere con i trick ogni
    passaggio, aereo o meno, previsto dal fotografo e raggiungere nel contempo un
    certo punteggio minimo. Guadagnata una certa popolarità i professionisti più
    famosi, tra le altre cose riproduzioni di atleti reali, si offriranno di
    sfidarci e di insegnarci nuovi trick in caso di nostra vittoria; le sfide “pro”
    consistono nel seguire il professionista di turno e nell'eseguire i trick sugli
    stessi ostacoli da lui sfruttati, ma cercando di ottenere un punteggio ogni
    volta superiore. Una nuova particolarità in Amped 2 consiste nell'introduzione
    della disciplina dello “snowskate”, ovvero alcune prove dovranno essere
    affrontate utilizzando una sorta di skateboard della neve, dunque senza attacchi
    e dalle maggiori possibilità acrobatiche. Il sistema di controllo in questi casi
    resta invariato, con l'eccezione dell'aggiunta di un particolare “ollie flip”
    denominato “kickflip” ed eseguibile premento “x”, ma soprattutto con la
    differenza dell'obbligo di eseguire dei grab a seguito di ogni salto se non si
    vuole perdere la tavola da sotto i piedi. Se non si riesce in una delle numerose
    sfide, o se semplicemente si cerca una tregua, ci si può dedicare alla ricerca
    degli spassosi pupazzi di neve, o cercare di completare le due nuove sfide
    “esplorative” presenti in questo sequel; in “gaps” dovremo coprire delle
    determinate distanze ed altezze seguendo una traiettoria indicata in alcune zone
    nascoste e particolari della pista ed in “Best Trick” saremo chiamati ad
    eseguire delle specifiche manovre, sarà a nostra discrezione decidere il dove ed
    il quando. Il superamento di tutte queste sfide consente, come già detto, di
    migliorare la nostra posizione in classifica, ma non solo, infatti ottenendo la
    copertura dei media, avremo accesso ad un numero sempre maggiore di filmati di
    interviste ed esibizioni dei veri professionisti che hanno prestato il loro nome
    ed immagine per questo titolo. Infine l'avanzamento nella classifica permette
    anche di ottenere dei punti abilità aggiuntivi, infatti proprio come una sorta
    di gioco di ruolo, il nostro personaggio sarà in grado di eseguire più o meno
    facilmente salti e trick in base ad i punti abilità guadagnati ed assegnati a
    discrezione del giocatore alle diverse caratteristiche; nel dettaglio l'abilità
    “rotation” regola la velocità di esecuzione di spin e flip; “big air” determina
    la capacità di coprire lunghe distanza con i salti, “ollie” riguarda ne riguarda
    semplicemente l'altezza massima, “switch” indica l'abilità del nostro
    snowboarder nel verso contrario a quello a lui congeniale ed infine “balance”
    determina l'equilibrio del personaggio durante i rails.

    Multisnow

    Come se non bastasse
    la corposa e longeva modalità carriera, in Amped 2 si è dedicata particolare
    attenzione per le sfide in multigiocatore, adesso possibili in split screen (in
    precedenza soltanto a turni), in system link e finalmente su x box Live!
    entrambi fino ad otto partecipanti. Indipendentemente dalla via scelta, sono
    disponibili due differenti categorie di sfide; è possibile lanciarsi in discesa
    libera ed affondare gli altri giocatori per il miglior punteggio tatale in “just
    ride”, oppure dedicarsi a delle sfide più variegate in “session”. Quest'ultima
    modalità prevede quattro tipi di particolari di sfide; “high score” che premia
    il punteggio totale a fine pista senza contare i “punti media”, “best trick” che
    decreta come vincitore il giocatore che ha eseguito il trick premiato col
    maggior punteggio durante tutta la discesa, “king of the mountain” che vede i
    giocatori impegnati nel tentativo di raccogliere il maggior numero di stelle
    distribuite su tutta l'estensione del pendio ed infine “trick race”, che
    riprende da vicino il sistema adottato nelle sfide “pro” e prevede quindi
    l'esecuzione dei trick in corrispondenza di specifici ostacoli e decreta il
    vincitore in base al punteggio totale ottenuto da ogni giocatore. Per ognuna di
    queste modalità è prevista una buona quantità di personalizzazioni in modo da
    creare ogni volta la partita ideale; si va dalla possibilità di imporre un tempo
    limite, attivare o meno le collisioni tra giocatori, decidere se premiare solo
    alcuni tipi di trick e addirittura se utilizzare lo snowboard o lo snowskate. In
    più, come tradizione, per il Live! sono disponibili la collaudata chat vocale,
    la possibilità di scaricare materiale aggiuntivo e tutta una serie di opzioni
    atte ad ottimizzare l'esperienza di gioco on line, come l'ormai canonico
    “optimatch”, la “buddylist”, la possibilità di limitare le partite alle sole
    amicizie consolidate od anche il numero massimo di partecipanti. Amped 2
    appartiene inoltre alla prima serie di titoli ottimizzati per XSN, ovvero il
    nuovo network microsoft dedicato allo sport on line e grazie a questo può
    giovare della possibilità di veri e propri tornei Live! con classifiche e
    statistiche dei giocatori di tutto il mondo.

    Hei figaro!

    Se il primo Amped seppe stupire
    anche per un solido comparto tecnico, non di meno sa fare il suo naturale
    successore, con una profondità visiva praticamente illimitata, una fedele
    riproduzione del manto nevoso, un incrollabile frame rate di trenta fotogrammi
    al secondo ed il pieno supporto dei 60 Hz e degli schermi in 16:9. Le immense
    distese sulle quali dare prova della propria abilità, sono modellate in maniera
    del tutto realistica ed è forte la sensazione di “esserci” anche dal momento che
    si tratta, come già detto, di riproduzioni di pendii realmente esistenti.
    Davvero difficile riuscire a scorgere qualche increspatura della superficie
    modellata in maniera “geometrica”, ogni parte del suolo ha un aspetto morbido e
    curvilineo proprio come dovrebbe essere. Gli elementi che arricchiscono queste
    sconfinate distese, sono purtroppo solo discretamente modellati, soprattutto per
    quanto riguarda le strutture adibite ai rails e le abitazioni, mentre gli
    alberi, che poi è l'elemento più frequente, presentano un buon aspetto. Ancora
    a riguardo degli elementi di contorno, va detto che allo scopo di alleggerire il
    carico grafico, è stata adottata una tecnica che prevede l'utilizzo di
    differenti modelli poligonali dalla complessità scalare per rappresentare lo
    stesso elemento a distanze differenti; purtroppo soprattutto per quanto riguarda
    gli alberi, questi modelli alternativi sono palesemente differenti l'uno
    dall'altro e ne risulta quindi una eccessiva visibilità di questo aggiornamento
    dei modelli poligonali, soprattutto durante le preview delle montagne. La
    realizzazione dei modelli riguardanti i personaggi è di ordine decisamente
    elevato e nessun dettaglio è stato trascuato, in particolar modo per quanto
    riguarda i volti, anche se per questa seconda incarnazione si è adottato uno
    stile più tendente al fumettoso che realistico. Le texture che ricoprono ogni
    elemento, sono di buona fattura per quanto concerne gli elementi di contorno ed
    ottime per quanto riguarda il proprio personaggio e la realizzazione del manto
    nevoso davvero verosimile, anche grazie ad un sapiente e mai eccessivo uso di
    bump mapping. Lo stesso effetto speciale è utilizzato per rendere al meglio le
    increspature degli abiti degli snowboarder ed infine troviamo un buonissimo uso
    delle ombre proiettate in tempo reale e di self shadow sul nostro personaggio.
    Le animazioni degli atleti hanno subito un incremento notevole nella qualità e
    nella quantità ed adesso appaiono molto più naturali e realistiche in ogni
    frangente, così come anche la dinamica del personaggio sui rails e nelle half
    pipe. La componente audio in Amped è sempre stata uno dei marchi di fabbrica con
    effetti di buona qualità, ma soprattutto con centinaia di ottime musiche di
    etichette indipendenti divise per categorie. In questo illustre seguito è stato
    svolto un lavoro di incremento più che di miglioramento; gli fx sono tratti di
    peso dal titolo originale, fatta eccezione per qualche nuovo effetto, mentre le
    musiche presentate sono costituite da una buona selezione di quelle musiche
    presenti nel prequel, alle quali sono state aggiunte più di trecento nuove
    tracce, tutte della stessa elevata qualità. Fa piacere inoltre che tutta
    l'esperienza di gioco è dominata dalla musica, anche durante i caricamenti, non
    c'è mai un solo secondo di silenzio ed in ogni istante è possibile passare alla
    canzone successiva, riascoltare la precedente, ripetere quella presente, oppure
    aggiungerla o rimuoverla dalla lista delle preferite (che verranno riprodotte
    con una frequenza maggiore durante il gioco) ed infine come da tradizione, è
    possibile escludere a proprio piacimento una delle categorie nelle quali sono
    raccolte le canzoni ed aggiungerne di nuove dalla nostra personale play list. Un
    passo indietro nei confronti del predecessore è però stato fatto per quanto
    concerne le voci di atleti e fotografi, adesso esclusivamente in inglese, come
    del resto anche i menù di gioco. Resta comunque invariata l'alta qualità
    dell'audio in dolby digital e lo spasso degli “snowman” adesso ancora più
    strafottenti nei confronti del giocatore e buffamente dediti alle arti
    canore.

    Infine?

    Amped 2 vale proprio quanto un Amped alla seconda potenza ed è tutto
    ciò che un fan del titolo originale potesse aspettarsi; nuovi trick, nuovi
    sistemi di valutazione, aspetto tecnico migliorato e soprattutto Live!
    L'adozione di un semi-nuovo sistema di controllo ha consentito un ulteriore
    approfondimento nell'ottica di un sempre maggiore realismo, così come anche
    l'introduzione del concetto di stile ed al tempo stesso si è anche avvicinato
    alle produzioni concorrenti attraverso l'introduzione del butter. L'aspetto
    tecnico ha subito un certo incremento, soprattutto per quanto concerne le
    musiche, ma ha portato anche la brutta sopresa di una mancata localizzazione,
    che comunque non limita affatto la godibilità di questo titolo. Infine la già
    corposa e non certo semplice modalità carriera, è stata finalmente affiancata da
    un'altrettanto curata sezione dedicata al multiplayer, con numerose modalità,
    ampie possibilità di personalizzazione e soprattutto un ottimo supporto Live! al
    quale si aggiunge il supporto per l'innovativo network Microsoft XSN. In
    definitiva se ciò che si chiede ad un titolo è una buona impostazione
    realistica, un approfondito supporto multiplayer, una fantastica longevità e non
    si teme una difficoltà abbastanza elevata, allora Amped 2 ha tutte le carte in
    regola per intrattenere a dovere. Le possibilità offerte dal supporto Xboxlive!
    sono numerose e potranno influenzare positivamente o negativamente il voto
    finale; potete leggere un nostro approndimento alle funzionalità Live! offerte
    direttamente in questo speciale : - Amped 2 e Xbox
    Live!

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