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Recensione Amplitude

Tredici anni dopo l'uscita dell'originale, Harmonix rispolvera Amplitude, il Rhythm Game che l'ha consacrata su Ps2. Niente chitarre e batterie: qui si utilizza soltanto il pad, inseguendo tracce elettroniche avvolgenti e psichedeliche.

Amplitude
Videorecensione
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Ps2
  • Ps3
  • PS4
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Dopo aver rilanciato con discreto successo il suo Rock Band, strappato alle mani di Electronic Arts e tornato sul mercato libero dalle imposizioni del publisher americano, Harmonix rispolvera un'altra delle sue IP. Grazie ad una proficua campagna Kickstarter, infatti, il team specializzato in rhythm game riporta sulle scene niente meno che Amplitude, titolo che all'epoca della PlayStation 2 fece la fortuna dello studio. Arrivato in esclusiva su PlayStation Network al prezzo di 19,99€, Amplitude si può considerare una sorta di remake del capitolo originale: non cambiano infatti le meccaniche di gioco, anche se le tracce musicali sono tutte nuove e nel pacchetto compare pure un'inedita modalità multiplayer.
A tredici anni di distanza dall'uscita originale il gameplay di Amplitude è ancora efficace e piacevole: il punto di forza del concept brevettato da Harmonix sta nella sua capacità di risultare complesso, impegnativo e divertente nonostante si "accontenti" di sfruttare il pad, senza richiedere costose periferiche aggiuntive. La formula di gioco, tuttavia, sembra un po' refrattaria alle tracce musicali tradizionali, dando il meglio di sé quando incontra invece complesse suggestioni sintetiche, intrecciando sequenze di batterie digitali ed elaborati guizzi di synth. Musicalmente parlando, insomma, Amplitude propone un'esperienza tutt'altro che tradizionale, declinata attraverso 30 brani atipici e sperimentali (15 dei quali compongono un "concept album" prodotto dalla stessa Harmonix).

Di traccia in traccia

Potrà sembrare inaspettato, ma c'è una sorta di cornice narrativa che fa da sfondo alla campagna single player di Amplitude. Il giocatore, connesso ad una macchina in grado di sondare i misteriosi recessi della mente umana, è chiamato a "riparare" le sinapsi di un cervello danneggiato, inseguendo le scie musicali dei brani associati ad ogni area dell'encefalo. Si tratta ovviamente di di una trovata poco influente nell'economia di gioco, pensata più che altro per costruire un'atmosfera clinica e sinestetica che ottimamente si sposa con le luci, i colori, gli effetti speciali ed il futuristico design delle navicelle che il giocatore si trova a controllare.
Che vogliate imbarcarvi in questa avventura oppure selezionare senza indugio una "partita veloce", non cambia poi molto: dovrete completare una sequenza di brani per sbloccare i successivi, avendo cura di scegliere preventivamente il livello di difficoltà fra i quattro resi disponibili dalla produzione.
Una volta scelta la canzone verrete catapultati su un grande "tappeto musicale" che la rappresenta, composto a sua volta da diverse tracce che ne identificano le varie componenti. Ci sono scie di sintetizzatori, riff di basso, code di rarefatti vocalizzi: in ogni settore del brano, una sequenza di battiti da scandire con i tasti del pad (si possono usare sia i pulsanti dorsali, schiettamente consigliati, che quelli frontali). Riuscendo a non perdete neppure una "nota", la scia relativa allo strumento selezionato procederà in automatico per un po', e potremo spostarci a destra o sinistra per attivare altre sequenze, incrementando così il moltiplicatore del punteggio.
Per tenere attive tutte le tracce contemporaneamente bisogna avere prontezza di riflessi e senso del ritmo, soprattutto nel caso in cui si decida di selezionare i livelli di difficoltà Avanzato ed Esperto, gli unici in grado di impensierire davvero. Le opzioni Principiante e Intermedio possono essere infatti considerate un discreto allenamento per metabolizzare le meccaniche di gioco, ma gli appassionati del genere non tarderanno a sentire il bisogno di una sfida più intensa.

Ad onor del vero la curva della difficoltà si impenna non poco passando di grado, imponendo ai più temerari spericolate acrobazie digitali e furiosi equilibrismi dei polpastrelli. Forse l'assenza di un livello di difficoltà che intermedio lo sia per davvero è la pecca più grande di questo Amplitude (com'è del resto per il capitolo originale), che passa troppo in fretta da un incedere blando ad passo per molti troppo incalzante. Giocando ad Amplitude, insomma, è facile sentirsi a tratti poco stimolati, o di contro un po' in affanno, disorientati in questo "labirinto" di tracce che si spengono ad ogni nostro errore lasciandoci senza riferimenti acustici.
Come in tutti i Rhythm Game che si rispettino servono pratica e dedizione per ottenere prestazioni dignitose, anche se qui risulta molto difficile memorizzare le sequenze dei brani. Un po' perché ogni traccia ne ha un bel numero, che cambiano durante lo sviluppo della canzone, un po' perché - come dicevamo in apertura - il tessuto musicale di Amplitude è atipico e sfuggente. Di tanto in tanto sembra quasi di ascoltare lo sfogo artistico di qualche DJ underground, che si è divertito a mixare sequenze diversissime e musiche molto eterogenee. In un certo senso la selezione di brani si sposa molto bene con la premessa "cerebrale" di cui abbiamo raccontato all'inizio del paragrafo, assumendo i tratti di un sintetico "flusso di coscienza" musicale.

Complessivamente questo "catalogo" che si muove dalla techno alla trance music, cannibalizzando sonorità chillout squisitamente elettroniche, compiace e dà al gioco un'identità precisa, anche se fatica a saziare completamente l'utente proprio per l'assenza di brani riconosciuti e riconoscibili. Una curiosità: fra le tracce musicali ce n'è anche una composta da Insomniac Games, il cui fondatore Ted Price è stato uno dei più convinti Backer della campagna Kickstarter.
Amplitude insegue uno stile sintetico e psichedelico anche sul fronte grafico, abbracciando un look essenziale, fatto di scie colorate e strane geometrie luminose, traboccante di effetti speciali e attraversato da linee flessuose. La scena è pulita ma mai distaccata, l'interfaccia leggibile e appariscente: insomma, un bel lavoro di ammodernamento del colpo d'occhio.

Amplitude Amplitude cattura gli appassionati di Rhythm Game oggi come nel 2003. Senza costringere l'utente ad acquistare repliche più o meno fedeli di batterie e chitarre, il gioco si riscopre divertente e "trascinante": il gameplay sfrutta appena tre tasti del pad, ma al giocatore sono richiesti impegno e senso del ritmo, coordinazione ed elaborati funambolismi digitali. Amplitude è un esponente del genere che fa "storia a sé" anche per quella che è la selezione musicale, fatta di tracce eterogenee e non tradizionali, molte delle quali "costruite" esplicitamente da team di sviluppo per sposare le atmosfere sinestetiche che rendono così peculiare il gioco. Purtroppo la curva di difficoltà è molto ripida, ed il passaggio dal livello Intermedio a quello Avanzato catapulta il giocatore da un contesto di spossante rilassatezza ad uno di caotico affanno. Riuscendo a superare indenni questo problematico "scalino", si vedrà la faccia migliore della produzione, perfetta per il mercato digitale ma difficilmente in grado di rivaleggiare, in termini di tenuta, con colleghi dalla tracklist ben più corposa. Le modalità multiplayer, cooperative e competitive, sono purtroppo un'aggiunta molto blanda e non troppo convincente: Amplitude resta godibile soprattutto in solitaria.

7.5

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