Recensione Animal Crossing

Leggi la nostra recensione e le opinioni della redazione sul videogioco Animal Crossing - 2256

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  • Tre anni di attesa, ma ne è valsa la pena!

    Animal Crossing è uno di quei titoli che dimostrano come un voto possa essere poco rappresentativo della reale qualità di un videogioco. Dato che sarete già sicuramente corsi a dare un'occhiata alla pagella, sappiate che quell'otto e mezzo è una valutazione derivata dall'analisi non solo del gioco stesso, ma anche delle condizioni a cui Nintendo lo propone sul mercato europeo. Per chiarire le idee di chi sentisse parlare di Animal Crossing per la prima volta, va detto che il gioco in questione uscì negli Stati Uniti nel settembre del 2002; in realtà, la sua genesi è ancora precedente, dato che la primissima versione vide la luce in Giappone su Nintendo 64 nell'ormai lontano 2001 con il titolo di Animal Forest +, titolo riproposto su GameCube poco tempo dopo. Tre anni sono un'eternità, in ambito videoludico, e anche i fan più agguerriti possono iniziare a dare segni di nervosismo dopo una tale attesa per una semplice conversione. Certo, non si trattava semplicemente di tradurre i menu di uno sparatutto, c'era tutto un mondo da modificare e adattare (capirete perché), ma tra la versione americana e quella europea, diverse solo per le lingue selezionabili (tra cui un ottimo italiano), non c'è alcuna differenza. Altro problema non da poco: la suddetta versione statunitense utilizzava il sistema E-Reader per ampliare l'esperienza di gioco. I più astuti tra voi avranno già capito dove voglio andare a parare: in Europa l'E-Reader non è mai arrivato e con ogni probabilità non arriverà mai. Non si tratta di una limitazione che pregiudica la fruizione del gioco, ma resta il fatto che alcuni bonus sono preclusi ai giocatori europei. Non si può nemmeno prescindere dal criticare Nintendo per la scelta di vendere Animal Crossing a prezzo pieno, nonostante l'enorme ritardo con cui esce nel nostro continente. Sorpresi per la severità con cui tratto un gioco per GameCube? Mi rendo conto che, dopo aver letto queste prime righe della recensione, lo scetticismo si potrebbe essere impadronito di voi. Ma, a costo di sembrare un pazzo incapace di discorsi sensati, sappiate che Animal Crossing è uno dei videogiochi più geniali mai concepiti da mente umana, un autentico gioiello in cui è stato riversato con sapienza il meglio dello stile Nintendo. Un'ultima cosa: dite pure addio ai vostri rapporti sociali.

    Animal Crossing, si scende!

    Animal Crossing, essenzialmente, offre la possibilità ai giocatori di iniziare una nuova vita in un villaggio popolato da simpatici animaletti antropomorfi. Molti lo definiscono un ibrido tra il classico Harvest Moon e il noto The Sims: in effetti questa classificazione può dare un'idea del concetto che sta alla base del titolo Nintendo, ma si tratta di una visione troppo semplicistica. In realtà, non c'è nulla che non potrete fare, una volta arrivati nel vostro nuovo villaggio. Instaurare rapporti sociali, piantare e abbattere alberi, ricevere doni, pescare o visitare un museo, sta solo a voi decidere come impiegare le vostre giornate. Già, le giornate: caratteristica fondamentale di Animal Crossing è che il tempo nella vostra vita virtuale scorre parallelamente a quello del mondo reale, grazie all'utilizzo dell'orologio interno della console. Se alle 15:30 di domenica 26 settembre deciderete di giocare ad Animal Crossing, nel vostro villaggio sarà la stessa ora del medesimo giorno, e gli alberi staranno iniziando a perdere le foglie a causa dell'autunno incombente, esattamente come nel parco di fronte a casa vostra. Descrivere ogni possibilità offerta dal gioco richiederebbe pagine e pagine, per cui mi limiterò a descrivervi i primi, fondamentali momenti di gioco. Iniziando una nuova partita, vi troverete su un treno in piena corsa; un gatto dal sorriso amichevole vi si avvicinerà e vi chiederà se può sedersi di fronte a voi. C'è la possibilità di rispondergli in modo maleducato (ovviamente per i canoni Nintendo), ma il felino prende posto comunque e inizia ad attaccare discorso. Vi chiederà come vi chiamate, dove siete diretti e - soprattutto - se avete già una sistemazione. Il giocatore, catapultato in quell'universo parallelo, ammette davanti al simpatico compagno di viaggio di non avere le idee chiare sul proprio futuro nel nuovo villaggio. Scioccato, il gatto si apparta pochi istanti per telefonare a un conoscente (scena esilerante), dopodichè vi tranquillizza dicendovi che è tutto risolto: Tom Nook, proprietario della bottega del villaggio, vi offrirà a un prezzo da amico una delle sue case rimaste sfitte. Il treno si ferma dopo pochi minuti alla stazione, dove verrete accolti proprio da Nook, che si rivela essere un procione con il grembiule dotato di un particolare senso dell'umorismo. Superato il primo impatto con l'individuo, questi vi mostrerà quattro casette tra cui scegliere la vostra nuova dimora. Sorge a questo punto un problema: come pagare la casa al procione? Nook vi guarda un po' male, forse starà pensando che siete dei pezzenti, a girare con nient'altro che pochi soldi in tasca. «Poco male - dice inaspettatamente la nuova conoscenza - mi darai una mano in negozio e mi ripagherai pian piano».

    È importante avere degli amici...

    Inizia così il vostro altalenante rapporto con il gestore della bottega, che durante il vostro primo periodo di permanenza vi affiderà gli incarichi più diversi: dovrete consegnare oggetti agli animali del villaggio, piantare fiori e alberi davanti al negozio per abbellirne l'ingresso, e così via. È inevitabile che, fin dall'inizio, inzierete a conoscere i vostri nuovi concittadini, con i quali parlerete del più o del meno; alcuni di loro potranno anche chiedervi dei favori, dandovi così modo di scoprire tutta una rete di rapporti tra gli abitanti. Questi si differenziano tra loro per il tipo di carattere, per le abitudini (potrete trovarli a dormire in pieno giorno e vagabondare di notte, o viceversa) e per i gusti personali. Nel villaggio vivono anche personaggi cui fare riferimento a seconda delle vostre esigenze, come il tenente di polizia, il sindaco, il responsabile del museo e altri ancora. Mentre vi darete da fare per guadagnare qualche stellina (la valuta corrente nel mondo di Animal Crossing), avrete modo di trascorrere del tempo in modo rilassante. Potrete ad esempio pescare, o andare a caccia di insetti con il retino, e poi donarli al museo cittadino dove potranno essere ammirati da tutti. Potrete giocare ai grandi classici del Nes, attraverso un vero e proprio emulatore, una volta che sarete venuti in possesso delle storiche cartucce: si tratta forse degli oggetti più ambiti all'interno della comunità mondiale di Animal Crossing. Un gioco è già presente nella memory card che viene data in omaggio all'interno della confezione, ma per trovare gli altri dovrete avere fortuna... Esistono centinaia (e dico centinaia) di oggetti tra frutti, mobili, carta da lettere, retini per le farfalle, vanghe e quant'altro la vostra mente possa concepire, tutti acquistabili presso la bottega o ottenibili nei modi più disparati. Gran parte del vostro tempo sarà dedicata alla ricerca di nuovi elementi per arredare la vostra casa, di abiti sempre diversi o di frutti rari da far crescere sugli alberi. E qui viene il bello: se un vostro amico ha creato un villaggio, sarà sufficiente inserire la memory card su cui questo è registrato nel secondo slot della console per farlo visitare dal vostro personaggio. Recatevi alla stazione, e aspettate il primo treno che vi porti a destinazione. Ogni villaggio viene creato con caratteristiche differenti, come lo stile architettonico delle case, i tipi di frutta che crescono sugli alberi e così via. Una volta sul posto, potrete ad esempio raccogliere un frutto sconosciuto dalle vostre parti per iniziarne la coltivazione dietro casa vostra; chiaramente, essendo così raro, il prezzo a cui lo venderete sarà decisamente alto. Prendi questa, Tom Nook! Ma c'è ancora un altro modo per visitare luoghi lontani: il collegamento tra GameBoy Advance e GameCube permette infatti di scoprire un'isola tropicale tutta vostra, raggiungibile dopo una breve traversata in mare. Potremo anche portarci in giro la nostra isoletta, una volta scollegato il portatile, finchè questo non verrà spento. Sullo schermo del GameBoy Advance sarà possibile inoltre disegnare nuovi motivi da stampare sui tessuti che rivestono ombrelli, tappezzerie e vestiti. Un ulteriore modo per scambiare questi oggetti con altri giocatori è quello di affidare a Nook il compito di spedirli, attraverso un sistema di codici che possono essere semplicemente inviati a un amico che sentite per telefono o, per esempio, tramite forum. A proposito, non dimenticate di visitare il nostro Forum dedicato ad Animal Crossing, un ottimo modo per rendere la vostra esperienza di gioco ancora più entusiasmante! Il gioco offre poi un interessante sistema di gioco in multiplayer, dove fino a quattro giocatori possono alternarsi al controller condividendo lo stesso villaggio: le modifiche apportate al territorio da un giocatore saranno quindi visibili agli altri tre, sarà possibile scambiare lettere e oggetti creando un rapporto che influisce molto sulla vostra esistenza virtuale, pur non incontrando mai di persona il personaggio gestito da un altro giocatore. In realtà la condivisione di uno stesso villaggio e le visite a quelli di altri sono di primaria importanza se si vuole godere appieno l'esperienza offerta da Animal Crossing: sarà tutto più emozionante, il mondo sarà più vasto e affascinante, senza contare che si tratta di una sorta di una coesistenza sociale virtuale che potrebbe raggiungere momenti di assoluta ilarità.

    Grafica e sonoro? Obsoleti, ma chissenefrega!

    Dal punto di vista tecnico, Animal Crossing dimostra tutti i suoi anni. Il mondo, gli oggetti e i personaggi sono stilizzati attraverso l'uso di modelli poligonali semplici e di texture decisamente poco definite. Un grosso difetto? In realtà no, perché si tratta di uno stile che ben si adatta allo spirito del gioco; i colori pastello sono perfettamente azzeccati, e (ci mancherebbe) tutto quanto si muove con rilassante fluidità a sessanta frame al secondo. Non mancano i tocchi di classe, a partire dal succedersi delle stagioni che influisce sull'aspetto degli alberi e del terreno, o come la luce più calda al tramonto. Il sonoro è forse l'aspetto più trascurabile di Animal Crossing, e per tanti motivi passa in secondo piano: non è particolarmente invadente, dato che i motivetti di sottofondo vengono suonati a basso volume. Gli effetti sonori sono invece molto graziosi, e accentuano - seppure in modo delicato - ogni evento: la pioggia che cade, l'esca che entra in acqua, il rombo della cascata.

    Un'esperienza da provare

    Come detto in apertura, valutare attraverso un voto Animal Crossing è davvero difficile. Si tratta di un'esperienza troppo particolare e innovativa, che potrebbe far storcere il naso a molti per la mancanza di demoni da massacrare o di soldati da strangolare nel buio; può anche accadere che non ci sia un vero e proprio obbiettivo da raggiungere, cosa che talvolta disorienta e lascia perplessi. Un videogioco certamente di nicchia, ma non si può negare di essere di fronte a una delle creazioni più innovative degli ultimi tempi. Inoltre Nintendo ha compresso il meglio del proprio stile in questo minidvd, offrendo ai giocatori la possibilità di scoprire lungo tutto l'anno le chicche celate all'interno dei dialoghi o degli incontri che si faranno. Ogni stagione avrà i suoi appuntamenti, le sue feste (che seguono la tradizione anglosassone) e i suoi eventi a cui non mancare. La realizzazione tecnica non è sicuramente al passo con i tempi, ma ben presto non ci farete più caso: l'unico problema che potrà darvi Animal Crossing sarà il netto calo dei vostri rapporti sociali nel mondo reale, parallelamente alla nascita di nuove amicizie all'interno del villaggio popolato di animaletti, dove il vostro alter ego digitale ha deciso di andare ad abitare. Questo è un gioco che vi prende e non vi molla più, vi troverete a passare almeno un'ora tutti i giorni attaccati al controller per controllare la crescita dei vostri meli; non stupitevi se vi capiterà di dire alla vostra ragazza «Scusa amore, ma ora devo proprio andare. Tra venti minuti ho un appuntamento con Crocco il coccodrillo e non posso mancare». Benchè i difetti di cui si è parlato all'inizio della recensione siano decisamente seccanti, non si può che ammirare questo gioiello di design videoludico e consigliare a tutti una prova. Chissà, magari anche i fanatici fraggatori di Doom e gli ingegneri del calcio di Pro Evolution potrebbero rimanere stupiti di fronte alla bellezza di questa perla, nata dall'amore per i videogiochi di una software house che non smette mai di stupirci.

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