Antigraviator Recensione: corse spaziali stile WipEout e F-Zero

Antigraviator tenta di inserirsi in scia a WipEout Omega Collection, Fast RMX e Redout, non riuscendo però a tenerne il passo....

recensione Antigraviator Recensione: corse spaziali stile WipEout e F-Zero
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  • Dopo anni di notorietà grazie ai successi di serie come F-Zero e WipEout, i racing game futuristici hanno vissuto un periodo di relativo oblio. Recentemente, però, questa tipologia di produzioni è tornata a nuova vita, con titoli quali Fast RMX, Redout e lo stesso WipEout, in grado di riportare sotto i riflettori il brivido della velocità su bolidi aerodinamici, pronti galleggiare senza alcun rispetto per le leggi della fisica. Ognuna delle tre opere suddette ha incarnato una propria visione di ciò che un genere così storico possa (e debba) proporre nell'attuale generazione hardware, con variazioni a prima vista minime ma che in realtà gli permettono di differenziarsi a sufficienza le une dalle altre. C'è poi una pletora di prodotti meno conosciuta, da Radial-G: Racing Evolved all'ancora in sviluppo GRIP, che cerca di ritagliarsi un proprio spazio con alterne fortune. Dello stesso gruppo fa parte anche Antigravitor, nuovo racing sci-fi del team Cybernetic Walrus che, purtroppo, si lascia superare dalla diretta concorrenza, e si schianta proprio sull'elemento più importante di tutti: la guida.

    Fuori controllo

    Al primo avvio, Antigraviator ci lascia positivamente spiazzati: il primo logo visibile a schermo è infatti quello di Unity, ma il feeling visivo del gioco non ricorda affatto la moltitudine di altre produzioni sviluppate con il celebre engine multipiattaforma.
    Dal punto di vista puramente grafico, insomma, il lavoro svolto dallo studio Cybernetic Walrus è encomiabile: Antigraviator è fluido, veloce, visivamente brillante anche se richiede comunque una configurazione abbastanza spinta per dare il massimo, in particolare in 4K. Il senso di velocità è reso ottimamente e già dalle prime sfide i ritmi ci appaiono alquanto vertiginosi, molto più alti rispetto alle classi iniziali di WipEout Omega Collection, avvicinandosi - per questo aspetto - a Fast RMX, impegnativo e rapidissimo sin dalla prima gara.

    Come nel titolo di Shin'en manca però la visuale interna, che avrebbe garantito un senso di immersione ancora maggiore, a scapito dell'immediatezza con la quale è possibile usare gli avvitamenti laterali per spingere gli avversari contro le paratie a bordo pista, una caratteristica che incarna anche una delle poche variazioni rispetto alla formula, tutto sommato piuttosto canonica, di Antigraviator. Anche sul versante contenutistico l'opera non spicca per originalità, comprendendo al suo interno una campagna molto tradizionale con campionati di difficoltà crescente ed un reparto multiplayer che - a causa di server scarsamente popolati - non abbiamo potuto testare a dovere.
    Durante le prime gare, in ogni caso, si rimane estasiati per il colpo d'occhio e la velocità generale, resa ancora più estrema dall'uso delle classiche piattaforme di accelerazione sparse per le piste e dalla possibilità di accumulare turbo, da utilizzare attentamente nei momenti più opportuni per recuperare terreno e lanciarsi in sorpassi al limite.
    I tracciati non aggiungono elementi sostanziali rispetto ad altri titoli simili e, anzi, risultano abbastanza classici, sia per setting sia per la realizzazione, con qualche salto particolarmente ardito e alcuni dossi che portano i percorsi a cambiare pendenza in maniera repentina.

    Proprio quando le piste si faranno più tortuose, rendendo di fatto necessario l'uso dell'aerofreno, non sdoppiato come in WipEout ma posto sul grilletto sinistro del controller, emergerà però il limite più grande di Antigraviator, che di colpo lo declassa da buon esponente del genere a titolo che anche gli appassionati non giocheranno a lungo: il sistema di guida. Il primo difetto è rappresentato dal peso delle navette, molto difficile da percepire e che sottende una fisica di gioco impalpabile, assolutamente non in grado di fornire le giuste sensazioni al pilota.
    Tale mancanza si scontra dunque con un'implementazione dell'aerofreno di dubbia efficacia, in quanto il mezzo non sembra rallentare come dovrebbe: in tal modo, affrontare lunghi curvoni in velocità o cambi di direzione fulminei diventa un processo complicato e poco appagante, con i mezzi che assomigliano più a schegge impazzite incapaci di modificare la propria traiettoria, malgrado il largo anticipo con la quale si agisce sui comandi per provare a domarle.

    Se anche si tenta di adattarsi ad una fisica così differente rispetto a quella dei titoli di maggior successo, la mancanza di coerenza rende vani gli sforzi: se si approccia la stessa curva in modo simile, giro dopo giro si otterranno, in sostanza, risultati diversi, rendendo di fatto poco appagante il driving system e facendo scomparire poco alla volta la voglia di impegnarsi per provare a migliorare le proprie performance. Più l'utente ha speso ore su un episodio di WipEout o Redout, più si accorgerà rapidamente che la produzione di Cybernetic Walrus non è in grado di garantire quel piacere di guida, quel feeling istintivo con il proprio mezzo, quella sensazione di pennellare la traiettoria di una curva al millimetro che sono insiti nel DNA dei migliori racing game futuristici.
    In una decina di gare, Antigraviator avrà giocato tutte le sue carte e non basterà pertanto un sistema di trappole (che va a a sostituire le armi) a mantenere vivo l'interesse, tanto più che sembra una versione meno spettacolare e molto meccanica di quanto visto nel mai dimenticato Split/Second.

    Antigraviator AntigraviatorVersione Analizzata PCCon la Wipeout Omega Collection che è tornata a nuova vita grazie all’aggiornamento per PSVR, e con Fast RMX che ha ottenuto un ottimo successo su Nintendo Switch, il diretto competitor di Antigraviator su Steam rimane Redout. Il corsistico di 34BigThings è però su tutt’altro livello, sia sul fronte qualitativo sia per quanto concerne il sistema di guida, estremamente più appagante e coeso. Risulta quindi difficile consigliare la produzione di Cybernetic Walrus, anche ora che è disponibile su Steam ad un prezzo molto abbordabile. Nei prossimi mesi è previsto persino l'approdo su console: tuttavia, considerando i rinomati congeneri disponibili sulle piattaforme casalinghe, senza una netta e dovuta revisione del gameplay, la conversione potrebbe rendere ancora più evidenti i limiti di un titolo tanto bello da vedere quanto insoddisfacente da giocare.

    CONFIGURAZIONE PC DI PROVA

    • CPU: i5 6600K
    • RAM: 16 GB
    • GPU: Nvidia GTX 1080
    5

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