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Apex Construct per PlayStation VR Recensione: scontro tra IA in Realtà Virtuale

Due intelligenze artificiali in lotta fra loro, un arco tecnologico e un esercito di robot assassini sono gli ingredienti di Apex Construct...

Apex Construct per PlayStation VR Recensione: scontro tra IA in Realtà Virtuale
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  • Pc
  • PS4
  • Il primo trailer di Apex Construct fu mostrato durante l'ultima edizione della Paris Gamesweek; un evento che, assieme alla Gamescom tedesca, aveva riservato grosse sorprese agli amanti della Realtà Virtuale made in Sony. La proposta di Fast Travel Games era sembrata se non altro intrigante, sia per un immaginario potenzialmente molto curioso, sia per la presenza di fasi d'azione che sembravano sfruttare in maniera interessante i controller di movimento di PlayStation.
    Durante la fiera francese il titolo fu comunque surclassato per peso e visibilità dal non troppo riuscito The Inpatient, ma questo non gli ha impedito di rimanere sui radar dei possessori di PlayStation VR, sempre più numerosi e appassionati.
    Apex Construct arriva quindi sul PlayStation Store proprio nel periodo successivo all'horror di Supermassive Games, rafforzando quindi la continuità delle uscite di quest'anno per PSVR.

    Scontro tra IA

    Indossato il visore e impugnati due Move, ci si sveglia completamente disorientati in un mondo quasi onirico: palazzi in rovina sembrano cristallizzati nel tempo, e una fitta vegetazione comincia a ricoprirne le logore pareti; la gravità non risponde inoltre alle leggi che conosciamo e robot assassini attentano alla nostra vita.
    Una rapida occhiata alle nostre mani rivelerà che la sinistra è meccanica, segno che abbiamo subito una sorta di operazione che ha modificato radicalmente il nostro corpo, sacrificando il nostro arto originale per guadagnare la possibilità di usare armi avveniristiche e aprire un inventario olografico.

    Grazie ad una voce misteriosa scopriremo presto di essere in un futuro non troppo lontano: più precisamente nel 2040, in un mondo dove gli esseri umani sono del tutto scomparsi a causa di un cataclisma che viene chiamato Shift. Anche la natura è stata intaccata dal non meglio precisato evento, e gli unici esseri senzienti rimasti sono Fathr, il nostro interlocutore, e Mothr, che avremo modo di conoscere proseguendo nell'avventura.
    Fathr e Mothr sono due intelligenze artificiali in contrapposizione tra loro, e almeno inizialmente il loro ruolo sarà tutt'altro che chiaro. Non avremo quindi altra scelta se non fidarci di Fathr, seguendone i consigli per cercare di sopravvivere. Molto dubbi però rimarranno: chi ha sostituito la nostra mano e perché? Siamo gli unici esseri umani ancora in vita? Perché le macchine sono pronte ad attaccarci a vista e che ruolo hanno nella vicenda?
    Apex Construct si configura quindi come un'avventura d'azione in soggettiva, con un tocco di mistero e un sistema di combattimento interessante, che sfrutta i controller di movimento per permettere di imbracciare un arco tecnologico e scoccare frecce di vario tipo.
    Una volta selezionata l'arma, questa si aggancia alla nostra mano sinistra. Avvicinando la destra comparirà una freccia tra pollice e indice: allineando quindi le mani come si farebbe con un arco vero la freccia si posizionerà al centro della corda, permettendo quindi di arretrare il braccio destro per tenderla e poi scoccarla verso il bersaglio, mirando grazie ad una rotazione del busto. Il sistema è intuitivo e le gesture funzionando molto bene, a tutto vantaggio del coinvolgimento. La tecnologia dell'arto nasconde anche un generatore di scudo, in grado di proiettare davanti alla nostra mano una superficie energetica azzurra che può assorbire i proiettili sparati dai robot. Gli scontri si arricchiscono quindi di sottili venature strategiche, imponendoci di scegliere il tempismo con cui attaccare e parare.
    I combattimenti risultano poi ancor più importanti nell'economia di gioco per via del blando sistema di progressione inserito nell'avventura: nell'abitazione parzialmente diroccata che funge da campo base è possibile spendere dei globi di energia per migliorare il proprio arco, rendendo le frecce più efficaci, accorciando i tempi di ricarica e potenziando lo scudo. La valuta può essere accumulata sconfiggendo i robot, ma va riportata alla base prima di poter essere spesa.

    Purtroppo le battaglie non sono dinamiche quanto potrebbero, dal momento che si finisce sempre per confrontarsi con gli avversari rimanendo fermi sul posto. Il problema è che i movimenti risultano tutt'altro che immediati, e la colpa è di sistema di locomotion abusato e poco intelligente. Apex Construct sfrutta l'arcinota tecnica dei teleport, e utilizza al contempo due pulsanti per far ruotare sul posto il nostro avatar. Una soluzione che nella concitazione degli scontri diventa scomoda e poco intuitiva. È comunque possibile abilitare movimento e rotazione libera, ma in questo caso verrà naturale girarsi su sé stessi, ritrovandosi rapidamente con le spalle verso la PlayStation Camera: una situazione gestita dal gioco grazie ad un apposito segnale che invita a riposizionarsi frontalmente. Per quanto il team di sviluppo abbia provato a strutturare un sistema capace di superare i limiti intrinseci di PlayStation VR, che ha un sistema di tracciamento dei movimenti meno elaborato rispetto a quello della concorrenza, Apex Construct finisce per soffrire moltissimo di queste costrizioni.

    Un bel gioco dura poco

    Uno degli aspetti più riusciti di Apex Construct è sicuramente la storia, dotata di quell'alone di mistero che spinge ad esplorare minuziosamente gli ambienti, in cerca di ogni dettaglio che possa svelare quali siano i rapporti di forza tra Fathr e Mothr, e capire quindi di più sulla situazione in siamo stati catapultati.
    L'interesse iniziale scema però abbastanza rapidamente, anche a causa della costante necessità di accedere a terminali dotati di una tastiera da utilizzare con i propri indici, digitando i comandi di un sistema operativo simile al DOS. Si tratta di meccaniche puzzle esaltanti inizialmente ma monotone già dopo un'ora di gioco, per via di una ripetitività di fondo molto marcata.

    La stessa sensazione traspare emerge anche dai combattimenti, sulle prime resi piacevoli dalle ottime meccaniche di utilizzo dell'arco, ma in realtà molto limitati anche sul fronte della varietà di situazioni, al punto da risultare anacronistici se confrontati al dinamismo offerto da titoli come Raw Data o Sairento VR.

    Apex Construct Apex ConstructVersione Analizzata PlayStation 4Dopo un inizio curioso e intrigante su tutti i fronti, da quello ludico a quello narrativo, l'esperienza di Apex Construct diventa canonica, poco innovativa e monocorde. Sia per tematiche che per meccaniche di gioco il titolo di Fast Travel Games risulta poco incisivo sulla lunga distanza: il sistema di gestione degli spostamenti è decisamente macchinoso, gli scontri si fanno troppo simili fra loro, fin quasi a diventare meccanici, e l'interazione tattile con alcuni elementi dello scenario è davvero troppo blanda per rappresentare un pilastro della produzione. Apex Construct dimostra che non bastano alcune buone idee per confezionare un prodotto interessante per tutta la sua durata. La qualità non proprio eccelsa della produzione si scontra anche con un prezzo decisamente più alto rispetto alla media.

    6.8

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