Arizona Sunshine 2 Recensione: uno sparatutto VR che non delude

Abbiamo giocato con il sequel dell'apprezzato sparatutto a base di zombie in realtà virtuale: tante novità, gameplay solido e una campagna apprezzabile.

Arizona Sunshine 2 Recensione: uno sparatutto VR che non delude
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS5
  • Grazie al connubio tra semplicità e ed efficacia delle meccaniche, Arizona Sunshine di Vertigo Games si è saputo distinguere nel campo delle esperienze VR a base di morti viventi (qui la recensione di Arizona Sunshine). A distanza di sette anni dal debutto del primo capitolo, gli sviluppatori olandesi provano a lasciare di nuovo il segno con Arizona Sunshine 2, con l'obiettivo di migliorare ed espandere i punti di forza del franchise. Saranno riusciti a fare centro un'altra volta?

    Un Buddy per amico

    Per la serie "squadra che vince non si cambia", l'offerta ludica del gioco non si discosta più di tanto da quella del predecessore. Il punto focale resta la campagna single player, che ci chiamerà a vestire i panni dello stesso protagonista conosciuto nel primo capitolo, riprendendo la storia da dove era stata lasciata. Sullo sfondo c'è la solita, soleggiata Arizona, questa volta con un tocco di varietà in più nelle ambientazioni che si alternano tra un capitolo e l'altro, dalle classiche aree desertiche ai canyon, fino al sottosuolo fatto di reti fognarie e miniere.

    Ovviamente, a sbarrarci la strada ci saranno tanti zombie pronti a sbucare da ogni angolo per divorare il nostro cervello. Oltre a poter contare su un vasto arsenale di armi, questa volta potremo affidarci anche a un alleato molto speciale. Stiamo parlando di Buddy, un amorevole pastore tedesco che incontreremo nelle prime fasi dell'avventura, e di cui non potremo più fare a meno per sopravvivere all'apocalisse. L'amico a quattro zampe si rivelerà presto un companion fondamentale, in grado di salvarci la vita nei momenti più critici e aiutarci nella soluzione dei puzzle ambientali.

    Tramite un semplice comando potremo indicare al cagnolone di attaccare uno specifico nemico, oppure di sgattaiolare sotto un cancello per recuperare una chiave o per spostare un cadavere che blocca il passaggio. Sarà inoltre possibile riporre sul suo dorso un paio di armi, così da estendere la capacità del nostro inventario. Buddy rappresenta senza dubbio la novità più interessante introdotta da Vertigo Games, e non solo nell'economia del gameplay. Benché Arizona Sunshine 2 rimanga un gioco in cui la narrazione funge da semplice pretesto per tuffarsi in battaglia, il rapporto di reciproca fiducia che si sviluppa con il fido peloso riuscirà ad aggiungere quella nota di coinvolgimento emotivo che non ti aspetti.

    Una piccola parentesi di calore che fa da contraltare alla vena leggera che permea l'avventura, e da perfetta spalla al black humor del protagonista (interpretato di nuovo dall'ottimo Sky Soleil). La trama rimane saldamente ancorata ai tropi del genere e non riserva particolari sorprese, ma riesce ad avere quella marcia in più che spinge ad avanzare nelle storia per vedere "come va a finire".

    Nell'insieme, la campagna principale ci è piaciuta. Oltre a vantare una longevità sopra la media (si viaggia intorno alle 15 ore), la varietà di situazioni e la presenza di alcune sequenze cinematografiche restituiscono il feeling di una produzione di livello. Si rimane piacevolmente incollati al visore dall'inizio alla fine, al netto di piccole sbavature tecniche e di alcuni crash occasionali (nulla che non possa essere risolto con le prime patch disponibili al day one).

    Avremmo gradito qualche tipologia di nemico in più, e magari la presenza di una manciata di boss a spezzare il ritmo dei combattimenti standard. Gli zombie non sono tutti uguali (alcuni indossano protezioni e richiedono più tempo nelle uccisioni one shoot, altri sono più imponenti e così via), ma tendono a riproporsi con un meccanismo a ondate che non concede molta fantasia alla varietà degli approcci adottabili dal giocatore. Si tira tendenzialmente dritto, facendo fuori gli avversari a suon di pallottole o con un colpo di ascia ben assestato sul cranio. Quando arrivano le orde è invece il momento di sfruttare gli esplosivi e le armi automatiche. Il tutto funziona e diverte grazie alla bontà del gunplay, ma alla lunga si potrebbe avvertire qualche momento di noia. Le cose si fanno tuttavia più interessanti ai livelli di difficoltà avanzati, quando il gioco assume i connotati di un autentico survival in cui ogni singola risorsa conta, e dove l'aiuto di Buddy può fare la differenza tra la vita e la morte. È anche il momento in cui viene voglia di giocare insieme a un altro compagno in carne e ossa pronto a coprirci le spalle, cosa che è possibile fare grazie alla modalità co-op.

    L'intera campagna, infatti, può essere affrontata sia da soli che al fianco di un alleato, in qualsiasi momento e in qualunque punto dell'avventura. Presente all'appello il supporto al cross-play tra tutte le piattaforme (PSVR 2, Oculus e PC), un'ottima notizia per chi avesse amici che giocano altrove, e in generale per la popolosità dei server nel medio-lungo termine. Oltre alla storia principale è presente una modalità orda da 1 a 4 giocatori, che a dire il vero sembra poco più di un piccolo diversivo. Parliamo essenzialmente della stessa horde mode vista nel primo capitolo, in cui si affrontano a una serie di gruppi di non morti.

    Ogni 5 round c'è un upgrade alle armi e si continua a combattere a oltranza fino alla morte, nel tentativo di sopravvivere il più a lungo possibile e segnare un nuovo record nella leadearboard internazionale. L'unica mappa al momento disponibile consiste in un piccolo accampamento circondato da muri invisibili, in cui non bisognerà fare altro che girarsi attorno per eliminare gli zombie in avvicinamento. Insomma, nulla di realmente memorabile, a meno che lo sviluppatore non decida di rendere più interessante la modalità con l'introduzione di nuovi contenuti e arene inedite.

    Potenza di fuoco e grafica

    Vertigo Games ha acquisito una certa esperienza con il linguaggio della realtà virtuale, e Arizona Sunshine 2 ne è la dimostrazione a proposito, qui la recensione di Horizon Call of the Mountain). Tutte le azioni di gioco prevedono il coinvolgimento fisico dell'utente, a partire dalla ricarica delle armi. Se nel primo capitolo bastava avvicinare le bocche da fuoco alla fondina, adesso sarà necessario eseguire l'intera procedura a mano.

    Il processo è diversificato per ogni strumento di morte: con le pistole bisogna inserire il nuovo caricatore e spingere il carrello, mentre per il fucile a pompa dovremo aprire la canna e inserire i singoli pallettoni. Il tutto funziona con la dovuta precisione ma bisogna prenderci la mano, perché occorrerà acquisire un po' di memoria muscolare prima di non andare nel panico nelle fasi più concitate (soprattutto quando si impugnano due armi contemporaneamente). Con la sua ricchezza di opzioni, l'armamentario è uno dei maggiori punti di forza del gioco.

    Dall'inizio alla fine della campagna si scoprono nuovi gingilli da testare sul campo di battaglia, tra cui lanciafiamme portatili e mitragliatori a canne rotanti, oltre a un buon numero di strumenti contundenti con cui spaccare crani. Ogni volta sarà un piacere imbracciare il nuovo giocattolo di turno per saggiarne tutta la potenza e vedere quali sensazioni restituisce. Ogni arma è diversa dalle altre e verrà spontaneo alternarle di continuo, anche se a volte bisognerà litigare con l'inventario. Quest'ultimo è mappato sul nostro corpo, con due slot riposti sulle fondine per le pistole, uno sulla schiena per le armi pesanti e altri due sui polsi per riporre oggetti e granate.

    Tendenzialmente non ci sono problemi a selezionare l'arma desiderata, ma nei momenti di foga può capitare di non riuscirci al primo tentativo, specialmente se si gioca da seduti. In questo caso ci saremmo aspettati un sistema di tracciamento più reattivo, almeno per quanto riguarda la versione PlayStation VR 2 (quella che abbiamo testato). Anche per gli esplosivi è prevista una grande manualità nell'utilizzo. Prima di lanciare una granata si dovrà procedere con la rimozione della linguetta, per non parlare della molotov che richiede di innescare la fiamma con l'impiego di un accendino. Queste dinamiche conferiscono una fisicità molto convincente al gameplay e valorizzano l'immersività della VR, ma dobbiamo ammettere che diventano difficili da gestire quando si viene colti di sorpresa dai nemici.

    La fisicità si riscontra anche nell'interazione con lo scenario, con alcune sezioni che richiedono di effettuare arrampicate degne di Horizon Call of the Mountain. Naturalmente si potrà rovistare in giro alla ricerca di varie risorse, a partire dal cibo necessario per recuperare la salute (non è prevista la guarigione automatica), senza trascurare le munizioni e i materiali per il crafting. Un'altra novità introdotta dagli sviluppatori consiste nella presenza di alcune valige da lavoro sparse in giro, con le quali è possibile fabbricare una serie di esplosivi. Nulla che stravolga le carte in tavola, a parte rendere più utile il setacciamento dei livelli.

    Nonostante si tratti di un gioco alquanto fisico, Arizona Sunshine 2 rimane un'esperienza VR accessibile grazie alle numerose opzioni per il comfort. Si può giocare in piedi o da seduti, scegliendo di muoversi con il teletrasporto o adoperando lo spostamento libero. C'è anche la facoltà di abilitare l'effetto "serratura" negli scatti rapidi della visuale, in modo da prevenire eventuali problemi di motion sickness.

    Su PlayStation VR 2 il gioco si comporta abbastanza bene anche sul piano tecnico, ma senza strafare e limitandosi a condurre un buon lavoro di ottimizzazione. Si raggiungono i 120 fps in retroproiezione, mantenendo una buona pulizia visiva (non ai livelli di Red Matter 2 o The Walking Dead: Saints & Sinners Chapter 2) e una fluidità stabile. Non abbiamo invece riscontrato specifici utilizzi per l'eye tracking, che ne esce totalmente ignorato e non viene usato nemmeno per la navigazione dei menu.

    Anche se il nuovo shooter di Vertigo Games non sembra essere stato creato a puntino per il visore Sony (diversamente da Synapse, di cui vi proponiamo la recensione), quello che rimane tra le mani è uno dei migliori zombie game disponibili attualmente in VR, in particolare se si è alla ricerca di una campagna single player longeva, appassionante e dai valori produttivi sopra la media.

    Arizona Sunshine 2 Arizona Sunshine 2Versione Analizzata PlayStation 5Arizona Sunshine 2 è esattamente quello che ci si aspettava, il classico sequel "bigger and better" che migliora ed espande quanto c'era di buono nel titolo precedente. Tra le novità abbiamo apprezzato l'introduzione di Buddy, un'ottima aggiunta che arricchisce il gameplay e il coinvolgimento del giocatore, senza dimenticare il nuovo approccio fisico ai combattimenti che valorizza le caratteristiche della realtà virtuale. Non possiamo dire lo stesso per il sistema di crafting, che si è rivelato invece poco influente nell'economia dell'esperienza. Al netto di qualche sbavatura tecnica e di una scarsa varietà dei nemici, il nuovo shooter di Vertigo Games funziona molto bene e riesce ad offrire una campagna degna di nota, presentandosi come uno dei prodotti a tema zombie più validi del catalogo VR.

    8

    Che voto dai a: Arizona Sunshine 2

    Media Voto Utenti
    Voti: 10
    7.6
    nd