Arkanoid Eternal Battle Recensione: una sfida vintage stile Battle Royale

Dai lontani anni 80, il classico arcade di Taito torna oggi su PC e console in un'inedita veste Battle Royale.

Arkanoid Eternal Battle Recensione: una sfida vintage stile Battle Royale
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  • Pc
  • PS5
  • Fra le tante correnti che l'industria dei videogiochi tende a generare, quella dei battle royale arcade è stata senz'altro, per qualche anno buono, una delle più interessanti da tenere d'occhio. Cominciato con il fortunatissimo Tetris 99 (per rinfrescarvi la memoria, ecco la nostra recensione di Tetris 99), il fenomeno delle sfide vintage in scala globale ha investito una miriade di franchise storici, da Super Mario Bros a Bomberman fino a Pac-Man (ecco la recensione di Pac-Man 99), dimostrando un buon grado di adattabilità a generi e meccaniche anche molto diversi tra loro e sfornando esperimenti piuttosto assuefacenti dal punto di vista dello scontro fra perfetti sconosciuti. È comunque fisiologico che la tendenza sia andata col tempo affievolendosi, benché poi qualche progetto, di tanto in tanto, spunti ancora fra le maglie del mercato.

    Questa volta il trattamento multiplayer "extra-large" è toccato ad Arkanoid, uno dei classici anni '80 per eccellenza, figlio prediletto dell'ormai atavico Breakout di Atari. Presente da soli pochi giorni in tutte le librerie PC e console, il titolo targato Pastagames e Microids tenta di donare nuovo appeal alla tradizionale ricetta "frangiblocchi", impresa già in partenza tutto fuorché semplice, dati gli oltre trent'anni sulle spalle della formula originale. Vediamo com'è andata.

    Sfida a venticinque...

    Quando si analizzano operazioni di questo tipo, ci pare sempre sensato partire dalla modalità che dà il nome al prodotto stesso, in questo caso l'Eternal Battle fra venticinque giocatori. Gli elementi di base, neanche a dirlo, sono quelli dell'Arkanoid nella sua forma primordiale: manovrando orizzontalmente una stanghetta, bisogna intercettare una pallina che rimbalza sui bordi dello schermo e che è in grado di rompere la maggior parte dei mattoni di una serie di muri che man mano si palesano a video, senza che essa oltrepassi la parte bassa del campo da gioco.

    Disposti in maniera diversa livello dopo livello e diversamente infrangibili, i blocchetti, una volta rotti, implementano il punteggio e, talvolta, lasciano cadere power up, bonus e malus di varia natura che, se intercettati dall'asticella, le consentono ora di allungarsi o accorciarsi, ora di calamitare la sferetta per poi rigettarla a piacimento, o letteralmente di sparare proiettili contro gli sbarramenti non ancora distrutti, e tanto altro ancora.

    Quel che cambia rispetto alla versione primigenia del 1986 è appunto che qui si sfidano altri videogiocatori simultaneamente connessi online: ciascuno è quindi alle prese con le proprie rogne del momento, ma al contempo è in gara con avversari che il software va pian piano a escludere, stando alle posizioni di una classifica che si aggiorna in base alle performance di tutti i contendenti. Una dinamica, questa, che molti altri battle royale di simile stampo hanno dimostrato di saper padroneggiare con sapienza, ma che purtroppo in Eternal Battle, fin da subito, risulta poco efficace e "sentita". Escludendo il numero di posizionamento in graduatoria, è infatti impossibile farsi un'idea chiara di cosa stia accadendo alla totalità degli altri duellanti, dei quali è possibile intravedere soltanto due riquadri ai lati del proprio. Qua e là si presenta l'opportunità di sferrare qualche attacco ai rivali - sempre senza che si riesca a capire nitidamente in che modo - ma l'impressione è che, a differenza di equazioni ludiche come quelle alla base di Tetris o Pac-Man, l'estrema velocità d'esecuzione di Arkanoid poco si presti a una competizione di questo genere.

    Il senso di sfida viene poi svilito dal fatto che allo stato attuale i server sono pressoché deserti e ci si ritrova, nella quasi totalità dei tentativi di connessione, a dover battagliare con un plotone di bot, cosa evidentemente tutt'altro che stimolante.

    ... e non solo

    Fortuna vuole che Arkanoid: Eternal Battle, seppur senza sbandieramenti, non si limiti a cavalcare l'onda di un trend, ponendosi anche a mo' di piccola raccolta a metà tra l'atteggiamento amarcord e la voglia di svecchiare quel tanto che basta. Lato nostalgia non si può che citare la modalità Classic, la quale non fa altro che riproporre Arkanoid nella forma e nei contenuti che tutti i gamer di vecchia data ricorderanno, da un punto di vista sia grafico che esperienziale.

    Sul fronte dell'ammodernamento è invece la modalità Neo a prendersi il centro della scena, con un'estetica fluo e delle sonorità futuristiche abbastanza convincenti - seppur rintracciabili in tante altre operazioni della stessa risma - e ben 45 livelli giocabili (con tanto di boss battle finale), dodici in più che nell'Arkanoid convenzionale.

    Del medesimo stile vagamente "al neon" gode infine l'opzione Versus, nient'altro che il più comune dei multiplayer offline in split-screen, per un massimo di quattro sfidanti seduti davanti a un unico schermo, che saprà senz'altro far felice chi ancora ama trovarsi a giocare spalla contro spalla.

    Nulla di trascendentale, specie considerando i trenta euro richiesti per accedere al pacchetto, ma comunque un modo tutto sommato onesto di diversificare un'offerta altrimenti troppo debole nel suo fulcro.

    Arkanoid Eternal Battle Arkanoid Eternal BattleVersione Analizzata PlayStation 5Arkanoid: Eternal Battle si salva in corner grazie a una serie di modalità accessorie che, fra classicismo e modernità, sanno rendere omaggio in maniera quantomeno dignitosa a un’opera che ha fatto la storia del medium. Quanto invece al suo cuore battle royale, bisogna purtroppo constatare come faccia una certa fatica a pulsare, troppo poco consistente e frequentato dalla community per giustificare, da solo, un prezzo del biglietto poi non così basso.

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