Arktika.1: recensione del nuovo sparatutto VR degli autori di Metro

L'ultima produzione di 4A Games ci porta tra i ghiacci della base Arktika.1, affrontando uno shooter su binari dagli alti valori produttivi.

Versione analizzata: PC
recensione Arktika.1: recensione del nuovo sparatutto VR degli autori di Metro
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Alessandro Mazzega Alessandro Mazzega prende confidenza fin da tenera età con pad e tastiera e si appassiona rapidamente al mondo dei videogiochi, lavorando come giornalista sulle principali realtà online e occupandosi di sviluppo, attualmente in Forge Reply. Bassista fallito, ha ormai venduto lo strumento per passare dietro al microfono, sia per cantare che per condurre il podcast Gaming Effect. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Con l'avvento della Realtà Virtuale gli sparatutto su binari hanno vissuto una seconda giovinezza. Non è difficile intuirne i motivi: sparare è infatti una delle meccaniche che si adattano con maggiore facilità ai visori VR ed ai controller di movimento, grazie al coinvolgimento immersivo offerto da questa tecnologia, in grado di rendere interessante e stimolante una tipologia di gameplay che su schermo tradizionale faticava ormai a trovare altri spunti.
Arktika.1 si pone quindi come un possibile nuovo punto di riferimento per gli shooter su binari, non rivoluzionando il genere ma offrendo un'esperienza dai valori produttivi di prim'ordine, andando ad inserirsi pertanto in quel filone di esclusive "Tripla A" per Oculus Rift al quale appartengono anche a Chronos, Edge of Nowhere e, più recentemente, Lone Echo.

Sotto zero

Arktika.1 è stato sviluppato da 4A Games, team che ha all'attivo la serie Metro e sta lavorando al nuovo episodio: Exodus. Non stupisce peranto che alcune atmosfere che hanno caratterizzato le avventure di Artyom all'interno nel sottosuolo di Mosca tornino in Arktika.1, sebbene declinate in modo diverso.
Anche in questo caso il mondo è vittima di un cataclisma estremo, che ha azzerato le possibilità dell'uomo di sopravvivere sulla superficie della terra. La minaccia delle radiazioni di Metro 2033 è stata sostituita da un inverno perenne che porta con sé temperature glaciali e lunghissime nevicate, mentre la base che dà il nome al gioco prende il posto degli inospitali cunicoli della metropolitana russa.
Il nostro primo contatto con Arktika.1 ci vedrà seduti sul posto del passeggero di un massiccio fuoristrada, in grado di sfidare le intemperie, guidato inoltre da una androide che impersonerà la nostra guida durante l'avventura.

Mentre attraversiamo una tempesta di neve apprenderemo dunque quale sarà il nostro compito: difendere la colonia da bande di predoni e da animali di ogni tipo, ossia specie minacciose (perennemente a caccia di cibo) che - nel corso dei decenni - hanno trovato il modo di adattarsi alle rigide condizioni ambientali della superficie.
Lungo il tragitto avremo la possibilità di interagire con il mezzo, di guardarci intorno, di abbassare il finestrino e porgere i documenti al punto di controllo, osservando poi la maestosità sia della colonia, sia dell'altissimo muro che la tiene al sicuro tanto dal freddo quanto dai predatori.
Si tratta comunque di una sezione pacata ed introduttiva, che ha lo scopo di coinvolgere e galvanizzare il giocatore in vista delle future missioni, completamente a base di azione e sparatorie senza tregua.
Una volta raggiunta la base riceveremo l'equipaggiamento di partenza, formato da una pistola automatica a ricarica rapida e da un revolver a tamburo dall'aspetto molto vintage. Avremo inoltre la possibilità di provare entrambe le armi al poligono di tiro: si tratta di un passaggio decisamente importante e da non sottovalutare, utile per prendere confidenza con le due pistole in dotazione. Gli strumenti si possono brandire semplicemente stringendo l'impugnatura dei controller Oculus Touch e ognuno possiede un metodo di ricarica differente: la pistola automatica va portata all'altezza della coscia per sostituire il caricatore, mentre per l'altra è necessario dare un colpo con il polso verso sinistra, in modo da far uscire il tamburo dalla sua sede ed espellere i bossoli.
È inoltre possibile riporre le armi nelle fondine, portando una mano dietro alla spalla e lasciando la presa, dopo aver sentito un apposito effetto sonoro simile ad uno scatto metallico, a conferma dell'avvenuto aggancio.
Il poligono è anche il luogo per effettuare gli upgrade, spendendo i soldi guadagnati con le proprie gesta in missione: una stampante 3D potrà costruire davanti ai nostri occhi mirini, emettitori laser, caricatori e torce, da raccogliere ed connettere fisicamente agli innesti presenti sulle bocche da fuoco, aumentando in tal modo il coinvolgimento ed il senso di presenza.

Le missioni rappresentano il vero cuore del gioco e sono tutte ambientate nella base o nelle immediate vicinanze: l'edificio è gigantesco e prima del cataclisma era popolato da migliaia di persone che, oltre alle abitazioni, frequentavano centri commerciali, sale cinema, studi medici e luoghi di aggregazione ogni tipo.
Ormai è quasi tutto in rovina e uno dei primi compiti che avremo sarà verificare il sistema di sicurezza che i sopravvissuti hanno installato nel tempo, al solo scopo di tenere alla larga sia i malintenzionati sia le creature più pericolose dalla torre centrale. Dopo aver dato il via ad un incarico, la struttura da shooter su binari emergerà nettamente, con una sola differenza sostanziale: non verremo trasportati in maniera automatica da un punto all'altro dello scenario ma dei globi di luce blu indicheranno il prossimo punto in cui spostarsi.

Osservando in quella direzione e premendo un tasto ci teletrasporteremo in maniera istantanea, decidendo quando ed in che modo spostarci, poiché nelle aree più ampie spesso è disponibile un maggior numero di destinazioni.
Questa possibilità impatta anche sulle dinamiche delle sparatorie: i punti in cui indirizzarsi offrono infatti protezioni di vario genere da sfruttare per non essere colpiti dal fuoco nemico, fornendo un barlume di tatticismo alle fasi d'azione.
La possibilità di teletrasportarsi apre dunque il gameplay a strategie di accerchiamento o di sfruttamento di posizioni elevate a proprio vantaggio, mentre fronteggeremo un'intelligenza artificiale che risulta abbastanza reattiva, capace persino di fare gioco di squadra e riorganizzarsi rapidamente.
Se Arktika.1 prova quindi ad innovare in parte una formula storicamente apprezzata ma ormai cristallizzata negli anni, è in particolar modo nel senso di immersività che riesce superare qualsiasi congenere uscito fino ad ora: i valori produttivi sono infatti altissimi e rivaleggiano addirittura con quelli di Lone Echo.

Le atmosfere che si respirano attraversando un laboratorio abbandonato o schivando i proiettili in un parcheggio pieno di auto abbandonate sono a nette tinte horror: i predoni, del resto, hanno preparato numerose trappole letali, ed hanno spesso la macabra tendenza a costruire forme umane utilizzando pezzi di manichini trafugati nella zona commerciale della colonia. Inoltre le creature, che grazie alle mutazioni sono riuscite ad ambientarsi al gelo, risultano piuttosto aggressive, soprattutto quando possono attaccare in gruppo, e spesso appaiono anche all'improvviso, tramite piccoli escamotage pensati per terrorizzare il giocatore e mantenerlo sempre sull'attenti.
Le sporadiche uscite all'aperto aggiungono poi un po' di varietà alle ambientazioni interne, e introducono effetti quali neve e nebbia, che rendono più difficile mirare correttamente. Il coinvolgimento ed il senso di inquietudine, poi, incrementa notevolmente quando ci troveremo a dover avanzare nelle tante zone immerse nel buio che popolano i livelli, nei quali è possibile avere una visuale migliore solo acquistando le micro torce da montare sotto alle armi, così da anticipare le mosse degli avversari e liberare il mondo dalla loro minaccia.

Arktika.1 Arktika.1 non rivoluziona il genere degli shooter su binari ma lo adatta in maniera perfettamente riuscita alla Realtà Virtuale, superando in qualità e coinvolgimento tutti gli altri prodotti simili attualmente presenti sugli store digitali dei visori VR. La produzione di 4A Games può essere accomunabile alla serie Metro per atmosfere e valori produttivi, e si indirizza chiaramente anche ad un’utenza non particolarmente avvezza alla realtà virtuale, grazie al sistema di teleport che minimizza l’insorgere di possibili effetti indesiderati. Un’altra esclusiva importante per Oculus, quindi, che si inserisce a fianco di Lone Echo tra le esperienze che i possessori di Rift dovrebbero assolutamente provare.

CONFIGURAZIONE PC DI PROVA

  • CPU: i5 6600K
  • RAM: 16 GB
  • GPU: Nvidia GTX 1080
8

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