Ary and the Secret of Seasons Recensione: la fiaba magica delle 4 stagioni

Indie di origine belga, Ary and the Secret of Seasons prova a portare la magia delle stagioni su console e PC: ecco il resoconto del nostro viaggio.

recensione Ary and the Secret of Seasons Recensione: la fiaba magica delle 4 stagioni
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Stadia
  • Dopo un percorso di sviluppo protrattosi per circa quattro anni, Ary and the Secret of Seasons ha lasciato gli studi di eXiin e Fishing Cactus per approdare su PC, PS4, Xbox One e Nintendo Switch. L'action-adventure dall'anima indie punta a presentare al pubblico una fiaba dai toni leggeri, pronta a dipanarsi in un mondo sconvolto dall'improvvisa furia delle stagioni. Una narrazione scanzonata e intriganti fasi puzzle/platform rappresentano i punti di forza del titolo, che, tuttavia, risulta purtroppo lontano dall'offrire un'esperienza completamente soddisfacente. È infatti bene evidenziarlo sin da subito: i problemi tecnici che affliggono l'avventura sono molteplici, in un quadro complessivo che impedisce al progetto di esprimere le proprie potenzialità.

    Un regno, un Mago Cattivo e un Guerriero Leggendario

    Come raccontato nel nostro provato di Ary and the Secret of Seasons, l'indie vede come protagonista la piccola Ary. Occhi grandi e ciuffo ribelle, la ragazzina è un concentrato di determinazione, coraggio e ottimismo: nel momento del bisogno non ci penserà dunque due volte a farsi carico del destino dell'intero Regno di Valdi. Diviso in quattro regioni contraddistinte da una stagione perenne, il reame deve il proprio assetto all'esito dell'epico scontro tra il Guerriero Leggendario e il Mago Cattivo, consumatosi un millennio addietro. Da allora, seppure con la sua struttura peculiare, l'universo di Ary vive in pace e prosperità.

    Ma se l'equilibrio del mondo intero non risultasse improvvisamente turbato, non ci troveremmo di fronte all'incipit di un'avventurosa fiaba. Ed ecco dunque discendere all'improvviso dal cielo una pioggia di cristalli scarlatti, capaci di sconvolgere l'assetto stagionale di Valdi. In ciascuno dei quattro regni, la stagione di riferimento muta, gettando nel caos le vite dei poveri abitanti. Non fa eccezione la dimora di Ary: il Regno di Yule, prima avvolto da nevi perenni, è ora rischiarato dal sole rovente dell'estate.

    Una tale situazione non può che richiedere l'immediato intervento del Consiglio dei Guardiani delle Stagioni, organo deputato a vigilare sull'equilibrio climatico e a contrastare il risorgere di forze oscure. Composto da quattro eroiche figure, l'istituzione rappresenta l'intero Regno di Valdi ed ha la propria sede operativa presso la grande Cupola delle Stagioni. Tra i membri del Consiglio figura anche il padre di Ary: Guardiano dell'Inverno, quest'ultimo non si trova tuttavia nelle condizioni di poter fronteggiare la nuova minaccia.

    In seguito alla misteriosa scomparsa, e presunta morte, del figlio e apprendista

    Flynn, l'uomo è infatti ridotto in stato catatonico. Ottimista nonostante la situazione difficile, Ary è convinta che suo fratello possa in realtà essere ancora vivo. A convincerla è il ritrovamento della spada di legno del giovane, nella quale la ragazzina si imbatte dopo aver sventato l'attacco di una serie di iene antropomorfe alla sua città natale. Spinta dalla volontà di scoprire le sorti di Flynn, lasciar riposare il padre e vivere una grande avventura, sarà Ary a rispondere alla chiamata dei Guardiani.

    Giunta alla Cupola delle Stagioni, la piccola scoprirà che forze oscure sono al lavoro nel Regno di Valdi e che il mondo ha bisogno di una nuova eroina. I preziosi cristalli delle stagioni, grazie ai quali i Guardiani controllano il clima, sono infatti stati rubati. Fortunatamente, la pietra dell'inverno è rimasta al sicuro tra le mani di Ary, che ora è ansiosa di poterne padroneggiare tutti i poteri. Recuperare le pietre smarrite è la missione che vedrà la giovane protagonista impegnata in un pericoloso viaggio, per un'avventura che non si prende mai totalmente sul serio e in cui l'ironia è una piacevole costante.

    I toni del racconto proposto da Ary and the Secret of Seasons appaiono infatti leggeri e scanzonati, tra eroi privi in realtà di una qualsivoglia aura di epicità, un bizzarro Principe e Boss a dir poco chiacchieroni. Un elemento apprezzabile, che offre un gradito colorito a una narrazione che, diversamente, non presenta grandi spunti in termini di profondità od originalità. L'impianto narrativo si mantiene alquanto lineare per l'intera durata del titolo, per poi culminare in un finale frettoloso, che non ha mancato di destare qualche perplessità.

    Un peccato, perché alcuni dei personaggi, Ary in primis, scatenano un'immediata simpatia e avrebbero potuto beneficiare di un racconto che, pur restando nei confini del fiabesco, risultasse maggiormente strutturato e coinvolgente. Ben realizzate risultano invece le cut-scene, che, con circa un'ora di contenuti, raccontano l'evoluzione della trama dell'action-adventure.

    Al controllo delle quattro stagioni

    Ma la sensazione che l'action-adventure rappresenti un'occasione mancata non giunge esclusivamente da un comparto narrativo in parte imperfetto, ma anche e soprattutto dal gameplay, che soffre di una qualità dall'andamento altalenante.

    Dopo averci lasciato buone sensazioni in occasione del precedente assaggio di

    Ary and the Secret of Seasons, la componente puzzle/platform del gioco ha saputo convincerci anche nella sua declinazione finale. Al cuore dell'esperienza risiede la possibilità per la protagonista di evocare il potere delle quattro stagioni, al fine di influenzare il mondo circostante. Primavera, estate, autunno e inverno si manifestano in forma di sfere, le cui dimensioni possono ampliarsi notevolmente in prossimità di magici monoliti. Grazie a questo espediente, le variazioni climatiche possono interessare sia una piccola area, sia un intero palazzo.

    Inizialmente in possesso esclusivamente del cristallo d'inverno, Ary recupererà progressivamente anche le altre pietre, acquisendo così il controllo dell'intero pantheon delle stagioni. A seconda del clima che si sceglie di richiamare, sarà possibile trasformare specchi d'acqua in lastre di ghiaccio oppure far germogliare rami e radici per poi arrampicarvisi. Un ampliamento di possibilità che si accompagna all'acquisizione di ulteriori abilità grazie al rinvenimento di strumenti chiave. Uno speciale paio di stivali, ad esempio, ci offrirà in dono un utile doppio balzo, mentre una collana magica ci permetterà di nuotare sott'acqua.

    L'intero insieme di strumenti a nostra disposizione dovrà essere sfruttato al meglio per superare molteplici dungeon, tra i quali spiccano i templi delle stagioni, quattro grandi strutture che Ary sarà costretta ad esplorare da cima a fondo. Ben congegnati, questi ultimi offrono una variegata selezione di puzzle ambientali. Posizionare cubi su speciali sostegni, regolare il livello dell'acqua tramite appositi meccanismi o, ancora, evocare l'inverno per far apparire strutture di ghiaccio saranno tutti passi essenziali per poter procedere nella nostra missione.

    Decisamente meno positivo è invece il giudizio finale sul combat system proposto da Ary and the Secret of Seasons. In sede di recensione trovano infatti nuovamente conferma le criticità già evidenziate in precedenza. Dalla dinamica natura action, gli scontri proposti dal titolo indie si strutturano attorno a un quadro essenziale che prevede un unico attacco, un sistema di parata e risposta e la possibilità di cimentarsi in piroette e capriole. Molto semplice, l'assetto non offre particolari stimoli, complice anche un livello di difficoltà fortemente tarato verso il basso.

    Ad ostacolarla nella sua avanzata, Ary trova una contenuta varietà di nemici, tra i quali spiccano gruppi di iene antropomorfe, ma tra i cui ranghi si contano anche procioni armati di bastone magico e funghetti esplosivi. Gli avversari comuni non rappresenteranno quasi mai una minaccia concreta, mentre le Boss fight riescono in taluni casi a mettere alla prova le abilità del giocatore. Una di queste, che ci ha visto contrapporsi a una grande creatura alata, ci ha particolarmente convinto, grazie a un'evoluzione a fasi e alla combinazione di fasi platform, utilizzo di poteri e strumenti. Si tratta tuttavia di un apprezzamento che non possiamo rivolgere alla totalità dei confronti: altre Boss Fight si sono infatti rivelate decisamente poco stimolanti.

    Elemento interessante, che vale sicuramente la pena evidenziare, è la commistione tra potere delle stagioni e combat system. Diversi nemici possono infatti reagire a una variazione climatica. Alcune iene, ad esempio, se affrontate in inverno potranno difendersi grazie a impenetrabili scudi di ghiaccio, mentre in altri casi utilizzare il potere delle stagioni sarà necessario per privare i nemici di protezioni composte di rovi spinati. Seppur intriganti, queste meccaniche sono purtroppo implementate esclusivamente su piccola scala, complice anche una varietà contenuta di avversari. Un maggiore focus su questo aspetto avrebbe sicuramente rappresentato un plus per la produzione.

    Una stagione problematica

    Produzione indipendente, Ary and the Secret of Seasons non ha certamente potuto contare su di un budget di eccessivo spessore, condizione che si è tradotta in un comparto grafico di basso profilo. All'estetica low poly, si accompagnano una generale povertà di dettagli e un massiccio riciclo degli asset utilizzati per plasmare gli abitanti di Valdi.

    A un primo impatto, i colori accessi che avvolgono il titolo e le architetture in stile coreano che caratterizzano la città natale di Ary ci hanno fatto sperare nella possibilità che una direzione artistica ben studiata potesse compensare le mancanze più strettamente tecniche. A fronte dell'esplorazione dell'intero mondo di gioco, ci spiace tuttavia constatare una generale mancanza d'ispirazione nella realizzazione di altri regni di Valdi. Se un regno chiaramente ispirato ai panorami della Grecia di Santorini ha saputo convincerci, le aree a tema desertico e medievale non godono invece di un'identità distintiva.

    Come accennato in apertura, nel valutare la qualità complessiva dell'esperienza proposta da Ary and the Secret of Seasons è purtroppo necessario mettere in conto la vasta selezione di problematiche tecniche riscontrate durante l'avventura. A balzare immediatamente all'occhio, sin dalle primissime fasi di gioco, è un frame rate decisamente instabile, che non lesina cali marcati e frequenti anche durante le fasi di esplorazione. Il mondo di gioco prende inoltre forma progressivamente, con fenomeni di pop-up e caricamento delle texture molto vistosi.

    Non mancano all'appello una vasta selezione di glitch, bug e imprevisti di varia natura. Sovente, i nostri nemici hanno improvvisamente cessato di essere aggressivi, osservandoci immobili senza reagire sino a un attacco diretto da parte di Ary. Altre volte, la nostra protagonista è misteriosamente sparita dall'inquadratura, costringendoci a ricaricare la partita per poter procedere con il viaggio. Un fenomeno di crash costante in occasione dell'uscita da un dungeon ha inoltre reso inutilizzabile un nostro salvataggio, costringendoci a riprendere la partita da una sezione precedente.

    Ary and the Secret of Seasons Ary and the Secret of SeasonsVersione Analizzata PlayStation 4Complessivamente, la sensazione che ci ha trasmesso Ary and the Secret of Seasons è quella di un gioco che avrebbe avuto bisogno di ancora alcuni mesi di lavoro e rifinitura prima di poter approdare sul mercato. Il comparto tecnico risulta infatti acerbo, con conseguenze che influenzano in maniera marcata la fruizione dell'avventura. Alcune carenze del comparto narrativo e una generale mancanza d'ispirazione sul fronte artistico non contribuiscono a migliorare il quadro complessivo. I toni ironici del racconto, la simpatia di Ary e la buona implementazione delle meccaniche puzzle legate all'alternarsi delle stagioni non risultano purtroppo sufficienti per spingerci a promuovere l'indie belga, proposto a 39,99€ su PC, PlayStation 4, Xbox One e Nintendo Switch.

    5.8

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